Ani: la ghost town turca protetta dall’UNESCO

Ani un tempo era una vivace città commerciale situata lungo la Via della Seta. Ciò che ne resta oggi si trova nella regione del Kars , in Turchia, ma un tempo era la capitale regno armeno che comprendeva gran parte dell’attuale Armenia e della Turchia orientale.

Le prime persone arrivarono qui attorno al 3000 a.C. e trovarono un luogo sicuro in cui stabilirsi , sentendosi protetti dalle gole profonde create dal fiume Akhurian. Ani ha poi visto passare 23 civiltà e dinastie diverse nel corso dei secoli ed è stata saccheggiata e distrutta fino ai giorni nostri, dove vandali e qualcuno di passaggio ancora si diletta a rovinare ciò che ne resta.

Solo dal luglio del 2010 l’UNESCO l’ha inclusa nella lista dei suoi patrimoni e, per i pochi edifici rimasti in questa città fantasma, c’è speranza di poter sopravvivere nel tempo, preservando una storia che dura da secoli.

La Chiesa di San Gregorio di Tigran Honents, ad Ani, Turchia
Foto di Marco Tomasini da Shutterstock

Ani emana una bellezza autentica anche oggi, nonostante sia rimasto poco della capitale di un tempo. Le stagioni diverse regalano colori sempre vivi e, a differenza di altri siti archeologici o ghost town turistiche, qui non troverete grandi folle di turisti, ma solo persone attratte dal senso di avventura e dal luogo speciale.

Gli edifici di Ani sono costruiti in basalto vulcanico della zona, che si presta bene all’uso, ha poteri isolanti e colori che variano dal rossastro al nero. L’edificio più importante di Ani è la cattedrale, danneggiata gravemente dal terremoto del 1319 e da un’invasione mongola. Sparsi tra i prati e le colline risiedono edifici che necessitano comunque di una visita. Considerate che sulla via principale ( turistica) ne troverete alcuni dei più importanti come la moschea e le tre chiese( Santissimo Salvatore, San Gregorio e Santo Redentore), ma se volete esplorare le colline attorno per scoprire tutta l’antica città, forse dovreste prendervi qualche ora in più.

Arrivare ad Ani

Per arrivare ad Ani è necessario innanzi tutto raggiungere Kars da Ankara o da dovre preferite. Una volta arrivati a Kars si può scegliere tra i diversi tours giornalieri offerti dalle varie agenzie oppure potete cercare qualche autobus locale che può portarvi fino al sito archeologico attraverso una strada di circa 42 km.
In alternativa potete noleggiare un auto e ammirare con ancora più calma il paesaggio rurale.

Ani: the Turkish ghost town protected by UNESCO

Ani was once a bustling trading town located along the Silk Road. What remains of it today is found in the Kars region of Turkey, but it was once the capital of Armenian kingdom that encompassed much of present-day Armenia and eastern Turkey.

The first people arrived here around 3000 BC. and they found a safe place to settle, feeling protected by the deep gorges created by the Akhurian River. Ani has then seen 23 civilizations and different dynasties pass over the centuries and has been sacked and destroyed to the present day, where vandals and someone passing by still delight in ruining what remains of it.

Only since July 2010 has UNESCO included it in the list of its heritage and, for the few buildings left in this ghost town, there is hope of being able to survive over time, preserving a history that has lasted for centuries.

The Church of St Gregory of Tigran Honents, in Ani, Turkey
Photo by Marco Tomasini from Shutterstock

Ani exudes authentic beauty even today, despite little left of the former capital. The different seasons always give vivid colors and, unlike other archaeological sites or tourist ghost towns, here you will not find large crowds of tourists, but only people attracted by the sense of adventure and the special place.

