Aveiro: la piccola perla colorata portoghese

No, non siete saliti sull’aereo sbagliato!
Arrivando ad Aveiro forse penserete di essere “atterrati” in una Venezia piccolina, colorata e un po’ diversa.
Invece siete proprio in Portogallo. Solo che al posto delle gondole ci sono i moliceiros e se camminate un po’ troverete colori e bellezze che vi affascineranno almeno quanto la città italiana.
I moliceiros sono barche dalla forma affusolata e coloratissima che un tempo venivano usate per la raccolta delle alghe. Oggi sono state convertite per il turismo.
Lo stile Art nouveau di gran parte degli edifici del centro storico, rendono questa città abitata da quasi 80.000 abitanti, un luogo di sicuro interesse e ne fanno una ottima meta da visitare anche solo per pochi giorni.

Tramonto ad Aveiro
Image by Alejandro Piñero Amerio from Pixabay

Non dimenticate che Aveiro è una città di mare e, al di là dei sui piccoli tesori, potete approfittarne per godervi un po’ di sole e spiaggia portoghese.
Il Museu de Aveiro nella Capela de Jesus è da visitare. Se siete amanti dell’architettura contemporanea, dovreste invece fare un giro agli edifici dell’Università.
I ristoranti di Aveiro ( ma quelli portoghesi in genere) offrono ottimi piatti di pesce, come frutti di mare, pesce alla griglia, zuppe di pesce e altre specialità. Se volete provare un dolce tipico, potete cercare gli ovos moles, dolci preparati con uova e zucchero, venduti in recipienti di vario tipo.

Giovane turista assaggia una delicatezza portoghese chiamata Ovos Moles fatta di tuorli d’uovo e zucchero; sullo sfondo del canale nella città di Aveiro, Portogallo

Come arrivare ad Aveiro

Arrivare in treno
Arrivare in Pullman

7 buoni motivi per visitare Bologna

Bologna è la città delle torri chiamata anche la “dotta”, la “rossa” e la “grassa” e, fin qui niente di nuovo. Ma vi siete mai chiesti cos’abbia di tanto bello Bologna oltre a un piatto di tortellini ( in brodo) o una delle università più antiche del mondo?

1. I portici

Image by gustavozini from Pixabay

Bologna è molto più di qualche famoso monumento che il capoluogo emiliano possa sfoggiare dinnanzi al mondo.
Bologna dal luglio del 2021 ha finalmente visti riconosciuti i suoi infiniti chilometri di portici ( 38 + 15) dall’UNESCO che li ha inclusi nella sua esclusiva lista dei patrimoni dell’umanità.
I portici di Bologna, non sono solo una bellezza architettonica tipica della città, ma anche un monumento per i cittadini che da sempre si sentono “protetti” da essi.
Immaginate di poter visitare i negozi del centro e far shopping nei giorni di pioggia senza preoccuparvi di portare l’ombrello mentre 38 km di portici del centro storico pensano a coprirvi. Se poi volete fare una bella passeggiata fino a San Luca, anche qui troverete altri portici partendo da Porta Saragozza e poi dall’Arco del Meloncello fino al Santuario.

2.La tradizione culinaria

Tortellini
Photo by Francescolainok from Adobe stock

Non posso negare però, che Bologna ha una grande nomea per la sua ricca e deliziosa tradizione culinaria e, se come il sottoscritto avete avuto una nonna bolognese, non potete che confermare tutto e aggiungere altro.
Chi viene a visitare Bologna si aspetta di trovare ottime lasagne, i tradizionali tortellini e magari anche la mortadella tipica della città.
Con il tempo la tradizione è un po’ andata smarrendosi, nel senso che le lasagne con pasta verde,besciamella e ragù alla bolognese, con cottura lenta dei tempi dei nostri nonni, hanno lasciato spazio a qualche variante un po’ più “trascurata” e veloce.
I tortellini, che nella tradizione bolognese andrebbero preparati unicamente col brodo o nella variante con la panna, sono stati “violentati” con qualche salsa o addirittura col ragù.
In città ci sono ottimi ristoranti, ma anche qualche “trappola per turista” che, come in ogni città del mondo, esiste e sopravvive allo scopo.
Personalmente, trovo gustosissimi gli agriturismi un po’ fuori città, ma da viaggiatore incallito quale sono, capisco che senza auto a noleggio o una buona rete di mezzi pubblici, sia difficile arrivare ovunque.

