Gran Canaria: la bellezza unica di un’isola speciale

Gran Canaria è una delle 7 isole che compongono la Comunità Autonoma delle Canarie. Dista un migliaio di Chilometri da Cádiz, il porto europeo più vicino, e 210 chilometri dalle coste del Nord Africa.

381 mila dei suoi 855 mila abitanti vivono a Las Palmas di Gran Canaria,centro nevralgico e capoluogo dell’isola che, negli anni prima della pandemia, arrivava a ospitare quasi la metà dei turisti che viaggiavano sull’isola.
Se pensiamo che in condizioni normali Gran Canaria poteva accogliere qualcosa come 4 milioni e mezzo di turisti l’anno, si fa presto a capire che tipo di importanza abbia l’isola a livello planetario e quanto sia amata dai viaggiatori europei.
In genere sono i turisti tedeschi, inglesi, nord europei e spagnoli, quelli maggiormente attratti dalle bellezze di Gran Canaria.
Spiagge, sole, natura, gastronomia e possibilità di praticare sport all’aria aperta tutto l’anno, fanno di quest’isola una meta unica al mondo.
Negli ultimi tempi la possibilità di lavorare in smart working , ha aggiunto nuove frontiere al turismo di Gran Canaria.
8000 lavoratori da remoto vivono ormai sull’isola sfruttando la connessione ad internet ad alta velocità e la possibilità di integrarsi bene nelle comunità locali.
Per Gran Canaria significa ospitare talenti internazionali attirando, allo stesso tempo, una nuova forma di turismo.
I professionisti che decidono di venire a lavorare sull’isola sono tedeschi, inglesi, americani, italiani e francesi che decidono di fermarsi a Gran Canaria per almeno 2 mesi.

Praticare Sport


  percorso GC-200 a Gran Canaria
Percorso GC-200 a Gran Canaria
Foto di Polina Rytova da Unsplash

Il clima delle isole Canarie in genere, favorisce le attività sportive all’aria aperta. In particolare a Gran Canaria, si contano 7 campi da golf tra i quali è necessario menzionare il Real Club de Golf di Las Palma, il più antico di tutta la Spagna, la cui nascita risale al 1891.
I paesaggi spettacolari dell’isola danno inoltre la possibilità di praticare escursioni e trekking tra scenari incredibili: immaginate solamente cosa possa essere una semplice ma salutare camminata tra le dune di Maspalomas o un trekking su Roque Nublo.

Dunas de Maspalomas
Dunas de Maspalomas
Foto di Klaus Stebani da Pixabay

Immaginate poi il litorale e il mare, dove potete scegliere tra differenti sport d’acqua: dalla pesca sportiva, passando per il surf, il wind surf o il kite surf, la vela, le immersioni subacquee e tanto altro.
Il ciclismo trova a Gran Canaria un ottimo riscontro anche da parte di squadre di professionisti non solo per l’ottimo clima che, anche in inverno, permette agli atleti di allenarsi con climi primaverili, ma grazie a strade sinuose e ben tenute nell’interno e viste spettacolari lungo la costa.

Gastronomia

Vassoio con assortimento di pesce e frutti di mare in un ristorante sulla costa di Gran Canaria, Isole Canarie
Gran Canaria: vassoio con assortimento di pesce e frutti di mare sul litorale
Foto Shutterstock

Dunque.
Quando si parla di Spagna, mare, climi miti e buon cibo non so mai da dove cominciare.
I piatti di pesce e i ristoranti sulla costa tanto per non allontanarci troppo dalla foto sopra. Ma anche e soprattutto prodotti locali della terra e vini di denominazione di Origine controllata.
I sapori di Gran Canaria sono originali e naturali, sia che vengano dal mare che dalla terra.
Le Patatas arrugadas, il sanchocho e molte varietà di stufati rappresentano solo alcuni dei sapori tipici dell’isola da provare assolutamente.
Nella Valle di Agaete si coltiva l’unico caffè prodotto in Europa; la Bodega Arehucas Rum è la più grande e antica del suo genere in tutto il continente europeo.
Gran Canaria fa anche parte del progetto di Saborea España, nato per mettere in risalto i prodotti e gli ingredienti dei piatti locali, nonché le doti degli chef che cucinano nei ristoranti dell’isola.

Un patrimonio storico e naturale

Cenobio de Valerón
Cenobio de Valerón
Foto Shutterstock

Gran Canaria ha caratteristiche climatiche uniche grazie alle sue vette che raggiungono altitudini massime superiori ai 1900 m slm.
Questo fa si che sia stata definita come un continente in miniatura e dichiarata dall’UNESCO come Riserva della Biosfera, merito dello sviluppo sostenibile del suo ambiente e della conservazione delle specie che vivono sull’isola.

Se i turisti che visitano Gran Canaria la scelgono per il clima, il mare e le spiagge, è indiscutibile che il patrimonio storico e naturale dell’isola non ha eguali al mondo.
Le piscine naturali a Guía, la Riserva Speciale di Los Tilos de Moya, l’unica foresta di alloro rimasta a Gran Canaria, il Museo della Grotta Dipinta e il Parco Archeologico, le spiagge e le ripide scogliere intorno ad Agaete, il centro storico di Arucas, i boschi intorno a Osorio a Teror e la gola di Azuaje a Firgas.
Come non citare poi Il Parco Rurale di Nublo e la Riserva Naturale Speciale delle Dune di Maspalomas che sono probabilmente le attrazioni più
rappresentative delll’isola.

Roque Nublo
Roque Nublo
Foto di Mandy Schneider da Pixabay

Gran Canaria offre poi vari siti archeologici da non perdere per nessun motivo al mondo, come il Cenobio de Valerón (Santa María de Guía), il Centro Visitatori Roque Bentayga (Tejeda), il Parco Archeologico di Maipés (Agaete), la Necropoli di Arteara ( San Bartolomé de Tirajana), Cañada de Los Gatos (Mogán), il Centro Visitatori del Burrone Guayadeque (Agüimes) e il Centro Visitatori La Fortaleza (Santa Lucia di Tirajana).

