Sanlúcar de Barrameda è la capitale gastronomica di Spagna del 2022

Sanlúcar, situata nella provincia di Cádiz, vicino alla foce del fiume Guadalquivir, è una città privilegiata con un ricco patrimonio culturale e monumentale poiché si trova sulla rotta commerciale verso l’America. Fu testimone del terzo viaggio di Cristoforo Colombo e porto di partenza e di arrivo della spedizione di Magellano ed Elcano.
Nel 2022 ci saranno gli atti commemorativi del V Centenario del Primo Giro del Mondo (1519-1522). Il suo ambiente ambientale ha come emblema il Parco Nazionale di Doñana, a cui si accede attraversando il fiume Guadalquivir, e il Parco Naturale La Algaida e Pinar, una sorta di anello naturale che costituisce uno dei polmoni verdi dell’Andalusia, dichiarato dall’ UNESCO come Riserva della Biosfera nel 1980.

A queste attrattive si aggiunge la sua ricca gastronomia, con prodotti eccezionali ed esclusivi come Gamberi e Manzanilla, un connubio perfetto che si estende oltre i confini andalusi ed è uno dei motivi per cui migliaia di turisti vengono in questa località. Alla fine dello scorso anno è stato annunciato che Sanlúcar sarebbe diventata la nuova Capitale Mondiale della Gastronomia per il 2022.
La nomina è stata ufficializzata in occasione di Fitur, la Fiera Internazionale del Turismo che si tiene a Madrid dal 19 al 23 gennaio. La distinzione di Capitale spagnola della gastronomia (CEG) è stata creata dalla Federazione spagnola dei giornalisti e scrittori turistici (FEPET) e dalla Federazione spagnola dell’ospitalità (FEHR).

Lo scopo di questa iniziativa è di contribuire alla diffusione dell’offerta gastronomica della città che ogni anno detiene il titolo, di proporre azioni che aiutino ad aumentare le cifre del turismo (Sanlúcar riceve più di 80.000 turisti all’anno) e di valorizzare i programmi di eccellenza gastronomica . La gastronomia diventa così un complemento perfetto dell’offerta completa per il tempo libero e la festa, mettendo in evidenza la Fiera Manzanilla, l’imbarco delle confraternite di El Rocío o le famose corse di cavalli sulle spiagge del comune, dichiarato di Interesse Turistico Internazionale nel 1997.
Il significato storico di Sanlúcar, crocevia di culture e antico porto del commercio americano, si percepisce ad ogni passo che si compie nel suo tessuto urbano. I palazzi, le dimore nobiliari, gli edifici difensivi e i giardini storici si mescolano ad antiche cantine, dalle quali si sprigiona il morbido aroma di Manzanilla. Il Parco Nazionale di Doñana, oltre a promuovere il turismo naturale praticamente tutto l’anno, è anche una delle chiavi della ricchezza della gastronomia di Sanlúcar.
Fenici, romani e arabi hanno contribuito con gli ingredienti alla cucina autoctona. La riconquista cristiana incoraggiò la produzione del vino, che dopo secoli di sapiente lavoro, venne consumato nella mirabile diversità dei vini attuali, tra i quali spicca il singolare Manzanilla. L’evoluzione gastronomica non si ferma qui, poiché dopo essere diventato uno dei principali porti commerciali americani e aver ospitato numerose spedizioni all’estero, Sanlúcar vede ancora una volta le sue cucine arricchite con tutta la varietà di spezie, frutta e verdura che è arrivata sulle coste andaluse, prima di molte altre luoghi del Vecchio Mondo. Peperoni, pomodori e patate hanno dato il loro ultimo impulso sia alla gastronomia locale che alla produzione agricola.

Corsa di cavalli a Sanlucar
Sanlúcar a cavallo

Le corse di cavalli sulle spiagge di Sanlúcar de Barrameda alla foce del fiume Guadalquivir, l’antico Betis, sono le più antiche del territorio nazionale e si svolgono dal 1845. Sono le uniche corse in cui i purosangue hanno l’opportunità di gareggiare in un ambiente unico: un ippodromo naturale lungo oltre 6 chilometri con il Parco Nazionale di Doñana e i tramonti sullo sfondo.

I sapori di Sanlúcar

La vasta offerta gastronomica di Sanlúcar si basa su tre pilastri importanti: i prodotti del suo orto, quelli delle sue cantine e il pescato del mare andaluso. Il pesce e i crostacei di Sanlúcar, e tra questi i gamberi, hanno una reputazione che ha trasceso i confini cittadini.
A Sanlúcar, i prodotti stessi sono famosi quanto i piatti preparati con essi che ne costituiscono la base culinaria, ricchi stufati dall’autentico sapore marinaro come il pattino all’arancia acida, la coda di rospo con pane fritto, la zuppa di cambusa, ecc. Questi piatti sono generalmente innaffiati con il vino locale, Manzanilla, così come altri tipi di vino da tavola, che hanno una gradazione alcolica inferiore e un colore più chiaro ma hanno un sapore unico.

Sanlúcar de Barrameda è storicamente integrato nelle Denominazioni di Origine Jerez, Vinagre, Brandy de Jerez e Manzanilla de Sanlúcar de Barrameda. Le cantine di Sanlúcar godono della singolarità costruttiva di quelle che si trovano in tutto il Marco de Jerez. Si tratta di cantine alte e ben ventilate, sostenute da snelli pilastri che conferiscono loro il caratteristico aspetto. Di recente la città si è dotata di una nuova risorsa enoturistica: il Centro di Interpretazione Manzanilla (CIMA) che comprende una ventina di cantine della città e che, situato accanto al mercato alimentare, offre ai visitatori l’opportunità di conoscere il processo di elaborazione e invecchiamento di questo vino unico.

Gamberi di Sanlucar
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Il gambero. Il re del mare e della gastronomia di Sanlúcar

Il Gambero di Sanlúcar è uno dei re della cucina di Cadice, uno dei prodotti della gastronomia locale che ha varcato i confini per conquistare non solo i palati delle migliaia di turisti che visitano il comune ogni anno, ma anche le cucine di chef di fama nazionale e prestigio internazionale, che l’hanno inserita nel loro menu come prodotto di punta.
Il suo nome scientifico è Penaeus kerathurus ed è un crostaceo di medie dimensioni, commestibile, molto apprezzato e di alto valore commerciale. Cosa ha il gambero Sanlúcar che lo rende così prezioso? La risposta è facile: il suo sapore, una proprietà conferita dal suo habitat: l’estuario del fiume Guadalquivir.
È un crostaceo che si consuma prevalentemente fresco. La sua carne è molto pregiata. Cotto, fritto o come parte di qualsiasi tradizionale stufato di pesce, è sempre una buona opzione.
A Casa Bigote, punto di riferimento della gastronomia di Sanlúcar, vincitrice del premio Bib Gourmand della Guida Michelin e un Sole della Guida Repsol, scommettono sulla preparazione cotto o fritto.

Manzanilla un vino unico e molto speciale

Manzanilla è un altro dei prodotti “di nome ” di Sanlúcar de Barrameda. I vigneti, divisi in “pagos”, crescono secolari su terreno albariza ( un terreno a nord di Jerez ideale per la coltivazione della vite). Sanlúcar ha attualmente più di venti aziende vinicole, che si nutrono o dei propri vigneti o del mosto di uve palomino ( uva bianca dalla quale si producono vini di Jerez e Manzanilla).

