Le saline di Hon Khoi in Vietnam

Ci sono luoghi lontani che meritano una visita, non solo per la bellezza dei paesaggi, ma anche per il calore della gente e le sensazioni che l’ambiente che state visitando può trasmettere.
Le saline di Hon Khoi, nel Vietnam centrale,  sono una delle attrazioni imperdibili vicine a Nha Trang, la città costiera vietnamita conosciuta per le lunghe spiagge bianche, il mare cristallino, i resort di lusso e gli affascinanti siti storici presenti in zona.

Le saline di Hon Khoi fanno parte di quelle aree rurali rimaste intatte nel tempo, dove la gente del posto lavora  ancora laboriosamente con le tecniche semplici di un tempo.
Dalle saline di Hon Khoi si producono ancor oggi più di 700.000 tonnellate di sale l’anno.
L’acqua del mare viene pompata nelle saline dove assume un ruolo importante il sole.
Maggiore è l’illuminazione e il calore, più veloce sarà il processo di evaporazione dell’acqua e, di conseguenza, quello di estrazione del sale.
E’ un lavoro pesante, ma per gli abitanti dei villaggi limitrofi costituisce fonte di reddito e di orgoglio.

Hoi Khoi salt fieds
Foto di Quang Nguyen vinh da Pixabay

Quando andare

Le saline di Hoi Khoi sono un’attrazione per turisti e viaggiatori di tutto il mondo.
Fare una foto qui durante le ore in cui il sole sorge o tramonta può essere un’occasione unica per portare a casa o condividere la foto del secolo!
Inutile dire che è un luogo davvero instagrammabile
I lavoratori delle saline sono persone gentili e squisite.
Mattina presto e la sera sono gli orari migliori per evitare il caldo e trovare i colori migliori per fare foto.
Gli orari dei lavoratori sono dalle 4.00 del mattino alle 8.00 e il pomeriggio dalle 15.30 alle 18.00.
Evitate le ore attorno a mezzogiorno perchè potrebbe fare troppo caldo.
In ogni caso, portatevi un cappello per proteggervi dal sole.

Cosa fare e vedere a Nha Trang (in breve)

nha-trang-beach
Foto di vietnampeoplelandscape da Pixabay

Se siete arrivati a visitare le saline di Hon Khoi, probabilmente è perchè siete venuti a Nha Trang, la città costiera dalle spiagge bianche e il mare cristallino.
Il primo impatto è quello di arrivare in una città qualunque con tante case e grattacieli, ma spiagge di sabbia bianca tra cui spiccano Tran Phu, la spiaggia principale dove si svolge la vita dei turisti presenti in città, Long Beach, appena fuori città, dove potete godere di acque turchesi poco profonde e ristoranti locali, oppure Doc Let, a 60 Km a nord, sapranno rapirvi e conquistarvi.

Po Nagar Cham Towers
Foto di vietnam-lt da Pixabay

Se alle spiagge preferite la cultura e i siti storici, Nha Trang non manca certo di occasioni per i più “acculturati” in materia.
Le Torri di Po Nagar Cham sono state costruite nell’VIII secolo dal popolo Cham e sono da vedere.

Appena avete tempo visitate la cattedrale di Nha Trang, poi potreste andare alla Long Song Pagoda, un’imponente statua del Buddha che veglia sulla città da una collina dove troverete anche un centro buddista con  affascinanti giardini e un’atmosfera rilassante. E un po’ fuori città, ma ne vale  sicuramente la pena.

Long Son Pagoda Nha Trang
Foto di Masha Koko da Pixabay

Il Museo Oceanografico Nazionale del Vietnam offre interessanti mostre sulla vita marina locale, tra cui 20.000 esemplari marini vivi e conservati.
E’ aperto dal dal 1922 e si occupa di  vari progetti di ricerca, come programmi di riproduzione in cattività, conservazione e rigenerazione delle barriere coralline locali.

Le 7 meraviglie del mondo antico: come erano e come sono oggi.

Un tempo il bacino del Mediterraneo fu teatro di una storia che cambiò per sempre la civiltà dell’umanità. In un’area geografica già bella per i suoi panorami sorsero quelle che furono per secoli le sette meraviglie del mondo antico. Ma cosa è successo a questi incredibili siti storici e come sono oggi?

I Giardini pensili di Babilonia

Hanging Gardens of Babylon
Hanging Gardens of Babylon- Image by Carla216 from Flickr

Oggi

Hanging Gardens of Babylon today
Hanging Gardens of Babylon today- Image by David Stanley from Flickr

I giardini pensili di Babilonia sono probabilmente la meraviglia del mondo antico che, ancora oggi, è avvolto nel più totale mistero.
Le teorie sulla sua posizione originaria sono varie e in passato sono sorti anche dubbi sulla sua reale esistenza.
Sembra addirittura che fosse solo un edificio privato con poche terrazze.
Il fatto che l’Eufrate passasse già nel punto in cui era stato collocato nell’immaginario delle prime ricostruzioni storiche, suggerisce addirittura che i Giardini Pensili di Babilonia non si trovassero a Babilonia ma a Ninive.

Il Colosso di Rodi

The Colossus of Rhodes
The Colossus of Rhodes

Oggi

Image by Manfred Richter from Pixabay

Anche la storia del Colosso di Rodi ha molte varianti e punti affascinanti.
La sua reale posizione non è del tutto certa dato che, secondo alcuni storici, la collocazione originaria della statua sarebbe  potuta essere su un lato piuttosto che come porta d’ingresso al porto.
La sua costruzione avvenne nel 304 aC dopo che Rodi respinse un tentativo di invasione di Demetrio I Poliorcete.
La statua, alta 32 metri, fu eretta in onore di Elio, il dio protettore dei Rodiani.
Nel 653 Rodi fu conquistata dagli Arabi e la statua fu portata via a pezzi.
Si dice che la statua sia stata rivenduta in Siria e mai più ritrovata.
Negli anni ci sono stati vari tentativi di ricostruzione, gare d’appalto e altro, ma, ad oggi l’ingresso al porto rimane come potete vedere nella foto.

