Sanlúcar de Barrameda è la capitale gastronomica di Spagna del 2022

Sanlúcar, situata nella provincia di Cádiz, vicino alla foce del fiume Guadalquivir, è una città privilegiata con un ricco patrimonio culturale e monumentale poiché si trova sulla rotta commerciale verso l’America. Fu testimone del terzo viaggio di Cristoforo Colombo e porto di partenza e di arrivo della spedizione di Magellano ed Elcano.
Nel 2022 ci saranno gli atti commemorativi del V Centenario del Primo Giro del Mondo (1519-1522). Il suo ambiente ambientale ha come emblema il Parco Nazionale di Doñana, a cui si accede attraversando il fiume Guadalquivir, e il Parco Naturale La Algaida e Pinar, una sorta di anello naturale che costituisce uno dei polmoni verdi dell’Andalusia, dichiarato dall’ UNESCO come Riserva della Biosfera nel 1980.

A queste attrattive si aggiunge la sua ricca gastronomia, con prodotti eccezionali ed esclusivi come Gamberi e Manzanilla, un connubio perfetto che si estende oltre i confini andalusi ed è uno dei motivi per cui migliaia di turisti vengono in questa località. Alla fine dello scorso anno è stato annunciato che Sanlúcar sarebbe diventata la nuova Capitale Mondiale della Gastronomia per il 2022.
La nomina è stata ufficializzata in occasione di Fitur, la Fiera Internazionale del Turismo che si tiene a Madrid dal 19 al 23 gennaio. La distinzione di Capitale spagnola della gastronomia (CEG) è stata creata dalla Federazione spagnola dei giornalisti e scrittori turistici (FEPET) e dalla Federazione spagnola dell’ospitalità (FEHR).

Lo scopo di questa iniziativa è di contribuire alla diffusione dell’offerta gastronomica della città che ogni anno detiene il titolo, di proporre azioni che aiutino ad aumentare le cifre del turismo (Sanlúcar riceve più di 80.000 turisti all’anno) e di valorizzare i programmi di eccellenza gastronomica . La gastronomia diventa così un complemento perfetto dell’offerta completa per il tempo libero e la festa, mettendo in evidenza la Fiera Manzanilla, l’imbarco delle confraternite di El Rocío o le famose corse di cavalli sulle spiagge del comune, dichiarato di Interesse Turistico Internazionale nel 1997.
Il significato storico di Sanlúcar, crocevia di culture e antico porto del commercio americano, si percepisce ad ogni passo che si compie nel suo tessuto urbano. I palazzi, le dimore nobiliari, gli edifici difensivi e i giardini storici si mescolano ad antiche cantine, dalle quali si sprigiona il morbido aroma di Manzanilla. Il Parco Nazionale di Doñana, oltre a promuovere il turismo naturale praticamente tutto l’anno, è anche una delle chiavi della ricchezza della gastronomia di Sanlúcar.
Fenici, romani e arabi hanno contribuito con gli ingredienti alla cucina autoctona. La riconquista cristiana incoraggiò la produzione del vino, che dopo secoli di sapiente lavoro, venne consumato nella mirabile diversità dei vini attuali, tra i quali spicca il singolare Manzanilla. L’evoluzione gastronomica non si ferma qui, poiché dopo essere diventato uno dei principali porti commerciali americani e aver ospitato numerose spedizioni all’estero, Sanlúcar vede ancora una volta le sue cucine arricchite con tutta la varietà di spezie, frutta e verdura che è arrivata sulle coste andaluse, prima di molte altre luoghi del Vecchio Mondo. Peperoni, pomodori e patate hanno dato il loro ultimo impulso sia alla gastronomia locale che alla produzione agricola.

Corsa di cavalli a Sanlucar
Sanlúcar a cavallo

Le corse di cavalli sulle spiagge di Sanlúcar de Barrameda alla foce del fiume Guadalquivir, l’antico Betis, sono le più antiche del territorio nazionale e si svolgono dal 1845. Sono le uniche corse in cui i purosangue hanno l’opportunità di gareggiare in un ambiente unico: un ippodromo naturale lungo oltre 6 chilometri con il Parco Nazionale di Doñana e i tramonti sullo sfondo.