3. I colli

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Già che siamo in tema di spostamenti. Se venite a Bologna non potete perdere assolutamente i colli bolognesi ( si! quelli della canzone di Cesare Cremonini “50 Special”).
I colli bolognesi sono la parte più verde di Bologna e la zona dove in genere abita la gente più ricca della città.
In primavera ed estate diventa un po’ meta per tutti per trovare qualche prato per rilassarsi e rilnfrescarsi con l’aria delle colline, mentre la sera molti ci vanno per ammirare la città con le luci della notte.
La tradizione narra che portare il proprio partner sui colli non sia di buon auspicio e probabilmente dopo tale evento la coppia si separerà.
Non so quanto sia vero ma, per alcuni ha “funzionato”.

4 I monumenti e le leggende

Canal Bologna, Piella street – Italy – Hdr

A Bologna c’è l’acqua. Se volete vederla con ivostri occhi non dovete fare altro che passeggiare lungo via Indipendenza ( la via dello shopping bolognese) e arrivati circa a metà cercare via Piella, una piccola via parallela ad essa.
Qui c’è una finestrella ( o un ponte dal lato opposto) dove potere vedere un canale sotterraneo della città. Con un po’ di pazienza potrete fare anche qualche foto ( c’è spesso la coda di gente).
Alcuni sostengono invece che Bologna sia vuota nel suo sottosuolo e basti niente per farla sprofondare. Per questo motivo non si può pensare ad una linea di metropolitana o a lavori sotterranei di un certo rilievo.
La tradizione universitaria ha invece due importanti ( tra gli altri) miti sulla città:
Se siete studenti a Bologna porta sfortuna attraversare Piazza Maggiore ( quella di fronte a San Petronio per intenderci) in senso diagonale e non è consigliato salire sulle due Torri finchè non siete laureati.
Conosco gente che ha provato a sfatare questi miti e ha ottenuto comunque l’ambito titolo di studio, ma dipende da quanto siete superstizioni decidere il da farsi.
Potete sempre chiedere prima consiglio al Nettuno e…chissà che non vi risponda!

5. Il mare

Rimini…Photo by Fabio Tura on Unsplash

Se nascete o venite a vivere a Bologna poi finirà che vi innamorerete del mare e della Romagna. Il mare non è quello dei Caraibi ma la gente è stupenda e si mangia da Dio anche qui!
Rimini è a un’ora e mezza di treno, la riviera ravennate ( Cervia, Milano Marittima e Cesenatico) a un’ottantina di chilometri, mentre la costa ferrarese e il Delta del Po, poco più distanti ma sempre ottimi per un weekend o una gita di una giornata.
Il mare della Romagna per i bolognesi ( ma anche per tutti gli emiliani) è un must che in primavera e estate non può mancare. La piadina, la spiaggia, le gite in pineta, le serate fuori e…le lunghe code in autostrada la domenica al rientro…
Ma ne vale sempre la pena…

6. I motori

Lamborghini Museum…Photo by Toni Zaat on Unsplash

Se siete appassionati di motori, Bologna e buona parte dell’Emilia Romagna sono un buon terreno fertile. Arrivando all’aeroporto Marconi noterete già quanto importante è la Lamborghini sul territorio. Una Huracàn Evo da 640 cavalli con la scritta “follow me in our beautiful Country” sfreccia tra le piste dello scalo bolognese “pilotando” gli aerei di linea verso i gates.
Ma non finisce qui, perchè di fianco a una delle porte d’ingresso ( o di uscita) dell’aeroporto troverete anche un piccolo spazio con due Lamborghini esposte e un piccolo shop dedicato alla casa automobilistica di Sant’Agata Bolognese.
Il museo Lamborghini si trova invece la storia del fondatore Tonino Lamborghini e delle sue opere ingegneristiche. Dall’inizio, quando partì creando trattori, passando poi alle auto: la Miura, la mitica Countach e tanto altro ancora.

Borgo Panigale ospita una delle case motociclistiche più famose del mondo: la Ducati. Anche qui potrete trovare un grande spazio dedicato con museo e Factory .
Qualche decina di chilometri da Bologna si raggiunge Modena, dove batte il cuore di altre supercar italiane. La più conosciuta è senza dubbio la Ferrari. A Maranello c’è la pista di prova delle monoposto di Formula 1 e uno dei due musei ( l’altro è a Modena non distante dalla stazione dei treni) che racchiudono tutta la storia di quella che è la tradizione di una delle case automobilistiche più importanti del mondo.
Non foste ancora sazi potete andare all’autodromo di Imola dove è tornato il circo della formula 1 da un paio di anni. Nei pressi della curva del Tamburello potete trovare anche una statua in Bronzo dedicata ad Ayrton Senna che qui perse la vita in un incidente nel 1994.

