Ibiza: un viaggio tra spiagge, mercatini, gastronomia e natura

Ibiza si adatta bene ad ogni tipo di viaggiatore. Sia che voi siate una famiglia, una coppia, un gruppo di amici o magari degli sportivi in cerca di un ambiente particolare, a Ibiza troverete un’isola piena di emozioni e suggestioni uniche.
Con i suoi 572 km² di superficie totale, Ibiza è facile da esplorare, considerato che da un punto all’altro dell’isola non sarà necessario percorrete troppi chilometri. I punti di maggiore interesse sono in genere a circa 15′ di distanza l’uno dall’altro e così, avrete tutto il tempo di scoprire le bellezze, le spiagge e la gastronomia che quest’isola delle Baleari può offrire.

I piaceri dell’isola

Kayak a Ibiza
Kayak a Ibiza
Foto da Promoción Turística de Ibiza

Ibiza gode di un clima tipico mediterraneo che consente di visitarla, approfittando di un buon clima per tutto l’anno.
Con 3000 ore di sole, pochissime piogge, acque turchesi e la possibilità di praticare tantissimi “sport da mare”, Ibiza offre tante possibilità e libertà di svago.
Non mancano certo la natura, i tramonti, i profumi tipici del Mediterraneo e la possibilità di godersi a pieno le spiagge dell’isola.


La natura

Posidonia Oceanica
Posidonia Oceanica
Mare sottomarino, Mediterraneao, Isole Baleari, Ibiza, Spagna

Il 40% dell’isola è ricoperto da foreste di pino e di ginepro suddivise in 1800 specie differenti. La flora, di tipo Mediterraneo, conta una varietà di 940 specie diverse.
Il 43% della superficie terrestre di Ibiza è protetto, di cui circa il 18% suddiviso in otto aree naturali. Non bastasse, tenete conto che il 75,4% del litorale dell’isola è protetto. Tanto per far qualche nome, segnatevi la Riserva Marina della costa nord-est d’Ibiza-Tagomago, le Riserve Naturali di Es Vedrà, Es Vedranell e gli isolotti di Ponente.
Sebbene le zone umide dell’isola attirino molte specie di uccelli, l’animale caratteristico di Ibiza rimane la lucertola pitiusa, facile da avvistare sui muri o tra i sentieri.

Podenco Ibizenco
Podenco
Promoción turistica de Ibiza
Foto di Vincent Marí

Altro animale caratteristico dell’isola è il podenco ibizenco, una particolare razza di cane autoctona di origine egizia che pare abbiano portato i cartaginesi nel 654 dC , quando fondarono la città di Ibiza.
E’ una razza elegante, agile, forte e dalla camminata molto elastica.

Secondo l’UNESCO, Ibiza è un ambiente privilegiato per la conservazione della Posidonia Oceanica, Patrimonio dell’Umanità nonché pianta acquatica ed endemica del Mediterraneo.
Queste piante acquatiche non sono solo responsabili della purezza dell’acqua del mare ma contribuiscono significativamente a ridurre l’erosione delle coste marine.
La Posidonia Oceanica è anche forma di nutrimento per diverse specie marine e, per tutti questi motivi è fondamentale che venga conservata evitandone il danneggiamento o la perdita nel corso degli anni.

Sea Salines, Ibiza
Sea Salines
Foto di Vincent Marí

Sea Salines è diventato parco naturale dal 2001. Con una superficie di 3000 ettari terrestri e 13.000 di mare, il parco naturale di Ibiza costituisce una ricchezza ambientale e riserva protetta per 210 specie di uccelli, tra cui spiccano fenicotteri, Himantopus e la Berta delle Baleari.
Il parco, grazie alle sue saline, è in grado di produrre 50.000 tonnellate di sale ogni anno.


I patrimoni dell’UNESCO

Città fenicia, sa Caleta, Ibiza
Città fenicia, sa Caleta, Ibiza
Foto Consell d’Eivissa

Oltre alla già menzionata Posidonia Oceanica, Ibiza può avvalersi patrimoni dell’UNESCO di tutto rispetto e importanza storica.
Nel 1999 l’UNESCO ha dichiarato le mura di Dalt Vila Patrimonio dell’Umanità, in quanto fortezza costiera meglio conservata di tutto il Mediterraneo.
Stesso discorso vale per i resti della città fenicia di sa Caleta e la necropoli di Puig de Molins, perfettamente conservate nel tempo.

Le mura rinascimentali che “avvolgono” la città antica con la Cattedrale e il Castello Almudaina in cima, sono i monumenti più importanti di Ibiza.
Dalt Vila è formata da stradine strette labirintiche, calli e piazzette che danno un senso di serenità completamente opposto a quello del porto, della baia e della zona commerciale dei barrios di la Marina e Sa Penya.

Secondo l’UNESCO, i resti della città fenicia di Sa Caleta e la necropoli fenicio-punica, sono un’importantissima testimonianza della vita, della cultura e dell’urbanizzazione delle culture fenicie e cartaginesi.

Le praterie sottomarine della Posidonia oceanica rappresentano una ricchezza naturale sia per Ibiza che per la biodiversità marina mondiale. I cosiddetti “polmoni del mare” presenti nelle acque dell’isola sono tra i meglio conservati del Mediterraneo e, come tali, devono restare.

Lo shopping e i mercati

Mercado artisania, Ibiza
Mercado artisania, Ibiza
Foto di Jon Izeta

Fare shopping ad Ibiza potrebbe essere altrettanto appagante che farlo in una grande città: dalle grandi marche internazionali fino ai piccoli e giovani disegnatori, passando dall’artigianato locale, sull’isola sarà possibile trovare e scoprire di tutto.
Dalt Vila, il barrio de La Marina, la Avenida Bartolomé Roselló e Marina Botafoch sono solo alcune delle zone dove potrete fare shopping di “spessore”. Lasciarsi rapire dal negozio colorato in mezzo a una via è certamente la cosa migliore da fare. Potete entrare e scovare tante sorprese all’improvviso.

Sant’Eulària, Sant Josep, Sant Antoni e Sant Joan racchiudono una moltitudine di boutiques commerciali di ottimo livello ispirate ai prodotti locali dove poter trovare autentici tesori.
I mercatini di Las Dalias e Punta Arabí meritano assolutamente una visita. Las Dalias apre per tutto l’anno di sabato, mentre in estate ha anche una “versione” notturna; unica. Punta Arabí da 25 anni ogni mercoledì con circa 400 bancarelle.

Ma se amate bancarelle e mercatini non potete non visitare le bancarelle di artigianato locale al Porto di Ibiza, Figueretes, Sant’Eulària, Sant Antoni, Sant Joan, San Miquel oppure le opere dei ceramisti di San Rafael.

Gastronomia locale

Frita de calamar
Frita de calamar
Foo di Vincent Marí

La gastronomia di Ibiza è basata prevalentemente sulla trilogia mediterranea, composta da grano, vino e olio di oliva. Il mare e la terra così generosi hanno dato sempre possibilità e moltitudini di ricette tradizionali, elaborate in base alla stagionalità e alle condizioni climatiche dell’isola.

Flaó
Flaó
Foto di Vincent Marí
Vino di Ibiza
Vino de Ibiza
Foto di Vincent Marí

I mercatini alimentari


Le tradizioni dell’isola

Ball pagés: ballo tradizionale di ibiza
Ball pagés
Foto San Joan de Labritja

Ibiza vanta un ricco patrimonio di tradizioni che permettono a chiunque la visiti di immergersi ancor più nel cuore dell’isola.
La campagna dell’isola è stata per generazioni autosufficiente grazie allo spirito di auto adattamento e alla capacità di sfruttare al massimo le risorse della natura da parte della gente di Ibiza.
Sull’isola potrete trovare tanti esempi dell’architettura tradizionale che, nel corso degli anni, hanno permesso all’isola balearica di ottenere il soprannome di Isla Blanca. Vi basterà perdervi tra le stradine secondarie per ammirare come tante casette bianche sono state riconvertite in ristoranti o per scoprire qualche bianchissimo edificio sommerso nella natura.

Architettura rurale, Ibiza
Architettura rurale, Ibiza
Foto di Vincent Marí

Il ball pagès, la danza tradizionale d’Ibiza, spicca per essere una rappresentazione folcloristica unica nel Mediterraneo. Con secoli d’antichità e un’origine incerta, questo antico ballo di corteggiamento si svolge in tutte le feste popolari dell’isola e nelle rappresentazioni settimanali programmate durante la stagione turistica estiva.

Fare sport a Ibiza

In Bici a Ibiza
In Bici a Ibiza
Foto di Jon Izeta

Trovare uno sport adatto a voi a Ibiza non dovrebbe essere difficile. Dopo aver mangiato, fatto shopping, preso il sole in spiaggia e magari tirato tardi la sera, un po’ di sano sport farebbe bene a chiunque.
Tanto verde si presta bene a sport come il golf, l’equitazione, passeggiate, correre o andare in bici, mentre il mare e le spiagge offrono la canonica moltitudine degli sport acquatici quali kayak, windsurf, kitesurf e molto altro ancora.

E’ quasi superfluo ricordare che Ibiza è anche ricca di moltissimi eventi sportivi durante tutto l’anno: maratona, mezza maratona, regate, giro cicloturistico, trial e tanto altro.
Per gli sportivi professionisti e non, ma anche per tutti gli appassionati, a Ibiza ci sono sempre eventi interessanti da seguire.