I sapori di Sanlúcar

La vasta offerta gastronomica di Sanlúcar si basa su tre pilastri importanti: i prodotti del suo orto, quelli delle sue cantine e il pescato del mare andaluso. Il pesce e i crostacei di Sanlúcar, e tra questi i gamberi, hanno una reputazione che ha trasceso i confini cittadini.
A Sanlúcar, i prodotti stessi sono famosi quanto i piatti preparati con essi che ne costituiscono la base culinaria, ricchi stufati dall’autentico sapore marinaro come il pattino all’arancia acida, la coda di rospo con pane fritto, la zuppa di cambusa, ecc. Questi piatti sono generalmente innaffiati con il vino locale, Manzanilla, così come altri tipi di vino da tavola, che hanno una gradazione alcolica inferiore e un colore più chiaro ma hanno un sapore unico.

Sanlúcar de Barrameda è storicamente integrato nelle Denominazioni di Origine Jerez, Vinagre, Brandy de Jerez e Manzanilla de Sanlúcar de Barrameda. Le cantine di Sanlúcar godono della singolarità costruttiva di quelle che si trovano in tutto il Marco de Jerez. Si tratta di cantine alte e ben ventilate, sostenute da snelli pilastri che conferiscono loro il caratteristico aspetto. Di recente la città si è dotata di una nuova risorsa enoturistica: il Centro di Interpretazione Manzanilla (CIMA) che comprende una ventina di cantine della città e che, situato accanto al mercato alimentare, offre ai visitatori l’opportunità di conoscere il processo di elaborazione e invecchiamento di questo vino unico.

Gamberi di Sanlucar
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Il gambero. Il re del mare e della gastronomia di Sanlúcar

Il Gambero di Sanlúcar è uno dei re della cucina di Cadice, uno dei prodotti della gastronomia locale che ha varcato i confini per conquistare non solo i palati delle migliaia di turisti che visitano il comune ogni anno, ma anche le cucine di chef di fama nazionale e prestigio internazionale, che l’hanno inserita nel loro menu come prodotto di punta.
Il suo nome scientifico è Penaeus kerathurus ed è un crostaceo di medie dimensioni, commestibile, molto apprezzato e di alto valore commerciale. Cosa ha il gambero Sanlúcar che lo rende così prezioso? La risposta è facile: il suo sapore, una proprietà conferita dal suo habitat: l’estuario del fiume Guadalquivir.
È un crostaceo che si consuma prevalentemente fresco. La sua carne è molto pregiata. Cotto, fritto o come parte di qualsiasi tradizionale stufato di pesce, è sempre una buona opzione.
A Casa Bigote, punto di riferimento della gastronomia di Sanlúcar, vincitrice del premio Bib Gourmand della Guida Michelin e un Sole della Guida Repsol, scommettono sulla preparazione cotto o fritto.

Manzanilla un vino unico e molto speciale

Manzanilla è un altro dei prodotti “di nome ” di Sanlúcar de Barrameda. I vigneti, divisi in “pagos”, crescono secolari su terreno albariza ( un terreno a nord di Jerez ideale per la coltivazione della vite). Sanlúcar ha attualmente più di venti aziende vinicole, che si nutrono o dei propri vigneti o del mosto di uve palomino ( uva bianca dalla quale si producono vini di Jerez e Manzanilla).

La Sanlúcar marinera, prodotti e stufati di mare

La cucina Sanlúcar è una cucina legata alla tradizione. Una cucina di origine marittima che trova un ruolo di primo piano nelle case.
Un capitolo a parte merita il modo speciale di preparare il pesce nel comune. La frittura del pesce, con la punta giusta, raggiunge un punto quasi sublime e permette di apprezzare le consistenze delle diverse specie, da acedías, tapaculos, pijotas, puntillitas, seppie o triglie
Ora questi stufati arrivano da Sanlúcar in tutto il mondo grazie alla famiglia Senra, che ha innovato e introdotto le ricette tradizionali di mare in barattoli da conserve che devono solo essere riscaldati per essere consumati, portando in tutte le case un po’ del sapore della il più marino Sanlúcar.