7. I profumi della città

Image by francesco lucignano from Pixabay

Bologna ha un odore diverso per ogni angolo di città o della provincia che percorriate. Il profumo delle castagne arrosto a Natale lungo via Indipendenza o quello della pizza al taglio di fronte ad Altero.
Bologna puzza d’alcool la notte in zona universitaria o di piscio di cane ( saranno poi cani?) sotto qualche portico.
Il profumo dei cornetti caldi la mattina alle 6.30 in via Carracci che non ho mai capito da dove arriva o l’odore dei sotterrani della stazione centrale.
Bologna profuma la sera in collina. Così tanto che verrebbe voglia di scender dalla macchina anche se è già tardi solo per respirare e sentire quel bel profumo di natura. Bologna profuma di camini accesi, di feste natalizie e, quando arriva l’estate, anche di asfalto torrido…

…ma soprattutto…Bologna profuma di casa…

Stavanger: la bellezza di una città e della zona limitrofa.

Stavanger non è una città come le altre. Chi ci arriviate in treno, in autobus o via mare dai clamorosi fiordi norvegesi, comincerete subito a respirare l’aria tipica del Nord Europa che solo quassù si può percepire.
Ad accogliervi potrebbero essere le coloratissime case sul molo, una sessantina di edifici costruiti tra il XVIII e il XIX secolo utilizzati un tempo come magazzini o piccole industrie ma oggi convertiti in ristoranti, uffici e altre attività.

Quando vi comincerete ad addentrare nel cuore della città, non potete mancare una passeggiata tra le vie di Gamle Stavanger, la parte antica della città costituita da casette bianche costruite in legno dipinte di bianco.
Gamle Stavanger raccoglie 173 edifici in legno costruiti nel XVIII secolo dove si possono trovare molte gallerie e botique di artigianato locale.

Questa parte della città fa parte di uno dei progetti architettonici realizzati dalle Nazioni Unite in Norvegia nel 1975. Non è un segreto che Stavanger abbia ricevuto numerosi premi per gli sforzi che, nel tempo, ha sostenuto per preservare la vecchia ma affascinante parte della sua città.

FotoKnoff / Sven-Erik Knoff – Visit Region StavangerVisit Region Stavanger

La zona di Gamle Stavanger è abitata da residenti orgogliosi e fieri delle proprie abitazioni. In primavera i giardini e i davanzali delle casette bianche si riempiono di fiori e di colori.
Pensate che un tempo c’era l’abitudine di smontare le case e portarle con sè quando ci si spostava! Per questo motivo erano costruite in legno. In genere erano le persone che venivano dalle isole a Nord di Stavanger ad avventurarsi nella città con la propria casa smontata durante i periodi di grande pesca delle aringhe. Caricavano le loro case sulle barche a remi e raggiungevano Stavanger.
L’unico inconveniente, si narra, è che le case di un tempo erano gialle ma la classe operaia non poteva permettersi un colore così costoso e, per questo motivo molte casette di legno furono colorate di bianco: il colore attuale.

Fargegaten: la via colorata
Martin Håndlykken – VisitNorway.com

Øvre Holmegate era un tempo una strada tranquilla e un po’ noiosa finchè un giorno il parrucchiere Tom Kjørsvik propose di rinnovarla. L’artista Craig Flannagan ha creato una combinazione di colori che, nel giro di qualche anno, sono diventati parte di un processo di rinnovo di una strada che oggi è diventata un’attrazione per i turisti.

Dallo scetticismo iniziale di alcune persone si è passati ad una strada che dal 2005 è diventata chiusa al traffico e oggi è flusso di turisti nonchè ricca di bar, negozi e locali commerciali.
La Fargegata ( via dei colori) è una zona perfetta per foto, selfie e ideale per lo shopping e una sosta in qualche bar.
Non dimenticate che nei mari norvegesi si pescano pesci freschissimi e, se siete amanti del genere, dovete provare qualche ristorante.