Cosa fare e vedere a Ibiza

Dalt Vila

Plaza de Vila, Ibiza
Plaza de Vila
Foto di Aurelio Martinelli

Tutti i mesi sono perfetti per visitare il quartiere fortezza d’Ibiza, anche se è durante i pomeriggi e le serate estive che troverete più “vita” grazie ai ristoranti aperti intorno alle piazze di Vila, Sa Carrossa e del Sol. Una passeggiata fino alla cattedrale e al castello vi farà scoprire palazzi medievali, piazzette appartate, gallerie d’arte e bellissimi angoli nel più puro stile mediterraneo.

Le mura e i bastioni: dichiarata Patrimonio dell’Umanità nel 1999, la cittadella rinascimentale d’Ibiza è la meglio conservata del Mediterraneo. Fu costruita durante la seconda metà del XVI secolo a seguito del piano promosso dai monarchi Carlos I e Felipe II per modernizzare le infrastrutture militari dei territori costieri strategici della Corona spagnola con l’obiettivo di migliorare la difesa contro gli attacchi dell’Impero Ottomano e altri nemici dell’epoca. Il complesso, a cui originariamente solo si accedeva dal Portal de Ses Taules e dal Portal Nou, è formato da sette bastioni, dei quali sono museizzati i due del lato occidentale: Sant Jaume e Sant Pere. Dal resto dei bastioni si ammirano magnifici panorami sulla città, le spiagge di Ses Figueretes, Platja d’en Bossa ed Es Cavallet e la vicina isola di Formentera.

Musei:

  • Necropoli di Puig des Molins
  • Museo d’Arte Contemporanea d’Ibiza(MACE)
  • Museo Puget:
  • Cattedrale e Museo Diocesano

I quartieri storici fuori le mura: La Marina e Sa Penya mantengono il carattere portuario proprio delle città mediterranee, con semplici
case con facciate bianche e una marcata aria marinara. Ubicate vicino al porto, le vie di questi quartieri sono piene di animazione durante la stagione turistica estiva grazie alle loro boutique, negozi, bar, ristoranti,
gelaterie e caffè, molti dei quali con vista sul porto sportivo e sulle lussuose imbarcazioni che attraccano ad esso. Le piazze del Parque e di Vara de Rey, con notevoli edifici di stile coloniale, meritano una sosta durante una passeggiata per il centro d’Ibiza.

La Marina di sera, Ibiza
La Marina
Foto di Aurelio Martinelli
da Promoción Turística de Ibiza

7 cose da fare a Ibiza

  1. Andare a fare acquisti a La Marina, Dalt Vila o l’Eixample, dove vi attendono boutique di Moda Adlib, bancarelle, negozi tradizionali, firme nazionali e internazionali, gallerie d’arte, negozi multimarca.
  2. Prendere il taxi acquatico che unisce il quartiere di La Marina con il lungomare e la spiaggia di Talamanca.
  3. Vedere come gli artigiani lavorano i loro pezzi nel mercatino artigianale di Sa Pedrera, aperto al pubblico il venerdì.
  4. Godersi la movimentata vita notturna della città, specialmente quella di Dalt Vila, La Marina, del porto, del lungomare e di Ses Figueretes.
  5. Percorrere le mura di bastione in bastione facendo attenzione ai suoi pannelli divulgativi e spazi museizzati.
  6. Unirsi alle visite guidate teatralizzate organizzate dal Comune d’Ibiza.
  7. Comprare dolci nel convento di clausura di Sant Cristòfol, conosciuto popolarmente come Ses Monges Tancades (le suore chiuse), e altri prodotti gastronomici ibizenchi nei mercati Mercat Nou e Mercat Vell.

Le spiagge

Talamanca, Ibiza
Talamanca, Ibiza
Foto da Promoción Turística de Ibiza

Il capoluogo ha spiagge accessibili dove godersi il bagno e praticare sport acquatici. A nord del municipio, nella baia di Talamanca, c’è l’omonima spiaggia di 900 metri di lunghezza, con servizi vari e di ristorazione. Più vicina al centro storico si trova la spiaggia di Ses Figueretes, lungo la quale si estende il quartiere omonimo e una moltitudine di alloggi, ristoranti, negozi, caffè, bar e pub. A continuazione di Ses Figueretes, arriva Platja d’en Bossa, una lunga spiaggia sabbiosa condivisa dai municipi d’Ibiza e di San Sant Josep che dispone di una delle offerte turistiche più sviluppate dell’isola.


8 cose da fare a Sant’Eulària

Mercatino di Las Dalias
Mercatino di Las Dalias
Foto da Promoción Turística de Ibiza
  1. Raggiungere con il kayak l’isolotto di Tagomago o esplorare i tratti compresi fra Pou des Lleó e Canal d’en Martí e fra Cala Llonga e Santa Eulària.
  2. Godersi il paesaggio rurale di Santa Gertrudis a cavallo.
  3. Seguire i sentieri circolari di trekking del municipio, come quello che arriva fino alla Torre d’en Vall.
  4. Praticare surf a Cala Martina e Cala Pada, iniziarsi al mondo della vela sulla spiaggia di Santa Eulària e fare subacquea a Cala Llenya, Cala Mestella o Pou des Lle.
  5. Comprare un ricordo di stile ibizenco ai mercatini hippy di Las Dalias e Punta Arabí e visitare il mercato artigianale di Santa Gertrudis.
  6. Avvicinarsi a Sant Carles, Cala Nova e al mercatino hippy di Las Dalias a bordo di un trenino turistico.
  7. Godersi un viaggio lungo la costa orientale a bordo del ferry che unisce il porto d’Ibiza con i nuclei turistici di Es Canar, Santa Eulària e Cala Llonga.
  8. Mettere piede in undici rive in un solo giorno seguendo il Percorso delle Spiagge, un itinerario circolare per mountain bike che passa per Cala Nova, Cala Llenya, Cala Mestella, Cala Boix, Es Figueral eS’Aigua Blanca, fra le altre spiagge.



Le spiagge di Sant’Eulària

Cala Nova
Cala Nova
Foto da Promoción Turística de Ibiza

Spiagge sabbiose, scogliere scoscese che spuntano sulla costa, cale selvagge e un generoso numero di isolotti formano il bel paesaggio litorale di Santa Eulària. Lungo i suoi 46 chilometri, sono frequenti le rive di acque tranquille idonee per il bagno dei bambini e con un’ampia offerta di servizi, come Cala Llonga, Cala Pada, Cala Martina, Es Niu Blau, S’Argamassa, Es Canar, Platja des Riu de Santa Eulària e la spiaggia urbana di Santa Eulària, la prima delle Isole Baleari a dichiararsi “Spiaggia senza fumo” dove non è permesso fumare. Le rive più conosciute per le loro bellezza fotogenica sono S’Aigua Blanca e Es Figueral –entrambe con vista sull’isolotto di Tagomago-, Cala Nova, Cala Llenya e Cala Boix –l’unica spiaggia d’Ibiza con sabbia scura-, mentre le calette più intime sono Cala Mestella, Pou des Lleó, S’Estanyol e Cala Olivera.


Cosa fare a San Josep

Es vedrà, Ibiza
Es vedrà, Ibiza
Foto di Jamie Turek da Pixabay

Il paese di Sant Josep è tranquillo e circondato da campi coltivati. Il suo piccolo nucleo urbano è cresciuto intorno alla sua chiesa e alla strada. Il tempio fu costruito nell’anno 1730 seguendo le caratteristiche dell’architettura popolare ibizenca ed è l’unica chiesa sull’isola con una
meridiana sulla facciata. Potete bere un caffè nell’ incantevole piazzetta situata di fronte al tempio, curiosare nei suoi negozi e gallerie e gustare tanti piatti locali nei suoi numerosi ristoranti. Inoltre, gli appassionati del cinema e del teatro troveranno una ricca programmazione al Centro di Cultura Can Jeron.

L’insediamento fenicio di Sa Caleta è situato a pochi metri dalla spiaggia di Es Bol Nou. Questo giacimento è uno dei quattro siti d’Ibiza dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. La sua origine come insediamento risale al VIII secolo a.C. e si possono osservare resti del tracciato urbano e di due forni.

7 cose da fare a San Josep

  1. Visitare il Centro d’Interpretazione di Ses Salines vicino alla chiesa di Sant Francesc. Al suo interno, si forniscono informazioni sull’importanza ecologica degli stagni delle saline, i cordoni dunali, le praterie di posidonia oceanica e le scogliere del parco naturale e sulle numerose specie marine e terrestri che ospitano questi habitat, come la lucertola pitiusa (Podarcis pityusensis), il cavalluccio marino (Hippocampus ramulosus), il falco pellegrino (Falco peregrinus), il fenicottero (Phoenicopterus ruber), la berta della Baleari (Puffinus mauretanicus) o il cavaliere d’Italia (Himantopus himantopus).
  2. Passeggiare lungo la costa alla ricerca delle torri di sorveglianza del sud e dell’ovest d’Ibiza: Es Carregador o Sa Sal Rossa, Ses Portes, Es Savinar e En Rovira.
  3. Vedere il tramonto d’Ibiza dai vari bar e caffè situati nella baia di Portmany o dalle rive di Cala Tarida, Port des Torrent o Platges de Comte.
  4. Praticare numerose attività acquatiche nella baia di Portmany, e nei vicini centri turistici di Cala de Bou e Platja Pinet.
  5. Programmare un’escursione per scoprire i valori ecologici e paesaggistici delle Riserve Naturali di Es Vedrà, Es Vedranell e gli isolotti di Ponente.
  6. Andare al sabato al mercato di Sant Josep a cercare prodotti agricoli locali (aperto durante la stagione turistica estiva) o partecipare al variopinto ambiente del mercatino di seconda mano di Sant Jordi (tutto l’anno).
  7. Salire sulla cima di Sa Talaia, il monte più alto d’Ibiza con 475 metri d’altezza. È una delle gite per escursionisti e ciclisti più attrattiva del municipio, poiché dalla cima si contempla un meraviglioso panorama su gran parte dell’isola.