Gran Canaria è stata dichiarata inoltre “Destinazione turistica
Starlight” dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per
l’istruzione, la scienza e la cultura (UNESCO). L’Astro turismo
è uno dei progetti di punta di Gran Canaria, e si è lanciato alla
conquista dei suoi spettacolari cieli notturni combattendo
contro la contaminazione della luce, nel tentativo di ripristinare
il diritto all’osservazione delle stelle. L’isola desidera recuperare la qualità dei cieli che gli aborigeni erano soliti vedere, con indicatori astronomici unici, diversificando la gamma di offerte turistiche e aprendo nuove finestre di conoscenza.
A tal fine, questa difesa dei cieli su Gran Canaria è diventata
la spina dorsale dell’intervento delle autorità dell’isola, mentre
molti si stanno impegnando affinché l’originario insediamento
archeologico di Risco Caído, ad Artenara, sia dichiarato
Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO , insieme alle Aree
Sacre della Montaña de Gran Canaria.

5 curiosità su Gran Canaria

Foto di Here and now, unfortunately, ends my journey on Pixabay da Pixabay
  • La scrittrice britannica Agatha Christie si recò a Gran Canaria e soggiornò al Metropole Hotel. Si sedeva fuori per ore e guardava la sabbia e il paesaggio marino. Alcune delle sue avventure di Hercules Poirot sono state scritte dalla terrazza del suo hotel.
  • Il film Moby Dick, con Gregory Peck, è statogirato a Las Canteras Beach nel 1954.
  • I ricercatori dell’Università di Las Palmas de Gran Canaria stanno cercando di confermare la loro ipotesi che il terremoto di Lisbona del 1755 abbia causato un’onda di marea che ha raggiunto Gran Canaria e generato le dune di Maspalomas. (altre teorie dicono che la sabbia sia arrivata dal Sahara).
  • Gran Canaria ha il “soprannome” di Continente in Miniatura per la grande varietà di paesaggi e climi che si trovano sull’isola. In alcune giornate invernali i visitatori possono essere sulla spiaggia con una temperatura di 22º C mite, poi nel giro di un’ora salire in cima e trovare la neve, con 0ºC.
  • Gran Canaria vanta 33 diverse aree protette che si estendono su 66.707 ettari, vale a dire meno della metà della superficie totale dell’isola (42,75%).


Ibiza: un viaggio tra spiagge, mercatini, gastronomia e natura

Ibiza si adatta bene ad ogni tipo di viaggiatore. Sia che voi siate una famiglia, una coppia, un gruppo di amici o magari degli sportivi in cerca di un ambiente particolare, a Ibiza troverete un’isola piena di emozioni e suggestioni uniche.
Con i suoi 572 km² di superficie totale, Ibiza è facile da esplorare, considerato che da un punto all’altro dell’isola non sarà necessario percorrete troppi chilometri. I punti di maggiore interesse sono in genere a circa 15′ di distanza l’uno dall’altro e così, avrete tutto il tempo di scoprire le bellezze, le spiagge e la gastronomia che quest’isola delle Baleari può offrire.

I piaceri dell’isola

Kayak a Ibiza
Kayak a Ibiza
Foto da Promoción Turística de Ibiza

Ibiza gode di un clima tipico mediterraneo che consente di visitarla, approfittando di un buon clima per tutto l’anno.
Con 3000 ore di sole, pochissime piogge, acque turchesi e la possibilità di praticare tantissimi “sport da mare”, Ibiza offre tante possibilità e libertà di svago.
Non mancano certo la natura, i tramonti, i profumi tipici del Mediterraneo e la possibilità di godersi a pieno le spiagge dell’isola.


La natura

Posidonia Oceanica
Posidonia Oceanica
Mare sottomarino, Mediterraneao, Isole Baleari, Ibiza, Spagna

Il 40% dell’isola è ricoperto da foreste di pino e di ginepro suddivise in 1800 specie differenti. La flora, di tipo Mediterraneo, conta una varietà di 940 specie diverse.
Il 43% della superficie terrestre di Ibiza è protetto, di cui circa il 18% suddiviso in otto aree naturali. Non bastasse, tenete conto che il 75,4% del litorale dell’isola è protetto. Tanto per far qualche nome, segnatevi la Riserva Marina della costa nord-est d’Ibiza-Tagomago, le Riserve Naturali di Es Vedrà, Es Vedranell e gli isolotti di Ponente.
Sebbene le zone umide dell’isola attirino molte specie di uccelli, l’animale caratteristico di Ibiza rimane la lucertola pitiusa, facile da avvistare sui muri o tra i sentieri.

Podenco Ibizenco
Podenco
Promoción turistica de Ibiza
Foto di Vincent Marí

Altro animale caratteristico dell’isola è il podenco ibizenco, una particolare razza di cane autoctona di origine egizia che pare abbiano portato i cartaginesi nel 654 dC , quando fondarono la città di Ibiza.
E’ una razza elegante, agile, forte e dalla camminata molto elastica.

Secondo l’UNESCO, Ibiza è un ambiente privilegiato per la conservazione della Posidonia Oceanica, Patrimonio dell’Umanità nonché pianta acquatica ed endemica del Mediterraneo.
Queste piante acquatiche non sono solo responsabili della purezza dell’acqua del mare ma contribuiscono significativamente a ridurre l’erosione delle coste marine.
La Posidonia Oceanica è anche forma di nutrimento per diverse specie marine e, per tutti questi motivi è fondamentale che venga conservata evitandone il danneggiamento o la perdita nel corso degli anni.

Sea Salines, Ibiza
Sea Salines
Foto di Vincent Marí

Sea Salines è diventato parco naturale dal 2001. Con una superficie di 3000 ettari terrestri e 13.000 di mare, il parco naturale di Ibiza costituisce una ricchezza ambientale e riserva protetta per 210 specie di uccelli, tra cui spiccano fenicotteri, Himantopus e la Berta delle Baleari.
Il parco, grazie alle sue saline, è in grado di produrre 50.000 tonnellate di sale ogni anno.