Le Spiagge e l’area protetta di Jæren
Orre Strand Frithjof Fure – VisitNorway.com

Le spiagge di Jæren ricoprono una zona lunga 70 km che va da Tungenes a Sirevåg e rappresentano un’area protetta già dal 1977, modificata dopo il 2009 come area di conservazione del paesaggio di Jærstrendene.
Alcune aree umide richiedono maggiore protezione perchè particolarmente ricche di vegetazione rara o protetta. In questa zona crescono infatti piante come l’elleboro di palude, la pianta di mosto di mare, l’orchidea di palude e l’agrifoglio.

Le spiagge qui possono cambiare anche in base alla forma e alla presenza delle dune che, in genere, si dividono in tre tipologie differenti: ci sono zone con dune bianche di fronte al mare, molto instabili e soggette all’erosione. Ci sono poi zone con le dune grigie meno soggette all’erosione e infine le dune più lontane dal mare, basse e ricopetrte di erba, difficilmente vulnerabili ad ogni tipo di erosione.

Tenete conto che le spiagge di Jæren sono segnalate come hot spot internazionali della Mission Blue, il che significa punti fondamentali per la salute dell’oceano.
Se volete approfondire, al centro ricreativo di Orre (Friluftshuset) potete imparare qualcosa di più sulle spiagge di Jæren.

Come raggiungere le spiagge

Con i mezzi pubblici si possono raggiungere facilmente le spiagge di Brusand e Ogna.
Per tutte le info, orari o per altre spiagge, potete cercare su https://entur.no/

Røros: l’antico villaggio minerario norvegese protetto dall’UNESCO

Røros è un antichissimo villaggio minerario tipico del Trøndelag, dove troverete casette di legno e colori come in nessun altro posto. Il Natale e in inverno tutto si colora di bianco, di luci e l’atmosfera diventa ancora più caratteristico.
Fondata nel 1644 dopo il ritrovamento di giacimenti di rame nella zona, Røros è diventata prima una delle città minerarie più importati della Norvegia e poi patrimonio dell’UNESCO dal 2010.

Sebbene le case di Røros risalgano ad un periodo compreso tra il 1700 e il 1800, oggi tutto è conservato col fascino originario e questa piccola destinazione ha anche ottenuto la certificazione di meta sostenibile per l’impegno che hanno dedicato gli abitanti nella riduzione dell’impatto ambientale del turismo.

Cosa fare e vedere a Røros
Thomas Rasmus Skaug – VisitNorway.com

Come già detto, Røros si colora tantissimo nel periodo natalizio e, se riuscite, venite a godervi la neve e i mercatini di Natale di questo caratteristico villaggio norvegese.
Le attività invernali non mancano sicuramente: dal dog sledding , fino allo sci, qui la varietà di sport invernali è infinita.
In estate invece le attività cambiano ma non mancano sicuramente. La natura offre la possibilità di fare escursioni a piedi o in bici, pescare ed esplorare tutta la zona.

Il vanto maggiore di Røros è senza dubbio la sua chiesa , la Bergstadens Ziir ( foto sopra) che significa “orologio della città mineraria”.
Questa chiesa ha una lunghissima storia, lunga almeno quanto quella del villaggio a cui appartiene: la primissima chiesa di Røros fu costruita nel 1651, pochi anni dopo la “nascita” del villaggio minerario.
Destino volle che, essendo anch’essa costruita interamente in legno ( come il resto del villaggio), dopo un po’ di anni cominciò a manifestare alcuni segni di cedimento. Fu allora che si iniziò a pensare ad un nuovo progetto.

Nel 1779 fu demolita la vecchia chiesa e iniziarono i lavori di quella nuova, disegnata da Peter Leonard Neumann. La nuova chiesa venne costruita con pietre di ardesia e fu completata e consacrata nel 1784.
Nel 1814 questa e altre chiese norvegesi furono utilizzate come seggio elettorale per l’Assemblea Costituente norvegese, durante la quale si scrisse la Costituzione norvegese.
Agli inizi del ‘900 fu aggiunta l’elettricità, a un centinaio di anni più tardi risale il successivo restauro.

I dintorni
Thomas Rasmus Skaug – VisitNorway.com

Quando l’oscurità si posa intorno ai tronchi di pino è bello sentire il calore del fuoco. È facile lasciarsi sedurre dalle fiamme danzanti, ma non bisogna dimenticare di guardare le stelle di tanto in tanto.