Le spiagge di San Josep

Platges de Comte
Platges de Comte
Foto di Vincent Marí

Sant Josep ha più di 20 spiagge e cale per tutti i gusti e le necessità, compresa Platja d’en Bossa, la spiaggia di sabbia più lunga d’Ibiza e una della più movimentate grazie all’ampia offerta dei suoi hotel, ristoranti, club, pub e aziende d’attività acquatiche e nautiche.
Spiccano per la loro bellezza e popolarità le spiagge selvagge di Ses Salines, Cala Jondal, Cala Bassa, l’insieme di calette che compongono Platges de Comte e Cala d’Hort, il miglior punto panoramico sul famoso
isolotto di Es Vedrà. Altre rive singolari sono Es Cavallet –di tradizione nudista-, Cala Codolar, Es Bol Nou, Cala Carbó, Cala Molí o le spiagge di Cala Vedella, Cala Tarida e Port des Torrent, d’ambiente familiare.

Cosa fare e vedere a Sant Antoni

Puesta de sol Sant Antoni
Puesta de sol Sant Antoni
Foto di Menchu Redondo

La bellezza della sua baia, gli spettacolari tramonti con gli isolotti di Ponente sullo sfondo e un paesaggio rurale praticamente inalterato sono tre delle grandi attrazioni di Sant Antoni, una destinazione aperta a tutti i viaggiatori che sorprende sempre, sia vicino al mare o nell’entroterra.

Tramonto a Ses Variades: il tratto del lungomare che si trova fra Caló des Moro e il frangiflutti è noto con il nome di Ses Variades e durante l’estate diventa uno dei luoghi più visitati dell’isola grazie ai bar e ai caffè che mettono musica al tramonto, spesso offerta da celebri DJ. Fuori dalla stagione turistica estiva, il lungomare permette di godersi dei bei tramonti in un ambiente tranquillo.

Percorso delle chiese: il tempio di Sant Antoni, la cui origine risale al XIV secolo, è un eccellente esempio di chiesa-fortezza pitiusa che ha ancora la sua torre difensiva e il punto di partenza di questo itinerario. Nell’entroterra, le sagome della piccola chiesa di Santa Agnès, il cui portico si trova vicino all’antica entrata principale, e del tempio di Sant Mateu, coronato da un semplice campanile a vela, conferiscono una singolare bellezza al paesaggio rurale di entrambe le valli. Da parte sua, la visita alla chiesa di Sant Rafel, costruita alla fine del XVIII secolo, offre un eccellente panorama sulla città d’Ibiza e un campanile curvilineo che conferisce leggerezza all’austera facciata.

Fiore di mandorlo
Fiore di mandorlo
Foto da Promoción Turística de Ibiza

Santa Agnès e i mandorli: questa piccola frazione si trova nella vallata di Pla de Corona, uno dei luoghi più tranquilli d’Ibiza. Il miglio periodo per visitarlo è fra gennaio e febbraio, quando fioriscono le sue centinaia di mandorli.

I vigneti di Sant Mateu: il nord del municipio è legato tradizionalmente alla produzione vinicola e attualmente ospita gli impianti di due cantine dell’isola che producono vini con I.G.P. Ibiza, Vino de la Tierra | Vi de la Terra.

5 cose da fare a Sant Antoni

  1. Praticare sport acquatici e nautici oferti nella nella baia: subacquea, vela, kitesurf, paddle surf, sci nautico, parasailing, moto d’acqua, kayak, pesca…
  2. Godersi una escursione in barca per ammirare la bellezza delle scogliere di Ses Balandres e Cala d’Albarca, così come delle Riserve Naturali di Es Vedrà, Es Vedranell e gli isolotti di Ponente.
  3. Percorrere a piedi il percorso costiero che unisce Sant Antoni a Cala Salada, addentrarsi in bicicletta nella zona conosciuta come Es Broll, passeggiare per il Pla de Corona fino ad arrivare alla scogliera con vista sugli isolotti di Ses Margalides…
  4. Comprare prodotti locali nel Mercato di Forada (sabato), al Mercato agricolo di Sant Antoni (venerdì) o al Mercato dell’artigianato di Sant Rafel (giovedì, da luglio a settembre).
  5. Visitare una cantina e degustare i vini dell’isola.

Le spiagge di Sant Antoni

Cala Gració, Ibiza
Cala Gració

Sant Antoni ospita cale e spiagge ideali per i più piccoli che spiccano anche per la bellezza dell’ambiente o dei sui panorami. All’interno del nucleo urbano di Sant Antoni ci sono le spiagge di Es Puetó, S’Arenal e Caló des Moro, le quali si aggiungono alle spiagge della baia che amministrativamente appartengono a Sant Josep. A pochi in minuti in auto o in autobus dal paese ci sono Cala Gració e Cala Gracioneta, due cale circondate da pini, separate da un piccolo promontorio; le acque color turchese del fotogenico litorale formato da Cala Salada e Cala Saladeta -uno dei più fotografati a Ibiza- e le terrazze di pietra di Punta Galera, un’antica cava di pietra che è diventata il luogo preferito dai praticanti del nudismo.

Cosa fare e vedere a Sant Joan

Chiesa di San Miquel
Iglesia Sant Miquel
Foto di Vincent Marí

Sant Joan e la sua chiesa: il paese che dà nome al municipio è un luogo tranquillo e con incanto, le cui poche case si trovano lungo la strada e intorno alla chiesa dedicata a San Giovanni Battista. Il tempio, finito di costruire nell’anno 1770, si struttura intorno a una unica navata rettangolare con volta a vela e sette cappelle laterali. Altri segni distintivi del tempio sono il suo campanile, costruito nel XIX secolo, e il suo portico con due archi. Le domeniche, la piazza che si trova di fronte alla chiesa diventa un punto d’incontro dei visitatori che si recano al mercato artigianale e gastronomico.

6 cose da fare a Sant Joan

  1. Ammirare la bellezza delle scogliere del nord d’Ibiza a bordo delle barche d’escursione che partono da Portinatx.
  2. Esplorare i dintorni delle spiagge di Portinatx, Port de Sant Miquel e Cala de Sant Vicent sopra una tavola di paddle surf o a bordo di un pedalò.
  3. Percorrere l’itinerario che conduce fino alla Punta des Moscarter e il faro omonimo, il più alto delle Isole Baleari; o scendere a piedi fino alla remota cala vergine di Es Portitxol, sulla costa di Sant Miquel.
  4. Ammirare le favolose viste dall’alto della Torre des Molar, situata a pochi chilometri dal Port de Sant Miquel e dove si arriva dopo un percorso di trekking.
  5. Comprare artigianato e prodotti agricoli del nord d’Ibiza nel mercatino domenicale di Sant Joan.
  6. Salire sul trenino turistico che parte da Portinatx e scoprire alcuni degli angoli più belli del nord dell’isola

Le spiagge di San Joan

Cala de Sant Vicent, Ibiza
Cala de Sant Vicent
Foto da Promoción Turística de Ibiza

La costa settentrionale ospita cale per tutti i gusti, da quelle con tutti i servizi fino a quelle nascoste sotto le scogliere, idonee per chi desidera allontanarsi dal trambusto o praticare nudismo. Le spiagge di Port de Sant Miquel, Cala de Sant Vicent, S’Arenal Gran, S’Arenal Petit e Port de Portinatx hanno attrezzature, ristoranti, negozi e noleggi d’attività acquatiche, che le rendono una scelta molto adeguata per le famiglie. È anche molto popolare Benirràs, grazie al suo ambiente hippy, i suoi tramonti e la singolarità del paesaggio delle sue casette dei pescatori con l’isolotto Cap Bernat.
Le restanti cale di Sant Joan sono perfette per chi non ha bisogno di servizi o per chi vuole semplicemente a portata di mano un chiosco per poter noleggiare lettini e ombrelloni: Cala de Xarraca, Cala des Xuclar, Cala d’en Serra, S’Illot des Renclí, Es Pas de s’Illa e Caló des Moltons.



Game of Thrones™ Studio Tour irlandese: le prime immagini inedite

Non avete ancora fatto tutti i regali di Natale? Ecco un’idea che potrà fare felice chiunque, perchè Game of Thrones™ Studio Tour di Banbridge, in Irlanda del Nord, ha da poco diffuso le primissime immagini inedite di quello che potranno vedere a partire dal 4 febbraio i visitatori di questa magnifica “esposizione” dedicata alla celebre serie televisiva.
I buoni regalo, validi 24 mesi, sono già in vendita su www.gameofthronesstudiotour.com

Dipartimento dei costumi

Dove, come e quando

Il Game of Thrones™ Studio Tour verrà lanciato ufficialmente il 4 febbraio 2022 a Banbridge, in Irlanda del Nord.
Si trova esattamente nei Linen Mill Studios, la sede di una ex fabbrica di lino dalla storia risalente al 1800. Nel 2008, in seguito al declino dell’industria del lino, è iniziata una collaborazione con l’HBO, un’emittente televisiva statunitense.
Negli anni successivi parte delle riprese di Game of Thrones fatte in Irlanda del Nord, sono state create proprio all’interno del Linen Mill Studios.