I patrimoni dell’UNESCO

Città fenicia, sa Caleta, Ibiza
Città fenicia, sa Caleta, Ibiza
Foto Consell d’Eivissa

Oltre alla già menzionata Posidonia Oceanica, Ibiza può avvalersi patrimoni dell’UNESCO di tutto rispetto e importanza storica.
Nel 1999 l’UNESCO ha dichiarato le mura di Dalt Vila Patrimonio dell’Umanità, in quanto fortezza costiera meglio conservata di tutto il Mediterraneo.
Stesso discorso vale per i resti della città fenicia di sa Caleta e la necropoli di Puig de Molins, perfettamente conservate nel tempo.

Le mura rinascimentali che “avvolgono” la città antica con la Cattedrale e il Castello Almudaina in cima, sono i monumenti più importanti di Ibiza.
Dalt Vila è formata da stradine strette labirintiche, calli e piazzette che danno un senso di serenità completamente opposto a quello del porto, della baia e della zona commerciale dei barrios di la Marina e Sa Penya.

Secondo l’UNESCO, i resti della città fenicia di Sa Caleta e la necropoli fenicio-punica, sono un’importantissima testimonianza della vita, della cultura e dell’urbanizzazione delle culture fenicie e cartaginesi.

Le praterie sottomarine della Posidonia oceanica rappresentano una ricchezza naturale sia per Ibiza che per la biodiversità marina mondiale. I cosiddetti “polmoni del mare” presenti nelle acque dell’isola sono tra i meglio conservati del Mediterraneo e, come tali, devono restare.

Lo shopping e i mercati

Mercado artisania, Ibiza
Mercado artisania, Ibiza
Foto di Jon Izeta

Fare shopping ad Ibiza potrebbe essere altrettanto appagante che farlo in una grande città: dalle grandi marche internazionali fino ai piccoli e giovani disegnatori, passando dall’artigianato locale, sull’isola sarà possibile trovare e scoprire di tutto.
Dalt Vila, il barrio de La Marina, la Avenida Bartolomé Roselló e Marina Botafoch sono solo alcune delle zone dove potrete fare shopping di “spessore”. Lasciarsi rapire dal negozio colorato in mezzo a una via è certamente la cosa migliore da fare. Potete entrare e scovare tante sorprese all’improvviso.

Sant’Eulària, Sant Josep, Sant Antoni e Sant Joan racchiudono una moltitudine di boutiques commerciali di ottimo livello ispirate ai prodotti locali dove poter trovare autentici tesori.
I mercatini di Las Dalias e Punta Arabí meritano assolutamente una visita. Las Dalias apre per tutto l’anno di sabato, mentre in estate ha anche una “versione” notturna; unica. Punta Arabí da 25 anni ogni mercoledì con circa 400 bancarelle.

Ma se amate bancarelle e mercatini non potete non visitare le bancarelle di artigianato locale al Porto di Ibiza, Figueretes, Sant’Eulària, Sant Antoni, Sant Joan, San Miquel oppure le opere dei ceramisti di San Rafael.

Gastronomia locale

Frita de calamar
Frita de calamar
Foo di Vincent Marí

La gastronomia di Ibiza è basata prevalentemente sulla trilogia mediterranea, composta da grano, vino e olio di oliva. Il mare e la terra così generosi hanno dato sempre possibilità e moltitudini di ricette tradizionali, elaborate in base alla stagionalità e alle condizioni climatiche dell’isola.

Flaó
Flaó
Foto di Vincent Marí
Vino di Ibiza
Vino de Ibiza
Foto di Vincent Marí

I mercatini alimentari


Le tradizioni dell’isola

Ball pagés: ballo tradizionale di ibiza
Ball pagés
Foto San Joan de Labritja

Ibiza vanta un ricco patrimonio di tradizioni che permettono a chiunque la visiti di immergersi ancor più nel cuore dell’isola.
La campagna dell’isola è stata per generazioni autosufficiente grazie allo spirito di auto adattamento e alla capacità di sfruttare al massimo le risorse della natura da parte della gente di Ibiza.
Sull’isola potrete trovare tanti esempi dell’architettura tradizionale che, nel corso degli anni, hanno permesso all’isola balearica di ottenere il soprannome di Isla Blanca. Vi basterà perdervi tra le stradine secondarie per ammirare come tante casette bianche sono state riconvertite in ristoranti o per scoprire qualche bianchissimo edificio sommerso nella natura.

Architettura rurale, Ibiza
Architettura rurale, Ibiza
Foto di Vincent Marí

Il ball pagès, la danza tradizionale d’Ibiza, spicca per essere una rappresentazione folcloristica unica nel Mediterraneo. Con secoli d’antichità e un’origine incerta, questo antico ballo di corteggiamento si svolge in tutte le feste popolari dell’isola e nelle rappresentazioni settimanali programmate durante la stagione turistica estiva.

Fare sport a Ibiza

In Bici a Ibiza
In Bici a Ibiza
Foto di Jon Izeta

Trovare uno sport adatto a voi a Ibiza non dovrebbe essere difficile. Dopo aver mangiato, fatto shopping, preso il sole in spiaggia e magari tirato tardi la sera, un po’ di sano sport farebbe bene a chiunque.
Tanto verde si presta bene a sport come il golf, l’equitazione, passeggiate, correre o andare in bici, mentre il mare e le spiagge offrono la canonica moltitudine degli sport acquatici quali kayak, windsurf, kitesurf e molto altro ancora.

E’ quasi superfluo ricordare che Ibiza è anche ricca di moltissimi eventi sportivi durante tutto l’anno: maratona, mezza maratona, regate, giro cicloturistico, trial e tanto altro.
Per gli sportivi professionisti e non, ma anche per tutti gli appassionati, a Ibiza ci sono sempre eventi interessanti da seguire.