I parchi nazionali di Femundsmarka e Forollhogna assicurano tutto lo spazio la natura e la vita all’aria aperta che, eventualmente, vi fosse mancato durante il resto dell’anno. Qui vivono tantissime renne e se siete in cerca della tipica atmosfera nordica, questo è il posto giusto.
Non dimenticate il Jutulhogget , il canyon più grande di tutta l’Europa settentrionale

Curiosità
Thomas Rasmus Skaug – VisitNorway.com

In inverno, la gente usa spesso uno spark per spostarsi tra le vie del villaggio. Non è altro che una slitta perfetta per ammirare ogni angolo della cittadina e cercare negozietti e ristorantini perfetti per il vostro viaggio.

Come arrivare a Røros

Per arrivare a Røros potete utilizzare tutti i mezzi di trasporto:
Da Trondheim potete prendere l’autobus, se invece preferite il treno avete diverse opzioni con o senza cambio lungo il percorso.
L’aeroporto di Røros dista 50′ di volo da quello di Oslo Gardermoen.
Dall’aeroporto di Trondheim invece potete raggiungere molte città norvegesi e altrettante capitali europee.

Se invece optate per l’auto, contate che Røros dista circa 5 ore da Oslo e un paio da Trondheim.

Fonte: Visit Norway e roros.no

Tutto quello che dovete sapere sulla Festa del fuoco delle Shetlands

Se capitate alle Isole Shetland tra Gennaio e Marzo e sentite parlare di Up Helly Aa, non preoccupatevi, non è altro che la più grande festa del fuoco vichinga a cui abbiate mai assistito nella vostra vita!
L’Up Helly Aa è un festival del fuoco che ha sede a Lerwick e in altri villaggi delle Shetland, tuttavia, se volete assistere al più maesoso , evitando di dovervi spostare una volta arrivati nella capitale isolana, conviene restare in città e lo spettacolo non mancherà ricuramente.

L’Up Helly Aa è una festa di 24 ore che richiede una lunghissima preparazione di mesi e mesi. Migliaia di persone sfilano per la città e le stesse sono impegnate per tutto l’anno precedente a preparare i costumi dei Giuzer, in particolare quella del Giuzer Jarl ( il capo vichingo).

Le origini

Un tempo nel periodo tra Natale e Capodanno i giovani trascinavano barili di catrame trainandoli con delle slitte attraverso le vie della città. Anche lo stato di ubriachezza era molto elevato e questa tradizione creava non pochi problemi di disordine pubblico alle Shetland.
Dopo l’abolizione dei barili di catrame si ottennero le autorizzazioni per la sfilata con fiaccolata e la prima celebrazione dell’Up Helly Aa ebbe luogo nel 1881. Nel 1889 fu bruciata la prima galea e con gli anni la festa si rafforzò di intensità e di interesse.

La sera della festa i gruppi, conosciuti anche come squads camminano attraverso la città illuminando con lunghissime file infuocate le strade .
Alle 19.30 un razzo viene lanciato sopra il municipio, le torce vengono accese e la processione può partire assieme alla banda che suona tra le strade di Lerwick.
Il Guizer Jarl è l’unico che indossa abiti tradizionali vichinghi , mentre tutti gli altri possono avere abiti bellissimi o anche stracci di ogni genere.
La Galea destinata a bruciare è comandata dal capo vichingo il quale darà il via alle danze una volta arrivato alle feste.

Lerwick, Shetland, 29 Gennaio 2019.
Come partecipare alla Festa del Fuoco

Negli ultimi anni il festival del Fuoco di Lerwick è stato trasmesso in diretta streaming.
Se volete seguirlo ptete andare sulla pagina Facebook e guardare la sfilata ovunque voi siate.
Nel caso in cui preferiate assistere allo Up Helly Aa di persona, sappiate che i posti, almeno nella piazza del municipio, sono piuttosto limitati e, l’unica cosa da fare è vericare verso fine anno lo stato delle vendite dei biglietti.
Potete controllare sullo Shetland Times se ci sono disponibilità, oppure chiamare l’iCentre di Lerwick (+44 (0)1595 3434) e farvi mettere in lista di attesa.