La Sanlúcar marinera, prodotti e stufati di mare

La cucina Sanlúcar è una cucina legata alla tradizione. Una cucina di origine marittima che trova un ruolo di primo piano nelle case.
Un capitolo a parte merita il modo speciale di preparare il pesce nel comune. La frittura del pesce, con la punta giusta, raggiunge un punto quasi sublime e permette di apprezzare le consistenze delle diverse specie, da acedías, tapaculos, pijotas, puntillitas, seppie o triglie
Ora questi stufati arrivano da Sanlúcar in tutto il mondo grazie alla famiglia Senra, che ha innovato e introdotto le ricette tradizionali di mare in barattoli da conserve che devono solo essere riscaldati per essere consumati, portando in tutte le case un po’ del sapore della il più marino Sanlúcar.



Il mercato alimentare, l’epicentro della gastronomia Sanluqueña

Si trova nel cuore della zona commerciale del Complesso Storico di Sanlúcar de Barrameda. Si tratta di un edificio comunale che occupa una superficie di quasi 1.400 mq, edificato nel 18° secolo e ristrutturato tre volte, nel 19°, 20° e 21° secolo.
L’attività è tornata in questa piazza nel giugno 2018 e da allora è rimasta il fulcro dell’attività commerciale ed enogastronomica della città.
Ha ventiquattro bancarelle di pesce, dodici macellerie, dieci fruttivendoli, tre surgelati, una spezie, una olive, dolci… Quello che spicca di più è la parte ittica, non solo per la quantità, ma anche per la materia prima che offre. L’eccellente materia prima che i Sanluqueños placeros espongono quotidianamente nelle loro strutture ha trasformato il Mercado de Abastos del paese in un luogo di riferimento per Sanluqueños e visitatori che approfittano del passaggio per la città per fare scorta delle migliori prelibatezze del territorio e del mare. .

La Sanlúcar dolce

Non esiste cibo che si rispetti che non si esaurisca con un dessert e Sanlúcar, tra i suoi numerosi incanti gastronomici, ci offre in questo campo una varietà caratterizzata dal carattere artigianale e dalla qualità delle sue materie prime. Le mura dei conventi dei tanti ordini religiosi che si costituirono sotto il patrocinio della Casa Ducale di Medina Sidonia, custodiscono gran parte di queste dolci ricette. I dolci realizzati in maniera artigianale dalle monache dei conventi di Madre de Dios – offerti ai clienti tramite i loro torni – o del convento di Regina Coeli hanno permesso di perpetuare nel tempo sapori unici come tuorli, tocino de cielo, ciambelle alle mandorle, frollini, pestiños, ciambelle bianche, cocadas-, che fanno da più di 40 anni e che abbagliano chi li prova.
Le alpisteras sono uno dei dolci più tipici di Sanlúcar de Barrameda, tradizionale della Settimana Santa e che traggono la loro dolcezza da un tocco di sciroppo. Il dolce prosegue con un gelato artigianale, godendosi la città di due mitiche aziende come La Ibense Bornay – che ha esportato il suo gelato a Dubai – o Helados Toni, dove la terza generazione asseconda i desideri dei più piccoli dietro il bancone .

Tocino de cielo
Tocino de cielo
La Plaza del Cabildo: una passeggiata attraverso la cattedrale delle tapas

Epicentro della città, la Plaza del Cabildo è l’emblema gastronomico per eccellenza di Sanlúcar insieme al Bajo de Guía.
Memorabili le tipiche tortillas di gamberi di Casa Balbino. E della prelibatezza al gusto di mare, in un altro degli angoli di questa cattedrale, potrete gustare le autentiche patate di Sanlúcar, aliñás, con un po’ di cipolla e prezzemolo, un buon olio, aceto di sherry, dei lombi di melva e il gioco è fatto : il prodotto di punta della Barbiana.
Un altro dei classici della gastronomia è il Bar La Gitana. La nota manzanilla dà il nome ad un’azienda vinicola che è via via diventata un altro dei riferimenti di questa piazza, proponendo delle ottime ortiguille fritte.

La Pasqua cretese e le sue delizie locali

Creta è da sempre famosa per le sue delizie culinarie, oltre che per la bellezza del suo mare e del suo territorio.
Se capitate sull’isola greca nei giorni di Pasqua, avrete l’occasione unica di scoprire delizie locali che solo Creta o la Grecia possono regalare.

Il Giovedì Santo si preparano torte locali dolci al formaggio come la kalitsounia, la anevata e la lychnarakia.
Il sabato invece si preparano gustosi piatti di carne come la mageiritsa (una zuppa di carne a base di frattaglie d’agnello tritate finemente, succo di limone, lattuga e aneto) o la gardoumakia (pancetta di agnello avvolta nelle frattaglie) al forno o stufata sul fornello; formaggio fresco e un vino rosso.

Kalitsounia, Crete
Dolci di formaggio cretese (Kalitsounia) sul tavolo di un ristorante , come regalo per gli ospiti in onore delle vacanze di Pasqua

Per giorno di Pasqua l’agnello o il capretto allo spiedo arrosto sono piatti tradizionali della domenica a Creta, che vengono spesso preparati utilizzando le braci ardenti lasciate direttamente sul terreno.
La festa continua con gli amici e i parenti con i quali si beve vino, tsikoudia ( un forte liquore tradizionale), ballando e cantando musica popolare greca.


Abu Dhabi celebrerà l’eccellenza culinaria con il lancio della 50 Best Week Abu Dhabi

Per celebrare l’inaugurazione dei 50 Best Restaurants Awards del Medio Oriente e del Nord Africa il 7 febbraio, il Dipartimento della Cultura e del Turismo – Abu Dhabi (DCT Abu Dhabi) ha annunciato il lancio del 50 Best Week Abu Dhabi, un festival culinario con esperienze culinarie esperienziali, masterclass di cucina e cene di collaborazione uniche.

Dal 4 all’11 febbraio 2022, il festival culinario di otto giorni presenterà le vivaci esperienze gastronomiche della città e alcuni dei suoi migliori ristoranti. Ideale per gli amanti del cibo che desiderano esplorare la variegata scena culinaria di Abu Dhabi, l’evento sarà pieno di momenti da far venire l’acquolina in bocca, con rinomati chef internazionali che verranno nella capitale degli Emirati Arabi Uniti per mostrare le loro abilità e talenti locali degli Emirati che mostreranno il proprio abilità. I leader culinari forniranno approfondimenti sulla loro filosofia alimentare ispirando gli amanti del cibo dei loro piatti, ingredienti, storie ed esperienze. Gli apprezzati premi per i ristoranti e la cena di gala riconosceranno 50 ristoranti eccezionali provenienti da tutta la regione che mettono in risalto le loro eccellenze culinarie ed esperienze culinarie.

Fatima Saeed Al Baloushi, direttrice ad interim dell’Abu Dhabi Events Bureau di DCT, ha dichiarato: “Siamo entusiasti di celebrare l’eccellenza culinaria in tutta Abu Dhabi, rivolgendoci a residenti e visitatori, e sia agli amanti del cibo stagionato che ai commensali più casuali offrendo loro un assaggio del nostro cibo vario e per provare gli ottimi piatti di alcuni dei principali chef del mondo che si dirigeranno verso la nostra capitale multiculturale il prossimo mese”.