Il mercato alimentare, l’epicentro della gastronomia Sanluqueña

Si trova nel cuore della zona commerciale del Complesso Storico di Sanlúcar de Barrameda. Si tratta di un edificio comunale che occupa una superficie di quasi 1.400 mq, edificato nel 18° secolo e ristrutturato tre volte, nel 19°, 20° e 21° secolo.
L’attività è tornata in questa piazza nel giugno 2018 e da allora è rimasta il fulcro dell’attività commerciale ed enogastronomica della città.
Ha ventiquattro bancarelle di pesce, dodici macellerie, dieci fruttivendoli, tre surgelati, una spezie, una olive, dolci… Quello che spicca di più è la parte ittica, non solo per la quantità, ma anche per la materia prima che offre. L’eccellente materia prima che i Sanluqueños placeros espongono quotidianamente nelle loro strutture ha trasformato il Mercado de Abastos del paese in un luogo di riferimento per Sanluqueños e visitatori che approfittano del passaggio per la città per fare scorta delle migliori prelibatezze del territorio e del mare. .

La Sanlúcar dolce

Non esiste cibo che si rispetti che non si esaurisca con un dessert e Sanlúcar, tra i suoi numerosi incanti gastronomici, ci offre in questo campo una varietà caratterizzata dal carattere artigianale e dalla qualità delle sue materie prime. Le mura dei conventi dei tanti ordini religiosi che si costituirono sotto il patrocinio della Casa Ducale di Medina Sidonia, custodiscono gran parte di queste dolci ricette. I dolci realizzati in maniera artigianale dalle monache dei conventi di Madre de Dios – offerti ai clienti tramite i loro torni – o del convento di Regina Coeli hanno permesso di perpetuare nel tempo sapori unici come tuorli, tocino de cielo, ciambelle alle mandorle, frollini, pestiños, ciambelle bianche, cocadas-, che fanno da più di 40 anni e che abbagliano chi li prova.
Le alpisteras sono uno dei dolci più tipici di Sanlúcar de Barrameda, tradizionale della Settimana Santa e che traggono la loro dolcezza da un tocco di sciroppo. Il dolce prosegue con un gelato artigianale, godendosi la città di due mitiche aziende come La Ibense Bornay – che ha esportato il suo gelato a Dubai – o Helados Toni, dove la terza generazione asseconda i desideri dei più piccoli dietro il bancone .

Tocino de cielo
Tocino de cielo
La Plaza del Cabildo: una passeggiata attraverso la cattedrale delle tapas

Epicentro della città, la Plaza del Cabildo è l’emblema gastronomico per eccellenza di Sanlúcar insieme al Bajo de Guía.
Memorabili le tipiche tortillas di gamberi di Casa Balbino. E della prelibatezza al gusto di mare, in un altro degli angoli di questa cattedrale, potrete gustare le autentiche patate di Sanlúcar, aliñás, con un po’ di cipolla e prezzemolo, un buon olio, aceto di sherry, dei lombi di melva e il gioco è fatto : il prodotto di punta della Barbiana.
Un altro dei classici della gastronomia è il Bar La Gitana. La nota manzanilla dà il nome ad un’azienda vinicola che è via via diventata un altro dei riferimenti di questa piazza, proponendo delle ottime ortiguille fritte.

La provincia di Cádiz: in viaggio tra pueblos blancos, un’enogastronomia divina e spiagge torride

Cádiz e la sua provincia fanno parte dell’Andalusia, una delle regioni più affascinanti della Spagna e, non esagero, di tutta Europa. La provincia di Cádiz, che conta 45 municipios e circa 1.300.000 abitanti, arriva quasi a toccare l’Africa con le sue coste.
Lo Stretto di Gibilterra, dove si incontrano il Mediterraneo e l’Oceano atrantico, dista solo 14 Km dalle coste del continente africano e, state certi che un viaggio in nave tra Tarifa e Tangeri non vi porterà via troppo tempo.
Con una temperatura media di 18° C, 300 giorni di sole, pari a circa 3000 ore all’anno in cui potete godervi il cielo azzurro da queste parti, la provincia di Cádiz può contare 268 Km di costa di cui 138 km di spiagge.

Ma non è di numeri e di spiagge ( non solo) che vi parlerò questa volta.
Se in altri articoli su questo sito ho elogiato la gastronomia andalusa, oggi lo farò di nuovo, passando da una delle cose più belle che ho potuto ammirare vivendo in questa splendida regione spagnola: i pueblos blancos.