Feste del fuoco confermate/cancellate per il 2022

La pianificazione degli Up Helly Aa delle Shetland prevede un periodo lunghissimo e, per questo motivo, anche se l’inizio del prossimo anno può sembrare lontano, chi si sta impegnando per creare eventi del genere, deve garantire la sicurezza di tutti: abitanti dell’isola e turisti.
Il particolare momento storico, costringe quindi gli organizzatori degli Up Helly Aa a dover cancellare alcuni eventi, ma anche a poterne programmare altri con assoluta sicurezza.
Ecco dove, per ora, si dovrebbero svolgere o verranno cancellate le prossime feste del fuoco.
Se pensate di viaggiare alle Shetland tra gennaio e marzo 2022 verificate comunque sul sito ufficiale per non rischiare di perdervi qualche evento!

Feste del fuoco che dovrebbero svolgersi nel 2022
Feste del fuoco ancora da confermare per il 2022
( ultimo aggiornamento settembre 2021)
Feste del fuoco rimandate al 2023

Fonte: Shetland.org

Dublino è tra le “Best travel Destinations for 2022” della Lonely Planet

E’ finalmente arrivato anche quest’anno il tanto atteso momento in cui la Lonely Planet annuncerà le Best travel destinations del 2022. A quanto sembra Dublino pare essersi classificata al 7° posto tra le le migliori mete urbane da visitare il prossimo anno.

La Lonely Planet dipinge Dublino come una delle città più alla mano e friendly d’Europa e la descrive anche con queste parole: “Le sue attrazioni già note si integrano con nuovi elementi legati alla multiculturalità che vanno a sommarsi al fascino contemporaneo della capitale”.
L’invito è quello di visitare la città attraverso le sue meraviglie architettoniche e culturali, passando dal Georgian Square, dal Trinity College, senza perdere la Guinnes Storehouse e nemmeno i tantissimi pub che incarnano la vita e la gente di Dublino.

©Diageo from Tourism Ireland

La Guida americana segnala anche  la farmacia di Sweny, costruita nel 1847 e resa famosa dal passaggio di Leopold Bloom ( il protagonista di Ulysse di James Joyce) che si recò lì per comprare il sapone al profumo di limone.
La Lonely Planet invita in qualche modo, in occasione del centenario della pubblicazione di Ulisse di James Joyce, a seguire le orme del protagonista del libro, ambientato proprio nella capitale irlandese.

Fonte e foto: Turismo irlandese


4 buoni motivi che fanno della Finlandia il paese più felice del mondo

Nel 2021 la Finlandia è stata nominata per la quarta volta consecutiva il paese più felice del mondo dal Word Happiness Report delle Nazioni Unite. Il merito va sicuramente allo stile di vita dei finlandesi e al fatto che la Finlandia stessa sia ricoperta per il 90% da foreste o acqua.

La felicità finlandese non è così superficiale come possa sembrare ma va cercata nel radici e nelle abitudini di vita di un paese e di un popolo abituato a prendere la vita come viene e ad apprezzare ogni piccola cosa della vita quotidiana.

Visit Finland ha condiviso 4 tra i tranti consigli che potrebbero aiutare ad aumentare gli “ormoni della felicità” qualora vi capitasse di viaggiare in questo Paese immerso nel verde e pieno di laghi.

1.Riconnettersi con la natura
Tarja Hoikkala/Vastavalo from Visit Finland

La Finlandia è ricoperta per il 75% da foreste e questo gioca a favore della salute delle persone. Qui è possibile camminare tra i boschi, fare escursioni, campeggio, andare in bici e godersi le attività all’aria aperta.
In inverno si può fare sci di fondo o provare la nuova tendenza della camminata con le calze di lana ( wool sock running).
Non è un caso che i finlandesi amino fuggire dalla città per andare a rilassarsi in mezzo alla natura.

2.La ricerca del cibo è uno stato mentale
Julia Kivelä/Lakeland Finland

In estate e in autunno la Finlandia diventa perfetta per la ricerca di bacche, funghi, erbe selvatiche e verdure. Se la pesca è popolare tutto l’anno, la ricerca di qualche frutto selvatico puà essere un’attività gratificante e terapeutica da praticare in alcuni periodi.
Anche i ristoranti finlandesi si stanno adeguando ai ritmi della natura aggiungendo freschezza e genuinità ai loro piatti.

3.  I poteri curativi dell’acqua
Harri Tarvainen from Visi Finland

La Finlandia conta 188.000 laghi che, per i turisti, vogliono dire un’infinità di possibilità: canoa, Kayak, gite in nave e nuoto quando lo stagione lo consente.
Se poi volete provare qualche tradizione finlandese buttandovi nel lago ghiacciato dopo una sauna, sentitevi liberi. Pare dia energia e vitalità.