Dish prepared at the Abu Dhabi Food Festival
Department of Culture and Tourism – Abu Dhabi

Dish prepared at the Abu Dhabi Food Festival
Department of Culture and Tourism – Abu Dhabi

Gli eventi includono tre Masterclass interattive che si terranno venerdì 4 febbraio, in cui acclamati chef di tutto il mondo metteranno in mostra le loro abilità mentre preparano piatti d’autore davanti a un pubblico dal vivo.

Gli chef – Tim Raue del Ristorante Tim Raue a Berlino; l’innovativo pasticcere Will Goldfarb e Pía León di Central; e Kjolle, l’attuale detentrice del titolo di miglior chef donna del mondo, accompagneranno i visitatori in un’avventura culinaria. I possessori di biglietti avranno anche l’opportunità di interagire con gli chef internazionali.

Nella Collaborative Dining Series, gli chef in visita si uniranno ai talenti locali più stimati di Abu Dhabi per creare una varietà di piatti straordinari. Raue sta portando il suo gusto al ristorante cantonese Dai Pai Dong, fondendo le sue creazioni tipiche di ispirazione asiatica con piatti regionali per creare un menu davvero memorabile, mentre Natsuko Shoji di Eté a Tokyo, vincitrice del titolo di miglior pasticcere asiatico, mostrerà la sua fusione di piatti francesi e giapponesi al ristorante Tori No Su.

Inoltre, Julien Royer di Odette a Singapore, due volte vincitore del Best Restaurant in Asia, unisce le forze con LPM per offrire un menu collaborativo unico che combinerà alcuni dei più grandi successi di entrambi i ristoranti per una sola notte. I maestri del barbecue in erba possono accendere il fuoco mentre Dave Pynt, del Burnt Ends di Singapore, mostra il suo talento in un evento culinario esperienziale unico “Playing with Fire” all’Emirates Palace.

Nel frattempo, León ospiterà un pranzo esclusivo “Paradiso peruviano” a Zaya Nurai Island. La presentazione di alcuni dei migliori talenti culinari regionali della città continua con le promozioni Chef’s Table, che si svolgeranno in tutta la città dal 4 all’11 febbraio. In queste incredibili esperienze culinarie, gli ospiti saranno trattati con menu su misura creati da alcuni dei migliori chef di Abu Dhabi.

Il 5 febbraio, un evento dal vivo sul palco, #50BestTalks, sarà aperto anche a tutti gli amanti del cibo, con chef di primo piano come Goldfarb e Kamal Mouzawak che presentano e dibattono argomenti e tendenze attuali, oltre a storie personali sui loro viaggi culinari . Per il gran finale, la prima lista dei 50 migliori ristoranti di MENA sarà svelata il 7 febbraio durante una cerimonia di premiazione glamour. Nel corso della serata, verranno premiati gli eccezionali ristoranti e il talento culinario dell’emirato insieme a colleghi provenienti da tutta la regione MENA, con una serie di premi speciali.

Ibiza: un viaggio tra spiagge, mercatini, gastronomia e natura

Ibiza si adatta bene ad ogni tipo di viaggiatore. Sia che voi siate una famiglia, una coppia, un gruppo di amici o magari degli sportivi in cerca di un ambiente particolare, a Ibiza troverete un’isola piena di emozioni e suggestioni uniche.
Con i suoi 572 km² di superficie totale, Ibiza è facile da esplorare, considerato che da un punto all’altro dell’isola non sarà necessario percorrete troppi chilometri. I punti di maggiore interesse sono in genere a circa 15′ di distanza l’uno dall’altro e così, avrete tutto il tempo di scoprire le bellezze, le spiagge e la gastronomia che quest’isola delle Baleari può offrire.

I piaceri dell’isola

Kayak a Ibiza
Kayak a Ibiza
Foto da Promoción Turística de Ibiza

Ibiza gode di un clima tipico mediterraneo che consente di visitarla, approfittando di un buon clima per tutto l’anno.
Con 3000 ore di sole, pochissime piogge, acque turchesi e la possibilità di praticare tantissimi “sport da mare”, Ibiza offre tante possibilità e libertà di svago.
Non mancano certo la natura, i tramonti, i profumi tipici del Mediterraneo e la possibilità di godersi a pieno le spiagge dell’isola.


La natura

Posidonia Oceanica
Posidonia Oceanica
Mare sottomarino, Mediterraneao, Isole Baleari, Ibiza, Spagna

Il 40% dell’isola è ricoperto da foreste di pino e di ginepro suddivise in 1800 specie differenti. La flora, di tipo Mediterraneo, conta una varietà di 940 specie diverse.
Il 43% della superficie terrestre di Ibiza è protetto, di cui circa il 18% suddiviso in otto aree naturali. Non bastasse, tenete conto che il 75,4% del litorale dell’isola è protetto. Tanto per far qualche nome, segnatevi la Riserva Marina della costa nord-est d’Ibiza-Tagomago, le Riserve Naturali di Es Vedrà, Es Vedranell e gli isolotti di Ponente.
Sebbene le zone umide dell’isola attirino molte specie di uccelli, l’animale caratteristico di Ibiza rimane la lucertola pitiusa, facile da avvistare sui muri o tra i sentieri.

Podenco Ibizenco
Podenco
Promoción turistica de Ibiza
Foto di Vincent Marí

Altro animale caratteristico dell’isola è il podenco ibizenco, una particolare razza di cane autoctona di origine egizia che pare abbiano portato i cartaginesi nel 654 dC , quando fondarono la città di Ibiza.
E’ una razza elegante, agile, forte e dalla camminata molto elastica.

Secondo l’UNESCO, Ibiza è un ambiente privilegiato per la conservazione della Posidonia Oceanica, Patrimonio dell’Umanità nonché pianta acquatica ed endemica del Mediterraneo.
Queste piante acquatiche non sono solo responsabili della purezza dell’acqua del mare ma contribuiscono significativamente a ridurre l’erosione delle coste marine.
La Posidonia Oceanica è anche forma di nutrimento per diverse specie marine e, per tutti questi motivi è fondamentale che venga conservata evitandone il danneggiamento o la perdita nel corso degli anni.

Sea Salines, Ibiza
Sea Salines
Foto di Vincent Marí

Sea Salines è diventato parco naturale dal 2001. Con una superficie di 3000 ettari terrestri e 13.000 di mare, il parco naturale di Ibiza costituisce una ricchezza ambientale e riserva protetta per 210 specie di uccelli, tra cui spiccano fenicotteri, Himantopus e la Berta delle Baleari.
Il parco, grazie alle sue saline, è in grado di produrre 50.000 tonnellate di sale ogni anno.


I patrimoni dell’UNESCO

Città fenicia, sa Caleta, Ibiza
Città fenicia, sa Caleta, Ibiza
Foto Consell d’Eivissa

Oltre alla già menzionata Posidonia Oceanica, Ibiza può avvalersi patrimoni dell’UNESCO di tutto rispetto e importanza storica.
Nel 1999 l’UNESCO ha dichiarato le mura di Dalt Vila Patrimonio dell’Umanità, in quanto fortezza costiera meglio conservata di tutto il Mediterraneo.
Stesso discorso vale per i resti della città fenicia di sa Caleta e la necropoli di Puig de Molins, perfettamente conservate nel tempo.

Le mura rinascimentali che “avvolgono” la città antica con la Cattedrale e il Castello Almudaina in cima, sono i monumenti più importanti di Ibiza.
Dalt Vila è formata da stradine strette labirintiche, calli e piazzette che danno un senso di serenità completamente opposto a quello del porto, della baia e della zona commerciale dei barrios di la Marina e Sa Penya.