Ani’s buildings are constructed from the area’s volcanic basalt, which lends itself well to use, has insulating powers and colors ranging from reddish to black. The most important building in Ani is the cathedral, which was badly damaged by the 1319 earthquake and a Mongol invasion. Scattered among the meadows and hills are buildings that still need a visit. Consider that on the main (tourist) street you will find some of the most important such as the mosque and the three churches (Most Holy Savior, St. Gregory and Holy Redeemer), but if you want to explore the hills around to discover the whole ancient city, maybe you should take a few more hours.

Getting to Ani

To get to Ani it is first of all necessary to reach Kars from Ankara or wherever you prefer. Once you arrive in Kars you can choose between the different daily tours offered by the various agencies or you can look for some local bus that can take you to the archaeological site via a road of about 42 km.
Alternatively, you can rent a car and admire the rural landscape even more calmly.

10+ 3 cittadine europee abbandonate che solo un viaggiatore solitario veramente coraggioso dovrebbe visitare



Può capitare che, tra un viaggio e l’altro, ci venga voglia di tentare la fortuna e di organizzare qualcosa di un po’ più emozionante del solito. Sai, viaggiare da soli può significare qualche imprevisto in più ma, se per un motivo o per l’altro decidiamo di allontanarci da tutto e da tutti, ecco alcune città o paesini in giro per l’Europa che solo i più coraggiosi dovrebbero visitare viaggiando da soli.

Si tratta di alcuni villaggi che per vari motivi (eventi geologici, guerre o altro), sono stati evacuati e mai riportati allo stato originario. Gli abitanti sono stati trasferiti in massa in nuovi insediamenti vicini e ora solo curiosi , fotografi e fauna selvatica vagano qui.

1.Oradour sur Glane: Questo villaggio francese non lontano da Limoges è ricordato per un massacro avvenuto il 10 giugno 1944, durante la seconda guerra mondiale. Qui hanno perso la vita 642 persone e, da allora, qui è stato allestito solo un museo della memoria. Tutto il resto è in stato di abbandono.
Se decidi di venire qui, ricorda cosa è successo e che rimane ancora un luogo della memoria.

Auto distrutta a Oradour Sur Glane (Photo by Guitou60 from Adobe stock Photo)

2.Doel, in Belgio, ha una storia molto particolare: fino agli anni ’70 contava un migliaio di abitanti ma con il nuovo progetto di ampliamento del porto di Anversa si decise di iniziare qui la demolizione delle case. Tuttavia, ci sono ancora alcune centinaia di “dissidenti” che non vogliono sapere di vendere la loro casa e, oggi, Doel è diventato il villaggio della street art e dei murales. Così rimangono finestre e porte chiuse e pareti piene di disegni incredibili. Forse una visita qui potrebbe valere qualche ora del tuo viaggio se sei appassionato di street art

Doel: facciata di una casa abbandonata (Photo by Ronny from Adobe stock Photos)

3. Pripyat ha una storia molto speciale. Fu evacuata dopo il disastro di Chernobyl, il noto incidente alla centrale nucleare del 26 aprile 1986 che inizialmente causò 65 morti. Pripyat è ora visitabile grazie ad alcuni tour operator di Kiev che qui organizzano escursioni.
Sulla via del ritorno, se proprio non resisti all’idea di visitare questo luogo desolato, ci sono ancora molti controlli sulle radiazioni. Sembra addirittura che poche centinaia di abitanti siano riusciti a sfuggire ai controlli e ora risiedano stabilmente qui.

Pripyat: Autoscontri abbandonati-Photo by Robert Armstrong from Pixabay


4.Se è già difficile pensare di andare alle Isole Svalbard (da soli o in compagnia), cercare di arrivare a Pyramiden potrebbe rivelarsi affascinante ma alquanto proibitivo. Fondata come città mineraria nel 1910, Pyramiden porta questo nome a causa della forma della montagna alle sue spalle. Nel 1998 è stata abbandonata dagli ultimi minatori russi dopo essere stata utilizzata per anni da diverse compagnie minerarie. Dal 2011 sembra essere stata nuovamente abitata a scopo turistico. Se non ti piace l’idea di venire qui per incontrare orsi, uccelli, animali selvatici e qualche uomo, però, sappi che alle Isole Svalbard puoi visitare altre 3 città fantasma:
-Advent City
-Grumantbyen ( foto sotto)
-Colesbukta
… se non verrai mangiato prima da un orso polare…

