La doppia personalità del viaggiatore solitario

Ho pensato molto prima di scrivere questo post: a tutta la gente che ho incontrato durante i tanti viaggi, alle mille diverse personalità e alle stravaganze delle persone che incrociavo sui treni, sui pullman internazionali ma anche negli ostelli.

Nel mondo ci sono tantissime persone che viaggiano sole, quindi non stupitevi se, un giorno o l’altro, per convenienza o necessità dovesse capitare anche a voi.
C’è chi lo fa per cercare una vita migliore, chi per cercare di “fuggire” da una fase di stress più o meno temporanea e chi lo fa semplicemente perchè preferisce questo stile di viaggio a quello di gruppo.

Il viaggio in solitudine porta a cercare maggiormente legami con estranei e questo costringe in qualche modo chiunque a viaggiare in compagnia e quasi mai solo.
E’qui che subentrano le varie personalità dei viaggiatori/viaggiatrici solitari: ci sono quelli che preferiscono limitarsi a poche chiacchiere o contatti o addirittura ad isolarsi quasi tutto il tempo, piuttosto di altri che approfittano della libertà totale per buttarsi dentro tutte le opportunità che il viaggio offre loro.
Uscite serali, escursioni assurde, cambi di programma e tutto quanto si presenti loro, diventa per alcuni l’opportunità per fare di un viaggio in solitaria la festa di gruppo più grande dell’anno.

Mi trovavo a Tampere in Finlandia, l’anno delle olimpiadi in cui Stefano Baldini vinse la maratona.
Arrivai in ostello a notte fonda.
In reception mi accolsero con la solita frase che preannuncia una notte insonne: ” Mi raccomando! fai piano che dormono tutti!”
Ovviamente mi ritrovai un russatore seriale in camera.
Si trattava di un uomo che la moglie aveva messo in una stanza diversa dalla sua nel tentativo di riuscire a dormire almeno in vacanza!
La seconda notte cominciarono a volare scarpe, oggetti di ogni tipo e vari insulti in inglese maccheronico.
Capii subito che oltre al russatore, mi ero ritrovato in camera altri italiani che, in genere, cerco di evitare perchè mi costringono a parlare la mia lingua piuttosto che apprenderne di nuove!

Comunque…
si trattava di una coppia di amici e di un altro viaggiatore solitario: un architetto che aveva deciso di venire a vivere in Finlandia per migliorare la sua posizione lavorativa e magari trovar moglie.
Originariamente sarei dovuto restare a Tampere una o due notti al massimo. Per colpa dei miei nuovi “compagni di viaggio” rimasi 6 giorni.
Ogni sera era una discoteca o il pub oppure il giro per la città. Di giorno il mercato, l’escursione o il giretto per i negozi…

Conosco gente che per colpa di un amore passeggero da viaggio, ha passato 20 giorni nella stessa città ( senza combinare niente tra le altre cose).
Il viaggiatore solitario che si isola riesce a rispettare i suai piani di viaggio, vede tante cose, incontra mille culture e sicuramente conosce tanta gente.

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Il viaggiatore solitario dalla personalità più aperta, rischia di “buttare tempo” in imprevisti e programmi non inseriti in un piano di viaggio…Ma alla fine è anche questo il bello del viaggio: non fare troppi programmi e cercare di godersi al massimo tutto quello che riusciamo a inserire in quei giorni di felicità che possiamo passare in giro per il mondo.

A voi la scelta…

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