Secondo l’UNESCO, i resti della città fenicia di Sa Caleta e la necropoli fenicio-punica, sono un’importantissima testimonianza della vita, della cultura e dell’urbanizzazione delle culture fenicie e cartaginesi.

Le praterie sottomarine della Posidonia oceanica rappresentano una ricchezza naturale sia per Ibiza che per la biodiversità marina mondiale. I cosiddetti “polmoni del mare” presenti nelle acque dell’isola sono tra i meglio conservati del Mediterraneo e, come tali, devono restare.

Lo shopping e i mercati

Mercado artisania, Ibiza
Mercado artisania, Ibiza
Foto di Jon Izeta

Fare shopping ad Ibiza potrebbe essere altrettanto appagante che farlo in una grande città: dalle grandi marche internazionali fino ai piccoli e giovani disegnatori, passando dall’artigianato locale, sull’isola sarà possibile trovare e scoprire di tutto.
Dalt Vila, il barrio de La Marina, la Avenida Bartolomé Roselló e Marina Botafoch sono solo alcune delle zone dove potrete fare shopping di “spessore”. Lasciarsi rapire dal negozio colorato in mezzo a una via è certamente la cosa migliore da fare. Potete entrare e scovare tante sorprese all’improvviso.

Sant’Eulària, Sant Josep, Sant Antoni e Sant Joan racchiudono una moltitudine di boutiques commerciali di ottimo livello ispirate ai prodotti locali dove poter trovare autentici tesori.
I mercatini di Las Dalias e Punta Arabí meritano assolutamente una visita. Las Dalias apre per tutto l’anno di sabato, mentre in estate ha anche una “versione” notturna; unica. Punta Arabí da 25 anni ogni mercoledì con circa 400 bancarelle.

Ma se amate bancarelle e mercatini non potete non visitare le bancarelle di artigianato locale al Porto di Ibiza, Figueretes, Sant’Eulària, Sant Antoni, Sant Joan, San Miquel oppure le opere dei ceramisti di San Rafael.

Gastronomia locale

Frita de calamar
Frita de calamar
Foo di Vincent Marí

La gastronomia di Ibiza è basata prevalentemente sulla trilogia mediterranea, composta da grano, vino e olio di oliva. Il mare e la terra così generosi hanno dato sempre possibilità e moltitudini di ricette tradizionali, elaborate in base alla stagionalità e alle condizioni climatiche dell’isola.

Flaó
Flaó
Foto di Vincent Marí
Vino di Ibiza
Vino de Ibiza
Foto di Vincent Marí

I mercatini alimentari


Le tradizioni dell’isola

Ball pagés: ballo tradizionale di ibiza
Ball pagés
Foto San Joan de Labritja

Ibiza vanta un ricco patrimonio di tradizioni che permettono a chiunque la visiti di immergersi ancor più nel cuore dell’isola.
La campagna dell’isola è stata per generazioni autosufficiente grazie allo spirito di auto adattamento e alla capacità di sfruttare al massimo le risorse della natura da parte della gente di Ibiza.
Sull’isola potrete trovare tanti esempi dell’architettura tradizionale che, nel corso degli anni, hanno permesso all’isola balearica di ottenere il soprannome di Isla Blanca. Vi basterà perdervi tra le stradine secondarie per ammirare come tante casette bianche sono state riconvertite in ristoranti o per scoprire qualche bianchissimo edificio sommerso nella natura.

Architettura rurale, Ibiza
Architettura rurale, Ibiza
Foto di Vincent Marí

Il ball pagès, la danza tradizionale d’Ibiza, spicca per essere una rappresentazione folcloristica unica nel Mediterraneo. Con secoli d’antichità e un’origine incerta, questo antico ballo di corteggiamento si svolge in tutte le feste popolari dell’isola e nelle rappresentazioni settimanali programmate durante la stagione turistica estiva.

Fare sport a Ibiza

In Bici a Ibiza
In Bici a Ibiza
Foto di Jon Izeta

Trovare uno sport adatto a voi a Ibiza non dovrebbe essere difficile. Dopo aver mangiato, fatto shopping, preso il sole in spiaggia e magari tirato tardi la sera, un po’ di sano sport farebbe bene a chiunque.
Tanto verde si presta bene a sport come il golf, l’equitazione, passeggiate, correre o andare in bici, mentre il mare e le spiagge offrono la canonica moltitudine degli sport acquatici quali kayak, windsurf, kitesurf e molto altro ancora.

E’ quasi superfluo ricordare che Ibiza è anche ricca di moltissimi eventi sportivi durante tutto l’anno: maratona, mezza maratona, regate, giro cicloturistico, trial e tanto altro.
Per gli sportivi professionisti e non, ma anche per tutti gli appassionati, a Ibiza ci sono sempre eventi interessanti da seguire.


Cosa fare e vedere a Ibiza

Dalt Vila

Plaza de Vila, Ibiza
Plaza de Vila
Foto di Aurelio Martinelli

Tutti i mesi sono perfetti per visitare il quartiere fortezza d’Ibiza, anche se è durante i pomeriggi e le serate estive che troverete più “vita” grazie ai ristoranti aperti intorno alle piazze di Vila, Sa Carrossa e del Sol. Una passeggiata fino alla cattedrale e al castello vi farà scoprire palazzi medievali, piazzette appartate, gallerie d’arte e bellissimi angoli nel più puro stile mediterraneo.

Le mura e i bastioni: dichiarata Patrimonio dell’Umanità nel 1999, la cittadella rinascimentale d’Ibiza è la meglio conservata del Mediterraneo. Fu costruita durante la seconda metà del XVI secolo a seguito del piano promosso dai monarchi Carlos I e Felipe II per modernizzare le infrastrutture militari dei territori costieri strategici della Corona spagnola con l’obiettivo di migliorare la difesa contro gli attacchi dell’Impero Ottomano e altri nemici dell’epoca. Il complesso, a cui originariamente solo si accedeva dal Portal de Ses Taules e dal Portal Nou, è formato da sette bastioni, dei quali sono museizzati i due del lato occidentale: Sant Jaume e Sant Pere. Dal resto dei bastioni si ammirano magnifici panorami sulla città, le spiagge di Ses Figueretes, Platja d’en Bossa ed Es Cavallet e la vicina isola di Formentera.

Musei:

  • Necropoli di Puig des Molins
  • Museo d’Arte Contemporanea d’Ibiza(MACE)
  • Museo Puget:
  • Cattedrale e Museo Diocesano

I quartieri storici fuori le mura: La Marina e Sa Penya mantengono il carattere portuario proprio delle città mediterranee, con semplici
case con facciate bianche e una marcata aria marinara. Ubicate vicino al porto, le vie di questi quartieri sono piene di animazione durante la stagione turistica estiva grazie alle loro boutique, negozi, bar, ristoranti,
gelaterie e caffè, molti dei quali con vista sul porto sportivo e sulle lussuose imbarcazioni che attraccano ad esso. Le piazze del Parque e di Vara de Rey, con notevoli edifici di stile coloniale, meritano una sosta durante una passeggiata per il centro d’Ibiza.