La grande piramide di Giza

The great piramid of Giza
Image by Ramon Perucho from Pixabay

Conosciuta anche come Piramide di Cheope, la piramide di Giza è la più grande delle tre piramidi dell’omonima necropoli. Questa è senza dubbio la meraviglia meglio conservata del mondo antico e l’unica che non è in uno stato di rovina o persa per sempre.
La piramide è composta da quasi due milioni e mezzo di blocchi, misura quasi 147 metri di altezza che nei secoli si sono ridotti agli attuali 139 metri e sembra essere stata edificata in un arco di tempo compreso tra i 15 ei 30 anni.

L’antico faro di Alessandria

Ancient Alexandria Lighthouse
Image by Arthur Balitskii from Shutterstock

L’antico faro di Alessandria è la meraviglia che ha resistito più a lungo nel corso dei secoli se si esclude la piramide di Giza.
Fu edificato nel 305 aC dal nuovo sovrano Tolomeo I, parte di un piano di ristrutturazione urbanistica dell’epoca e per rendere più sicura la navigazione marittima nella zona.
Il primo terremoto di Creta, nel 1303 e un successivo vent’anni dopo, la danneggiarono irreparabilmente.
Nel 1968 l’UNESCO, durante alcune spedizioni subacquee, trovò alcuni resti del faro ma successivamente abbandonò ulteriori ricerche.

Il tempio di Artemide ad Efeso

Artemis Temple
Image by Arthur Balitskii from Shutterstock

Oggi

Artemis Temple ruin today
Image by Dennis Jarvis from Flickr

Lo potete vedere dalle immagini sopra. Del maestoso tempio di Artemide resta ben poco, se non la sua storia.
Situato in Turchia, ad Efeso, il Tempio di Artemide vanta una storia molto lunga.
Sembra che la zona fosse già frequentata dall’età del bronzo, ma i primi due templi furono costruiti e ricostruiti solo tra l’VIII e il VII secolo a.C.
Tra il 580 e il 560 aC fu costruito un grande tempio in linea con quelli presenti e successivamente fu eretto un tempio greco in marmo.
Il tempio fu bruciato nel luglio del 356 aC, ricostruito e distrutto dall’invasione dei Goti nel 263 dC.
I suoi marmi furono riutilizzati e nel 401 dC cadde definitivamente in rovina.

La statua di Zeus ad Olimpia

Zeus statue in Olympia
Image by Ingrid und Stefan Melichar from Pixabay

La statua di Zeus ad Olimpia misurava circa dodici metri di altezza e fu realizzata dallo scultore greco Fidia nel 432 a.C.
La statua doveva completare il tempio di Zeus la cui costruzione fu completata intorno al 456 a.C.
La statua rimase nel tempio per 800 anni poi Caligola fu il primo a fare il possibile per portarla a Roma.
Solo nel V secolo, Lauso, alto funzionario bizantino riuscì a inserire la statua di Zeus nella sua collezione di un palazzo di Costantinopoli che fu poi distrutto da un incendio nel 475.
…e con essa anche una delle 7 meraviglie del mondo antico…

Il Mausoleo di Alicarnasso

Mausoleum of Halicarnassus
Image by Multipedia from Shutterstock

Oggi

Mausoleum of Halicarnassus today
Image by Shadowgate from Flickr

Il Mausoleo di Alicarnasso era una tomba che Artemisia aveva fatto costruire per suo marito e fratello Mausolo.
Si trova a Bodrum, un tempo Alicarnasso e, distrutta da un terremoto, conserva solo poche rovine di quella che era una delle 7 meraviglie del mondo antico.
Fu costruito da Pitide e vi lavorarono artisti come Briasside, Leochares, Timoteo e Skopas.

6 luoghi romantici da visitare per San Valentino in Irlanda

San Valentino si avvicina e, tra i tanti vantaggi che la verde Irlanda  può vantare, c’è anche quello di avere tanti scenari e paesaggi romantici dove trascorrere del tempo con la propria dolce metà.

couple at Giant causeway, Ireland
Foto di Angela Eren da Pixabay

Questo luogo magico nella contea di Antrim – grazie all’unicità delle sue pietre esagonali che l’hanno resa famosa in tutto il mondo – è uno dei luoghi più fotografati dell’isola. Sede di storie di miti e leggende, può essere anche una fantastica cornice per un bacio, una coccola e magari qualche proposta romantica…

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Coppia al tramonto alle Cliffs of Moher

Senza dubbio un luogo unico, magico e indimenticabile per condividere un bacio speciale, fare una proposta o anche organizzare un matrimonio.
Non c’è niente di più adatto e straordinario di Cliffs of Moher, nella contea di Clare.
Non si può andare in Irlanda senza vedere questo posto!
Essendo una delle più straordinarie attrazioni naturali d’Irlanda, il fascino di questo spettacolo è senza tempo.
L’ambientazione è magica al tramonto e ovviamente le fotografie scattate saranno fantastiche!

Love Lane Dublin
Fáilte Ireland Dublin City South

Condividere una passeggiata romantica lungo la Love Lane di Dublino, che collega Dame Street e Temple Bar, il centro culturale della città. Mano nella mano con il vostro amore, per ammirare e immergersi in tutte le citazioni romantiche e le opere d’arte incise sul muro.
Un momento preciso per instagrammare e il luogo perfetto per rubare un bacio.

