Giornata della Terra: “Our Place in Space” arriva in Irlanda del Nord il 22 aprile!

Our Place in Space debutta a Derry-Londonderry il 22 aprile, in occasione dell’Earth Day: un fantastico viaggio attraverso il nostro sistema solare, lo ricrea attraverso un percorso scultoreo di 10 km che esplora il significato di essere abitanti del nostro pianeta.
Ospitato dal Bay Road Park sulle rive del fiume Foyle, sarà a Derry-Londonderry fino al 22 maggio e successivamente dal 10 giugno al 10 luglio sarà trasferito a Belfast (tra Divis e Black Mountain), mentre dal 30 luglio fino al 28 agosto sarà allestito a Cambridge, per tornare in Irlanda del Nord dal 17 settembre al 16 ottobre, tra l’Ulster Transport Museum e il North Down Coastal Path.

Questa incredibile installazione è il frutto del lavoro di un team molto speciale, guidato dall’acclamato artista, illustratore e scrittore nordirlandese Oliver Jeffers, cresciuto a Belfast e attualmente residente a New York.
Le sue particolari sculture, alte 4 metri, contribuiscono indubbiamente a renderlo unico, tra cui modelli in scala del sole e di ciascuno dei pianeti del sistema solare: un’attrazione divertente e allo stesso tempo un’esperienza di apprendimento immersiva, da esplorare di persona , ma anche in qualsiasi parte del mondo attraverso un’app di realtà aumentata (AR) interattiva.
E per tutto il periodo della sua presenza nelle diverse location che lo ospiteranno, sarà accompagnato da un ampio programma di attività ed eventi live e virtuali.

Un programma divertente con il tentativo di battere un record per far capire su come vivere meglio sulla Terra

Sabato 23 aprile, il giorno dopo il debutto ufficiale, il Nerve Center – produttore di Our Place in Space – darà vita a un curioso happening, che tenterà di battere il Guinness World Record per il più grande raduno di persone travestite da astronauti. Il record attuale conta 257 astronauti e le tute spaziali indossate devono soddisfare criteri rigorosi come stabilito dal Guinness World Records.
E per assicurarsi che tutti siano pronti per la missione, Our Place in Space ospiterà una serie di workshop prima del tentativo, fornendo tutti i materiali necessari per realizzare al meglio il tuo costume.
Aperto a esploratori spaziali di tutte le età, l’evento offre l’opportunità di essere coinvolti in una missione cosmica divertente e davvero unica e di sentirsi parte di un’impresa da record.

Il “controllo a terra” durante la giornata sarà guidato da Mark Langtry, conduttore televisivo e referente di Explorium, il centro scientifico nazionale irlandese. A rendere ancora più gioiosa l’atmosfera della festa ci saranno anche artisti circensi, ospiti speciali e premi a sorpresa per alcuni dei migliori costumi.
L’app Our Place in Space sarà disponibile su dispositivi Apple e Android e consentirà agli utenti di fare una passeggiata attraverso il sistema solare, esplorando pianeti e persino 10.000 anni di storia umana sulla Terra attraverso la realtà aumentata. Attraverso l’app sarà inoltre possibile collezionare souvenir spaziali, tra cui personaggi del mondo di Oliver Jeffers, ma anche lanciare nello spazio una stella personalizzata.
Lo scopo principale del progetto è invitare le persone a capire cosa significa vivere sulla Terra nel 2022 e riflettere su come gli esseri umani potrebbero proteggere meglio il nostro pianeta in futuro.


Dalla creazione di una stella alla scrittura di una sinfonia per l’universo, dall’invenzione di una nuova forma di trasporto al collegamento con gli osservatori spaziali in Vietnam, Our Place in Space farà in modo che lo sguardo sul sistema solare non sia più lo stesso.
Il percorso è uno dei 10 grandi progetti creativi che fanno parte di UNBOXED: Creativity in the UK, una celebrazione della creatività che si svolgerà in tutto il Regno Unito nel 2022. Per sviluppare l’idea di Our Place in Space, Oliver Jeffers ha lavorato con un team che comprende il Nerve Center, un importante centro di arti creative con sede a Derry -Londonderry, nonché il pluripremiato compositore, produttore e artista del suono Die Hexen, l’astrofisico Stephen Smartt della Queen’s University Belfast e molti altri.