Grumant settlement at Svalbard, Spitzbergen

5. Belchite,in Spagna, fu anch’essa distrutta da una guerra. Siamo nel periodo della guerra civile spagnola e il 22 agosto 1937 quando iniziò un assedio che finirà solo all’inizio di settembre. Belchite sarà completamente distrutta e qui rimarrà solo un monumento degli eroi. Successivamente qui verranno girati alcuni film. Ma quello che vedete nella foto sotto è ciò che resta del centro storico della città.

a view of the remains of the old town of Belchite, Spain, destroyed during the Spanish Civil War and abandoned from then, highlighting the San Martin de Tours church

6.Craco è un piccolo comune della provincia di Matera in Italia e negli anni ’50 iniziò a spopolarsi a causa di una frana che mise in pericolo la stabilità delle sue case. All’inizio degli anni ’80 Craco divenne un paese fantasma anche se oggi è una vera e propria meta turistica e in alcune occasioni anche un set cinematografico. Sicuramente una meta alla portata anche dei più timorosi.

Un asinello bruca con l sullo sfondo Craco, la ghost town

7. Dvigrad è una città croata medievale chiamata anche Due Castelli. La sua storia è stata costellata di battaglie e continui assedi ai quali ha spesso resistito grazie alle sue fortificazioni ma, solo nel 1715, a seguito di una forte epidemia di malaria, anche gli ultimi abitanti furono costretti ad abbandonare

Immagine aerea di Dvigrad

8.Poche informazioni su Jantuha, città dell’Abkhazia, una delle repubbliche autonome in cui è divisa la Georgia (ex Unione Sovietica), ma è certo che guardando l’immagine probabilmente anche il più impavido dei viaggiatori solitari troverebbe difficile entrare in un luogo così desolato e abbandonato. Non vi ricorda una scena del film “Eurotrip”?

Abandoned mining ghost-town Jantuha, Abkhazia. Destroyed empty houses, the remains of the cars, remnant of The Georgian-Abkhazian war

9.Questo è un vero gioiello e, anche se sconsigliamo di dormire la notte, merita sicuramente una visita. Kayakoy è un villaggio in stile greco completamente abbandonato che si affaccia sul Mar Egeo ma sorge, o meglio sorgeva un tempo, sulle coste turche.
Gli abitanti ora vivono nella valle e il turismo qui non manca di certo grazie a questi splendidi ruderi immersi nel verde. Per tutti i tipi di viaggiatori.

Kayakoy

Ten. Irbene and Skrunda-1 In Lettonia ci sono due basi militari russe con radar giganti anch’essi abbandonati. Se volete fare una vacanza al mare qui non siamo molto lontani dai freschi mari del Nord Europa e, a giudicare dalle foto, già all’interno del sito abbandonato si possono vedere alcune dune di sabbia. Ci sono anche alcuni hotel nella zona.
Pensateci!

Foto: Edijs Pālens, http://www.edijsfoto.lv

Kolmanskop, le incredibili foto della città fantasma sommersa dalla sabbia del deserto del Namib


Questo fine settimana mi è venuta la voglia di città fantasma e, dopo l’articolo di ieri, ho deciso di rispondere con questo, che però parla solo di un luogo in particolare. Avevo trovato molte informazioni in giro. Così tante che non potevo limitarle a un solo continente. Dopotutto, quando si viaggia o si organizza un viaggio, le idee vengono sempre fuori.

Tra storia e leggenda

Sembra che il nome di questo villaggio risalga ad un certo John Coleman, un trasportatore che durante una tempesta di sabbia rimase bloccato con il suo carro davanti a quello che sarebbe poi diventato un giorno questo insediamento. La traduzione di Kolmanskop dall’afrikaans (lingua germanica presente nell’Africa meridionale) significa Capo di Coleman, che legherebbe l’evento al nome della città fantasma.