Coppia al Titanic Belfast- Foto di Turismo Irlandese

Ricreare la famosa posa di Jack e Rose nel film Titanic e fare un selfie con il vostro  amore: al Titanic Belfast è possibile!
Questo luogo rappresenta la più grande esperienza al mondo per gli appassionati  del Titanic. In seguito, potete godervi un tè o la bellissima replica della Grande Scalinata dalla nave…

Finn Lough Bubble Dome
Finn Luogh Bubble Dome-Foto di Turismo Irlandese

Resort a cinque stelle nella contea di Fermanagh’s Moors. Con pareti trasparenti a 180 gradi, le cupole sono dotate di letti a baldacchino su misura, comode poltrone, macchine Nespresso, telescopi per ammirare le costellazioni.
Forse non per tutti ma incredibilmente romantico!

Maggiori info qui:  https://www.finnlough.com

Dromoland Castle
Dromoland Castle- Foto di Turismo Irlandese

Portare il proprio partner in questo castello da favola nella contea di Clare sulla Wild Atlantic Way in Irlanda.
Cenate sotto i lampadari, ammirando le ampie vedute del ristorante Earl of Thomond dormendo poi in un letto a baldacchino.
Svegliarsi in grembo al lusso a cinque stelle, alla sua incredibile ospitalità tra  atmosfere e incredibili attività di campagna del magico ambiente irlandese.

Maggiori info qui: https://www.dromoland.ie

Gran Canaria: la bellezza unica di un’isola speciale

Gran Canaria è una delle 7 isole che compongono la Comunità Autonoma delle Canarie. Dista un migliaio di Chilometri da Cádiz, il porto europeo più vicino, e 210 chilometri dalle coste del Nord Africa.

381 mila dei suoi 855 mila abitanti vivono a Las Palmas di Gran Canaria,centro nevralgico e capoluogo dell’isola che, negli anni prima della pandemia, arrivava a ospitare quasi la metà dei turisti che viaggiavano sull’isola.
Se pensiamo che in condizioni normali Gran Canaria poteva accogliere qualcosa come 4 milioni e mezzo di turisti l’anno, si fa presto a capire che tipo di importanza abbia l’isola a livello planetario e quanto sia amata dai viaggiatori europei.
In genere sono i turisti tedeschi, inglesi, nord europei e spagnoli, quelli maggiormente attratti dalle bellezze di Gran Canaria.
Spiagge, sole, natura, gastronomia e possibilità di praticare sport all’aria aperta tutto l’anno, fanno di quest’isola una meta unica al mondo.
Negli ultimi tempi la possibilità di lavorare in smart working , ha aggiunto nuove frontiere al turismo di Gran Canaria.
8000 lavoratori da remoto vivono ormai sull’isola sfruttando la connessione ad internet ad alta velocità e la possibilità di integrarsi bene nelle comunità locali.
Per Gran Canaria significa ospitare talenti internazionali attirando, allo stesso tempo, una nuova forma di turismo.
I professionisti che decidono di venire a lavorare sull’isola sono tedeschi, inglesi, americani, italiani e francesi che decidono di fermarsi a Gran Canaria per almeno 2 mesi.

Praticare Sport


  percorso GC-200 a Gran Canaria
Percorso GC-200 a Gran Canaria
Foto di Polina Rytova da Unsplash

Il clima delle isole Canarie in genere, favorisce le attività sportive all’aria aperta. In particolare a Gran Canaria, si contano 7 campi da golf tra i quali è necessario menzionare il Real Club de Golf di Las Palma, il più antico di tutta la Spagna, la cui nascita risale al 1891.
I paesaggi spettacolari dell’isola danno inoltre la possibilità di praticare escursioni e trekking tra scenari incredibili: immaginate solamente cosa possa essere una semplice ma salutare camminata tra le dune di Maspalomas o un trekking su Roque Nublo.

Dunas de Maspalomas
Dunas de Maspalomas
Foto di Klaus Stebani da Pixabay

Immaginate poi il litorale e il mare, dove potete scegliere tra differenti sport d’acqua: dalla pesca sportiva, passando per il surf, il wind surf o il kite surf, la vela, le immersioni subacquee e tanto altro.
Il ciclismo trova a Gran Canaria un ottimo riscontro anche da parte di squadre di professionisti non solo per l’ottimo clima che, anche in inverno, permette agli atleti di allenarsi con climi primaverili, ma grazie a strade sinuose e ben tenute nell’interno e viste spettacolari lungo la costa.

Gastronomia

Vassoio con assortimento di pesce e frutti di mare in un ristorante sulla costa di Gran Canaria, Isole Canarie
Gran Canaria: vassoio con assortimento di pesce e frutti di mare sul litorale
Foto Shutterstock

Dunque.
Quando si parla di Spagna, mare, climi miti e buon cibo non so mai da dove cominciare.
I piatti di pesce e i ristoranti sulla costa tanto per non allontanarci troppo dalla foto sopra. Ma anche e soprattutto prodotti locali della terra e vini di denominazione di Origine controllata.
I sapori di Gran Canaria sono originali e naturali, sia che vengano dal mare che dalla terra.
Le Patatas arrugadas, il sanchocho e molte varietà di stufati rappresentano solo alcuni dei sapori tipici dell’isola da provare assolutamente.
Nella Valle di Agaete si coltiva l’unico caffè prodotto in Europa; la Bodega Arehucas Rum è la più grande e antica del suo genere in tutto il continente europeo.
Gran Canaria fa anche parte del progetto di Saborea España, nato per mettere in risalto i prodotti e gli ingredienti dei piatti locali, nonché le doti degli chef che cucinano nei ristoranti dell’isola.