La Marina di sera, Ibiza
La Marina
Foto di Aurelio Martinelli
da Promoción Turística de Ibiza

7 cose da fare a Ibiza

  1. Andare a fare acquisti a La Marina, Dalt Vila o l’Eixample, dove vi attendono boutique di Moda Adlib, bancarelle, negozi tradizionali, firme nazionali e internazionali, gallerie d’arte, negozi multimarca.
  2. Prendere il taxi acquatico che unisce il quartiere di La Marina con il lungomare e la spiaggia di Talamanca.
  3. Vedere come gli artigiani lavorano i loro pezzi nel mercatino artigianale di Sa Pedrera, aperto al pubblico il venerdì.
  4. Godersi la movimentata vita notturna della città, specialmente quella di Dalt Vila, La Marina, del porto, del lungomare e di Ses Figueretes.
  5. Percorrere le mura di bastione in bastione facendo attenzione ai suoi pannelli divulgativi e spazi museizzati.
  6. Unirsi alle visite guidate teatralizzate organizzate dal Comune d’Ibiza.
  7. Comprare dolci nel convento di clausura di Sant Cristòfol, conosciuto popolarmente come Ses Monges Tancades (le suore chiuse), e altri prodotti gastronomici ibizenchi nei mercati Mercat Nou e Mercat Vell.

Le spiagge

Talamanca, Ibiza
Talamanca, Ibiza
Foto da Promoción Turística de Ibiza

Il capoluogo ha spiagge accessibili dove godersi il bagno e praticare sport acquatici. A nord del municipio, nella baia di Talamanca, c’è l’omonima spiaggia di 900 metri di lunghezza, con servizi vari e di ristorazione. Più vicina al centro storico si trova la spiaggia di Ses Figueretes, lungo la quale si estende il quartiere omonimo e una moltitudine di alloggi, ristoranti, negozi, caffè, bar e pub. A continuazione di Ses Figueretes, arriva Platja d’en Bossa, una lunga spiaggia sabbiosa condivisa dai municipi d’Ibiza e di San Sant Josep che dispone di una delle offerte turistiche più sviluppate dell’isola.


8 cose da fare a Sant’Eulària

Mercatino di Las Dalias
Mercatino di Las Dalias
Foto da Promoción Turística de Ibiza
  1. Raggiungere con il kayak l’isolotto di Tagomago o esplorare i tratti compresi fra Pou des Lleó e Canal d’en Martí e fra Cala Llonga e Santa Eulària.
  2. Godersi il paesaggio rurale di Santa Gertrudis a cavallo.
  3. Seguire i sentieri circolari di trekking del municipio, come quello che arriva fino alla Torre d’en Vall.
  4. Praticare surf a Cala Martina e Cala Pada, iniziarsi al mondo della vela sulla spiaggia di Santa Eulària e fare subacquea a Cala Llenya, Cala Mestella o Pou des Lle.
  5. Comprare un ricordo di stile ibizenco ai mercatini hippy di Las Dalias e Punta Arabí e visitare il mercato artigianale di Santa Gertrudis.
  6. Avvicinarsi a Sant Carles, Cala Nova e al mercatino hippy di Las Dalias a bordo di un trenino turistico.
  7. Godersi un viaggio lungo la costa orientale a bordo del ferry che unisce il porto d’Ibiza con i nuclei turistici di Es Canar, Santa Eulària e Cala Llonga.
  8. Mettere piede in undici rive in un solo giorno seguendo il Percorso delle Spiagge, un itinerario circolare per mountain bike che passa per Cala Nova, Cala Llenya, Cala Mestella, Cala Boix, Es Figueral eS’Aigua Blanca, fra le altre spiagge.



Le spiagge di Sant’Eulària

Cala Nova
Cala Nova
Foto da Promoción Turística de Ibiza

Spiagge sabbiose, scogliere scoscese che spuntano sulla costa, cale selvagge e un generoso numero di isolotti formano il bel paesaggio litorale di Santa Eulària. Lungo i suoi 46 chilometri, sono frequenti le rive di acque tranquille idonee per il bagno dei bambini e con un’ampia offerta di servizi, come Cala Llonga, Cala Pada, Cala Martina, Es Niu Blau, S’Argamassa, Es Canar, Platja des Riu de Santa Eulària e la spiaggia urbana di Santa Eulària, la prima delle Isole Baleari a dichiararsi “Spiaggia senza fumo” dove non è permesso fumare. Le rive più conosciute per le loro bellezza fotogenica sono S’Aigua Blanca e Es Figueral –entrambe con vista sull’isolotto di Tagomago-, Cala Nova, Cala Llenya e Cala Boix –l’unica spiaggia d’Ibiza con sabbia scura-, mentre le calette più intime sono Cala Mestella, Pou des Lleó, S’Estanyol e Cala Olivera.


Cosa fare a San Josep

Es vedrà, Ibiza
Es vedrà, Ibiza
Foto di Jamie Turek da Pixabay

Il paese di Sant Josep è tranquillo e circondato da campi coltivati. Il suo piccolo nucleo urbano è cresciuto intorno alla sua chiesa e alla strada. Il tempio fu costruito nell’anno 1730 seguendo le caratteristiche dell’architettura popolare ibizenca ed è l’unica chiesa sull’isola con una
meridiana sulla facciata. Potete bere un caffè nell’ incantevole piazzetta situata di fronte al tempio, curiosare nei suoi negozi e gallerie e gustare tanti piatti locali nei suoi numerosi ristoranti. Inoltre, gli appassionati del cinema e del teatro troveranno una ricca programmazione al Centro di Cultura Can Jeron.

L’insediamento fenicio di Sa Caleta è situato a pochi metri dalla spiaggia di Es Bol Nou. Questo giacimento è uno dei quattro siti d’Ibiza dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. La sua origine come insediamento risale al VIII secolo a.C. e si possono osservare resti del tracciato urbano e di due forni.

7 cose da fare a San Josep

  1. Visitare il Centro d’Interpretazione di Ses Salines vicino alla chiesa di Sant Francesc. Al suo interno, si forniscono informazioni sull’importanza ecologica degli stagni delle saline, i cordoni dunali, le praterie di posidonia oceanica e le scogliere del parco naturale e sulle numerose specie marine e terrestri che ospitano questi habitat, come la lucertola pitiusa (Podarcis pityusensis), il cavalluccio marino (Hippocampus ramulosus), il falco pellegrino (Falco peregrinus), il fenicottero (Phoenicopterus ruber), la berta della Baleari (Puffinus mauretanicus) o il cavaliere d’Italia (Himantopus himantopus).
  2. Passeggiare lungo la costa alla ricerca delle torri di sorveglianza del sud e dell’ovest d’Ibiza: Es Carregador o Sa Sal Rossa, Ses Portes, Es Savinar e En Rovira.
  3. Vedere il tramonto d’Ibiza dai vari bar e caffè situati nella baia di Portmany o dalle rive di Cala Tarida, Port des Torrent o Platges de Comte.
  4. Praticare numerose attività acquatiche nella baia di Portmany, e nei vicini centri turistici di Cala de Bou e Platja Pinet.
  5. Programmare un’escursione per scoprire i valori ecologici e paesaggistici delle Riserve Naturali di Es Vedrà, Es Vedranell e gli isolotti di Ponente.
  6. Andare al sabato al mercato di Sant Josep a cercare prodotti agricoli locali (aperto durante la stagione turistica estiva) o partecipare al variopinto ambiente del mercatino di seconda mano di Sant Jordi (tutto l’anno).
  7. Salire sulla cima di Sa Talaia, il monte più alto d’Ibiza con 475 metri d’altezza. È una delle gite per escursionisti e ciclisti più attrattiva del municipio, poiché dalla cima si contempla un meraviglioso panorama su gran parte dell’isola.