Game of Thrones Studio Tour

Per altre informazioni non potete leggere il nostro articolo dedicato, il sito del turismo irlandese, o il sito ufficiale dell’evento

Fonte e foto: Turismo irlandese

La provincia di Cádiz: in viaggio tra pueblos blancos, un’enogastronomia divina e spiagge torride

Cádiz e la sua provincia fanno parte dell’Andalusia, una delle regioni più affascinanti della Spagna e, non esagero, di tutta Europa. La provincia di Cádiz, che conta 45 municipios e circa 1.300.000 abitanti, arriva quasi a toccare l’Africa con le sue coste.
Lo Stretto di Gibilterra, dove si incontrano il Mediterraneo e l’Oceano atrantico, dista solo 14 Km dalle coste del continente africano e, state certi che un viaggio in nave tra Tarifa e Tangeri non vi porterà via troppo tempo.
Con una temperatura media di 18° C, 300 giorni di sole, pari a circa 3000 ore all’anno in cui potete godervi il cielo azzurro da queste parti, la provincia di Cádiz può contare 268 Km di costa di cui 138 km di spiagge.

Ma non è di numeri e di spiagge ( non solo) che vi parlerò questa volta.
Se in altri articoli su questo sito ho elogiato la gastronomia andalusa, oggi lo farò di nuovo, passando da una delle cose più belle che ho potuto ammirare vivendo in questa splendida regione spagnola: i pueblos blancos.

I pueblos blancos

Arcos,
Foto di Santiago Galvin

I pueblos blancos sono tanti, belli e diversi tra loro. Se vi spostate in auto vi capiterà di “avvistarne” qualcuno tra Siviglia e Cádiz, tanto che vi verrà voglia di abbandonare la strada principale per correre ad ammirarne tutta la bellezza da vicino.
Arcos, Grazalema, Setenil de la Bodegas, El Bosque, Olvera e Zahara de la Sierra sono solo alcuni dei più noti paesini che fanno di La ruta de los pueblos blancos ( la via dei pueblos blancos) un meraviglioso percorso tra questi bianchi villaggi andalusi.
Hanno anche piccoli o grandi hotel che permettono a chi vuole di fermarsi almeno una notte e botteghe di artigianato locale che ne raccontano passato e presente in tutta la loro purezza.

Arcos de la Frontera

foto di Juan de Dios Carrera

Arcos oltre ad essere un ottimo punto di partenza per la Ruta de Los Pueblos Blancos è anche considerato uno dei villaggi più belli di tutta l’Andalusia. La sua storia e il clamoroso panorama che si gode dalla cima della rupe in cui sono collocati i suoi maggiori monumenti, lo pongono come una tappa quasi obbligatoria quando si viene dalle parti di Cádiz.

Setenil de las Bodegas

Setenil de las Botegas
foto da www.cadizturismo.com

Setenil de las Bodegas è diventato celebre per essere il paese della roccia. Un’enorme roccia infatti alberga sopra diverse vie di Setenil, rendendo incredibile un villaggio già bello per il bianco delle sue case. Una visita qui non può assolutamente mancare, anche per i panorami e il buon cibo ovviamente.

Il queso Payoyo ( formaggio Payoyo)

Tabla de queso payoyo _Setenil de las Bodegas
foto di David Ibáñez Montañez

Nell’entroterra della provincia di Cádiz, grazie alla produzione di formaggi derivati dal latte di capra payoya e pecora merino, sono stati vinti moltissimi riconoscimenti nazionali e internazionali.
Tra questi il Queso Payoyo è uno tra i formaggi più famosi prodotti a Villaluenga del Rosario, nel cuore della Sierra di Cádiz.

Olvera

Olvera
Foto da Cadizturismo.com

Olvera non ha decisamente niente da invidiare agli altri villaggi bianchi della ruta de los pueblos blancos.
Qui le strade tra le case bianche, i vasi appesi ai muri in stile tipico andaluso e le strade che salgono e scendono ripide sono all’ordine del giorno. Perdersi tra le vie di queste piccole cittadine assaporando la bellezza della gente del posto e i gusti dei prodotti della gastronomia locale, è un piacere che non potete perdere per nessun motivo al mondo.

La via verde

Via Verde
Foto da Cadizturismo.com

Da Olvera passa anche la via verde, un percorso naturalistico che si estende dalla Sierra di Cádiz fino alla Sierra sud di Sevilla.
Unire la Ruta del Los pueblos blancos con la via verde potrebbe essere un’occasione unica per ammirare luoghi divini, esplorare la natura andalusa, respirare aria pulita e mangiare ottimo cibo mediterraneo della zona!
Per tutte le info sulla via verde, potete consultare il sito internet dedicato.

Zahara de la Sierra

Zahara de la Sierra
Foto di Andrés M. Dimungues Romero

Calle Ronda.
Vi dico solo questo.
Zahara de la Sierra ha molti angoli meravigliosi, tra cui la sua posizione incredibile, ma Calle Ronda è qualcosa di davvero unico ( per me).
Una via in salita con pavimento acciottolato piena di bianco dappertutto con tante terrazzine, porte e finestre.
L’Andalusia come piace a me…
Quella che ti fa emozionare solo a metterci piede…

Enogastronomia locale

Olio d’oliva
Foto da Cadizturismo.com

Gran parte delle ricette tradizionali della provincia di Cádiz, hanno come ingrediente principale l’olio di oliva, che dal 2002 ha ottenuto la denominazione di origine controllata della Sierra di Cádiz.
Un olio ha dei profumi selvatici, leggermente piccanti e amari, frutto di un raccolto in terreni accidentati dove la produzione massiccia è quasi impossibile.
Un olio divino.

I vini

Consejo regolador del vino de Jerez
Foto da Cadizturismo.com

Anche i vini stanno cominciando a dare molte soddisfazioni a questo territorio, tradizionalmente legato ai vini bianchi e fini ma che, da qualche tempo, vanta anche ottimi vini rossi.
La provincia di Cádiz e molti dei suoi comuni hanno fatto del turismo enogastronomico un grande punto di richiamo per i turisti di tutto il mondo.
Jerez de la Frontera, El Puerto de Santa María, Chiclana e Sanlúcar de Barrameda contano assieme più di 7.000 ettari di vigneti che da secoli producono vini e grappe di Jerez.
E non è solo di un’attrazione per gli amanti dell’enoturismo. Il patrimonio, la natura e il paesaggio hanno reso tutto quanto un luogo stupendo in cui passare intere giornate.

Manzanilla e Gamberi a Sanlucar


Manzanilla e gamberi
Foto da sanlucarturismo.com

Una delle tante cose che non potete perdere viaggiando nella provincia di Cádiz, sono i celebri gamberi di Sanlucar de Barrameda e, perchè no, anche uno dei suoi vini più celebri: il Manzanilla.
Questo abbinamento quasi perfetto, si presta bene ad un pasto leggero in spiaggia. Le antichissime tradizioni del Manzanilla ne fanno un vino bianco tra i più leggeri delle cantine di Jerez, ottimo da gustare con i famosi gamberi della zona.

Il Cacao Pico

Cacao Pico
Foto Cadizturismo.com

Nella zona vinicola del “marco de Jerez”, troverete un liquore nato nel lontano 1824, fatto ancor oggi con tecniche antiche rispettose dei tempi e dell’ambiente.
Il Cacaco Pico nasce a El Puerto de Santa Maria, non lontano da Jerez de la Frontera.
Il Cacao Pico viene utilizzato in pasticceria, può essere consumato freddo assieme al gelato o magari con dei cubetti di ghiaccio. Ha ricevuto alcuni premi, sia come miglior liquore che in alcuni cocktail di cui faceva parte come ingrediente principale.

Tarifa

Bodegón de Atún- Conservera de Tarifa
Foto di Cadizturismo.com

Ci spostiamo fino a Tarifa per scoprire due specialità della gastronomia della provincia di Cádiz e anche una delle località più ventose e torride dell’intera Andalusia.
Tarifa è uno di quei posti speciali di cui ti innamori, anche se non ci sono paesini bianchi meravigliosi o monumenti clamorosi.
A Tarifa c’è vento, spiagge enormi e vita anche d’inverno quando ci misi piede per la prima volta.
Un mio studente diceva che qui sono tutti un po’ folli per colpa del vento che soffia costantemente.
In verità, il vento più forte che io possa ricordare fu una notte a Cádiz: all’improvviso una finestra della mia stanza si spalancò e il vento del Mediterraneo entrò senza permesso dentro la mia camera!
Assieme ai profumi dell’Andalusia…

Tarifa
Imagen de Peter Pieras en Pixabay

Dicevamo della gastronomia di Tarifa, giusto?
Andando in giro per questa cittadina troverete tanti negozietti, bar, ristoranti, gente in spiaggia che fa surf e kite surf, ma non dimenticate mai che siete in Andalusia, la regione spagnola dove può fare caldissimo e dove si mangia divinamente.

Tocino de cielo

Tocino de cielo
Foto da Cadizturismo.com

Il Tocino de cielo è un dessert tipico della zona, le cui scuole più famose sono a Tarifa e Jerez.
E’ creato con tuorli d’uovo, zucchero e caramello ed è il dessert giusto per addolcire le vostre giornate.
Una delle pasticcerie più famose dove provarlo a Tarifa è certamente la Pasteleria la tarifeña.