Nel 1908, quando fu costruita la ferrovia tra Luderitz e Ketmanshoop, Kolmanshop era solo una piccola stazione ferroviaria. Fu in quel periodo che un ferroviere trovò una pietra lucida in questa zona e la portò al suo caposquadra. Quest’ultimo, un certo August Stauch, era un mineralogista a tempo perso e aveva ordinato ai suoi operai di portargli qualsiasi pietra particolare che avessero trovato nella zona. Stabilito con il suo futuro socio in affari Sohnke Nissen (un ingegnere minerario) che questa prima pietra era un diamante, si assicurò la proprietà avviando l’estrazione di diamanti per gli anni a venire.

La vecchia ferrovia che passa attraverso la città abbandonata di Kolmankop

Sebbene i due nuovi soci in affari non avessero gridato troppo alla nuova scoperta, la notizia si diffuse presto e Kolmaskop diventò una delle mete preferite per avventurieri e cercatori di diamanti di tutto il mondo. Già nel 1911 a Kolmaskop fu fornita elettricità e furono costruiti una scuola, un casinò, un teatro e una pista da bowling. Fu costruito anche un ospedale che aveva la prima macchina a raggi X in tutta l’Africa meridionale e che probabilmente serviva a verificare che gli operai non ingerissero i diamanti!

Vista del villaggio abbandonato

Con l’inizio della prima guerra mondiale, nel 1914 la produzione in queste zone fu quasi completamente eliminata e con essa terminò l’era tedesca. Poi nel 1928 furono scoperti nuovi siti a sud di Luderitz mentre qui le miniere si stavano gradualmente esaurendo. Dal 1938 iniziarono a portare via tutti i macchinari e pian piano Kolmanskop fu abbandonata, lasciando spazio all’avanzata del deserto.

Un fotografo”cattura” una scena all’interno di un edificio ricoperto di sabbia

L’ultimo abitante lasciò Kolmaskop alla fine degli anni ’50

Humberstone: the ghost town lost in the Atacama Desert


If you are thinking of a trip to South America and you have not yet included this destination, perhaps you are forgetting something.

Humberstone is definitely a place of charm and history to visit if you are a lover of mystery and silence. It was born in 1872 with the aim of producing saltpetre at a time when the demand for nitrates was growing.
In a short time it becomes a small town / factory where workers settle, new buildings are created and, over time, cinemas, swimming pools and a church are built.

Abandoned houses of a deserted street in Humberstone, Atacama Desert, Chile

With the Great Depression of 1929, however, many things changed. All the wealth created with saltpeter collapses in a short time so that Humberstone and the factories in the area go bankrupt. Since 1960 the workers drop out Humberstone gradually and here becomes the ghost town we can see today.

Despite this, Humberstone became a national monument in 1970 and a UNESCO heritage site in 2005.
UNESCO highlights the great cultural riches of this place starting from the great work of the workers and their life itself (language and culture in the first place).
In the lost city you can also admire a theater where Mexican films and various operettas were presented. The factory town square is still open to tourists and the curious, as is a café.
But the charm of letting yourself go to the silence of a city so rich in history and past life immersed in the desert is unparalleled.

The absurd photographic journey through the ghost towns of Abkhazia


Overlooking the Black Sea, Abkhazia now has about 240,000 inhabitants distributed in semi-abandoned cities around the country. Here, between 1992 and 1993 a war for independence was fought which effectively destroyed a region rich in natural and mining beauties.

About 35,000 people lost their lives in the war and many more were forced to leave. Left the vacuum, Abkhazia only obtained the recognition of an independent state by Russia and some countries belonging to the United Nations in 2008.

Jantuha, Abkhazia, abandoned mining ghost town. Empty houses destroyed, the remains of cars, remnants of the Georgian-Abkhaz war

What in the past was a place inhabited by miners who, over time, had built a family and a house, has now become a ghostly landscape. Some families strongly attached to their cities and memories of yesteryear still reside in the semi-empty buildings.