4.Sauna
Emilia Hoisko Photography from Visit Finland

La sauna è un rito amato della vita finlandese che riunisce e collega amici e familiari. Inoltre la cultura della sauna finlandese è stata aggiunta all’elenco rappresentativo del patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’UNESCO, il primo aspetto della cultura finlandese a entrare nella prestigiosa lista.
I finlandesi credono che le saune facciano bene alla mente e aumentino la felicità. Può anche essere visto come uno spazio meditativo e un luogo dove staccare dal mondo esterno. La parte migliore dell’esperienza della sauna è quella che i finlandesi chiamano affettuosamente la “beatitudine post-sauna”, la sensazione esaltante di aver purificato la mente e il corpo.

Fonte e foto: Visit Finland

Skagen: la magia della luce del Nord.

Skagen è una città magica. La più a Nord della Danimarca. Skagen è la città con più ore di luce di tutto il paese. Una luce che ha ispirato artisti internazionali e impressionisti danesi che qui hanno vissuto e lavorato sin dal XIX secolo.
La luce di Skagen illumina il paesaggio suggestivo disegnato dal suo pittoresco centro storico, dalle case gialle , dai tetti rossi, da una natura selvaggia e dal mare.
E se tutta questa luce e questi colori non vi avessero saziato a dovere, provate ad andare allo  Skagen Odde Naturcenter, conosciuto come il forte del deserto. Qui scoprirete tante cose sulla luce. E non solo.

Se poi fate parte di quelli a cui la luce non basta mai, qui c’è anche quella del mare.
I due mari.
Quassù si danno appuntamento lo Skagarrak ( Mar Baltico) e il Kattegat (mar del Nord) che provengono da direzioni opposte e si incontrano producendo un suggestivo effetto cromatico assolutamente naturale. I due mari hanno densità, salinità e temperatura diversa e non possono mescolarsi tra loro.

© Dennis Lundby from Visitdenmark
Grenen (“il ramo”) è il punto più settentrionale della Danimarca. A Grenen, si può ammirare l’incontro tra i due mari

Oltre le dune, la sabbia e i mari, Skaken è molto altro.
Qui arte e cultura sono ovunque. Non vi sarà difficile scoprire che lo Skagens Museum ospita 1800 opere di artisti danesi e internazionali del periodo compreso tra il 1870 e gli anni ’30. Sono tutti dipinti “partoriti” dalla Scuola di Skagen, con opere di PS Krøyer e Anna Ancher.
Anna è l’unica artista della scuola di Skagen ad essere nata e cresciuta a Skagen, figlia del fondatore del celebre Hotel Brøndums, dove hanno soggiornato celebri artisti passati da qui. Non è un caso che nella sala da pranzo dell’hotel si trovino molti dipinti che gli artisti di passaggio donavano in cambio di alloggio.

A sud della città, invece, è possibile vedere la Chiesa Sepolta, edificio sacro costruito nella seconda metà del XIV secolo e con il tempo sepolto dalla sabbia, di cui attualmente è visibile solo la torre.

Den Tilsandede Kirke
© Christian Faber from VisitDenmark

Il pittoresco porticciolo di Skagen è pieno di ristorantini di pesce dove si possono assaporare le tante specialità gastronomiche locali. Oltre ai frutti di mare, si possono gustare il tradizionale prosciutto di Skagen, le bistecche di Angus bio o una vasta gamma di altre specialità locali.


L’estate per Skagen diventa la stagione dei festival e degli eventi all’aria aperta:

Lo Skagen Birdfestival è un festival per gli amanti del birdwatching. Ogni anno anno a maggio si celebra questo evento che sancisce un’occasione unica di osservazione di circa 350 specie di uccelli migratori.

Il Sankt Hans è una suggestiva tradizione tipicamente danese. Alla vigilia di San Giovanni, il 23 giugno, i danesi si riuniscono con amici e famiglia intorno ai falò sulla spiaggia. Per l’occasione si intona la canzone della notte di mezza estate, scritta nel 1885 dal poeta nazionale Holger Drachmann, mentre le fiamme si riflettono sul mare calmo e l’aria mite della sera comincia a rinfrescarsi. A Skagen si festeggia Sankt Hans sulla spiaggia Sønderstrand al Vippefyret –  il primo faro di Skagen, costruito nel 1626, dal quale si ammira una splendida vista su Skagen e la costa.