Maggiori info qui: https://ourplaceinspace.earth/

La Giornata della Terra e il nuovo video sul paesaggio creato dal vulcano di La Palma dopo l’eruzione

Per il quinto anno consecutivo si celebra la Giornata della Terra con un’attenta produzione audiovisiva che include i paesaggi meravigliosi e unici delle otto isole canarine, con un ruolo speciale dedicato al nuovo spazio creato dall’eruzione del vulcano Cumbre Vieja alla Palma. Con questo video si cercherà di raggiungere 5,2 milioni di persone, in particolare utenti di Internet che hanno un interesse particolare per le questioni ambientali e il turismo naturalistico.

La Giornata della Terra, che si celebra ogni 22 aprile, è diventata negli ultimi anni la scusa perfetta per mettere in risalto gli spazi naturali delle Isole Canarie che ora sono arricchiti dal neonato ambiente vulcanico della Palma. Questo nuovo paesaggio è chiamato a diventare una grande attrazione turistica che servirà a promuovere la ripresa economica dell’Isla Bonita.
La celebrazione di questo evento consolida il fatto che il marchio Islas Canarias è diventato un portabandiera per la difesa del territorio e l’unicità dei diversi paesaggi offerti dall’arcipelago, grandi attributi naturali della destinazione.
Con la celebrazione della Giornata della Terra negli ultimi anni, il marchio delle Isole Canarie mira a rafforzare nella mente dei turisti il ​​suo impegno nella difesa del territorio e dell’unicità dei paesaggi dell’arcipelago.

Per ottenere un maggiore successo nella comunicazione di questo messaggio, è stato segmentato il pubblico di destinazione in modo che il contenuto raggiunga gli utenti di Internet più interessati alle problematiche ambientali, al turismo naturalistico e alla scoperta dei paesaggi delle destinazioni che visitano.
Inoltre, si spera che questo video diventi virale sui social network grazie al messaggio emotivo trasmesso dagli ambienti naturali, dalla fauna e dalla flora delle otto isole. Quest’anno il video è stato realizzato anche in formato verticale per poterlo condividere sui rulli di Instagram e la sua replica su Facebook.
Il pezzo sarà trasmesso in dieci mercati: inglese, tedesco, francese, spagnolo, svedese, italiano, olandese, belga, irlandese e norvegese.

Lanzarote: dal vulcano al bicchiere. La storia dell’isola che produce un ottimo vino dalla lava

Le vigne di La Geria di Thierry GUIMBERT da Adobe stock

I vigneti di Lanzarote sono diversi dagli altri. Rappresentano una delle tante “battaglie” che si sono susseguite tra l’uomo e l’ambiente. Se provate a fermarvi in una cantina di La Geria e a fare un assaggio, vi renderete conto che qui l’uomo è riuscito davvero a vincere una grande sfida. In questo caso, però, ha reso bello il paesaggio e creato qualcosa di buono per la terra e per l’economia.

I vigneti di Lanzarote crescono su un mare basaltico di rocce nere formatosi dopo l’eruzione del Timanfaya nel XVIII secolo.
Questo è solo il primo dei tanti ostacoli che un normale vigneto potrebbe incontrare se volesse produrre uva da vino.
Buon vino intendo!
A tutto questo bisogna aggiungere il clima di Lanzarote che è paradisiaco per gli uomini ma non certo per la coltivazione della vite: tanto sole, pochissima pioggia e anche vento forte.

Nonostante tutto sembri al limite dell’impossibile, i vini di Lanzarote continuano a vincere numerosi riconoscimenti per la loro bontà e il loro gusto, segno che dietro il lavoro dei contadini non c’è solo l’impegno nel voler coltivare qualcosa in condizioni difficili , ma anche la grande capacità di creare un prodotto eccellente.

El Grifo de Lanzarote ha vinto un premio in un concorso di Bruxelles per la sua Malvasia Volcanica Lias 2018 e uno per la Collezione Rossa 2019, spuntandola tra 10.000 vini provenienti da quasi 50 paesi diversi. Premiate anche le cantine di Martinon, Rubicon e La Geria.