Ruined school in the ghost mining town of Akarmara, aftermath of the war in Abkhazia, aerial view from the drone.


Passing through Polyana (cover photo), up to Jantuha and Akarmara (photo above), the landscape does not seem to change: huge buildings, abandoned cars and a few people around. The capital Sukhumi (photo below), which bears the marks of some battles, certainly has the appearance of a more lived-in and modern city than the rest of the country.

SUKHUM, ABKHAZIA – : – Council of Ministers building, Sukhum, Abkhazia. The palace was destroyed during the Georgian-Abkhazian conflict of 1992-1993

Sometimes some tourists come here. For some inhabitants who, behind the wounds of the war, still see the beauties of nature and the territory, it could be a good point to start over.

Kolmanskop, the incredible photos of the ghost town submerged by the sand of the Namib desert


This weekend I got the craving for ghost towns and, after yesterday’s article, I decided to reply with this one, which however only speaks of a particular place. I had found a lot of information around. So many that I couldn’t limit them to just one continent. After all, when you travel or organize a trip, ideas come up all the time.

Between history and legends

It seems that the name of this village goes back to a certain John Coleman, a hauler who during a sandstorm got stuck with his cart in front of what would later become the same day settlement. The translation of Kolmanskop from Afrikaans (Germanic language present in southern Africa) means Cape of Coleman, which would link the event to the name of the ghost town.


Back in 1908, when the railway between Luderitz and Ketmanshoop was built, Kolmanshop was just a small train station. It was around this time that a railway worker found a shiny stone in this area and brought it to his foreman. The latter, a certain August Stauch, was a spare-time mineralogist and had ordered his workers to bring him any particular stone they had found in the area. Established with his future business partner Sohnke Nissen (a mining engineer) that this first stone was a diamond, he secured the property by starting diamond mining for years to come.

The ancient railway that passes through the Ghost town of Kolmankop

Although the two new business partners hadn’t shouted the new discovery too much, the news soon spread and Kolmaskop became a favorite destination for adventurers and diamond seekers from all over the world. As early as 1911, electricity was supplied to Kolmaskop and a school, a casino, a theater and a bowling alley had been built. A hospital was also built which had the first X-ray machine in all of southern Africa which probably served to verify that the workers did not swallow the diamonds!

An overview of the abandoned village

With the beginning of the First World War, in 1914 production in these areas was almost completely eliminated and with it the German era ended. Then in 1928, new sites were discovered south of Luderitz while here the mines were gradually running out. From 1938 they began to take away all the machinery and slowly Kolmanskop was abandoned, leaving room for the advance of the desert.

A photographer captures the inside of a building submerged in sand

The last inhabitant left kolmaskop in the late 1950s

10+ 3 abandoned European villages that only a truly brave solo traveler should visit



It may happen that, between one trip and another, we feel like trying our luck and organizing something a little more exciting than usual. You know, traveling alone can mean a few more unexpected events but, if for one reason or another we decide to get away from everything and everyone, here are some cities or villages around Europe that only the bravest should visit traveling alone.

These are some villages that for various reasons (geological events, wars or more), have been evacuated and never returned to their original state. The inhabitants have been relocated en masse to new nearby settlements and now only onlookers, photographers and wildlife roam here.

1.Oradour sur Glane: This French village not far from Limoges is remembered for a massacre that took place on June 10, 1944, during the Second World War. Here 642 people lost their lives and, since then, only a museum of memory has been established here. Everything else is in a state of neglect. If you decide to come here, remember what happened and that it still remains a place of memory.