Skagen Gray Lighthouse © Mette Johnsen

Lo Skagen festival, nato nel 1971 è dedicato alla musica popolare e folk, ed il più antico della Danimarca nel suo genere. L’atmosfera è festosa, con concerti in diverse località della città e al porto, sia all’aperto che al chiuso, e con un mix di stili musicali davvero unico.

Il World ballet in Skagen viene presentato nei pressi della Chiesa sepolta. Alcuni dei più importanti ballerini al mondo si esibiscono in un repertorio che varia dal classico al moderno. Il programma offre anche musica lirica e classica con artisti e musicisti danesi


Il Natale in Norvegia

Natale a Tromsø ( foto copertina)

Il tempo buio che sperimentiamo può essere pesante per molti. Allora è bene che la città e la gente mettano luce e colore nel tempo che precede il Natale. Storgata ha il suo spettacolo di luci. La Cattedrale Artica è stata nuovamente illuminata di blu. Ad Alfheim è stato regalato un cuore rosso nella grande vetrata panoramica che dà sulla città, e in piazza si accendono le candele sull’albero di Natale. Tutto sommato, questo periodo oscuro e strano rende un po’ più facile superare tutto quanto...-

Il periodo che precede il Natale è un momento speciale in Norvegia. Le candele illuminano le case durante i freddi e bui mesi invernali. La maggior parte delle città norvegesi ha fiere e mercatini di Natale, concerti stagionali e spettacoli in questo momento. Il più grande mercatino di Natale di Oslo è quello del museo popolare Norsk Folkemuseum a Bygdøy. Bergen è famosa per la sua città di pan di zenzero che viene eretta ogni anno a Torgallmenningen. La città mineraria di Røros nella Norvegia orientale è un luogo davvero magico da visitare a dicembre e la Christmas House di Tregaarden a Drøbak è assolutamente da vedere come unico negozio di Natale permanente della Scandinavia.

Visit Bergen / Robin Strand – visitbergen.com

Il cibo tipico di Natale include ribbe (pancetta di maiale arrosto), pinnekjøtt (costole di agnello salate ed essiccate, a volte affumicate) e lutefisk (stoccafisso ammorbidito in acqua e liscivia prima della cottura).

Il cimitero dei treni di Uyuni: il racconto fotografico di un luogo fermo nel tempo


Questa linea collegava Uyuni con Antofagasta e vide il primo treno fermarsi per sempre nel novembre 1890. Guardando oggi questo luogo, non si direbbe mai che sia la prima ferrovia boliviana e un grande progetto del presidente Aniceto Arce.


Questi treni, o meglio, questi relitti, un tempo trasportavano oro, argento e stagno. Ora, però, nel cimitero dei treni di Uyuni ci sono solo treni contorti e arrugginiti che sono diventati un luogo turistico e decrepito del passato.

Uyuni: treno abbandonato ricoperto da graffiti e writers
Foto di Trevor McKinnon da Unsplash

Ma tutte le cose belle hanno un inizio e una fine. E con loro anche questa linea ferroviaria che ha visto la sua fine con l’inizio della guerra tra Cile e Bolivia nel 1879.

Oggi il cimitero dei treni di Uyuni è diventato un punto di passaggio per i viaggiatori diretti al Salar de Uyni, un incredibile “mare di sale” con paesaggi incredibili. Tempo fa è passato di qui anche il rally “Dakar”, che ha sfiorato questo cumulo di metallo a cielo aperto che ora ammette ogni tipo di viaggiatore.

Cimitero dei treni di Uyuni: locomotiva abbandonata
Foto di tatiana perez da FreeImages

Così, col passare del tempo e quassù a 3000 metri sul livello del mare l’unica cosa che ancora fischia è il vento, mentre i writers sembrano voler nascondere il progresso della ruggine e del degrado con i loro disegni e le loro scritte sui treni.

Foto di Jerzy Andrzej Kucia da Pixabay

Sebbene oggi questo luogo sia una fonte di attrazione per molti curiosi e turisti, dagli anni ’40 è stato anche vittima di predazione umana e saccheggio. Alcuni tentativi di riutilizzo dei treni non hanno avuto successo e per ora restano qui in attesa di passeggeri che non arriveranno mai…