Prima di passare all’interno e salire un po’ sulle colline tra altri piatti tipici e qualche pueblo blanco, fermiamoci un attimo su queste due meravigliose specialità “vista mare”

Amontillado y camarones con huevo frito

Amontillado y camarones con huevo frito_ E Puerto de Santa Maria
Da Sprint Sherry

L’amontillado è uno dei tanti vini della zona che dovete assolutamente provare. E’ un vino elegante che va bevuto fresco e si adatta bene a ogni esigenza.
In questo particolare piatto, con gamberi e uova fritte, esalta e mescola i sapori del mare e della natura.

Atún encebollado

Atún encebollado
Foto da Cadizturismo.com

Con tutte le località di mare che ci sono nella Provincia di Cádiz, trovare un buon tonno non dovrebbe essere un grosso problema. Tuttavia, se programmate un viaggio da queste parti, scoprirete che tra maggio e giugno, in località come Tarifa, Conil, Barbate e Zahara de los athunes, si organizzano diversi eventi chiamati Ruta del Atún, nei quali probabilmente riuscirete anche a provare tanti piatti a base di tonno come quello della foto ( con tonno e cipolla).

Filetto di tonno al burro
Foto Cadizturismo.com

El gastor

Tornando un po’ verso l’interno della provincia, si possono scoprire altri paesini bellissimi ma un po’ meno noti al turismo di massa: El Gastor sembra un vero e proprio giardino con le sue tipiche case bianchissime da vero pueblo blanco, vasi appesi ovunque, palme nelle piazze e piante enormi sparse qua e là.
El Gastor è anche conosciuto come “el Balcón de los Pueblos Blancos” ( il balcone dei pueblos blancos) per la posizione che ne favorisce le viste mozzafiato.
Una ragione in più per venire qui, credo…

Piatti tipici

I piatti popolari della zona di el Gastor includono stufato, spezzatino, zuppe, uova strapazzate di asparagi e altri a base di pollame e maiale.
Ma un piatto tipico di questo paese di montagna è certamente lo Spezzatino di Asparagi ( Guisote de espárragos) che è un composto a base di pane, olio, acqua e ovviamente asparagi di terra. Tutto questo viene servito in una grande pentola di famiglia della quale tutti, provvisti di cucchiaio, pane e vino, possono servirsi e mangiare.

Algodonales

Algodonales
Foto di Cadizturismo.com

No, non sono impazzito all’improvviso! Anche Algodonales è uno splendido pueblo blanco della provincia di Cádiz, ma volevo iniziare raccontandolo con uno dei tanti eventi che lo rendono caratteristico e famoso.
Quella della foto sopra è la rievocazione storica del 2 di maggio ( 2 de mayo).
Qui ad Algodonales viene ricreato l’evento che ad inizio maggio del 1810 mise di fronte gli abitanti di questo villaggio e i reggimenti dell’esercito francese guidati da Napoleone Bonaparte.
L a battaglia si lasciò dietro 273 morti e una settantina di case distrutte.
Dal 2005 è nata questa celebrazione in abiti tradizionali, che ha lo scopo di rendere omaggio ai valorosi che affrontarono l’esercito francese.

Olive spaccate
Foto da Cadizturismo.com

Gastronomia locale

Algodonales si trova in una zona ricca di uliveti. L’olio d’oliva da queste parti è un prodotto importante e di ottima fattura, così come le olive spaccate ( aceitunas partidas).
Se venite da queste parti, dovete assolutamente provare i formaggi e vini locali, ma anche un pasticcino tradizionale dalle “tendenze” un po’ arabe: il gañote.

Ubrique

Ubrique da San Antonio
Foto di CPL

Ubrique è stata dichiarata sito storico. Oltre che pueblo blanco tenete conto che da qui passa un tratto dell’antica strada romana che ne rivela le antichissime origini ( foto sotto).

UBRIQUE (SIERRA DE CÁDIZ).-
Strada romana che collega Ubrique con Benaocaz.- Foto di Fernando Ruso

Prodotti tipici e gastronomia

Chorizá – Ubrique –
Foto di Francisco Javier Sánchez Ramírez

Anche Ubrique, come altri pueblos blanco di montagna ha la sua bella tradizione enogastronomica.
Si parte dai formaggi locali prodotti in zona: i derivati dal latte di capra payoya gia menzionati, sono tra i più noti.
Le salsicce , salami, prosciutti e altri indsaccati creati con le tecniche del passato sono anch’essi ottimi prodotti da gustare anche come spuntino.
Tra i dolci potete provare anche qui il tradizionale gañote, che viene offerto tra i partecipanti a un concorso dedicato una volta l’anno.

…e per finire…

Lo ammetto…quando si tratta di mangiare e viaggiare, la vita assume un significato meraviglioso e tutto risplende di una luce diversa.
Da Cadizturismo ( grazie grazie grazie!!!)mi hanno inviato così tante foto e info che vorrei continuare questo articolo all’infinito…
Invece chiudo con le ultime tre tapas, con la speranza di tornare presto, anzi prestissimo in questa provincia stupenda!

Tapa de atún y queso – San Fernando –
Foto di David Ibáñez Montañez
Tapa de jamón – San Fernando –
Foto di David Ibáñez Montañez
Croquetas
Foto di Cadizturismo.com





L’Austria annuncia la fine del lockdown: la mappa e le date delle riaperture

Il 12 dicembre 2021 terminerà in Austria il lockdown parziale imposto dal governo federale lo scorso 19 novembre in seguito al forte aumento dei contagi nel Paese. Le misure adottate hanno dato buoni risultati e, per questo si è deciso per una graduale riapertura suddivisa per zone e regioni all’interno dell’Austria.
Dopo 20 giorni di lockdown, che aveva riguardato le persone non vaccinate nel paese, sarà consentito viaggiare per turismo in Austria tenendo comunque conto delle graduali riaperture per data e zona e delle eventuali limitazioni che verranno mantenute per preservare la salute delle persone.

Date e regioni

Dal 12 dicembre 2021 inizieranno gradualmente a riaprire le strutture ricettive in Tirolo, Vorarlberg e Burgenland, mentre il 17 dicembre sarà il turno del Salisburghese, Stiria, Carinzia, Alta Austria e Bassa Austria.
Vienna la capitale, sarà invece l’ultima e dovrà aspettare fino al 20 dicembre.
Tenete conto che i mercatini di Natale a Vienna sono aperti dal 12 dicembre , ma possono accedervi solo persone vaccinate o guarite.
Dal 20 dicembre, salvo cambiamenti, si potranno consumare cibi e bevande in loco.
Per tutti gli altri aggiornamenti, continuate a seguirci!

La magia del Natale a Tallinn

Lo so. Guardando l’immagine di copertina di Tallinn e del suo mercatino di Natale nel centro storico, verrebbe voglia di correre in aeroporto e partire immediatamente! Almeno per godersi l’aria fresca, la neve dell’Estonia e le atmosfere della sua capitale.

Ricordo un Natale a Tallinn qualche anno fa. Una città davvero speciale e particolare: Il silenzio assoluto di alcune vie rotto solo dallo “scrocchiare” della neve sotto gli scarponi che si alterna alle strade più affollate di altre zone del centro. Tallinn ha un fascino tutto particolare che vi rapirà, soprattutto nel periodo natalizio, quando luci, neve e colori rendono ancora più incantato questo luogo già magico.

L’ albero di Natale

Si narra che il primo albero di Natale di Tallinn sia stato portato in città addirittura nel 1441 dalla Confraternita delle Teste nere. Se tale fatto corrispondesse a verità, l’albero di Natale di Tallinn sarebbe il primo albero di Natale ad essere stato collocato nella piazza di in una cittadina europea.
L’evento divenne di grande interesse per affari e per la nobiltà, tanto da attirare, durante ‘installazione dell’albero di Natale del 1711, Pietro il Grande, il Grande imperatore di Russia.

Ogni anno in Estonia si tiene un concorso per decretare l’abete più bello che andrà in piazza del Municipio a Tallinn durante le feste natalizie.
Qui verrà ricoperto da luci e addobbi prodotte dalla fabbrica Adam Decolight di Rapla, in Estonia, che crea luci per l’albero ma anche per strade, aeroporti e centri commercali in tutto il mondo.

I mercatini di Natale

Lo potete vedere dalla foto aerea della copertina ma, i mercatini di Natale di Tallinn sono un vero e proprio splendore. Tutto attorno all’albero di Natale nella piazza del Municipio del centro medioevale ci sono le casette di legno con tanti sapori e profumi della capitale estone.
Se vi capitasse di incontrare Babbo Natale in viaggio verso sud, non stupitevi troppo.
Chissà che non si fermi da queste parti a far riposare le renne!


Fonte e foto: Visit Estonia

9 buoni motivi per visitare e innamorarsi delle isole greche

Lo so. Le isole greche non hanno bisogno di tante presentazioni in giro per il mondo, perchè la loro buona fama è talmente riconosciuta che dovrebbe essere sufficiente ad attirare turisti per i prossimi 1000 anni. Tuttavia trovo affascinante raccontare la bellezza di questa parte del mondo, cercando di “riassumere” in pochi punti cosa attira davvero tanta gente da queste parti.
Almeno da quello che può vedere un semplice viaggiatore come me…

1. La cordialità, l’accoglienza e la gente greca

Skiathos… Photo by Nick Karvounis on Unsplash

I greci fanno dell’accoglienza e della gentilezza uno stile di vita. Tu chiedi un’informazione in inglese e loro rispondono nella tua lingua. Fai 500 domande e loro non perdono (quasi) mai la pazienza conservando calma e sorriso. Il turista e il viaggiatore in Grecia sono considerati un tesoro e come tali sono trattati.
Contrariamente a quanto si possa pensare, sulle isole greche ci sono servizi essenziali che funzionano eccellentemente: dai noleggi auto ai servizi di emergenza, tutto funziona perfettamente per garantire a chi visita l’isola una permanenza ottimale.
Ho visto pompieri spegnere incendi e giardinieri lavorare già dal mattino presto negli spazi verdi degli hotel e delle località turistiche.
I greci che conosci in giro sono sempre disponibili e a sorriso corrisponde sorriso.