Wrecked car in Oradour Sur Glane (Photo by Guitou60 from Adobe stock Photo)

2.Doel, in Belgium, has a very special history: up to the 1970s it had a thousand inhabitants but with the new project to expand the port of Antwerp it was decided to start demolishing houses here. However, there are still a few hundred “dissidents” who do not want to know about selling their house and, today, Doel has become the village of street art and murals.
So there remain closed windows and doors and walls full of incredible drawings. Maybe a visit here could be worth a few hours of your trip if you are passionate about street art

Doel: facade of an abandoned house (Photo by Ronny from Adobe stock Photos)

3. Pripyat also has a very special history. It was evacuated after the Chernobyl disaster, the well-known accident at the nuclear power plant on April 26, 1986 that initially caused 65 deaths. Pripyat, evacuated after the disaster, can now be visited thanks to some Kiev tour operators who organize excursions here. On the way back, if you just can’t resist the idea of visiting this desolate place, there are still many radiation checks. It even seems that a few hundred inhabitants managed to escape control and now reside permanently here.

Pripyat: Abandoned bumper cars-Photo by Robert Armstrong from Pixabay


4.If it is already hard to think of going to the Svalbard Islands (either alone or with others), trying to get to Pyramiden could prove to be fascinating but somewhat prohibitive.
Founded as a mining town in 1910, Pyramiden bears this name due to the shape of the mountain behind it. In 1998 it was abandoned by the last Russian miners after being used by several mining companies for years. Since 2011 it seems to have been inhabited again for tourist purposes. If you do not like the idea of coming here to meet bears, birds, wild animals and some humans, however, know that on the Svalbard Islands you can visit 3 other ghost towns:
-Advent City
-Grumantbyen ( photo below)
-Colesbukta
… unless a polar bear eats you first

Grumant settlement at Svalbard, Spitzbergen

5. Belchite, in Spain, was also destroyed by a war. We are in the period of the Spanish Civil War and on 22 August 1937 a siege begins which will only end at the beginning of September. Belchite will be completely destroyed and only a monument of the heroes will remain here. Some films will also be shot after Belchite. But what you see in the photo below is what remains of the historic center of the city.

a view of the remains of the old town of Belchite, Spain, destroyed during the Spanish Civil War and abandoned from then, highlighting the San Martin de Tours church

6.Craco is a small town in the province of Matera in Italy and in the 1950s it began to depopulate due to a landslide that endangered the stability of its houses. At the beginning of the 80s Craco became a ghost town even if today it is a real tourist destination and even a film set on some occasions. Surely a destination within the reach of even the most fearful.

Craco: a donkey grazes the grass at the foot of the abandoned town

7. Dvigrad is a medieval Croatian city also called Due Castelli. Its history has been full of battles and continuous sieges which it has often resisted thanks to its fortifications but, only in 1715, after a strong malaria epidemic, even the last inhabitants were forced to leave

Aerial view of the abandoned village of Dvigrad

8.Not much information about Jantuha, a city in Abkhazia, one of the autonomous republics in which Georgia (formerly the Soviet Union) is divided, but it is certain that looking at the image probably even the most fearless of solitary travelers would find it difficult to enter such a desolate and abandoned place.
Doesn’t it remind you of a scene from the film “Eurotrip”?

Abandoned mining ghost-town Jantuha, Abkhazia. Destroyed empty houses, the remains of the cars, remnant of The Georgian-Abkhazian war

9.This is a real gem and, even if we don’t recommend sleeping at night, it’s sure to be worth a visit. Kayakoy is a completely abandoned Greek-style village that overlooks the Aegean Sea but stands, or rather once stood on the Turkish coasts. The inhabitants now live in the valley and tourism is certainly not lacking here thanks to these splendid ruins surrounded by greenery. For all types of travelers.

Kayakoy, Fethiye, Turkey

Ten. Irbene and Skrunda-1 in Latvia are two Russian military bases with giant radars that are also abandoned. If you want to take a beach holiday, here we are not very far from the fresh seas of Northern Europe and, judging by the photos, already inside the abandoned site, you can see some sand dunes. There are also some hotels in the area. Think about it!

Foto: Edijs Pālens, http://www.edijsfoto.lv