Un patrimonio storico e naturale

Cenobio de Valerón
Cenobio de Valerón
Foto Shutterstock

Gran Canaria ha caratteristiche climatiche uniche grazie alle sue vette che raggiungono altitudini massime superiori ai 1900 m slm.
Questo fa si che sia stata definita come un continente in miniatura e dichiarata dall’UNESCO come Riserva della Biosfera, merito dello sviluppo sostenibile del suo ambiente e della conservazione delle specie che vivono sull’isola.

Se i turisti che visitano Gran Canaria la scelgono per il clima, il mare e le spiagge, è indiscutibile che il patrimonio storico e naturale dell’isola non ha eguali al mondo.
Le piscine naturali a Guía, la Riserva Speciale di Los Tilos de Moya, l’unica foresta di alloro rimasta a Gran Canaria, il Museo della Grotta Dipinta e il Parco Archeologico, le spiagge e le ripide scogliere intorno ad Agaete, il centro storico di Arucas, i boschi intorno a Osorio a Teror e la gola di Azuaje a Firgas.
Come non citare poi Il Parco Rurale di Nublo e la Riserva Naturale Speciale delle Dune di Maspalomas che sono probabilmente le attrazioni più
rappresentative delll’isola.

Roque Nublo
Roque Nublo
Foto di Mandy Schneider da Pixabay

Gran Canaria offre poi vari siti archeologici da non perdere per nessun motivo al mondo, come il Cenobio de Valerón (Santa María de Guía), il Centro Visitatori Roque Bentayga (Tejeda), il Parco Archeologico di Maipés (Agaete), la Necropoli di Arteara ( San Bartolomé de Tirajana), Cañada de Los Gatos (Mogán), il Centro Visitatori del Burrone Guayadeque (Agüimes) e il Centro Visitatori La Fortaleza (Santa Lucia di Tirajana).

Gran Canaria è stata dichiarata inoltre “Destinazione turistica
Starlight” dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per
l’istruzione, la scienza e la cultura (UNESCO). L’Astro turismo
è uno dei progetti di punta di Gran Canaria, e si è lanciato alla
conquista dei suoi spettacolari cieli notturni combattendo
contro la contaminazione della luce, nel tentativo di ripristinare
il diritto all’osservazione delle stelle. L’isola desidera recuperare la qualità dei cieli che gli aborigeni erano soliti vedere, con indicatori astronomici unici, diversificando la gamma di offerte turistiche e aprendo nuove finestre di conoscenza.
A tal fine, questa difesa dei cieli su Gran Canaria è diventata
la spina dorsale dell’intervento delle autorità dell’isola, mentre
molti si stanno impegnando affinché l’originario insediamento
archeologico di Risco Caído, ad Artenara, sia dichiarato
Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO , insieme alle Aree
Sacre della Montaña de Gran Canaria.

5 curiosità su Gran Canaria

Foto di Here and now, unfortunately, ends my journey on Pixabay da Pixabay
  • La scrittrice britannica Agatha Christie si recò a Gran Canaria e soggiornò al Metropole Hotel. Si sedeva fuori per ore e guardava la sabbia e il paesaggio marino. Alcune delle sue avventure di Hercules Poirot sono state scritte dalla terrazza del suo hotel.
  • Il film Moby Dick, con Gregory Peck, è statogirato a Las Canteras Beach nel 1954.
  • I ricercatori dell’Università di Las Palmas de Gran Canaria stanno cercando di confermare la loro ipotesi che il terremoto di Lisbona del 1755 abbia causato un’onda di marea che ha raggiunto Gran Canaria e generato le dune di Maspalomas. (altre teorie dicono che la sabbia sia arrivata dal Sahara).
  • Gran Canaria ha il “soprannome” di Continente in Miniatura per la grande varietà di paesaggi e climi che si trovano sull’isola. In alcune giornate invernali i visitatori possono essere sulla spiaggia con una temperatura di 22º C mite, poi nel giro di un’ora salire in cima e trovare la neve, con 0ºC.
  • Gran Canaria vanta 33 diverse aree protette che si estendono su 66.707 ettari, vale a dire meno della metà della superficie totale dell’isola (42,75%).


Aveiro: la piccola perla colorata portoghese

No, non siete saliti sull’aereo sbagliato!
Arrivando ad Aveiro forse penserete di essere “atterrati” in una Venezia piccolina, colorata e un po’ diversa.
Invece siete proprio in Portogallo. Solo che al posto delle gondole ci sono i moliceiros e se camminate un po’ troverete colori e bellezze che vi affascineranno almeno quanto la città italiana.
I moliceiros sono barche dalla forma affusolata e coloratissima che un tempo venivano usate per la raccolta delle alghe. Oggi sono state convertite per il turismo.
Lo stile Art nouveau di gran parte degli edifici del centro storico, rendono questa città abitata da quasi 80.000 abitanti, un luogo di sicuro interesse e ne fanno una ottima meta da visitare anche solo per pochi giorni.

Tramonto ad Aveiro
Image by Alejandro Piñero Amerio from Pixabay

Non dimenticate che Aveiro è una città di mare e, al di là dei sui piccoli tesori, potete approfittarne per godervi un po’ di sole e spiaggia portoghese.
Il Museu de Aveiro nella Capela de Jesus è da visitare. Se siete amanti dell’architettura contemporanea, dovreste invece fare un giro agli edifici dell’Università.
I ristoranti di Aveiro ( ma quelli portoghesi in genere) offrono ottimi piatti di pesce, come frutti di mare, pesce alla griglia, zuppe di pesce e altre specialità. Se volete provare un dolce tipico, potete cercare gli ovos moles, dolci preparati con uova e zucchero, venduti in recipienti di vario tipo.