Cosa fare e vedere a Ibiza

Dalt Vila

Plaza de Vila, Ibiza
Plaza de Vila
Foto di Aurelio Martinelli

Tutti i mesi sono perfetti per visitare il quartiere fortezza d’Ibiza, anche se è durante i pomeriggi e le serate estive che troverete più “vita” grazie ai ristoranti aperti intorno alle piazze di Vila, Sa Carrossa e del Sol. Una passeggiata fino alla cattedrale e al castello vi farà scoprire palazzi medievali, piazzette appartate, gallerie d’arte e bellissimi angoli nel più puro stile mediterraneo.

Le mura e i bastioni: dichiarata Patrimonio dell’Umanità nel 1999, la cittadella rinascimentale d’Ibiza è la meglio conservata del Mediterraneo. Fu costruita durante la seconda metà del XVI secolo a seguito del piano promosso dai monarchi Carlos I e Felipe II per modernizzare le infrastrutture militari dei territori costieri strategici della Corona spagnola con l’obiettivo di migliorare la difesa contro gli attacchi dell’Impero Ottomano e altri nemici dell’epoca. Il complesso, a cui originariamente solo si accedeva dal Portal de Ses Taules e dal Portal Nou, è formato da sette bastioni, dei quali sono museizzati i due del lato occidentale: Sant Jaume e Sant Pere. Dal resto dei bastioni si ammirano magnifici panorami sulla città, le spiagge di Ses Figueretes, Platja d’en Bossa ed Es Cavallet e la vicina isola di Formentera.

Musei:

  • Necropoli di Puig des Molins
  • Museo d’Arte Contemporanea d’Ibiza(MACE)
  • Museo Puget:
  • Cattedrale e Museo Diocesano

I quartieri storici fuori le mura: La Marina e Sa Penya mantengono il carattere portuario proprio delle città mediterranee, con semplici
case con facciate bianche e una marcata aria marinara. Ubicate vicino al porto, le vie di questi quartieri sono piene di animazione durante la stagione turistica estiva grazie alle loro boutique, negozi, bar, ristoranti,
gelaterie e caffè, molti dei quali con vista sul porto sportivo e sulle lussuose imbarcazioni che attraccano ad esso. Le piazze del Parque e di Vara de Rey, con notevoli edifici di stile coloniale, meritano una sosta durante una passeggiata per il centro d’Ibiza.

La Marina di sera, Ibiza
La Marina
Foto di Aurelio Martinelli
da Promoción Turística de Ibiza

7 cose da fare a Ibiza

  1. Andare a fare acquisti a La Marina, Dalt Vila o l’Eixample, dove vi attendono boutique di Moda Adlib, bancarelle, negozi tradizionali, firme nazionali e internazionali, gallerie d’arte, negozi multimarca.
  2. Prendere il taxi acquatico che unisce il quartiere di La Marina con il lungomare e la spiaggia di Talamanca.
  3. Vedere come gli artigiani lavorano i loro pezzi nel mercatino artigianale di Sa Pedrera, aperto al pubblico il venerdì.
  4. Godersi la movimentata vita notturna della città, specialmente quella di Dalt Vila, La Marina, del porto, del lungomare e di Ses Figueretes.
  5. Percorrere le mura di bastione in bastione facendo attenzione ai suoi pannelli divulgativi e spazi museizzati.
  6. Unirsi alle visite guidate teatralizzate organizzate dal Comune d’Ibiza.
  7. Comprare dolci nel convento di clausura di Sant Cristòfol, conosciuto popolarmente come Ses Monges Tancades (le suore chiuse), e altri prodotti gastronomici ibizenchi nei mercati Mercat Nou e Mercat Vell.

Le spiagge

Talamanca, Ibiza
Talamanca, Ibiza
Foto da Promoción Turística de Ibiza

Il capoluogo ha spiagge accessibili dove godersi il bagno e praticare sport acquatici. A nord del municipio, nella baia di Talamanca, c’è l’omonima spiaggia di 900 metri di lunghezza, con servizi vari e di ristorazione. Più vicina al centro storico si trova la spiaggia di Ses Figueretes, lungo la quale si estende il quartiere omonimo e una moltitudine di alloggi, ristoranti, negozi, caffè, bar e pub. A continuazione di Ses Figueretes, arriva Platja d’en Bossa, una lunga spiaggia sabbiosa condivisa dai municipi d’Ibiza e di San Sant Josep che dispone di una delle offerte turistiche più sviluppate dell’isola.


8 cose da fare a Sant’Eulària

Mercatino di Las Dalias
Mercatino di Las Dalias
Foto da Promoción Turística de Ibiza
  1. Raggiungere con il kayak l’isolotto di Tagomago o esplorare i tratti compresi fra Pou des Lleó e Canal d’en Martí e fra Cala Llonga e Santa Eulària.
  2. Godersi il paesaggio rurale di Santa Gertrudis a cavallo.
  3. Seguire i sentieri circolari di trekking del municipio, come quello che arriva fino alla Torre d’en Vall.
  4. Praticare surf a Cala Martina e Cala Pada, iniziarsi al mondo della vela sulla spiaggia di Santa Eulària e fare subacquea a Cala Llenya, Cala Mestella o Pou des Lle.
  5. Comprare un ricordo di stile ibizenco ai mercatini hippy di Las Dalias e Punta Arabí e visitare il mercato artigianale di Santa Gertrudis.
  6. Avvicinarsi a Sant Carles, Cala Nova e al mercatino hippy di Las Dalias a bordo di un trenino turistico.
  7. Godersi un viaggio lungo la costa orientale a bordo del ferry che unisce il porto d’Ibiza con i nuclei turistici di Es Canar, Santa Eulària e Cala Llonga.
  8. Mettere piede in undici rive in un solo giorno seguendo il Percorso delle Spiagge, un itinerario circolare per mountain bike che passa per Cala Nova, Cala Llenya, Cala Mestella, Cala Boix, Es Figueral eS’Aigua Blanca, fra le altre spiagge.