Ma da dove arriva davvero il “segreto” della coltivazione dei vigneti di Lanzarote?
I vignaioli si sono accorti che sotto la lava e la cenere il terreno formato da sabbia e argilla era ancora fertile e così hanno scavato profonde buche a forma di imbuto e piantato 3 viti in ognuna di esse. Hanno anche aggiunto muri in pietra semicircolari per proteggere le viti dai forti venti e dalla cenere vulcanica che si muoveva con loro.

Per quanto riguarda l’assenza di pioggia, è stato sfruttato lo strato di lapilli (piccoli frammenti di lava), che hanno un effetto termoregolatore sul sottosuolo. Questo facilita la filtrazione della pioggia evitando l’evaporazione dal terreno e mantenendo una temperatura costante.



Minorca: l’isola protetta dove regna la natura


L’immagine di Minorca è quella di un’isola verde con molte insenature e spiagge incontaminate. Insomma: tranquillità, natura e la vita a ritmi lenti. Ma se andiamo a vedere cosa “nasconde” di bello quest’isola in realtà c’è molto, molto di più: le attività in campagna, gli sport all’aria aperta, le delizie culinarie locali, l’artigianato e molti prodotti locali.

In verità, Minorca è un’isola che mostra i suoi tesori a chi li cerca veramente. Il punto più alto dell’isola è il Monte Toro che misura 358 metri sul livello del mare. La costa settentrionale è aspra e selvaggia con vegetazione rada e sabbia rossastra scura. La costa meridionale, invece, è costituita da anfratti boscosi che scendono verso calette e spiagge con sabbia bianca e mare turchese.

Il mare azzurro di Minorca
Foto di Cyril PAPOT da Adobe Stock

Il clima è particolarmente mite e temperato, anche se una caratteristica dell’isola è la forza del vento del nord. È un vento così forte che ha modellato il paesaggio. L’isola è divisa in otto comuni amministrativi: Maó, Ciutadella, Alaior, Es Castell, Sant Lluís, Es Mercadal, Ferreries ed Es Mig jorn Gran.

La riserva della biosfera

Minorca è stata dichiarata Riserva della Biosfera dall’ottobre 1993 in virtù dello stretto legame tra l’uomo e il territorio. Qui la crescita economica cerca di essere compatibile con la conservazione dell’isola e, con essa, anche l’agricoltura si fa in modo sostenibile. Nel paesaggio è chiaramente percepibile come l’agricoltura si avvalga ancora di antiche usanze, come ad esempio l’uso di pietre a secco utilizzate per delimitare i terreni agricoli.

Il Parco Naturale dell’Albufera des Grau, con i suoi 5000 ettari di superficie, rappresenta il fulcro della biosfera e presenta una salina, un tratto di costa, diversi isolotti e zone umide dove possono trovare rifugio rapaci e uccelli marini. I burroni offrono riparo a una ricca fauna e flora, tra cui un certo numero di specie endemiche e specie in via di estinzione come il nibbio reale e la lucertola muraiola di Lilford. Le dune, i ruscelli, le gole, i boschi di lecci, ulivi selvatici e pini, contribuiscono all’unicità di Minorca come Riserva della Biosfera.

Immagine di jvilellaCFATB da Pixabay

Archeologia a Minorca

Il patrimonio archeologico di Minorca è ricco quasi quanto quello naturale e marino se si considera che sull’isola ci sono in media due monumenti ogni chilometro quadrato! Uno dei più emblematici di Minorca è senza dubbio la Naveta des Tudons, edifici utilizzati come ossari collettivi costruiti in pietra tra il 700 e il 1000 a.C.
Trepucó, Talatí de Dalt, Torre d’en Galmés, Torralba d’en Salort, Cornia Nou sono altri siti che possono dare un’ottima idea del passato preistorico dell’isola. Sono monumenti costruiti utilizzando grosse pietre senza malta che portano con sé un senso di mistero e danno un’idea dei riti compiuti dai primi abitanti che in passato hanno abitato l’isola.