I pueblos blancos

Arcos,
Foto di Santiago Galvin

I pueblos blancos sono tanti, belli e diversi tra loro. Se vi spostate in auto vi capiterà di “avvistarne” qualcuno tra Siviglia e Cádiz, tanto che vi verrà voglia di abbandonare la strada principale per correre ad ammirarne tutta la bellezza da vicino.
Arcos, Grazalema, Setenil de la Bodegas, El Bosque, Olvera e Zahara de la Sierra sono solo alcuni dei più noti paesini che fanno di La ruta de los pueblos blancos ( la via dei pueblos blancos) un meraviglioso percorso tra questi bianchi villaggi andalusi.
Hanno anche piccoli o grandi hotel che permettono a chi vuole di fermarsi almeno una notte e botteghe di artigianato locale che ne raccontano passato e presente in tutta la loro purezza.

Arcos de la Frontera

foto di Juan de Dios Carrera

Arcos oltre ad essere un ottimo punto di partenza per la Ruta de Los Pueblos Blancos è anche considerato uno dei villaggi più belli di tutta l’Andalusia. La sua storia e il clamoroso panorama che si gode dalla cima della rupe in cui sono collocati i suoi maggiori monumenti, lo pongono come una tappa quasi obbligatoria quando si viene dalle parti di Cádiz.

Setenil de las Bodegas

Setenil de las Botegas
foto da www.cadizturismo.com

Setenil de las Bodegas è diventato celebre per essere il paese della roccia. Un’enorme roccia infatti alberga sopra diverse vie di Setenil, rendendo incredibile un villaggio già bello per il bianco delle sue case. Una visita qui non può assolutamente mancare, anche per i panorami e il buon cibo ovviamente.

Il queso Payoyo ( formaggio Payoyo)

Tabla de queso payoyo _Setenil de las Bodegas
foto di David Ibáñez Montañez

Nell’entroterra della provincia di Cádiz, grazie alla produzione di formaggi derivati dal latte di capra payoya e pecora merino, sono stati vinti moltissimi riconoscimenti nazionali e internazionali.
Tra questi il Queso Payoyo è uno tra i formaggi più famosi prodotti a Villaluenga del Rosario, nel cuore della Sierra di Cádiz.

Olvera

Olvera
Foto da Cadizturismo.com

Olvera non ha decisamente niente da invidiare agli altri villaggi bianchi della ruta de los pueblos blancos.
Qui le strade tra le case bianche, i vasi appesi ai muri in stile tipico andaluso e le strade che salgono e scendono ripide sono all’ordine del giorno. Perdersi tra le vie di queste piccole cittadine assaporando la bellezza della gente del posto e i gusti dei prodotti della gastronomia locale, è un piacere che non potete perdere per nessun motivo al mondo.

La via verde

Via Verde
Foto da Cadizturismo.com

Da Olvera passa anche la via verde, un percorso naturalistico che si estende dalla Sierra di Cádiz fino alla Sierra sud di Sevilla.
Unire la Ruta del Los pueblos blancos con la via verde potrebbe essere un’occasione unica per ammirare luoghi divini, esplorare la natura andalusa, respirare aria pulita e mangiare ottimo cibo mediterraneo della zona!
Per tutte le info sulla via verde, potete consultare il sito internet dedicato.

Zahara de la Sierra

Zahara de la Sierra
Foto di Andrés M. Dimungues Romero

Calle Ronda.
Vi dico solo questo.
Zahara de la Sierra ha molti angoli meravigliosi, tra cui la sua posizione incredibile, ma Calle Ronda è qualcosa di davvero unico ( per me).
Una via in salita con pavimento acciottolato piena di bianco dappertutto con tante terrazzine, porte e finestre.
L’Andalusia come piace a me…
Quella che ti fa emozionare solo a metterci piede…

Enogastronomia locale

Olio d’oliva
Foto da Cadizturismo.com

Gran parte delle ricette tradizionali della provincia di Cádiz, hanno come ingrediente principale l’olio di oliva, che dal 2002 ha ottenuto la denominazione di origine controllata della Sierra di Cádiz.
Un olio ha dei profumi selvatici, leggermente piccanti e amari, frutto di un raccolto in terreni accidentati dove la produzione massiccia è quasi impossibile.
Un olio divino.