Le spiagge di Sant’Eulària

Cala Nova
Cala Nova
Foto da Promoción Turística de Ibiza

Spiagge sabbiose, scogliere scoscese che spuntano sulla costa, cale selvagge e un generoso numero di isolotti formano il bel paesaggio litorale di Santa Eulària. Lungo i suoi 46 chilometri, sono frequenti le rive di acque tranquille idonee per il bagno dei bambini e con un’ampia offerta di servizi, come Cala Llonga, Cala Pada, Cala Martina, Es Niu Blau, S’Argamassa, Es Canar, Platja des Riu de Santa Eulària e la spiaggia urbana di Santa Eulària, la prima delle Isole Baleari a dichiararsi “Spiaggia senza fumo” dove non è permesso fumare. Le rive più conosciute per le loro bellezza fotogenica sono S’Aigua Blanca e Es Figueral –entrambe con vista sull’isolotto di Tagomago-, Cala Nova, Cala Llenya e Cala Boix –l’unica spiaggia d’Ibiza con sabbia scura-, mentre le calette più intime sono Cala Mestella, Pou des Lleó, S’Estanyol e Cala Olivera.


Cosa fare a San Josep

Es vedrà, Ibiza
Es vedrà, Ibiza
Foto di Jamie Turek da Pixabay

Il paese di Sant Josep è tranquillo e circondato da campi coltivati. Il suo piccolo nucleo urbano è cresciuto intorno alla sua chiesa e alla strada. Il tempio fu costruito nell’anno 1730 seguendo le caratteristiche dell’architettura popolare ibizenca ed è l’unica chiesa sull’isola con una
meridiana sulla facciata. Potete bere un caffè nell’ incantevole piazzetta situata di fronte al tempio, curiosare nei suoi negozi e gallerie e gustare tanti piatti locali nei suoi numerosi ristoranti. Inoltre, gli appassionati del cinema e del teatro troveranno una ricca programmazione al Centro di Cultura Can Jeron.

L’insediamento fenicio di Sa Caleta è situato a pochi metri dalla spiaggia di Es Bol Nou. Questo giacimento è uno dei quattro siti d’Ibiza dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. La sua origine come insediamento risale al VIII secolo a.C. e si possono osservare resti del tracciato urbano e di due forni.

7 cose da fare a San Josep

  1. Visitare il Centro d’Interpretazione di Ses Salines vicino alla chiesa di Sant Francesc. Al suo interno, si forniscono informazioni sull’importanza ecologica degli stagni delle saline, i cordoni dunali, le praterie di posidonia oceanica e le scogliere del parco naturale e sulle numerose specie marine e terrestri che ospitano questi habitat, come la lucertola pitiusa (Podarcis pityusensis), il cavalluccio marino (Hippocampus ramulosus), il falco pellegrino (Falco peregrinus), il fenicottero (Phoenicopterus ruber), la berta della Baleari (Puffinus mauretanicus) o il cavaliere d’Italia (Himantopus himantopus).
  2. Passeggiare lungo la costa alla ricerca delle torri di sorveglianza del sud e dell’ovest d’Ibiza: Es Carregador o Sa Sal Rossa, Ses Portes, Es Savinar e En Rovira.
  3. Vedere il tramonto d’Ibiza dai vari bar e caffè situati nella baia di Portmany o dalle rive di Cala Tarida, Port des Torrent o Platges de Comte.
  4. Praticare numerose attività acquatiche nella baia di Portmany, e nei vicini centri turistici di Cala de Bou e Platja Pinet.
  5. Programmare un’escursione per scoprire i valori ecologici e paesaggistici delle Riserve Naturali di Es Vedrà, Es Vedranell e gli isolotti di Ponente.
  6. Andare al sabato al mercato di Sant Josep a cercare prodotti agricoli locali (aperto durante la stagione turistica estiva) o partecipare al variopinto ambiente del mercatino di seconda mano di Sant Jordi (tutto l’anno).
  7. Salire sulla cima di Sa Talaia, il monte più alto d’Ibiza con 475 metri d’altezza. È una delle gite per escursionisti e ciclisti più attrattiva del municipio, poiché dalla cima si contempla un meraviglioso panorama su gran parte dell’isola.

Le spiagge di San Josep

Platges de Comte
Platges de Comte
Foto di Vincent Marí

Sant Josep ha più di 20 spiagge e cale per tutti i gusti e le necessità, compresa Platja d’en Bossa, la spiaggia di sabbia più lunga d’Ibiza e una della più movimentate grazie all’ampia offerta dei suoi hotel, ristoranti, club, pub e aziende d’attività acquatiche e nautiche.
Spiccano per la loro bellezza e popolarità le spiagge selvagge di Ses Salines, Cala Jondal, Cala Bassa, l’insieme di calette che compongono Platges de Comte e Cala d’Hort, il miglior punto panoramico sul famoso
isolotto di Es Vedrà. Altre rive singolari sono Es Cavallet –di tradizione nudista-, Cala Codolar, Es Bol Nou, Cala Carbó, Cala Molí o le spiagge di Cala Vedella, Cala Tarida e Port des Torrent, d’ambiente familiare.

Cosa fare e vedere a Sant Antoni

Puesta de sol Sant Antoni
Puesta de sol Sant Antoni
Foto di Menchu Redondo

La bellezza della sua baia, gli spettacolari tramonti con gli isolotti di Ponente sullo sfondo e un paesaggio rurale praticamente inalterato sono tre delle grandi attrazioni di Sant Antoni, una destinazione aperta a tutti i viaggiatori che sorprende sempre, sia vicino al mare o nell’entroterra.

Tramonto a Ses Variades: il tratto del lungomare che si trova fra Caló des Moro e il frangiflutti è noto con il nome di Ses Variades e durante l’estate diventa uno dei luoghi più visitati dell’isola grazie ai bar e ai caffè che mettono musica al tramonto, spesso offerta da celebri DJ. Fuori dalla stagione turistica estiva, il lungomare permette di godersi dei bei tramonti in un ambiente tranquillo.