La natura

La campagna di Minorca è incontaminata mentre il 70% del territorio è protetto. Un lungo tratto della costa settentrionale è considerato Riserva Marina e molti isolotti appartenenti a Minorca sono incontaminati e di grande valore ecologico. Queste piccole isole sono abitate da animali endemici, tra cui otto sottospecie della lucertola muraiola Lilford, ciascuna sottospecie unica e diversa. Ci sono una serie di buoni ecosistemi da esplorare: boschi, falesie, zone umide, ruscelli, pozze sorgive e anfratti scavati dall’erosione della roccia calcarea.

Salinas de Addaia.Mongofre Nou.Menorca.Islas Baleares. España.
Le spiagge

Lungo i 216 km di costa di Minorca si trovano un’ottantina di baie sabbiose, oltre a numerose calette e calette nascoste nel litorale. Son Bou, con oltre 2,5 km di sabbia, è la spiaggia più lunga. Le spiagge più piccole sono lunghe appena 100 metri, anche se le dimensioni sono fuori luogo quando si parla di veri e propri paradisi naturali collocati in quella che è una delle mete di vacanza meglio conservate del Mediterraneo.

Lungo la costa settentrionale il paesaggio è selvaggio e indomito, con tonalità prevalentemente terrose, ocra e dorate. Ci sono spiagge e calette meravigliose, nonché fantastici luoghi per lo snorkeling e le immersioni subacquee. Cala Pregonda potrebbe essere la spiaggia naturale più conosciuta, ma Cavalleria e Cala Pilar sono ugualmente meravigliose. Il bellissimo paesaggio di La Vall è dove si trovano Es Bot ed Es Tancat, le spiagge gemelle di Algaiarens. Cala Presili e Cala Tortuga sono spiagge vicine situate nella riserva naturale Parque Natural la Albufera des Grau. Coloro che preferiscono le spiagge con alcuni servizi ma desiderano comunque un ambiente mozzafiato adoreranno le spiagge di Cala Morell, Arenal de Son Saura (Son Parc), l’ampia spiaggia sabbiosa di Es Grau o Cala Mesquida.


La costa meridionale è irresistibilmente attraente, con mare turchese, sabbia bianca e fine e boschi frondosi che offrono ombra quasi fino all’acqua. Le spiagge naturali più conosciute sono: le spiagge gemelle di Son Saura, le famose spiagge di Cala en Turqueta, Cala Macarella y Macarelleta, nonché Cala Mitjana e Mitjaneta. Le spiagge di Trebalúger e Cala Escorxada sono due gioielli un po’ più tranquille in quanto è una passeggiata piuttosto lunga per raggiungerle. Binigaus è un’altra deliziosa opzione: è la spiaggia incontaminata più ampia della costa meridionale ed è facilmente accessibile per una giornata in spiaggia, così come la minuscola spiaggia di Atalis, alla fine della spiaggia di Son Bou. Le spiagge più belle vicine ai resort sono: Son Xoriguer; la maestosa Cala Galdana, quasi sempre calma riparata com’è dalle scogliere; la lunga distesa di sabbia di Sant Tomàs e Cala en Porter. Tra le spiagge della zona di Sant Lluís spiccano le spiagge di Binibèquer, Punta Prima e Binissafúller.


Camí de Cavalls

Il Camí de Cavalls è un ottimo modo per scoprire Il magnifico paesaggio di Minorca. Si tratta di un percorso di 185 km intorno alla costa dell’isola che comprende una varietà di scenari diversi.
La sua origine esatta è sconosciuta; quello che si sa è che il Camí de Cavalls è stato utilizzato per molti secoli come collegamento tra le torri di difesa che erano state costruite per vigilare e salvaguardare l’isola da ogni possibile attacco o invasione. Il sentiero ha avuto vari usi nel corso dei secoli ed è stato forse restaurato e aperto al pubblico nel 2010. Oggi fa parte della lunga rete di sentieri remoti europei, numerata GR-223.

Cami de Cavalls, GR223. Binicalaf Nou. (2011) Minorca. Balearic Islands. Spain.