I vini

Consejo regolador del vino de Jerez
Foto da Cadizturismo.com

Anche i vini stanno cominciando a dare molte soddisfazioni a questo territorio, tradizionalmente legato ai vini bianchi e fini ma che, da qualche tempo, vanta anche ottimi vini rossi.
La provincia di Cádiz e molti dei suoi comuni hanno fatto del turismo enogastronomico un grande punto di richiamo per i turisti di tutto il mondo.
Jerez de la Frontera, El Puerto de Santa María, Chiclana e Sanlúcar de Barrameda contano assieme più di 7.000 ettari di vigneti che da secoli producono vini e grappe di Jerez.
E non è solo di un’attrazione per gli amanti dell’enoturismo. Il patrimonio, la natura e il paesaggio hanno reso tutto quanto un luogo stupendo in cui passare intere giornate.

Manzanilla e Gamberi a Sanlucar


Manzanilla e gamberi
Foto da sanlucarturismo.com

Una delle tante cose che non potete perdere viaggiando nella provincia di Cádiz, sono i celebri gamberi di Sanlucar de Barrameda e, perchè no, anche uno dei suoi vini più celebri: il Manzanilla.
Questo abbinamento quasi perfetto, si presta bene ad un pasto leggero in spiaggia. Le antichissime tradizioni del Manzanilla ne fanno un vino bianco tra i più leggeri delle cantine di Jerez, ottimo da gustare con i famosi gamberi della zona.

Il Cacao Pico

Cacao Pico
Foto Cadizturismo.com

Nella zona vinicola del “marco de Jerez”, troverete un liquore nato nel lontano 1824, fatto ancor oggi con tecniche antiche rispettose dei tempi e dell’ambiente.
Il Cacaco Pico nasce a El Puerto de Santa Maria, non lontano da Jerez de la Frontera.
Il Cacao Pico viene utilizzato in pasticceria, può essere consumato freddo assieme al gelato o magari con dei cubetti di ghiaccio. Ha ricevuto alcuni premi, sia come miglior liquore che in alcuni cocktail di cui faceva parte come ingrediente principale.

Tarifa

Bodegón de Atún- Conservera de Tarifa
Foto di Cadizturismo.com

Ci spostiamo fino a Tarifa per scoprire due specialità della gastronomia della provincia di Cádiz e anche una delle località più ventose e torride dell’intera Andalusia.
Tarifa è uno di quei posti speciali di cui ti innamori, anche se non ci sono paesini bianchi meravigliosi o monumenti clamorosi.
A Tarifa c’è vento, spiagge enormi e vita anche d’inverno quando ci misi piede per la prima volta.
Un mio studente diceva che qui sono tutti un po’ folli per colpa del vento che soffia costantemente.
In verità, il vento più forte che io possa ricordare fu una notte a Cádiz: all’improvviso una finestra della mia stanza si spalancò e il vento del Mediterraneo entrò senza permesso dentro la mia camera!
Assieme ai profumi dell’Andalusia…

Tarifa
Imagen de Peter Pieras en Pixabay

Dicevamo della gastronomia di Tarifa, giusto?
Andando in giro per questa cittadina troverete tanti negozietti, bar, ristoranti, gente in spiaggia che fa surf e kite surf, ma non dimenticate mai che siete in Andalusia, la regione spagnola dove può fare caldissimo e dove si mangia divinamente.

Tocino de cielo

Tocino de cielo
Foto da Cadizturismo.com

Il Tocino de cielo è un dessert tipico della zona, le cui scuole più famose sono a Tarifa e Jerez.
E’ creato con tuorli d’uovo, zucchero e caramello ed è il dessert giusto per addolcire le vostre giornate.
Una delle pasticcerie più famose dove provarlo a Tarifa è certamente la Pasteleria la tarifeña.


Prima di passare all’interno e salire un po’ sulle colline tra altri piatti tipici e qualche pueblo blanco, fermiamoci un attimo su queste due meravigliose specialità “vista mare”

Amontillado y camarones con huevo frito

Amontillado y camarones con huevo frito_ E Puerto de Santa Maria
Da Sprint Sherry

L’amontillado è uno dei tanti vini della zona che dovete assolutamente provare. E’ un vino elegante che va bevuto fresco e si adatta bene a ogni esigenza.
In questo particolare piatto, con gamberi e uova fritte, esalta e mescola i sapori del mare e della natura.

Atún encebollado

Atún encebollado
Foto da Cadizturismo.com

Con tutte le località di mare che ci sono nella Provincia di Cádiz, trovare un buon tonno non dovrebbe essere un grosso problema. Tuttavia, se programmate un viaggio da queste parti, scoprirete che tra maggio e giugno, in località come Tarifa, Conil, Barbate e Zahara de los athunes, si organizzano diversi eventi chiamati Ruta del Atún, nei quali probabilmente riuscirete anche a provare tanti piatti a base di tonno come quello della foto ( con tonno e cipolla).