Le spiagge di San Josep

Platges de Comte
Platges de Comte
Foto di Vincent Marí

Sant Josep ha più di 20 spiagge e cale per tutti i gusti e le necessità, compresa Platja d’en Bossa, la spiaggia di sabbia più lunga d’Ibiza e una della più movimentate grazie all’ampia offerta dei suoi hotel, ristoranti, club, pub e aziende d’attività acquatiche e nautiche.
Spiccano per la loro bellezza e popolarità le spiagge selvagge di Ses Salines, Cala Jondal, Cala Bassa, l’insieme di calette che compongono Platges de Comte e Cala d’Hort, il miglior punto panoramico sul famoso
isolotto di Es Vedrà. Altre rive singolari sono Es Cavallet –di tradizione nudista-, Cala Codolar, Es Bol Nou, Cala Carbó, Cala Molí o le spiagge di Cala Vedella, Cala Tarida e Port des Torrent, d’ambiente familiare.

Cosa fare e vedere a Sant Antoni

Puesta de sol Sant Antoni
Puesta de sol Sant Antoni
Foto di Menchu Redondo

La bellezza della sua baia, gli spettacolari tramonti con gli isolotti di Ponente sullo sfondo e un paesaggio rurale praticamente inalterato sono tre delle grandi attrazioni di Sant Antoni, una destinazione aperta a tutti i viaggiatori che sorprende sempre, sia vicino al mare o nell’entroterra.

Tramonto a Ses Variades: il tratto del lungomare che si trova fra Caló des Moro e il frangiflutti è noto con il nome di Ses Variades e durante l’estate diventa uno dei luoghi più visitati dell’isola grazie ai bar e ai caffè che mettono musica al tramonto, spesso offerta da celebri DJ. Fuori dalla stagione turistica estiva, il lungomare permette di godersi dei bei tramonti in un ambiente tranquillo.

Percorso delle chiese: il tempio di Sant Antoni, la cui origine risale al XIV secolo, è un eccellente esempio di chiesa-fortezza pitiusa che ha ancora la sua torre difensiva e il punto di partenza di questo itinerario. Nell’entroterra, le sagome della piccola chiesa di Santa Agnès, il cui portico si trova vicino all’antica entrata principale, e del tempio di Sant Mateu, coronato da un semplice campanile a vela, conferiscono una singolare bellezza al paesaggio rurale di entrambe le valli. Da parte sua, la visita alla chiesa di Sant Rafel, costruita alla fine del XVIII secolo, offre un eccellente panorama sulla città d’Ibiza e un campanile curvilineo che conferisce leggerezza all’austera facciata.

Fiore di mandorlo
Fiore di mandorlo
Foto da Promoción Turística de Ibiza

Santa Agnès e i mandorli: questa piccola frazione si trova nella vallata di Pla de Corona, uno dei luoghi più tranquilli d’Ibiza. Il miglio periodo per visitarlo è fra gennaio e febbraio, quando fioriscono le sue centinaia di mandorli.

I vigneti di Sant Mateu: il nord del municipio è legato tradizionalmente alla produzione vinicola e attualmente ospita gli impianti di due cantine dell’isola che producono vini con I.G.P. Ibiza, Vino de la Tierra | Vi de la Terra.

5 cose da fare a Sant Antoni

  1. Praticare sport acquatici e nautici oferti nella nella baia: subacquea, vela, kitesurf, paddle surf, sci nautico, parasailing, moto d’acqua, kayak, pesca…
  2. Godersi una escursione in barca per ammirare la bellezza delle scogliere di Ses Balandres e Cala d’Albarca, così come delle Riserve Naturali di Es Vedrà, Es Vedranell e gli isolotti di Ponente.
  3. Percorrere a piedi il percorso costiero che unisce Sant Antoni a Cala Salada, addentrarsi in bicicletta nella zona conosciuta come Es Broll, passeggiare per il Pla de Corona fino ad arrivare alla scogliera con vista sugli isolotti di Ses Margalides…
  4. Comprare prodotti locali nel Mercato di Forada (sabato), al Mercato agricolo di Sant Antoni (venerdì) o al Mercato dell’artigianato di Sant Rafel (giovedì, da luglio a settembre).
  5. Visitare una cantina e degustare i vini dell’isola.

Le spiagge di Sant Antoni

Cala Gració, Ibiza
Cala Gració

Sant Antoni ospita cale e spiagge ideali per i più piccoli che spiccano anche per la bellezza dell’ambiente o dei sui panorami. All’interno del nucleo urbano di Sant Antoni ci sono le spiagge di Es Puetó, S’Arenal e Caló des Moro, le quali si aggiungono alle spiagge della baia che amministrativamente appartengono a Sant Josep. A pochi in minuti in auto o in autobus dal paese ci sono Cala Gració e Cala Gracioneta, due cale circondate da pini, separate da un piccolo promontorio; le acque color turchese del fotogenico litorale formato da Cala Salada e Cala Saladeta -uno dei più fotografati a Ibiza- e le terrazze di pietra di Punta Galera, un’antica cava di pietra che è diventata il luogo preferito dai praticanti del nudismo.

Cosa fare e vedere a Sant Joan

Chiesa di San Miquel
Iglesia Sant Miquel
Foto di Vincent Marí

Sant Joan e la sua chiesa: il paese che dà nome al municipio è un luogo tranquillo e con incanto, le cui poche case si trovano lungo la strada e intorno alla chiesa dedicata a San Giovanni Battista. Il tempio, finito di costruire nell’anno 1770, si struttura intorno a una unica navata rettangolare con volta a vela e sette cappelle laterali. Altri segni distintivi del tempio sono il suo campanile, costruito nel XIX secolo, e il suo portico con due archi. Le domeniche, la piazza che si trova di fronte alla chiesa diventa un punto d’incontro dei visitatori che si recano al mercato artigianale e gastronomico.

6 cose da fare a Sant Joan

  1. Ammirare la bellezza delle scogliere del nord d’Ibiza a bordo delle barche d’escursione che partono da Portinatx.
  2. Esplorare i dintorni delle spiagge di Portinatx, Port de Sant Miquel e Cala de Sant Vicent sopra una tavola di paddle surf o a bordo di un pedalò.
  3. Percorrere l’itinerario che conduce fino alla Punta des Moscarter e il faro omonimo, il più alto delle Isole Baleari; o scendere a piedi fino alla remota cala vergine di Es Portitxol, sulla costa di Sant Miquel.
  4. Ammirare le favolose viste dall’alto della Torre des Molar, situata a pochi chilometri dal Port de Sant Miquel e dove si arriva dopo un percorso di trekking.
  5. Comprare artigianato e prodotti agricoli del nord d’Ibiza nel mercatino domenicale di Sant Joan.
  6. Salire sul trenino turistico che parte da Portinatx e scoprire alcuni degli angoli più belli del nord dell’isola

Le spiagge di San Joan

Cala de Sant Vicent, Ibiza
Cala de Sant Vicent
Foto da Promoción Turística de Ibiza

La costa settentrionale ospita cale per tutti i gusti, da quelle con tutti i servizi fino a quelle nascoste sotto le scogliere, idonee per chi desidera allontanarsi dal trambusto o praticare nudismo. Le spiagge di Port de Sant Miquel, Cala de Sant Vicent, S’Arenal Gran, S’Arenal Petit e Port de Portinatx hanno attrezzature, ristoranti, negozi e noleggi d’attività acquatiche, che le rendono una scelta molto adeguata per le famiglie. È anche molto popolare Benirràs, grazie al suo ambiente hippy, i suoi tramonti e la singolarità del paesaggio delle sue casette dei pescatori con l’isolotto Cap Bernat.
Le restanti cale di Sant Joan sono perfette per chi non ha bisogno di servizi o per chi vuole semplicemente a portata di mano un chiosco per poter noleggiare lettini e ombrelloni: Cala de Xarraca, Cala des Xuclar, Cala d’en Serra, S’Illot des Renclí, Es Pas de s’Illa e Caló des Moltons.