2. L’ottima cucina greca

Image by Claire05 from Pixabay

La Grecia vanta una tradizione culinaria a dir poco eccellente. Come in tutta l’area mediterranea troverete piatti freschi, prodotti saporiti, ottimo olio di oliva e anche buon vino.
Una semplice insalata greca è un delizioso piatto ricco è gustoso ideale a soddisfare chiunque in una calda giornata estiva su qualche isoletta greca.
Provare qualsiasi pesce appena pescato dal mare resta comunque il modo migliore ( secondo me) per approcciarsi alle delizie dell’isola che state visitando. Ci sono ristoratori che fanno entrare gli ospiti nei pressi della cucina per scegliere il pesce ancora fresco. Qui avrete la possibilità di scegliere il tipo di cottura e i contorni.
…e mentre fuori aspettate consumando qualche fetta di pita ( soffice e gustoso pane greco), i cuochi preparano per voi piatti sublimi.
Non c’è niente di meglio che rilassarsi in un un ristorante greco con vista mare sorseggiando buon vino o un birra gelata…
Non dimenticate l’Ouzo, il liquore tipico servito anch’esso con cubetti di ghiaccio.
Personalmente, adoro anche il caffè greco, ma fate attenzione al fondo un po’ “polveroso”. Non è come l’espresso che si può buttare giù in un istante e scappare via….
Il caffè greco è da bere con calma…seduti…

3. Il mare trasparente

Paxos… Image by conolan from Pixabay

Sia che preferiate la spiaggia di sassi che quella di sabbia fina, sulle isole greche troverete sempre un mare azzurro e trasparente ad accogliervi. Ricordo Il blu intenso di Platis Gialos a Lipsi accogliermi dopo una lunga camminata sotto il sole di giugno. Ma anche la trasparenza di acque su isole più “turistiche” e spiagge affollate come Tsampika beach a Rodi, nel torrido luglio 2021.
Credo comunque sia anche una questione di “presenza turistica”. Le spiagge più belle e pulite sono sempre quelle un po’ fuori mano. Dipende da cosa state cercando…
La Grecia conta moltissime spiaggette senza nessun servizio nè turista che sono veri e propri paradisi terrestri. Cercate e troverete.

4. La storia e i monumenti greci

Lindos Acropolis…Image by 11333328 from Pixabay

La storia della Grecia ha origini antichissime, tanto che arte e cultura greca sono definite la come la “culla della civiltà occidentale“. Visitare le isole greche non significa solo passare intere giornate al mare a prendere il sole o nuotare al mare ( nessuno vi vieta di farlo ovviamente!), ma anche avere la possibilità di esplorare tanti edifici appartenuti al passato e siti archeologici che in nessun altro posto del mondo troverete così conservati.
Toccare con mano e ammirare anfiteatri, immense colonne di templi con clamorose viste sul mare vi darà un’idea di cos’era la Grecia e le sue isole nella storia e di come si sia evoluta la civiltà nel corso dei secoli.

5. La natura e gli animali

Kastelorizo…tartaruga marina

Nonostante i tanti turisti, le isole greche conservano ancora zone dove la natura incontaminata regge benissimo e alcuni animali vivono in assoluta libertà.
Vi accorgerete subito dell’imponente presanza di gatti un po’ su tutte le isole che vanno in cerca di cibo tra i tavoli dei ristoranti. Non sono fastidiosi. Solo un po’ affamati.
Gli asini sono tra gli animali più comuni in Grecia e vengono usati sia per trasportare cose che per attirare turisti.
Se amate camminare e cercare posti insoliti fuori dai sentieri battuti, troverete piccole stalle all’aperto in riva al mare dove restano e tornano dopo qualche breve scampagnata mattutina.
Le caprette sono ovunque! le troverete giorno e notte arrampicate sui monti più impervi e sui sentieri per raggiungere le spiagge. Fate attenzione se noleggiate un’auto! Spesso sono su piccole strade che portano al mare. Ma si limitano a osservare gli strani individui che si spostano su altrettante strane scatole di lamiera: i turisti sulle loro auto a noleggio.

Lindos: caprette al pascolo all’alba

Un buon momento per veder correre e saltare le caprette greche in totale libertà è l’alba. Il mattino presto i pastori greci portano le caprette al pascolo e le lasciano libere di scorrazzare nei pressi dei piccoli paesi. I turisti dormono ancora ed è uno spettacolo veder correre questi animali liberamente.
Se avete la voglia di svegliarvi così presto ( in estate il sole sorge tra le 5.30 e le 6.15 del mattino), potete anche ammirare splendidi panorami mozzafiato.

I più fortunati hanno anche il piacere di ammirare e fotografare qualche tartaruga marina che nuota tra i mari delle isole greche. Sono animali fortissimi e molto resistenti che si avvicinano ai porticcioli delle isole minori a caccia di un po’ di pesce e in cerca di cibo. Danno un senso di vita e di presenza costante della natura nonchè di gioia.
A kastelorizo ce ne sono cinque o sei che da anni tornano e vivono attorno all’isola. Un abitante dell’isola mi raccontava di come fosse costante la loro presenza nel tempo nonostante i turisti e le imbarcazioni presenti nel piccolo porto.

Non da meno è la vegetazione presente sulle isole greche. Non sorprendetevi se nei giardini delle case o in giro per l’isola che state visitando vi imbattete ogni tanto in qualche fiore o albero strano. La varietà spontanea del Mediterraneo in questa zona è davvero incredibile.
Se volete approfondire e conoscere di più, consultate questo articolo nel nostro sito partner dedicato ai fiori delle isole greche.

6. I colori

white signage beside purple bougainvillea beside body of water
Photo by Gotta Be Worth It on Pexels.com

Immaginatevi il blu del mare e quello delle cupole delle chiesette greche. Poi pensate alle porte e alle finestre anch’esse blu.
Il cielo blu.
Il sole infuocato.
I colori dei fiori: dal viola della bungavillea al rosso dell’ibisco.
Sulle isole greche non manca niente. Nemmeno il bianco delle case o dei vialetti perfettamente tenuti di hotel e località turistiche.
Se poi vi piacciono le sfumature potete buttarvi sui tramonti: Santorini ha la fama di avere quelli più belli ma sfido chiunque sia stato su un’isola greca a tornare a casa senza la foto di un tramonto pazzesco in riva al mare o in cima a qualche monte.

7. I profumi

Hydra: ragazza annusa dei fiori… Photo Shutterstock

Spiegare un profumo è davvero difficile ma ci proverò. I profumi delle isole greche sono quanto di più unico e devastante ( in senso positivo) ci sia.
Dai fiori al mare, dal cielo alla terra, tutto profuma di qualcosa.
Immaginate di svegliarvi il mattino e di sentire già qualche profumo che arriva dal mare, passando poi dal caffè, fino al profumo della sabbia, arrivando al pranzo con la tavola che si riempie di colori e profumi.
Le isole greche sono un po’ così: ovunque mettiate piede sentirete qualcosa di buono, sensazioni diverse e qualcosa di piacevole ad accogliervi.
…e se non è abbastanza…

8. Il sole

Sole a Santorini… Image by Russell_Yan from Pixabay

Da quando ho cominciato a viaggiare tra le isole greche, non ricordo di giorni nuvolosi, tantomeno piogge o giornate fredde.
Il sole caldo inonda costantemente questa parte del mondo per gran parte dell’estate, regalando clima caldo e splendide abbronzature a chi viene da queste parti.
Personalmente trovo pure fuori luogo l’ombra del mattino e l’aria condizionata. Ma credo di essere un po’ strano ad amare così tanto il caldo e il torrido sole greco.
Nessuno è perfetto, del resto.

9. Le spiagge e le strade vuote

La mia Mini ( a noleggio) sulla strada per Prasonissi beach

Col tempo ho capito una cosa: prima vi svegliate il mattino e più tranquillità e pace troverete sulla spiaggia. Da quando ho cominciato ad appassionarti di fotografia ho scoperto che all’alba ( e al tramonto) si fanno foto migliori. Solo che al tramonto è pieno di gente mentre all’alba non c’è quasi nessuno.
In Grecia ci sono spiagge strapiene di giorno che fino alle 10 del mattino restano quasi vuote, altre fuori mano, che restano deserte quasi sempre, perchè non ci sono ombrelloni, bar o ristoranti sulla spiaggia.
Lo stesso vale per le strade.
Se viaggiate tra maggio e metà luglio o dopo agosto fino a fine stagione il problema quasi non si pone, ma ci sono strade non lontane da zone super turistiche dove vi capiterà di incontrare più capre che auto.
La gente ha l’abitudine di seguire le strade “battute” e sicure, ignorando i cartelli stradali più piccoli.
Personalmente sono attratto dai piccoli cartelli con scritto “beach”, “anywhere” o dai piccoli paesini bianchi con le vie cosi strette che una donna al nono mese di gravidanza avrebbe difficoltà ad attraversare.