Filetto di tonno al burro
Foto Cadizturismo.com

El gastor

Tornando un po’ verso l’interno della provincia, si possono scoprire altri paesini bellissimi ma un po’ meno noti al turismo di massa: El Gastor sembra un vero e proprio giardino con le sue tipiche case bianchissime da vero pueblo blanco, vasi appesi ovunque, palme nelle piazze e piante enormi sparse qua e là.
El Gastor è anche conosciuto come “el Balcón de los Pueblos Blancos” ( il balcone dei pueblos blancos) per la posizione che ne favorisce le viste mozzafiato.
Una ragione in più per venire qui, credo…

Piatti tipici

I piatti popolari della zona di el Gastor includono stufato, spezzatino, zuppe, uova strapazzate di asparagi e altri a base di pollame e maiale.
Ma un piatto tipico di questo paese di montagna è certamente lo Spezzatino di Asparagi ( Guisote de espárragos) che è un composto a base di pane, olio, acqua e ovviamente asparagi di terra. Tutto questo viene servito in una grande pentola di famiglia della quale tutti, provvisti di cucchiaio, pane e vino, possono servirsi e mangiare.

Algodonales

Algodonales
Foto di Cadizturismo.com

No, non sono impazzito all’improvviso! Anche Algodonales è uno splendido pueblo blanco della provincia di Cádiz, ma volevo iniziare raccontandolo con uno dei tanti eventi che lo rendono caratteristico e famoso.
Quella della foto sopra è la rievocazione storica del 2 di maggio ( 2 de mayo).
Qui ad Algodonales viene ricreato l’evento che ad inizio maggio del 1810 mise di fronte gli abitanti di questo villaggio e i reggimenti dell’esercito francese guidati da Napoleone Bonaparte.
L a battaglia si lasciò dietro 273 morti e una settantina di case distrutte.
Dal 2005 è nata questa celebrazione in abiti tradizionali, che ha lo scopo di rendere omaggio ai valorosi che affrontarono l’esercito francese.

Olive spaccate
Foto da Cadizturismo.com

Gastronomia locale

Algodonales si trova in una zona ricca di uliveti. L’olio d’oliva da queste parti è un prodotto importante e di ottima fattura, così come le olive spaccate ( aceitunas partidas).
Se venite da queste parti, dovete assolutamente provare i formaggi e vini locali, ma anche un pasticcino tradizionale dalle “tendenze” un po’ arabe: il gañote.

Ubrique

Ubrique da San Antonio
Foto di CPL

Ubrique è stata dichiarata sito storico. Oltre che pueblo blanco tenete conto che da qui passa un tratto dell’antica strada romana che ne rivela le antichissime origini ( foto sotto).

UBRIQUE (SIERRA DE CÁDIZ).-
Strada romana che collega Ubrique con Benaocaz.- Foto di Fernando Ruso

Prodotti tipici e gastronomia

Chorizá – Ubrique –
Foto di Francisco Javier Sánchez Ramírez

Anche Ubrique, come altri pueblos blanco di montagna ha la sua bella tradizione enogastronomica.
Si parte dai formaggi locali prodotti in zona: i derivati dal latte di capra payoya gia menzionati, sono tra i più noti.
Le salsicce , salami, prosciutti e altri indsaccati creati con le tecniche del passato sono anch’essi ottimi prodotti da gustare anche come spuntino.
Tra i dolci potete provare anche qui il tradizionale gañote, che viene offerto tra i partecipanti a un concorso dedicato una volta l’anno.

…e per finire…

Lo ammetto…quando si tratta di mangiare e viaggiare, la vita assume un significato meraviglioso e tutto risplende di una luce diversa.
Da Cadizturismo ( grazie grazie grazie!!!)mi hanno inviato così tante foto e info che vorrei continuare questo articolo all’infinito…
Invece chiudo con le ultime tre tapas, con la speranza di tornare presto, anzi prestissimo in questa provincia stupenda!

Tapa de atún y queso – San Fernando –
Foto di David Ibáñez Montañez
Tapa de jamón – San Fernando –
Foto di David Ibáñez Montañez
Croquetas
Foto di Cadizturismo.com