La provincia di Cádiz: in viaggio tra pueblos blancos, un’enogastronomia divina e spiagge torride

Cádiz e la sua provincia fanno parte dell’Andalusia, una delle regioni più affascinanti della Spagna e, non esagero, di tutta Europa. La provincia di Cádiz, che conta 45 municipios e circa 1.300.000 abitanti, arriva quasi a toccare l’Africa con le sue coste.
Lo Stretto di Gibilterra, dove si incontrano il Mediterraneo e l’Oceano atrantico, dista solo 14 Km dalle coste del continente africano e, state certi che un viaggio in nave tra Tarifa e Tangeri non vi porterà via troppo tempo.
Con una temperatura media di 18° C, 300 giorni di sole, pari a circa 3000 ore all’anno in cui potete godervi il cielo azzurro da queste parti, la provincia di Cádiz può contare 268 Km di costa di cui 138 km di spiagge.

Ma non è di numeri e di spiagge ( non solo) che vi parlerò questa volta.
Se in altri articoli su questo sito ho elogiato la gastronomia andalusa, oggi lo farò di nuovo, passando da una delle cose più belle che ho potuto ammirare vivendo in questa splendida regione spagnola: i pueblos blancos.

I pueblos blancos

Arcos,
Foto di Santiago Galvin

I pueblos blancos sono tanti, belli e diversi tra loro. Se vi spostate in auto vi capiterà di “avvistarne” qualcuno tra Siviglia e Cádiz, tanto che vi verrà voglia di abbandonare la strada principale per correre ad ammirarne tutta la bellezza da vicino.
Arcos, Grazalema, Setenil de la Bodegas, El Bosque, Olvera e Zahara de la Sierra sono solo alcuni dei più noti paesini che fanno di La ruta de los pueblos blancos ( la via dei pueblos blancos) un meraviglioso percorso tra questi bianchi villaggi andalusi.
Hanno anche piccoli o grandi hotel che permettono a chi vuole di fermarsi almeno una notte e botteghe di artigianato locale che ne raccontano passato e presente in tutta la loro purezza.

Arcos de la Frontera

foto di Juan de Dios Carrera

Arcos oltre ad essere un ottimo punto di partenza per la Ruta de Los Pueblos Blancos è anche considerato uno dei villaggi più belli di tutta l’Andalusia. La sua storia e il clamoroso panorama che si gode dalla cima della rupe in cui sono collocati i suoi maggiori monumenti, lo pongono come una tappa quasi obbligatoria quando si viene dalle parti di Cádiz.

Setenil de las Bodegas

Setenil de las Botegas
foto da www.cadizturismo.com

Setenil de las Bodegas è diventato celebre per essere il paese della roccia. Un’enorme roccia infatti alberga sopra diverse vie di Setenil, rendendo incredibile un villaggio già bello per il bianco delle sue case. Una visita qui non può assolutamente mancare, anche per i panorami e il buon cibo ovviamente.

Il queso Payoyo ( formaggio Payoyo)

Tabla de queso payoyo _Setenil de las Bodegas
foto di David Ibáñez Montañez

Nell’entroterra della provincia di Cádiz, grazie alla produzione di formaggi derivati dal latte di capra payoya e pecora merino, sono stati vinti moltissimi riconoscimenti nazionali e internazionali.
Tra questi il Queso Payoyo è uno tra i formaggi più famosi prodotti a Villaluenga del Rosario, nel cuore della Sierra di Cádiz.

Olvera

Olvera
Foto da Cadizturismo.com

Olvera non ha decisamente niente da invidiare agli altri villaggi bianchi della ruta de los pueblos blancos.
Qui le strade tra le case bianche, i vasi appesi ai muri in stile tipico andaluso e le strade che salgono e scendono ripide sono all’ordine del giorno. Perdersi tra le vie di queste piccole cittadine assaporando la bellezza della gente del posto e i gusti dei prodotti della gastronomia locale, è un piacere che non potete perdere per nessun motivo al mondo.

La via verde

Via Verde
Foto da Cadizturismo.com

Da Olvera passa anche la via verde, un percorso naturalistico che si estende dalla Sierra di Cádiz fino alla Sierra sud di Sevilla.
Unire la Ruta del Los pueblos blancos con la via verde potrebbe essere un’occasione unica per ammirare luoghi divini, esplorare la natura andalusa, respirare aria pulita e mangiare ottimo cibo mediterraneo della zona!
Per tutte le info sulla via verde, potete consultare il sito internet dedicato.

Zahara de la Sierra

Zahara de la Sierra
Foto di Andrés M. Dimungues Romero

Calle Ronda.
Vi dico solo questo.
Zahara de la Sierra ha molti angoli meravigliosi, tra cui la sua posizione incredibile, ma Calle Ronda è qualcosa di davvero unico ( per me).
Una via in salita con pavimento acciottolato piena di bianco dappertutto con tante terrazzine, porte e finestre.
L’Andalusia come piace a me…
Quella che ti fa emozionare solo a metterci piede…

Enogastronomia locale

Olio d’oliva
Foto da Cadizturismo.com

Gran parte delle ricette tradizionali della provincia di Cádiz, hanno come ingrediente principale l’olio di oliva, che dal 2002 ha ottenuto la denominazione di origine controllata della Sierra di Cádiz.
Un olio ha dei profumi selvatici, leggermente piccanti e amari, frutto di un raccolto in terreni accidentati dove la produzione massiccia è quasi impossibile.
Un olio divino.

I vini

Consejo regolador del vino de Jerez
Foto da Cadizturismo.com

Anche i vini stanno cominciando a dare molte soddisfazioni a questo territorio, tradizionalmente legato ai vini bianchi e fini ma che, da qualche tempo, vanta anche ottimi vini rossi.
La provincia di Cádiz e molti dei suoi comuni hanno fatto del turismo enogastronomico un grande punto di richiamo per i turisti di tutto il mondo.
Jerez de la Frontera, El Puerto de Santa María, Chiclana e Sanlúcar de Barrameda contano assieme più di 7.000 ettari di vigneti che da secoli producono vini e grappe di Jerez.
E non è solo di un’attrazione per gli amanti dell’enoturismo. Il patrimonio, la natura e il paesaggio hanno reso tutto quanto un luogo stupendo in cui passare intere giornate.

Manzanilla e Gamberi a Sanlucar


Manzanilla e gamberi
Foto da sanlucarturismo.com

Una delle tante cose che non potete perdere viaggiando nella provincia di Cádiz, sono i celebri gamberi di Sanlucar de Barrameda e, perchè no, anche uno dei suoi vini più celebri: il Manzanilla.
Questo abbinamento quasi perfetto, si presta bene ad un pasto leggero in spiaggia. Le antichissime tradizioni del Manzanilla ne fanno un vino bianco tra i più leggeri delle cantine di Jerez, ottimo da gustare con i famosi gamberi della zona.