Ma è il modo migliore per perdersi…e io amo perdermi tra le isole greche…

Sylt: l’isola da sogno tra dune, sentieri, buon cibo e il mare protetto di Wadden

Sylt misura solo 99 chilometri quadrati di superficie. Ma se si potesse misurare la sua bellezza in numeri, forse non basterebbe una cifra esatta per descrivere quanto c’è di bello su quest’isola tedesca avvolta dal mare di Wadden protetto dall’UNESCO. Dune di sabbia, scogliere imponenti, una linea ferroviaria che viaggia su una diga costruita tra la terraferma e Sylt ( la Hindenburgdamm), fiori colorati a primavera e il mare del Nord che ispira mille sensazioni e stati d’animo diversi.

Sylt è anche sport, con centinaia di percorsi pedonali e ciclabili, campi da golf, possibilità di fare surf, ma anche ristoranti con ogni tipo di offerta, che va dal ristorante sofisticato fino a quello sulla spiaggia per chi desidera qualcosa di più semplice.

La bellezza della natura e il rischio di erosione
Image by Marc Rickertsen from Pixabay

Dal 1923 Sylt è stata posta sotto tutela per la grande importanza che rappresenta a livello naturalistico. Il 50% del suo piccolo territorio è protetto: dal 1985 l’area compresa tra il Nord di Sylt e la Foce del fiome Elbe ( a nord di Amburgo) è parte dello Schleswig-Holstein Wadden National Park e dal 2009 il mare di Wadden a largo di Sylt è anche patrimonio naturale dell’UNESCO.

Tutto non è così semplice però, perchè Sylt perde ogni anno un milione di metri cubi di sabbia a causa del vento. La forza dei venti occidentali sposta la sabbia verso nord o verso sud. Per questo motivo dal 1972 è cominciato un processo di “recupero” e “conservazione” delle spiagge: dall’inizio degli anni ’70 al 2019 sono stati prelevati circa 52 milioni di metri cubi di sabbia poi reintrodotti nelle parti occidentali e a nord dell’isola.
Una nave a una decina di chilometri dalla costa preleva sabbia a una profondità di 15 metri che viene pompata sulle spagge dove i buldozer risistemano il tutto tra dune e spiaggia.
Il progetto è finanziato da fondi federali e dell’Unione Europea anche se dal 2007 gli abitanti di Sylt hanno creato la Fondazione per la protezione Costiera Sylt che mira a proteggere l’isola con raccolte fondi e altre iniziative.

Percorso di legno attraverso un paesaggio di erica vicino a Braderup sull’isola di Sylt
By Lightbox from Shutterstock

La brughiera tra Bruderup e Kampen è sicuramente un luogo da non perdere. Sentieri escursionistici tradizionali o in legno attraversano campi viola di erica ( da non raccogliere!) con viste mare davvero spettacolari.
E, a proposito di mare…
Nel 1999 il Mare di Wadden è diventato anche Santuario per il passaggio delle balene! Si calcola che circa 6000 balene passino da Sylt ogni anno durante il loro viaggio migratorio. Nel 2016, con l’aiuto dell’Ufficio di Stato per il Parco Nazionale, la Protezione Marina e Costiera e la Stazione di protezione del mare di Wadden è stato realizzato un percorso informativo sul passaggio delle balene a Sylt, che consiste in 22 unità informative collocate sulla costa occidentale tra List e Hörnum.

La ferrovia, la diga e il treno
Image by Peter Toporowski from Pixabay

Sembrerà banale, ma la prima cosa che vedrete arrivando a Sylt è proprio il mare. L’isola è collegata con la terra ferma da una diga sormontata da una ferrovia che si insinua all’interno di Sylt trasportando auto e passeggeri.
La Hinderburgdamm è stata aperta il 1° giugno del 1927 ed è lunga 11 Km. Il tempo di percorrenza medio tra il terminal di carico auto a Niebüll in Germania e il capoluogo di Sylt, Westerland, è di circa 40 minuti. Da Amburgo impiegherete circa 3 ore.
Se preferite treno ad aereo e nave, potete consultare gli orari sul sito della Deutsche Bahn.

Sylt: tra buon gusto, ristoranti e…vigneti
Frische Austern by Karepa from Adobe Photo Stock

Non è un caso che Sylt possa contare ben 200 ristoranti. Sia che preferiate un pasto leggero in riva al mare o che decidiate di sedervi a tavola per consumare un raffinato piatto tipico del luogo, a Sylt troverete quello che fa per voi.
Non mancano i ristoranti stellati e adatti a ogni tipo di palato raffinato.
A Sylt sono i piatti di pesce a rendere l’idea della freschezza del luogo in cui vi trovate. Dal mare arriva un prodotto fresco e d’eccellenza che viene trasformato in piatti semplici o elaborati.
Sgombro, aringa e salmone possono diventare semplici ma deliziose “farciture” per un panino che rimane un pasto veloce tra i più consumati sull’isola mentre l’Ostrica costituisce un piatto decisamente più chic ma popolare tra i ristoranti.

Friesentorte im Café by Brigit Puck from Adobe Stock

Se volete saziarvi con un peccato di gola, magari dopo una bella giornata passata a camminare tra i sentieri di Sylt o sulle spiagge dell’isola, la friesentorte è il genere di piacere che fa al caso vostro. Molti caffè di Sylt servono questa torta deliziosa che accompagna bene ogni stagione. Dimenticatevi per un momento delle calorie e godetevi un caffè e il gusto di una torta sublime.

Se pensate che Sylt si trovi troppo a Nord per la coltivazione delle viti e per poter vantare un proprio vino allora dovreste sapere che sull’isola esistono due vigneti che producono Il Söl’ring e il Sölviin.
I due vini, per ottenere la denominazione dell’isola, vengono “pestati” e fatti fermentare a Sylt ma una volta raggiunta la fermentazione ottimale, raggiungono la terraferma per l’imbottigliamento

L’isola “sportiva”
Image by Karsten Bergmann from Pixabay

Sylt è il paradiso degli amanti degli sport acquatici, ma anche coloro che preferiscono gli sport “terrestri” troveranno spazio per divertirsi con sentieri escursionistici e campi da golf.
Se amate il wind surf considerate che Sylt ospita una tappa del campionato mondiale ma questo non esclude ai principianti la possibilità di imparare a surfare proprio in questi mari. Ci possono essere giornate tempestose ma anche periodi in cui il mare tranquillo e piatto regala quiete e possibilità di provare a chi non è esperto imparando dai maestri più bravi.

Gli sport di “terra” invece si dividono tra i sentieri dell’isola, i 4 campi da golf a 18 buche e i campi da tennis. Se tenete conto dei panorami mozzafiato di Sylt, non vi sarà difficile immaginare quali immagini vi troverete davanti agli occhi camminando per l’isola o sfidando gli amici sul campo di golf.

Giovane donna in bicicletta durante il viaggio lungo la costa dell’isola di Sylt vicino al villaggio di List, Germany.
Photo by Pkazmierzak from Adobe stock

Una soluzione ottimale per fare sport e ammirare Sylt può essere quella di prendere una bici e percorrere i 200 Km di percorsi dedicati.
Potete noleggiarla o portarla da casa ma l’importante è che abbiate con voi un mezzo ecologico ed economico che vi permetta di attraversare le meraviglie di quest’isola unica.
Potete sfidare il vento, ammirare il mare, pedalare per chilometri.
Voi e la natura.
Cosa c’è di più bello?

Quando andare a Sylt?
Sylt: Il faro di Kampen in inverno
Image by Inselopa from Pixabay

Qualcuno sostiene che Sylt abbia tante facce per quante sono le stagioni dell’anno e, per questo motivo valga la pena visitarla in ogni periodo.
L’estate è una stagione turbolenta, quella che cerca di restare in primo piano con le tiepide serate in spiaggia, i colori dell’alba e del tramonto sul mare. L’autunno è il periodo in cui finiscono le grandi feste, l’isola diventa più tranquilla e appaiono i colori tipici di questa stagione intermedia.
La primavera tutto esplode. l’inverno va in letargo e i fiori cominciano a colorare Sylt. Appare il giallo della colza sui campi e il sole comincia a scaldare le dune dell’isola.
Molti infine sostengono che sia l’inverno la stagione in cui si possa imparare a conoscere la vera anima di Sylt.: la luce invernale e il silenzio sommergono Sylt di un’atmosfera unica. Si accendono i camini, ci si ferma nei caffè, nelle sale da tè e si passeggia sulla spiaggia al freddo. E’ il periodo perfetto per conoscere gli abitanti dell’isola.

Il Biikebrennen
Biikebrennen: una tradizione frisone celebrata a Sylt
Photo by Murat Yelkenli from Shutterstock

La sera del 21 febbraio a Sylt si ripete una tradizionale “fiaccolata” con un grande falò finale per salutare la fine dell’inverno.
Questa usanza è patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO e, di solito si conclude con grandi mangiate tra le case di Sylt o in giro per i ristoranti.
Prima che venga acceso il grande falò, i personaggi più conosciuti dell’isola tengono vari discorsi poi, quando il fuoco è acceso e tutte le fiaccole sono state lanciate nel grande falò, la gente intona la canzone popolare “Üüs Söl’ring Lön’” ( la nostra terra di Sylt).
Successivamente, tutte le famiglie si radunano in casa o nei ristoranti per consumare i piatti tipici e le specialità della Germania settentrionale, laddove regnano salsiccia bollita, maiale affumicato e pancetta di maiale oltre alle patate e altri contorni di verdura come la verza e il cavolo.