Percorso delle chiese: il tempio di Sant Antoni, la cui origine risale al XIV secolo, è un eccellente esempio di chiesa-fortezza pitiusa che ha ancora la sua torre difensiva e il punto di partenza di questo itinerario. Nell’entroterra, le sagome della piccola chiesa di Santa Agnès, il cui portico si trova vicino all’antica entrata principale, e del tempio di Sant Mateu, coronato da un semplice campanile a vela, conferiscono una singolare bellezza al paesaggio rurale di entrambe le valli. Da parte sua, la visita alla chiesa di Sant Rafel, costruita alla fine del XVIII secolo, offre un eccellente panorama sulla città d’Ibiza e un campanile curvilineo che conferisce leggerezza all’austera facciata.

Fiore di mandorlo
Fiore di mandorlo
Foto da Promoción Turística de Ibiza

Santa Agnès e i mandorli: questa piccola frazione si trova nella vallata di Pla de Corona, uno dei luoghi più tranquilli d’Ibiza. Il miglio periodo per visitarlo è fra gennaio e febbraio, quando fioriscono le sue centinaia di mandorli.

I vigneti di Sant Mateu: il nord del municipio è legato tradizionalmente alla produzione vinicola e attualmente ospita gli impianti di due cantine dell’isola che producono vini con I.G.P. Ibiza, Vino de la Tierra | Vi de la Terra.

5 cose da fare a Sant Antoni

  1. Praticare sport acquatici e nautici oferti nella nella baia: subacquea, vela, kitesurf, paddle surf, sci nautico, parasailing, moto d’acqua, kayak, pesca…
  2. Godersi una escursione in barca per ammirare la bellezza delle scogliere di Ses Balandres e Cala d’Albarca, così come delle Riserve Naturali di Es Vedrà, Es Vedranell e gli isolotti di Ponente.
  3. Percorrere a piedi il percorso costiero che unisce Sant Antoni a Cala Salada, addentrarsi in bicicletta nella zona conosciuta come Es Broll, passeggiare per il Pla de Corona fino ad arrivare alla scogliera con vista sugli isolotti di Ses Margalides…
  4. Comprare prodotti locali nel Mercato di Forada (sabato), al Mercato agricolo di Sant Antoni (venerdì) o al Mercato dell’artigianato di Sant Rafel (giovedì, da luglio a settembre).
  5. Visitare una cantina e degustare i vini dell’isola.

Le spiagge di Sant Antoni

Cala Gració, Ibiza
Cala Gració

Sant Antoni ospita cale e spiagge ideali per i più piccoli che spiccano anche per la bellezza dell’ambiente o dei sui panorami. All’interno del nucleo urbano di Sant Antoni ci sono le spiagge di Es Puetó, S’Arenal e Caló des Moro, le quali si aggiungono alle spiagge della baia che amministrativamente appartengono a Sant Josep. A pochi in minuti in auto o in autobus dal paese ci sono Cala Gració e Cala Gracioneta, due cale circondate da pini, separate da un piccolo promontorio; le acque color turchese del fotogenico litorale formato da Cala Salada e Cala Saladeta -uno dei più fotografati a Ibiza- e le terrazze di pietra di Punta Galera, un’antica cava di pietra che è diventata il luogo preferito dai praticanti del nudismo.

Cosa fare e vedere a Sant Joan

Chiesa di San Miquel
Iglesia Sant Miquel
Foto di Vincent Marí

Sant Joan e la sua chiesa: il paese che dà nome al municipio è un luogo tranquillo e con incanto, le cui poche case si trovano lungo la strada e intorno alla chiesa dedicata a San Giovanni Battista. Il tempio, finito di costruire nell’anno 1770, si struttura intorno a una unica navata rettangolare con volta a vela e sette cappelle laterali. Altri segni distintivi del tempio sono il suo campanile, costruito nel XIX secolo, e il suo portico con due archi. Le domeniche, la piazza che si trova di fronte alla chiesa diventa un punto d’incontro dei visitatori che si recano al mercato artigianale e gastronomico.

6 cose da fare a Sant Joan

  1. Ammirare la bellezza delle scogliere del nord d’Ibiza a bordo delle barche d’escursione che partono da Portinatx.
  2. Esplorare i dintorni delle spiagge di Portinatx, Port de Sant Miquel e Cala de Sant Vicent sopra una tavola di paddle surf o a bordo di un pedalò.
  3. Percorrere l’itinerario che conduce fino alla Punta des Moscarter e il faro omonimo, il più alto delle Isole Baleari; o scendere a piedi fino alla remota cala vergine di Es Portitxol, sulla costa di Sant Miquel.
  4. Ammirare le favolose viste dall’alto della Torre des Molar, situata a pochi chilometri dal Port de Sant Miquel e dove si arriva dopo un percorso di trekking.
  5. Comprare artigianato e prodotti agricoli del nord d’Ibiza nel mercatino domenicale di Sant Joan.
  6. Salire sul trenino turistico che parte da Portinatx e scoprire alcuni degli angoli più belli del nord dell’isola

Le spiagge di San Joan

Cala de Sant Vicent, Ibiza
Cala de Sant Vicent
Foto da Promoción Turística de Ibiza

La costa settentrionale ospita cale per tutti i gusti, da quelle con tutti i servizi fino a quelle nascoste sotto le scogliere, idonee per chi desidera allontanarsi dal trambusto o praticare nudismo. Le spiagge di Port de Sant Miquel, Cala de Sant Vicent, S’Arenal Gran, S’Arenal Petit e Port de Portinatx hanno attrezzature, ristoranti, negozi e noleggi d’attività acquatiche, che le rendono una scelta molto adeguata per le famiglie. È anche molto popolare Benirràs, grazie al suo ambiente hippy, i suoi tramonti e la singolarità del paesaggio delle sue casette dei pescatori con l’isolotto Cap Bernat.
Le restanti cale di Sant Joan sono perfette per chi non ha bisogno di servizi o per chi vuole semplicemente a portata di mano un chiosco per poter noleggiare lettini e ombrelloni: Cala de Xarraca, Cala des Xuclar, Cala d’en Serra, S’Illot des Renclí, Es Pas de s’Illa e Caló des Moltons.