Giovane turista assaggia una delicatezza portoghese chiamata Ovos Moles fatta di tuorli d’uovo e zucchero; sullo sfondo del canale nella città di Aveiro, Portogallo

Come arrivare ad Aveiro

Arrivare in treno
Arrivare in Pullman

7 buoni motivi per visitare Bologna

Bologna è la città delle torri chiamata anche la “dotta”, la “rossa” e la “grassa” e, fin qui niente di nuovo. Ma vi siete mai chiesti cos’abbia di tanto bello Bologna oltre a un piatto di tortellini ( in brodo) o una delle università più antiche del mondo?

1. I portici

Image by gustavozini from Pixabay

Bologna è molto più di qualche famoso monumento che il capoluogo emiliano possa sfoggiare dinnanzi al mondo.
Bologna dal luglio del 2021 ha finalmente visti riconosciuti i suoi infiniti chilometri di portici ( 38 + 15) dall’UNESCO che li ha inclusi nella sua esclusiva lista dei patrimoni dell’umanità.
I portici di Bologna, non sono solo una bellezza architettonica tipica della città, ma anche un monumento per i cittadini che da sempre si sentono “protetti” da essi.
Immaginate di poter visitare i negozi del centro e far shopping nei giorni di pioggia senza preoccuparvi di portare l’ombrello mentre 38 km di portici del centro storico pensano a coprirvi. Se poi volete fare una bella passeggiata fino a San Luca, anche qui troverete altri portici partendo da Porta Saragozza e poi dall’Arco del Meloncello fino al Santuario.

2.La tradizione culinaria

Tortellini
Photo by Francescolainok from Adobe stock

Non posso negare però, che Bologna ha una grande nomea per la sua ricca e deliziosa tradizione culinaria e, se come il sottoscritto avete avuto una nonna bolognese, non potete che confermare tutto e aggiungere altro.
Chi viene a visitare Bologna si aspetta di trovare ottime lasagne, i tradizionali tortellini e magari anche la mortadella tipica della città.
Con il tempo la tradizione è un po’ andata smarrendosi, nel senso che le lasagne con pasta verde,besciamella e ragù alla bolognese, con cottura lenta dei tempi dei nostri nonni, hanno lasciato spazio a qualche variante un po’ più “trascurata” e veloce.
I tortellini, che nella tradizione bolognese andrebbero preparati unicamente col brodo o nella variante con la panna, sono stati “violentati” con qualche salsa o addirittura col ragù.
In città ci sono ottimi ristoranti, ma anche qualche “trappola per turista” che, come in ogni città del mondo, esiste e sopravvive allo scopo.
Personalmente, trovo gustosissimi gli agriturismi un po’ fuori città, ma da viaggiatore incallito quale sono, capisco che senza auto a noleggio o una buona rete di mezzi pubblici, sia difficile arrivare ovunque.

3. I colli

Image by alexnetit from Pixabay

Già che siamo in tema di spostamenti. Se venite a Bologna non potete perdere assolutamente i colli bolognesi ( si! quelli della canzone di Cesare Cremonini “50 Special”).
I colli bolognesi sono la parte più verde di Bologna e la zona dove in genere abita la gente più ricca della città.
In primavera ed estate diventa un po’ meta per tutti per trovare qualche prato per rilassarsi e rilnfrescarsi con l’aria delle colline, mentre la sera molti ci vanno per ammirare la città con le luci della notte.
La tradizione narra che portare il proprio partner sui colli non sia di buon auspicio e probabilmente dopo tale evento la coppia si separerà.
Non so quanto sia vero ma, per alcuni ha “funzionato”.

4 I monumenti e le leggende

Canal Bologna, Piella street – Italy – Hdr

A Bologna c’è l’acqua. Se volete vederla con ivostri occhi non dovete fare altro che passeggiare lungo via Indipendenza ( la via dello shopping bolognese) e arrivati circa a metà cercare via Piella, una piccola via parallela ad essa.
Qui c’è una finestrella ( o un ponte dal lato opposto) dove potere vedere un canale sotterraneo della città. Con un po’ di pazienza potrete fare anche qualche foto ( c’è spesso la coda di gente).
Alcuni sostengono invece che Bologna sia vuota nel suo sottosuolo e basti niente per farla sprofondare. Per questo motivo non si può pensare ad una linea di metropolitana o a lavori sotterranei di un certo rilievo.
La tradizione universitaria ha invece due importanti ( tra gli altri) miti sulla città:
Se siete studenti a Bologna porta sfortuna attraversare Piazza Maggiore ( quella di fronte a San Petronio per intenderci) in senso diagonale e non è consigliato salire sulle due Torri finchè non siete laureati.
Conosco gente che ha provato a sfatare questi miti e ha ottenuto comunque l’ambito titolo di studio, ma dipende da quanto siete superstizioni decidere il da farsi.
Potete sempre chiedere prima consiglio al Nettuno e…chissà che non vi risponda!