Gastronomia e prodotti locali

La semplicità è l’essenza della cucina di Minorca; il suo fondamento risiede nelle persone con i piedi per terra, ma che sanno come godersi la vita e come sfruttare al meglio ciò che hanno. Dentro ogni piatto apparentemente umile c’è un tocco di raffinatezza, un delizioso accenno di culture straniere.
I libri di cucina tradizionale contengono tutti ricette per dell’oliaigua e altri piatti a base di verdure, prelibatezze marinare come la caldereta de langosta, ricette di carne e selvaggina, melanzane ripiene e altri piatti al forno come il perol. Ci sono molte ricette per i dolci poiché i minorchini hanno un debole per i dolci. Carquinyols, flaons, pastissets e gli amargo sono alcuni dei dolci e dolci salati che vengono fatti qui.
L’unico prodotto di Minorca conosciuto in tutto il mondo è sicuramente la maionese. Gli esperti concordano sul fatto che in origine fosse una salsa locale prodotta qui sull’isola e che si sia diffusa nel resto del mondo dopo che i francesi invasero Minorca nel XVIII secolo. La teoria è che il duca di Richelieu abbia assaggiato la salsa mentre si trovava sull’isola, per poi riportare la ricetta alla corte francese dove divenne noto come mahonnaise, in riferimento alla città Maó

L’industria alimentare locale ha creato un marchio di garanzia Made in Minorca. Un ottimo esempio è il formaggio che ha ottenuto la denominazione di origine protetta (DOP) Mahón-Menorca ed è stato recentemente classificato tra i migliori del mondo. Il formaggio di Minorca è di forma quadrata, con una crosta di colore bruno rossastro scuro e un sapore leggermente salato.
Il Gin di Maó è stato attribuito a indicazione geografica protetta (IGP) ed è molto conosciuto sia a Minorca che all’estero. Il gin di Minorca è il gin più antico della Spagna. Viene distillato da alcol di vino con bacche di ginepro e una selezione di erbe aromatiche in vecchi alambicchi di rame riscaldati da fuochi a legna ed è uno dei gin più aromatici sul mercato.
Ci sono alcuni liquori e liquori tradizionali oltre al gin di Minorca che vengono prodotti sull’isola, come i liquori alle erbe, il liquore di camomilla autoctono e i liquori agli agrumi che si bevono a fine pasto come digestivo. Negli ultimi anni sono nati alcuni birrifici artigianali. La birra che producono è composta da ingredienti naturali non pastorizzati. Il risultato è una gamma di firme birre di diversi sapori e caratteristiche.

«Vi de la Terra Illa de Menorca» è un’indicazione geografica di qualità del vino. Sono diverse le cantine che hanno riportato in auge il vino tradizionale con metodi di produzione dell’isola, producendo vini dal carattere distintivo dell’isola. Un paio di cantine offrono tour e degustazioni di vini.
L’olio d’oliva è un altro prodotto alimentare di qualità. Sono pochi gli oli extra vergini di oliva prodotti a Minorca, grazie a intraprendenti produttori locali, anche se al momento se ne producono solo quantità molto ridotte.
Il marchio “Made in Menorca” riconosce alcuni dei prodotti a base di carne locali, in particolare il maiale stagionato. Carn-i-xulla è il prodotto più caratteristico, risalente agli antichi metodi di stagionatura romani. Altri tipi di salumi sono “sobrasadas” (sia dolci che stagionati), “botifarrons” e “cuixots“. C’è una piccola quantità di miele prodotto sull’isola. Apprezzato per molti secoli, l’autore romano Plinio sosteneva che il miele dell’isola era il migliore al mondo dopo il miele greco.



Minorca: il luogo perfetto per ammirar le stelle

Conservare un’isola nel rispetto di ambiente e natura non significa solo avere un mare meraviglioso, tanto verde e tanti animali, ma anche poter godere del cielo senza che troppa luce artificiale disturbi la visione dello spettacolo notturno.
Dal 2019 Minorca ha anche la certificazione di destinazione turistica “Starlight“, il che significa che quest’isola è stata selezionata tra le destinazioni ideali per godersi le meraviglie delle costellazioni e delle galassie e degli sciami meteorici ad esempio.
A Minorca ci sono alcuni punti suggeriti da Starlight dove si possono trovare le condizioni ideali per osservare il cielo notturno. Cala Macarella è una spiaggia tranquilla e isolata dove si possono vedere le stelle senza essere disturbati da troppe luci artificiali. I fari sono invece luoghi spettacolari da cui osservare il mare, le stelle e, perché no, da cui scattare fantastiche foto da condividere o da portare a casa e conservare come ricordo.
Il Faro de Cavalleria o il Favaritx (foto di copertina) vi lasceranno senza fiato.