Il Cacao Pico

Cacao Pico
Foto Cadizturismo.com

Nella zona vinicola del “marco de Jerez”, troverete un liquore nato nel lontano 1824, fatto ancor oggi con tecniche antiche rispettose dei tempi e dell’ambiente.
Il Cacaco Pico nasce a El Puerto de Santa Maria, non lontano da Jerez de la Frontera.
Il Cacao Pico viene utilizzato in pasticceria, può essere consumato freddo assieme al gelato o magari con dei cubetti di ghiaccio. Ha ricevuto alcuni premi, sia come miglior liquore che in alcuni cocktail di cui faceva parte come ingrediente principale.

Tarifa

Bodegón de Atún- Conservera de Tarifa
Foto di Cadizturismo.com

Ci spostiamo fino a Tarifa per scoprire due specialità della gastronomia della provincia di Cádiz e anche una delle località più ventose e torride dell’intera Andalusia.
Tarifa è uno di quei posti speciali di cui ti innamori, anche se non ci sono paesini bianchi meravigliosi o monumenti clamorosi.
A Tarifa c’è vento, spiagge enormi e vita anche d’inverno quando ci misi piede per la prima volta.
Un mio studente diceva che qui sono tutti un po’ folli per colpa del vento che soffia costantemente.
In verità, il vento più forte che io possa ricordare fu una notte a Cádiz: all’improvviso una finestra della mia stanza si spalancò e il vento del Mediterraneo entrò senza permesso dentro la mia camera!
Assieme ai profumi dell’Andalusia…

Tarifa
Imagen de Peter Pieras en Pixabay

Dicevamo della gastronomia di Tarifa, giusto?
Andando in giro per questa cittadina troverete tanti negozietti, bar, ristoranti, gente in spiaggia che fa surf e kite surf, ma non dimenticate mai che siete in Andalusia, la regione spagnola dove può fare caldissimo e dove si mangia divinamente.

Tocino de cielo

Tocino de cielo
Foto da Cadizturismo.com

Il Tocino de cielo è un dessert tipico della zona, le cui scuole più famose sono a Tarifa e Jerez.
E’ creato con tuorli d’uovo, zucchero e caramello ed è il dessert giusto per addolcire le vostre giornate.
Una delle pasticcerie più famose dove provarlo a Tarifa è certamente la Pasteleria la tarifeña.


Prima di passare all’interno e salire un po’ sulle colline tra altri piatti tipici e qualche pueblo blanco, fermiamoci un attimo su queste due meravigliose specialità “vista mare”

Amontillado y camarones con huevo frito

Amontillado y camarones con huevo frito_ E Puerto de Santa Maria
Da Sprint Sherry

L’amontillado è uno dei tanti vini della zona che dovete assolutamente provare. E’ un vino elegante che va bevuto fresco e si adatta bene a ogni esigenza.
In questo particolare piatto, con gamberi e uova fritte, esalta e mescola i sapori del mare e della natura.

Atún encebollado

Atún encebollado
Foto da Cadizturismo.com

Con tutte le località di mare che ci sono nella Provincia di Cádiz, trovare un buon tonno non dovrebbe essere un grosso problema. Tuttavia, se programmate un viaggio da queste parti, scoprirete che tra maggio e giugno, in località come Tarifa, Conil, Barbate e Zahara de los athunes, si organizzano diversi eventi chiamati Ruta del Atún, nei quali probabilmente riuscirete anche a provare tanti piatti a base di tonno come quello della foto ( con tonno e cipolla).

Filetto di tonno al burro
Foto Cadizturismo.com

El gastor

Tornando un po’ verso l’interno della provincia, si possono scoprire altri paesini bellissimi ma un po’ meno noti al turismo di massa: El Gastor sembra un vero e proprio giardino con le sue tipiche case bianchissime da vero pueblo blanco, vasi appesi ovunque, palme nelle piazze e piante enormi sparse qua e là.
El Gastor è anche conosciuto come “el Balcón de los Pueblos Blancos” ( il balcone dei pueblos blancos) per la posizione che ne favorisce le viste mozzafiato.
Una ragione in più per venire qui, credo…

Piatti tipici

I piatti popolari della zona di el Gastor includono stufato, spezzatino, zuppe, uova strapazzate di asparagi e altri a base di pollame e maiale.
Ma un piatto tipico di questo paese di montagna è certamente lo Spezzatino di Asparagi ( Guisote de espárragos) che è un composto a base di pane, olio, acqua e ovviamente asparagi di terra. Tutto questo viene servito in una grande pentola di famiglia della quale tutti, provvisti di cucchiaio, pane e vino, possono servirsi e mangiare.

Algodonales

Algodonales
Foto di Cadizturismo.com

No, non sono impazzito all’improvviso! Anche Algodonales è uno splendido pueblo blanco della provincia di Cádiz, ma volevo iniziare raccontandolo con uno dei tanti eventi che lo rendono caratteristico e famoso.
Quella della foto sopra è la rievocazione storica del 2 di maggio ( 2 de mayo).
Qui ad Algodonales viene ricreato l’evento che ad inizio maggio del 1810 mise di fronte gli abitanti di questo villaggio e i reggimenti dell’esercito francese guidati da Napoleone Bonaparte.
L a battaglia si lasciò dietro 273 morti e una settantina di case distrutte.
Dal 2005 è nata questa celebrazione in abiti tradizionali, che ha lo scopo di rendere omaggio ai valorosi che affrontarono l’esercito francese.

Olive spaccate
Foto da Cadizturismo.com

Gastronomia locale

Algodonales si trova in una zona ricca di uliveti. L’olio d’oliva da queste parti è un prodotto importante e di ottima fattura, così come le olive spaccate ( aceitunas partidas).
Se venite da queste parti, dovete assolutamente provare i formaggi e vini locali, ma anche un pasticcino tradizionale dalle “tendenze” un po’ arabe: il gañote.

Ubrique

Ubrique da San Antonio
Foto di CPL

Ubrique è stata dichiarata sito storico. Oltre che pueblo blanco tenete conto che da qui passa un tratto dell’antica strada romana che ne rivela le antichissime origini ( foto sotto).

UBRIQUE (SIERRA DE CÁDIZ).-
Strada romana che collega Ubrique con Benaocaz.- Foto di Fernando Ruso

Prodotti tipici e gastronomia

Chorizá – Ubrique –
Foto di Francisco Javier Sánchez Ramírez

Anche Ubrique, come altri pueblos blanco di montagna ha la sua bella tradizione enogastronomica.
Si parte dai formaggi locali prodotti in zona: i derivati dal latte di capra payoya gia menzionati, sono tra i più noti.
Le salsicce , salami, prosciutti e altri indsaccati creati con le tecniche del passato sono anch’essi ottimi prodotti da gustare anche come spuntino.
Tra i dolci potete provare anche qui il tradizionale gañote, che viene offerto tra i partecipanti a un concorso dedicato una volta l’anno.

…e per finire…

Lo ammetto…quando si tratta di mangiare e viaggiare, la vita assume un significato meraviglioso e tutto risplende di una luce diversa.
Da Cadizturismo ( grazie grazie grazie!!!)mi hanno inviato così tante foto e info che vorrei continuare questo articolo all’infinito…
Invece chiudo con le ultime tre tapas, con la speranza di tornare presto, anzi prestissimo in questa provincia stupenda!

Tapa de atún y queso – San Fernando –
Foto di David Ibáñez Montañez
Tapa de jamón – San Fernando –
Foto di David Ibáñez Montañez
Croquetas
Foto di Cadizturismo.com