5. Il mare

Rimini…Photo by Fabio Tura on Unsplash

Se nascete o venite a vivere a Bologna poi finirà che vi innamorerete del mare e della Romagna. Il mare non è quello dei Caraibi ma la gente è stupenda e si mangia da Dio anche qui!
Rimini è a un’ora e mezza di treno, la riviera ravennate ( Cervia, Milano Marittima e Cesenatico) a un’ottantina di chilometri, mentre la costa ferrarese e il Delta del Po, poco più distanti ma sempre ottimi per un weekend o una gita di una giornata.
Il mare della Romagna per i bolognesi ( ma anche per tutti gli emiliani) è un must che in primavera e estate non può mancare. La piadina, la spiaggia, le gite in pineta, le serate fuori e…le lunghe code in autostrada la domenica al rientro…
Ma ne vale sempre la pena…

6. I motori

Lamborghini Museum…Photo by Toni Zaat on Unsplash

Se siete appassionati di motori, Bologna e buona parte dell’Emilia Romagna sono un buon terreno fertile. Arrivando all’aeroporto Marconi noterete già quanto importante è la Lamborghini sul territorio. Una Huracàn Evo da 640 cavalli con la scritta “follow me in our beautiful Country” sfreccia tra le piste dello scalo bolognese “pilotando” gli aerei di linea verso i gates.
Ma non finisce qui, perchè di fianco a una delle porte d’ingresso ( o di uscita) dell’aeroporto troverete anche un piccolo spazio con due Lamborghini esposte e un piccolo shop dedicato alla casa automobilistica di Sant’Agata Bolognese.
Il museo Lamborghini si trova invece la storia del fondatore Tonino Lamborghini e delle sue opere ingegneristiche. Dall’inizio, quando partì creando trattori, passando poi alle auto: la Miura, la mitica Countach e tanto altro ancora.

Borgo Panigale ospita una delle case motociclistiche più famose del mondo: la Ducati. Anche qui potrete trovare un grande spazio dedicato con museo e Factory .
Qualche decina di chilometri da Bologna si raggiunge Modena, dove batte il cuore di altre supercar italiane. La più conosciuta è senza dubbio la Ferrari. A Maranello c’è la pista di prova delle monoposto di Formula 1 e uno dei due musei ( l’altro è a Modena non distante dalla stazione dei treni) che racchiudono tutta la storia di quella che è la tradizione di una delle case automobilistiche più importanti del mondo.
Non foste ancora sazi potete andare all’autodromo di Imola dove è tornato il circo della formula 1 da un paio di anni. Nei pressi della curva del Tamburello potete trovare anche una statua in Bronzo dedicata ad Ayrton Senna che qui perse la vita in un incidente nel 1994.

7. I profumi della città

Image by francesco lucignano from Pixabay

Bologna ha un odore diverso per ogni angolo di città o della provincia che percorriate. Il profumo delle castagne arrosto a Natale lungo via Indipendenza o quello della pizza al taglio di fronte ad Altero.
Bologna puzza d’alcool la notte in zona universitaria o di piscio di cane ( saranno poi cani?) sotto qualche portico.
Il profumo dei cornetti caldi la mattina alle 6.30 in via Carracci che non ho mai capito da dove arriva o l’odore dei sotterrani della stazione centrale.
Bologna profuma la sera in collina. Così tanto che verrebbe voglia di scender dalla macchina anche se è già tardi solo per respirare e sentire quel bel profumo di natura. Bologna profuma di camini accesi, di feste natalizie e, quando arriva l’estate, anche di asfalto torrido…

…ma soprattutto…Bologna profuma di casa…

Stavanger: la bellezza di una città e della zona limitrofa.

Stavanger non è una città come le altre. Chi ci arriviate in treno, in autobus o via mare dai clamorosi fiordi norvegesi, comincerete subito a respirare l’aria tipica del Nord Europa che solo quassù si può percepire.
Ad accogliervi potrebbero essere le coloratissime case sul molo, una sessantina di edifici costruiti tra il XVIII e il XIX secolo utilizzati un tempo come magazzini o piccole industrie ma oggi convertiti in ristoranti, uffici e altre attività.

Quando vi comincerete ad addentrare nel cuore della città, non potete mancare una passeggiata tra le vie di Gamle Stavanger, la parte antica della città costituita da casette bianche costruite in legno dipinte di bianco.
Gamle Stavanger raccoglie 173 edifici in legno costruiti nel XVIII secolo dove si possono trovare molte gallerie e botique di artigianato locale.

Questa parte della città fa parte di uno dei progetti architettonici realizzati dalle Nazioni Unite in Norvegia nel 1975. Non è un segreto che Stavanger abbia ricevuto numerosi premi per gli sforzi che, nel tempo, ha sostenuto per preservare la vecchia ma affascinante parte della sua città.

FotoKnoff / Sven-Erik Knoff – Visit Region StavangerVisit Region Stavanger

La zona di Gamle Stavanger è abitata da residenti orgogliosi e fieri delle proprie abitazioni. In primavera i giardini e i davanzali delle casette bianche si riempiono di fiori e di colori.
Pensate che un tempo c’era l’abitudine di smontare le case e portarle con sè quando ci si spostava! Per questo motivo erano costruite in legno. In genere erano le persone che venivano dalle isole a Nord di Stavanger ad avventurarsi nella città con la propria casa smontata durante i periodi di grande pesca delle aringhe. Caricavano le loro case sulle barche a remi e raggiungevano Stavanger.
L’unico inconveniente, si narra, è che le case di un tempo erano gialle ma la classe operaia non poteva permettersi un colore così costoso e, per questo motivo molte casette di legno furono colorate di bianco: il colore attuale.

Fargegaten: la via colorata
Martin Håndlykken – VisitNorway.com

Øvre Holmegate era un tempo una strada tranquilla e un po’ noiosa finchè un giorno il parrucchiere Tom Kjørsvik propose di rinnovarla. L’artista Craig Flannagan ha creato una combinazione di colori che, nel giro di qualche anno, sono diventati parte di un processo di rinnovo di una strada che oggi è diventata un’attrazione per i turisti.