Immagine di Xose Vidal da Pixabay

Da tenere in considerazione anche il Pont den Gil (nella foto sopra), sia per le osservazioni serali che per le viste mozzafiato


Rispetta Minorca

Venire in vacanza a Minorca non significa solo pensare a godersi la natura e un mare unico al mondo, ma anche entrare per qualche giorno in un’area protetta che, come tale, va preservata e rispettata. La regola del buon turista e del buon viaggiatore implica che a Minorca si debbano rispettare alcune regole, come quelle più semplici di non sporcare l’ambiente lasciando rifiuti in giro o magari rovinando le spiagge e il mare. I mozziconi vengono messi nei posacenere e tutto deve restare al suo posto. Gli animali e le piante che vivono qui devono continuare a vivere in totale tranquillità, così come le persone che qui hanno sempre lavorato e vissuto.
La terra e la natura appartengono a tutti.
Non dimentichiamolo!

Fonte: Menorca.es
Foto: Adobe stock, Pixabay e Unspash.

Isole Halligen: un viaggio tra rotaie, isolotti e il mare di un luogo incantato


C’è un piccolo gruppo di minuscole isole lassù di fronte alla Germania. Sono le Isole Halligen e qui ogni stagione significa dover fare i conti con il mare e il cambiamento climatico. Queste 10 isole sono così basse sul livello del mare che spesso il mare sommerge tutto per poi farlo riemergere dopo un po’.

Poche decine di abitanti vivono su ogni isola ma il rischio che con il cambiamento climatico tutto venga sommerso per sempre è davvero alto. Tuttavia, queste isole hanno una certa importanza per diversi fattori: innanzitutto proteggono le coste tedesche e, soprattutto, permettono a molte specie di uccelli di stabilirsi da queste parti.

Le regolari inondazioni che sommergono queste isole portano infatti sedimenti che aiutano la flora e la fauna a nutrirsi. Altrove questo non sarebbe possibile. È per questo e per altri motivi che lo stato costiero dello Schleswig-Holstein, che comprende le isole Helingen, sta investendo molti soldi affinché qui si possa alzare il livello delle isole rispetto al mare cercando, allo stesso tempo allargare anche la loro superficie.

Secondo gli studi effettuati dagli esperti, ogni isola dovrebbe “crescere” di circa 4-5 mm ogni anno per stare al passo con il livello del mare. Finora solo l’isola di Hooge, grazie a una diga chiusa che la circonda, è riuscita a limitare le inondazioni, mentre Nordstrandischmoor cresce solo di 1-2 mm all’anno.

Hallig Süderoog dall’aria nel mare di Wadden: EUROPA, GERMANIA, SCHLESWIG-HOLSTEIN, (EUROPA, GERMANIA), 29/09/2010: Hallig Süderoog dall’alto nel mare di Wadden

La popolazione degli uccelli

Il mare di Wadden è stato inserito nell’elenco dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO nel 2009 e non è un caso che circa 60.000 uccelli vivano sull’Halligen, il che significa più della metà delle specie presenti in Germania. Rondini di mare, sterne artiche e gabbiani sono le specie più comuni qui. Sulle isole Halligen trovano un luogo ideale per nidificare al riparo dai predatori che stanno alla larga grazie alle abbondanti inondazioni invernali.
Preservare la vita delle persone di quest’isola significa quindi anche salvare quella di un ambiente unico al mondo dove possano proliferare e sopravvivere molte specie animali. Per questo sarebbe importante continuare con i progetti di conservazione di questo luogo.


Le linee ferroviarie
Lüttmoorsiel-Nordstrandischmoor linea ferroviaria

Le isole Halligen sono collegate da due linee ferroviarie: la prima è la Lüttmoorsiel-Nordstrandischmoor, nota anche come Lorenbahn. Questa prima linea è lunga 3,6 km ed è stata costruita tra il 1933 e il 1934.
Viene utilizzata per il trasporto di merci, per la posta e per il trasporto di materiali da costruzione. Ogni residente di Nordstrandischmoor possiede un carro e deve avere almeno 15 anni e una patente per guidarlo.