Siviglia: tutto quello che dovete sapere sulla città più bella del mondo

Non ho mai avuto dubbio alcuno: dal momento in cui ho messo piede a Siviglia la prima volta è stato amore folle.
Immaginatevi quando ho scoperto di aver vinto una borsa di studio Europea che mi avrebbe permesso di vivere e lavorare qui per 6 mesi, come mi sono sentito!
Poter esplorare questa città divina, viverla a fondo ogni istante e scoprire ogni suo angolo, assaggiando la deliziosa cucina andaluza, quella che da sempre metto al vertice delle mie preferenze culinarie.

Siviglia vanta un clima divino, soprattutto se siete amanti del caldo. A Siviglia si contano circa 3.000 giorni di sole l’anno ma quando piove, piove davvero, quindi preparatevi a grandi giornate di sole ma anche a rari ma potenti temporali.

I monumenti della città

Il capoluogo andaluso conta ben tre monumenti inseriti nella lista dei patrimoni dell’UNESCO:

  • La Catedral è una delle più grandi cattedrali gotiche del mondo occidentale e la terza della Cristianità dopo San Pietro del Vaticano e San Paolo di Londra.
    La Giralda, con i suoi 100 metri di altezza, è il minareto della vecchia moschea, abbattuta per far posto alla catedral e simbolo della città.
  • Il Real Alcázar è il palazzo reale in uso più antico d’Europa. È un gruppo di edifici costruiti in diverse epoche storiche le cui origini risalgono al X secolo.
  • L’Archivio delle Indie è uno degli archivi storici piùimportanti del Paese, con circa 43.000 documenti relativi alla scoperta e alla colonizzazione dell’America.
Foto di nathan618 da Pixabay

I monumenti di Siviglia sono in ogni angolo della città e, se avete tempo di visitarla con calma, potete scoprirli tutti.
A mio modo di vedere, le bellezze di Siviglia risiedono nel poter uscire tutte le sere con un clima mite, passeggiando tra le magnifiche vie della città o lungo il Guadalquivir, passando a fianco della Torre dell’Oro, una torre a 12 lati costruita in quel punto, proprio per controllare meglio gli accessi che avvenivano dal fiume in passato.

Il primo vero monumento in cui mi imbattei cercando una stanza in città fu però Calle Verde, una strettissima via non sempre annoverata tra i maggiori monumenti di Siviglia e, sicuramente trascuratissima dai turisti di tutto il mondo. Percorrendo Calle Verde avrete la sensazione di poter allargare le braccia e poter toccare entrambe i muri ai vostri lati…Senza contare il fresco ( per Siviglia chiaramente!) che c’è rispetto ad altre parti della città, dove il sole cocente batte senza trovare l’ostacolo delle case.
I ricordi più vivi della vita passata nella capitale andalusa li associo però a Las Setas in Plaza de la Encarnación, una grande costruzione che funge da parasole per la piazza stessa.
Da qui passa tanta vita di Siviglia e prima o poi vi ritroverete a fermarvici o a passare anche voi.
Garantito!

Potete perdervi tra le vie e le piazze di Santa
Cruz
, l’antico quartiere ebraico o godervi la passeggiata
nel Parco di Maria Luisa con la spettacolare Piazza di
Spagna
. Non mancate nemmenol’Ospedale della
Santa Caridad o la Plazas de Toros de la Maestranza
(con il Museo Taurino); Se amate il barocco potete immergervi nell’Ospedale de los Venerables o
visitare le belle case-palazzo sivigliane che contengono
innumerevoli opere d’arte, come il Palacio de las
Dueñas
(de la Casa de Alba), la Casa di Pilatos (de la
Casa Ducal de Medinaceli) o il Palacio de la Contesa
di Lebrija
.

Gastronomia Sivigliana/andalusa

Croquetas de jamon
Image by Shutterstock

Non so se possiate capire quanto sia buona la cucina andalusa. Da turista l’avevo amata e apprezzata tantissimo, ma quando ho cominciato a scoprire i localini e i ristorantini più tradizionali, ho trovato gusti e sapori ancora più buoni di quanto potessi immaginare.
Non me ne vogliano i miei connazionali, ma per gusti personali ritengo la cucina andalusa la migliore al mondo, seguita da quella greca e poi quella italiana ( spero nessuno si offenda troppo per questa medaglia di bronzo).

La colazione col cafè con leche, tostada con jamon serrano e qualche volta un bicchiere di zumo de Naranja ( succo di arancia), erano per me il miglior modo per iniziare le giornate fuori casa ( quando facevo colazione fuori).
Il Jamon serrano è qualcosa di divino che nemmeno potete immaginare e, se volete, potete farvi mettere un po’ di olio di oliva sul pane che vi servono per colazione.
Inutile dire che Spagna, Grecia e Italia si contendono lo scettro per il miglior olio di oliva e, non essendo un esperto, non saprei quale sia il migliore. Semplicemente credo siano tutti divini a modo loro. Provateli in viaggio se ne avete l’occasione.
Non mi soffermerò nemmeno un secondo sulla paella perchè credo sia diventato un piatto troppo turistico e forse alcune zone di Valencia potrebbero essere più adatte a provarla piuttosto che Sevilla.