Sylt in numeri
  • La superficie di Sylt misura 99 Kmq, di cui il 33% è ricoperto da dune;
  • La lingua madre dell’isola è il il Söl’ring;
  • Sylt è composta da 5 comuni e 12 città insulari;
  • Il mare di Sylt in estate raggiunge i 21° C;
  • Sylt è protetta da 22 Km di dighe;
  • Qui vivono ca 20.000 abitanti;
  • …ma ci sono più di 62.000 letti per i turisti;
  • Milioni di uccelli migratori vengono nel mare di Wadden e a Sylt;
  • La Duna Uwe di Kampen, che misura 52,5 m, è la duna naturale più alta di Sylt;
La duna Uwe
Image by Wheely248 from Pixabay
  • A List vengono raccolte 1 milione di ostriche l’anno:
  • A Sylt ci sono 4 fari;
  • Sylt si è separata dalla terraferma circa 8000 anni fa;

Fonte: Sylt.de e insel-sylt.de
Foto: Adobe Stock, Shutterstock e Pixabay

Giethoorn: a piedi o in barca nel villaggio incantato olandese

Giethoorn è cambiato poco nel corso degli anni. Qui è possibile ammirare come un pittoresco villaggio olandese sia rimasto ben saldo alle sue origini nonostante il passare del tempo. In questo villaggio dell’Overijssel c’è tutta la storia di un popolo abituato a vivere sull’acqua in un paese, l’Olanda, che con l’acqua è da sempre abituata a convivere.

Gli abitanti di Giethoorn erano raccoglitori di torba e tutto qui è stato costruito pensando alle attività del XVIII e XIX secolo: i ponti di legno che collegano le isolette e le splendide fattorie costruite su di esse. Nemmeno le barche sono cambiate di molto: i punters sono strette barche di legno che si possono spingere con lunghi pali di legno, i punteraar. Se le barche turistiche o quelle spinte da motori elettrici non fanno per voi, potete sempre cercare una barca più tradizionale.

Il villaggio di Giethoorn fa parte del Parco Nazionale Weerribben-Wieden ed è accessibile solo via acqua o attraverso gli oltre 170 caratteristici piccoli ponti di legno.

Visitare Giethoorn

Giethoorn dista circa un’ora e mezza di auto da Amsterdam o dall’aeroporto di Shiphol. E’ possibile arrivare in auto e lasciarla fuori dal paese poi proseguire la visita a piedi o con la barca, oppure scegliere qualche tour direttamente dalla capitale olandese affidandosi alla conoscenza degli esperti locali.

Stavanger: la bellezza di una città e della zona limitrofa.

Stavanger non è una città come le altre. Chi ci arriviate in treno, in autobus o via mare dai clamorosi fiordi norvegesi, comincerete subito a respirare l’aria tipica del Nord Europa che solo quassù si può percepire.
Ad accogliervi potrebbero essere le coloratissime case sul molo, una sessantina di edifici costruiti tra il XVIII e il XIX secolo utilizzati un tempo come magazzini o piccole industrie ma oggi convertiti in ristoranti, uffici e altre attività.

Quando vi comincerete ad addentrare nel cuore della città, non potete mancare una passeggiata tra le vie di Gamle Stavanger, la parte antica della città costituita da casette bianche costruite in legno dipinte di bianco.
Gamle Stavanger raccoglie 173 edifici in legno costruiti nel XVIII secolo dove si possono trovare molte gallerie e botique di artigianato locale.

Questa parte della città fa parte di uno dei progetti architettonici realizzati dalle Nazioni Unite in Norvegia nel 1975. Non è un segreto che Stavanger abbia ricevuto numerosi premi per gli sforzi che, nel tempo, ha sostenuto per preservare la vecchia ma affascinante parte della sua città.

FotoKnoff / Sven-Erik Knoff – Visit Region StavangerVisit Region Stavanger

La zona di Gamle Stavanger è abitata da residenti orgogliosi e fieri delle proprie abitazioni. In primavera i giardini e i davanzali delle casette bianche si riempiono di fiori e di colori.
Pensate che un tempo c’era l’abitudine di smontare le case e portarle con sè quando ci si spostava! Per questo motivo erano costruite in legno. In genere erano le persone che venivano dalle isole a Nord di Stavanger ad avventurarsi nella città con la propria casa smontata durante i periodi di grande pesca delle aringhe. Caricavano le loro case sulle barche a remi e raggiungevano Stavanger.
L’unico inconveniente, si narra, è che le case di un tempo erano gialle ma la classe operaia non poteva permettersi un colore così costoso e, per questo motivo molte casette di legno furono colorate di bianco: il colore attuale.

Fargegaten: la via colorata
Martin Håndlykken – VisitNorway.com

Øvre Holmegate era un tempo una strada tranquilla e un po’ noiosa finchè un giorno il parrucchiere Tom Kjørsvik propose di rinnovarla. L’artista Craig Flannagan ha creato una combinazione di colori che, nel giro di qualche anno, sono diventati parte di un processo di rinnovo di una strada che oggi è diventata un’attrazione per i turisti.

Dallo scetticismo iniziale di alcune persone si è passati ad una strada che dal 2005 è diventata chiusa al traffico e oggi è flusso di turisti nonchè ricca di bar, negozi e locali commerciali.
La Fargegata ( via dei colori) è una zona perfetta per foto, selfie e ideale per lo shopping e una sosta in qualche bar.
Non dimenticate che nei mari norvegesi si pescano pesci freschissimi e, se siete amanti del genere, dovete provare qualche ristorante.

Le Spiagge e l’area protetta di Jæren
Orre Strand Frithjof Fure – VisitNorway.com

Le spiagge di Jæren ricoprono una zona lunga 70 km che va da Tungenes a Sirevåg e rappresentano un’area protetta già dal 1977, modificata dopo il 2009 come area di conservazione del paesaggio di Jærstrendene.
Alcune aree umide richiedono maggiore protezione perchè particolarmente ricche di vegetazione rara o protetta. In questa zona crescono infatti piante come l’elleboro di palude, la pianta di mosto di mare, l’orchidea di palude e l’agrifoglio.

Le spiagge qui possono cambiare anche in base alla forma e alla presenza delle dune che, in genere, si dividono in tre tipologie differenti: ci sono zone con dune bianche di fronte al mare, molto instabili e soggette all’erosione. Ci sono poi zone con le dune grigie meno soggette all’erosione e infine le dune più lontane dal mare, basse e ricopetrte di erba, difficilmente vulnerabili ad ogni tipo di erosione.

Tenete conto che le spiagge di Jæren sono segnalate come hot spot internazionali della Mission Blue, il che significa punti fondamentali per la salute dell’oceano.
Se volete approfondire, al centro ricreativo di Orre (Friluftshuset) potete imparare qualcosa di più sulle spiagge di Jæren.

Come raggiungere le spiagge

Con i mezzi pubblici si possono raggiungere facilmente le spiagge di Brusand e Ogna.
Per tutte le info, orari o per altre spiagge, potete cercare su https://entur.no/

Ani: la ghost town turca protetta dall’UNESCO

Ani un tempo era una vivace città commerciale situata lungo la Via della Seta. Ciò che ne resta oggi si trova nella regione del Kars , in Turchia, ma un tempo era la capitale regno armeno che comprendeva gran parte dell’attuale Armenia e della Turchia orientale.

Le prime persone arrivarono qui attorno al 3000 a.C. e trovarono un luogo sicuro in cui stabilirsi , sentendosi protetti dalle gole profonde create dal fiume Akhurian. Ani ha poi visto passare 23 civiltà e dinastie diverse nel corso dei secoli ed è stata saccheggiata e distrutta fino ai giorni nostri, dove vandali e qualcuno di passaggio ancora si diletta a rovinare ciò che ne resta.

Solo dal luglio del 2010 l’UNESCO l’ha inclusa nella lista dei suoi patrimoni e, per i pochi edifici rimasti in questa città fantasma, c’è speranza di poter sopravvivere nel tempo, preservando una storia che dura da secoli.

La Chiesa di San Gregorio di Tigran Honents, ad Ani, Turchia
Foto di Marco Tomasini da Shutterstock

Ani emana una bellezza autentica anche oggi, nonostante sia rimasto poco della capitale di un tempo. Le stagioni diverse regalano colori sempre vivi e, a differenza di altri siti archeologici o ghost town turistiche, qui non troverete grandi folle di turisti, ma solo persone attratte dal senso di avventura e dal luogo speciale.

Gli edifici di Ani sono costruiti in basalto vulcanico della zona, che si presta bene all’uso, ha poteri isolanti e colori che variano dal rossastro al nero. L’edificio più importante di Ani è la cattedrale, danneggiata gravemente dal terremoto del 1319 e da un’invasione mongola. Sparsi tra i prati e le colline risiedono edifici che necessitano comunque di una visita. Considerate che sulla via principale ( turistica) ne troverete alcuni dei più importanti come la moschea e le tre chiese( Santissimo Salvatore, San Gregorio e Santo Redentore), ma se volete esplorare le colline attorno per scoprire tutta l’antica città, forse dovreste prendervi qualche ora in più.

Arrivare ad Ani

Per arrivare ad Ani è necessario innanzi tutto raggiungere Kars da Ankara o da dovre preferite. Una volta arrivati a Kars si può scegliere tra i diversi tours giornalieri offerti dalle varie agenzie oppure potete cercare qualche autobus locale che può portarvi fino al sito archeologico attraverso una strada di circa 42 km.
In alternativa potete noleggiare un auto e ammirare con ancora più calma il paesaggio rurale.