La seconda linea ferroviaria è la Halligbahn, che corre lungo la linea Dagebüll – Oland – Langeneß.
A Oland c’è solo un piccolo comune con una quindicina di case e una chiesa, mentre Langeneß ospita 58 famiglie.


Gli hallig
  1. Nordstrandischmoor copre un’area di circa 1,9 km quadrati e dispone di quattro terp, un paio di scuole e un ristorante. Nel 2010, 18 persone vivevano qui;
  2. Langeneß è oggi il più grande Hallig di tutti e ha una lunghezza totale di 10 km. I suoi 134 abitanti di cui 113 a Langeneß sono suddivisi in 18 terp: Bandixwarf, Christianswarf, Honkenswarf, Ketelswarf, Kirchhofswarf, Kirchwarf, Hilligenley, Hunnenswarf, Mayenswarf, Neuwarf, Norderhörft, Peterhaitzwarf, Peterswarf, Rixithwarland, O Törf. Le entrate economiche di questo Hallig provengono in parte dall’agricoltura e in parte dall’impresa statale per la protezione delle coste;
  3. Gröde con 252 ettari, è il terzo più grande hallig dell’isola. Qui vivono solo 8 residenti e ci sono due terp, di cui uno disabitato;
  4. Hamburger hallig deve il suo nome a due mercanti di Amburgo che acquistarono l’isola nel XVII secolo. Questo hallig è collegato alla terraferma e gestito dalla NABU (Nature Conservation Union) e ha un custode di uccelli. Nessuno vive qui e i suoi due terp sono disabitati.
  5. A Süderoog Nele Wree e Olger Spreer gestiscono una fattoria ecologica. Sono gli unici abitanti dell’isola. Oltre a molti ospiti, qui vengono anche specie di uccelli marini come il nodo e il piovanello.
  6. Hooge è il secondo hallig più grande ed è protetto da una diga in pietra che lo “difende” dalle inondazioni più grandi. Qui vivono 95 persone distribuite su 10 terp che sono: Backenswarft, Hanswarft, Ipkenswarft, Kirchwarft, Lorenzwarft, Mitteltritt, Ockelützwarft, Ockenswarft, Volkertswarft e Westerwarft. A Hooge ci sono 2 scuole, 5 ristoranti, 2 bar e anche 2 hotel, oltre a vari servizi cittadini che si trovano ad Hanswarft, l’hangar principale dell’Hallig.
  7. Habel è senza dubbio un territorio indisturbato di natura selvaggia. Questo hallig è abitato solo da un guardiano di uccelli per l’associazione Jordsand e V. e, in estate, anche da un cane da guardia per gli uccelli. Le specie di uccelli che vengono qui non contano quasi.
  8. Norderoog, è anche conosciuto come “Vogelhallig”. Nel 1909 l’associazione Jordsand and V acquistò questo hallig con l’intenzione di farne un santuario degli uccelli. Grazie alle donazioni e al lavoro di giovani volontari, qui sono stati costruiti argini in pietra e si è rallentato il costante rischio di alluvioni. A Norderoog vivono circa 14 specie di uccelli nidificanti, di cui 6 in via di estinzione e, con loro, viveva anche il leggendario custode dell’hallig Jens Wand che dopo aver vissuto qui 40 anni non è mai tornato da una passeggiata nelle pianure fangose della zona.
  9. Oland si estende su una superficie di circa 2 chilometri quadrati e conta una ventina di residenti distribuiti in 18 case su un unico terp. La particolarità di questo hallig è che qui si trova l’unico faro costruito in paglia di tutta la Germania.
  10. Sudfall è l’altro hallig su cui regna la presenza degli uccelli marini. La proprietà fa parte dell’associazione Jordsand dal 1957 e qui sono consentite un numero limitato di gite giornaliere. Solo in estate arrivano due abitanti: un ingegnere e sua moglie che fanno compagnia a 15 specie di uccelli marini: gabbiani reali, sterne artiche, solo per citarne un paio.

Fonti: BBC, wikipedia e Halligen.de
Foto: Adobe stock photos