La varietà di Tapas , così come i locali in città è davvero infinita. A Sevilla si esce tutte le sere perchè, clima a parte, potete mangiare e bere qualcosa con pochissimi soldi ( parlo del periodo pre-pandemia quando ho vissuto lì).
Il bello è poter stare in compagnia e assaggiare gusti diversi provando piatti leggeri e gustosi. Se poi volete “sfondarvi”, potete mangiare qualcosa di pesante o provare 20 tipi di tapas in una sera.
La mie tapa preferita è la croquetas ( de jamon), ma vi assicuro che nei mesi passati a Sevilla ne ho provate tantissime e buonissime.
Persino le caracoles ( lumache) che all’apparenza potrebbero apparire disgustose, sono in realtà buonissime!
Il top del top, quando comincia a far caldo, diventano piatti come il gazpacho andaluz, una specie di zuppa fredda a base di verdure. Un mio coinquilino di Almeria ne portava vassoi pieni il lunedì quando tornava da casa.
Non potete capire com’era quello fatto dalla mamma andalusa! Se ci penso piango dall’emozione!
Nonostante tutto, credo di non aver fatto in tempo a provare tutto quanto, perchè la gastronomia andalusa, racchiude così tante specialità che serve una vita intera per provare tutto…e magari una mamma e una nonna che ti cucinino ogni cosa sin da quando sei piccolo!

Anche il reparto enologico non si fa certo mancare nulla: a Siviglia dovete assolutamente provare il tinto de verano, una bevanda fredda a base di vino rosso con l’aggiunta di soda, ghiaccio e, se lo chiedete anche di lemon ( limone). In genere nei locali più turistici te lo servono così com’è, in quelli più “tradizionali” ti chiedo se vuoi il limone.
Il rebujito forse non lo conoscono tutti. Già, perchè in genere si consuma ( anche troppo) durante la Feria de Abril o in altri eventi in giro per l’Andalusia. Il rebujito è fatto con vino bianco secco e gazzosa e, durante la Feria viene servito ai tavoli in caraffe di vetro. Inutile dire che è talmente buono che non è necessario essere degli alcolizzati seriali per farne fuori in grandi quantità.
Ma poi si balla, si ride, si mangia, si cammina…e un po’ si smaltisce prima che arrivi notte…


Il Flamenco

Photo by Matthew Waring on Unsplash

Il flamenco, nato e cresciuto in alcuni quartieri di Siviglia, come Triana e Alameda, è stato dichiarato dall’UNESCO patrimonio immateriale dell’umanità.
A Siviglia molte persone ballano spontaneamente per strada, raccogliendo l’attenzione dei turisti e della gente. Non vi sarò comunque difficile, passeggiando di sera, notare che in alcuni locali il flamenco diventa un’attrazione primaria.
In altri locali meno turistici e più in disparte, è un po’ un’arte sopraffina e quasi segreta, ma ci vuole tempo e magari qualche conoscenza affinchè li scopriate e ne possiate godere la vera bellezza.
Uno dei più importanti eventi di flanco sivigliani è senza dubbio la Bienal de Flamenco, un festival che si svolge ogni due anni.

Gli eventi

Immagine di Luis Francisco Pizarro Ruiz da Pixabay

Siviglia è una città ricca di eventi e cose da fare. Credo di aver passato in casa solo lo stretto tempo necessario per dormire perchè c’era sempre l’occasione per uscire, partecipare a eventi o solo vedere qualcosa nei dintorni.
Il mare e le spiagge non distano molto e a inizio aprile già rischiate di prendervi una bella scottata in spiaggia se non state attenti!
Nei giorni in cui non lavoravo o non avevo programmi particolari, controllavo gli eventi in città su questo sito e, pian piano, lo ammetto, sono diventato un po’ abitudinario, specie le domeniche pomeriggio quando andavo a rilassarmi con un bicchiere fresco di tinto de verano ascoltando musica al di là del Guadalquivir.

Gli eventi più assurdi a cui ho assistito sono stati due in particolare che, in questo periodo di pandemia probabilmente sono stati spostati o cancellati ( quindi verificate prima di partire).
La Semana Santa è qualcosa di pazzesco perchè vedrete ma soprattutto sentirete gente spostarsi per tutta la città per diversi giorni. Persone incapucciate e coloratissime invadono le vie della città ( ognuno ha il suo quartiere) accompagnate da bande rumorosissime.
Tutti scendono in strada ad assistere e la folla media che vi si presenterà davanti è quella di un concerto dei Queen a Wembley a fine anni ’80…

Non da meno è la Feria de Abril. Non fosse che almeno ci si siede, si mangia e si beve.
Ai tempi vivevo a Siviglia ma insegnavo in una scuola di Dos Hermanas, il paese più grande del circondario sivigliano. Per questo motivo decisi di fare entrambe le Ferie de Abril. Ebbi però il buon senso di non mangiare e bere a quella di Sevilla. Non credo che il mio fegato avrebbe sopportato due eventi così vicini.
Alla Feria si va vestiti bene, si mangia divinamente e se siete capaci potete anche ballare…In genere siete invitati alle casetas e lì vi sedete a tavola con i vostri amici.
A Siviglia ci sono tantissime casetas private dove si entra solo con l’invito e altre aperte a tutti, mentre a Dos Hermanas ricordo molte più casetas aperte.
Tenete sempre presente che durante questi eventi tutti gli hotel di Siviglia sono strapieni, quindi prenotatevi con largo anticipo e organizzatevi.

Perchè andare a Siviglia

Foto di Yanko Peyankov da Pixabay

Ora.
Non so voi, ma credo che Siviglia al di là di tanta bellezza monumentale, possegga un fascino tutto particolare. I suoi abitanti cordiali e ospitali che in 6 mesi mi hanno fatto sentire sempre a casa, anche se da casa distavo centinaia di chilometri.
I miei studenti che mi invitavano a uscire quasi ogni sera, i colleghi gentili e la gente meravigliosa in tutta l’Andalusia.
Non ci vuole molto a capire che, nonostante qualche difetto, la vera bellezza di una città come Siviglia, in realtà risieda nella gente che la abita, nella bontà e nella genuinità dei prodotti della sua gastronomia e nel bello di poter stare in una città dove poter incontrare gli amici la sera è importante almeno quanto doversi alzare il giorno dopo per andare al lavoro.
Di Siviglia ho apprezzato questo: il fatto che si pensasse a godersi il tempo libero, pur sapendo che c’erano anche gli impegni da mantenere.
In altre città non funzionava esattamente così…
..e non si mangiava nemmeno così bene 😉