Dallo scetticismo iniziale di alcune persone si è passati ad una strada che dal 2005 è diventata chiusa al traffico e oggi è flusso di turisti nonchè ricca di bar, negozi e locali commerciali.
La Fargegata ( via dei colori) è una zona perfetta per foto, selfie e ideale per lo shopping e una sosta in qualche bar.
Non dimenticate che nei mari norvegesi si pescano pesci freschissimi e, se siete amanti del genere, dovete provare qualche ristorante.

Le Spiagge e l’area protetta di Jæren
Orre Strand Frithjof Fure – VisitNorway.com

Le spiagge di Jæren ricoprono una zona lunga 70 km che va da Tungenes a Sirevåg e rappresentano un’area protetta già dal 1977, modificata dopo il 2009 come area di conservazione del paesaggio di Jærstrendene.
Alcune aree umide richiedono maggiore protezione perchè particolarmente ricche di vegetazione rara o protetta. In questa zona crescono infatti piante come l’elleboro di palude, la pianta di mosto di mare, l’orchidea di palude e l’agrifoglio.

Le spiagge qui possono cambiare anche in base alla forma e alla presenza delle dune che, in genere, si dividono in tre tipologie differenti: ci sono zone con dune bianche di fronte al mare, molto instabili e soggette all’erosione. Ci sono poi zone con le dune grigie meno soggette all’erosione e infine le dune più lontane dal mare, basse e ricopetrte di erba, difficilmente vulnerabili ad ogni tipo di erosione.

Tenete conto che le spiagge di Jæren sono segnalate come hot spot internazionali della Mission Blue, il che significa punti fondamentali per la salute dell’oceano.
Se volete approfondire, al centro ricreativo di Orre (Friluftshuset) potete imparare qualcosa di più sulle spiagge di Jæren.

Come raggiungere le spiagge

Con i mezzi pubblici si possono raggiungere facilmente le spiagge di Brusand e Ogna.
Per tutte le info, orari o per altre spiagge, potete cercare su https://entur.no/

Røros: l’antico villaggio minerario norvegese protetto dall’UNESCO

Røros è un antichissimo villaggio minerario tipico del Trøndelag, dove troverete casette di legno e colori come in nessun altro posto. Il Natale e in inverno tutto si colora di bianco, di luci e l’atmosfera diventa ancora più caratteristico.
Fondata nel 1644 dopo il ritrovamento di giacimenti di rame nella zona, Røros è diventata prima una delle città minerarie più importati della Norvegia e poi patrimonio dell’UNESCO dal 2010.

Sebbene le case di Røros risalgano ad un periodo compreso tra il 1700 e il 1800, oggi tutto è conservato col fascino originario e questa piccola destinazione ha anche ottenuto la certificazione di meta sostenibile per l’impegno che hanno dedicato gli abitanti nella riduzione dell’impatto ambientale del turismo.

Cosa fare e vedere a Røros
Thomas Rasmus Skaug – VisitNorway.com

Come già detto, Røros si colora tantissimo nel periodo natalizio e, se riuscite, venite a godervi la neve e i mercatini di Natale di questo caratteristico villaggio norvegese.
Le attività invernali non mancano sicuramente: dal dog sledding , fino allo sci, qui la varietà di sport invernali è infinita.
In estate invece le attività cambiano ma non mancano sicuramente. La natura offre la possibilità di fare escursioni a piedi o in bici, pescare ed esplorare tutta la zona.

Il vanto maggiore di Røros è senza dubbio la sua chiesa , la Bergstadens Ziir ( foto sopra) che significa “orologio della città mineraria”.
Questa chiesa ha una lunghissima storia, lunga almeno quanto quella del villaggio a cui appartiene: la primissima chiesa di Røros fu costruita nel 1651, pochi anni dopo la “nascita” del villaggio minerario.
Destino volle che, essendo anch’essa costruita interamente in legno ( come il resto del villaggio), dopo un po’ di anni cominciò a manifestare alcuni segni di cedimento. Fu allora che si iniziò a pensare ad un nuovo progetto.

Nel 1779 fu demolita la vecchia chiesa e iniziarono i lavori di quella nuova, disegnata da Peter Leonard Neumann. La nuova chiesa venne costruita con pietre di ardesia e fu completata e consacrata nel 1784.
Nel 1814 questa e altre chiese norvegesi furono utilizzate come seggio elettorale per l’Assemblea Costituente norvegese, durante la quale si scrisse la Costituzione norvegese.
Agli inizi del ‘900 fu aggiunta l’elettricità, a un centinaio di anni più tardi risale il successivo restauro.

I dintorni
Thomas Rasmus Skaug – VisitNorway.com

Quando l’oscurità si posa intorno ai tronchi di pino è bello sentire il calore del fuoco. È facile lasciarsi sedurre dalle fiamme danzanti, ma non bisogna dimenticare di guardare le stelle di tanto in tanto.

I parchi nazionali di Femundsmarka e Forollhogna assicurano tutto lo spazio la natura e la vita all’aria aperta che, eventualmente, vi fosse mancato durante il resto dell’anno. Qui vivono tantissime renne e se siete in cerca della tipica atmosfera nordica, questo è il posto giusto.
Non dimenticate il Jutulhogget , il canyon più grande di tutta l’Europa settentrionale

Curiosità
Thomas Rasmus Skaug – VisitNorway.com

In inverno, la gente usa spesso uno spark per spostarsi tra le vie del villaggio. Non è altro che una slitta perfetta per ammirare ogni angolo della cittadina e cercare negozietti e ristorantini perfetti per il vostro viaggio.

Come arrivare a Røros

Per arrivare a Røros potete utilizzare tutti i mezzi di trasporto:
Da Trondheim potete prendere l’autobus, se invece preferite il treno avete diverse opzioni con o senza cambio lungo il percorso.
L’aeroporto di Røros dista 50′ di volo da quello di Oslo Gardermoen.
Dall’aeroporto di Trondheim invece potete raggiungere molte città norvegesi e altrettante capitali europee.

Se invece optate per l’auto, contate che Røros dista circa 5 ore da Oslo e un paio da Trondheim.

Fonte: Visit Norway e roros.no

Tutto quello che dovete sapere sulla Festa del fuoco delle Shetlands

Se capitate alle Isole Shetland tra Gennaio e Marzo e sentite parlare di Up Helly Aa, non preoccupatevi, non è altro che la più grande festa del fuoco vichinga a cui abbiate mai assistito nella vostra vita!
L’Up Helly Aa è un festival del fuoco che ha sede a Lerwick e in altri villaggi delle Shetland, tuttavia, se volete assistere al più maesoso , evitando di dovervi spostare una volta arrivati nella capitale isolana, conviene restare in città e lo spettacolo non mancherà ricuramente.

L’Up Helly Aa è una festa di 24 ore che richiede una lunghissima preparazione di mesi e mesi. Migliaia di persone sfilano per la città e le stesse sono impegnate per tutto l’anno precedente a preparare i costumi dei Giuzer, in particolare quella del Giuzer Jarl ( il capo vichingo).

Le origini

Un tempo nel periodo tra Natale e Capodanno i giovani trascinavano barili di catrame trainandoli con delle slitte attraverso le vie della città. Anche lo stato di ubriachezza era molto elevato e questa tradizione creava non pochi problemi di disordine pubblico alle Shetland.
Dopo l’abolizione dei barili di catrame si ottennero le autorizzazioni per la sfilata con fiaccolata e la prima celebrazione dell’Up Helly Aa ebbe luogo nel 1881. Nel 1889 fu bruciata la prima galea e con gli anni la festa si rafforzò di intensità e di interesse.

La sera della festa i gruppi, conosciuti anche come squads camminano attraverso la città illuminando con lunghissime file infuocate le strade .
Alle 19.30 un razzo viene lanciato sopra il municipio, le torce vengono accese e la processione può partire assieme alla banda che suona tra le strade di Lerwick.
Il Guizer Jarl è l’unico che indossa abiti tradizionali vichinghi , mentre tutti gli altri possono avere abiti bellissimi o anche stracci di ogni genere.
La Galea destinata a bruciare è comandata dal capo vichingo il quale darà il via alle danze una volta arrivato alle feste.

Lerwick, Shetland, 29 Gennaio 2019.
Come partecipare alla Festa del Fuoco

Negli ultimi anni il festival del Fuoco di Lerwick è stato trasmesso in diretta streaming.
Se volete seguirlo ptete andare sulla pagina Facebook e guardare la sfilata ovunque voi siate.
Nel caso in cui preferiate assistere allo Up Helly Aa di persona, sappiate che i posti, almeno nella piazza del municipio, sono piuttosto limitati e, l’unica cosa da fare è vericare verso fine anno lo stato delle vendite dei biglietti.
Potete controllare sullo Shetland Times se ci sono disponibilità, oppure chiamare l’iCentre di Lerwick (+44 (0)1595 3434) e farvi mettere in lista di attesa.

Feste del fuoco confermate/cancellate per il 2022

La pianificazione degli Up Helly Aa delle Shetland prevede un periodo lunghissimo e, per questo motivo, anche se l’inizio del prossimo anno può sembrare lontano, chi si sta impegnando per creare eventi del genere, deve garantire la sicurezza di tutti: abitanti dell’isola e turisti.
Il particolare momento storico, costringe quindi gli organizzatori degli Up Helly Aa a dover cancellare alcuni eventi, ma anche a poterne programmare altri con assoluta sicurezza.
Ecco dove, per ora, si dovrebbero svolgere o verranno cancellate le prossime feste del fuoco.
Se pensate di viaggiare alle Shetland tra gennaio e marzo 2022 verificate comunque sul sito ufficiale per non rischiare di perdervi qualche evento!

Feste del fuoco che dovrebbero svolgersi nel 2022
Feste del fuoco ancora da confermare per il 2022
( ultimo aggiornamento settembre 2021)
Feste del fuoco rimandate al 2023

Fonte: Shetland.org

Dublino è tra le “Best travel Destinations for 2022” della Lonely Planet

E’ finalmente arrivato anche quest’anno il tanto atteso momento in cui la Lonely Planet annuncerà le Best travel destinations del 2022. A quanto sembra Dublino pare essersi classificata al 7° posto tra le le migliori mete urbane da visitare il prossimo anno.

La Lonely Planet dipinge Dublino come una delle città più alla mano e friendly d’Europa e la descrive anche con queste parole: “Le sue attrazioni già note si integrano con nuovi elementi legati alla multiculturalità che vanno a sommarsi al fascino contemporaneo della capitale”.
L’invito è quello di visitare la città attraverso le sue meraviglie architettoniche e culturali, passando dal Georgian Square, dal Trinity College, senza perdere la Guinnes Storehouse e nemmeno i tantissimi pub che incarnano la vita e la gente di Dublino.

©Diageo from Tourism Ireland

La Guida americana segnala anche  la farmacia di Sweny, costruita nel 1847 e resa famosa dal passaggio di Leopold Bloom ( il protagonista di Ulysse di James Joyce) che si recò lì per comprare il sapone al profumo di limone.
La Lonely Planet invita in qualche modo, in occasione del centenario della pubblicazione di Ulisse di James Joyce, a seguire le orme del protagonista del libro, ambientato proprio nella capitale irlandese.

Fonte e foto: Turismo irlandese