La Giornata della Terra e il nuovo video sul paesaggio creato dal vulcano di La Palma dopo l’eruzione

Per il quinto anno consecutivo si celebra la Giornata della Terra con un’attenta produzione audiovisiva che include i paesaggi meravigliosi e unici delle otto isole canarine, con un ruolo speciale dedicato al nuovo spazio creato dall’eruzione del vulcano Cumbre Vieja alla Palma. Con questo video si cercherà di raggiungere 5,2 milioni di persone, in particolare utenti di Internet che hanno un interesse particolare per le questioni ambientali e il turismo naturalistico.

La Giornata della Terra, che si celebra ogni 22 aprile, è diventata negli ultimi anni la scusa perfetta per mettere in risalto gli spazi naturali delle Isole Canarie che ora sono arricchiti dal neonato ambiente vulcanico della Palma. Questo nuovo paesaggio è chiamato a diventare una grande attrazione turistica che servirà a promuovere la ripresa economica dell’Isla Bonita.
La celebrazione di questo evento consolida il fatto che il marchio Islas Canarias è diventato un portabandiera per la difesa del territorio e l’unicità dei diversi paesaggi offerti dall’arcipelago, grandi attributi naturali della destinazione.
Con la celebrazione della Giornata della Terra negli ultimi anni, il marchio delle Isole Canarie mira a rafforzare nella mente dei turisti il ​​suo impegno nella difesa del territorio e dell’unicità dei paesaggi dell’arcipelago.

Per ottenere un maggiore successo nella comunicazione di questo messaggio, è stato segmentato il pubblico di destinazione in modo che il contenuto raggiunga gli utenti di Internet più interessati alle problematiche ambientali, al turismo naturalistico e alla scoperta dei paesaggi delle destinazioni che visitano.
Inoltre, si spera che questo video diventi virale sui social network grazie al messaggio emotivo trasmesso dagli ambienti naturali, dalla fauna e dalla flora delle otto isole. Quest’anno il video è stato realizzato anche in formato verticale per poterlo condividere sui rulli di Instagram e la sua replica su Facebook.
Il pezzo sarà trasmesso in dieci mercati: inglese, tedesco, francese, spagnolo, svedese, italiano, olandese, belga, irlandese e norvegese.

Gran Canaria: la bellezza unica di un’isola speciale

Gran Canaria è una delle 7 isole che compongono la Comunità Autonoma delle Canarie. Dista un migliaio di Chilometri da Cádiz, il porto europeo più vicino, e 210 chilometri dalle coste del Nord Africa.

381 mila dei suoi 855 mila abitanti vivono a Las Palmas di Gran Canaria,centro nevralgico e capoluogo dell’isola che, negli anni prima della pandemia, arrivava a ospitare quasi la metà dei turisti che viaggiavano sull’isola.
Se pensiamo che in condizioni normali Gran Canaria poteva accogliere qualcosa come 4 milioni e mezzo di turisti l’anno, si fa presto a capire che tipo di importanza abbia l’isola a livello planetario e quanto sia amata dai viaggiatori europei.
In genere sono i turisti tedeschi, inglesi, nord europei e spagnoli, quelli maggiormente attratti dalle bellezze di Gran Canaria.
Spiagge, sole, natura, gastronomia e possibilità di praticare sport all’aria aperta tutto l’anno, fanno di quest’isola una meta unica al mondo.
Negli ultimi tempi la possibilità di lavorare in smart working , ha aggiunto nuove frontiere al turismo di Gran Canaria.
8000 lavoratori da remoto vivono ormai sull’isola sfruttando la connessione ad internet ad alta velocità e la possibilità di integrarsi bene nelle comunità locali.
Per Gran Canaria significa ospitare talenti internazionali attirando, allo stesso tempo, una nuova forma di turismo.
I professionisti che decidono di venire a lavorare sull’isola sono tedeschi, inglesi, americani, italiani e francesi che decidono di fermarsi a Gran Canaria per almeno 2 mesi.

Praticare Sport


  percorso GC-200 a Gran Canaria
Percorso GC-200 a Gran Canaria
Foto di Polina Rytova da Unsplash

Il clima delle isole Canarie in genere, favorisce le attività sportive all’aria aperta. In particolare a Gran Canaria, si contano 7 campi da golf tra i quali è necessario menzionare il Real Club de Golf di Las Palma, il più antico di tutta la Spagna, la cui nascita risale al 1891.
I paesaggi spettacolari dell’isola danno inoltre la possibilità di praticare escursioni e trekking tra scenari incredibili: immaginate solamente cosa possa essere una semplice ma salutare camminata tra le dune di Maspalomas o un trekking su Roque Nublo.

Dunas de Maspalomas
Dunas de Maspalomas
Foto di Klaus Stebani da Pixabay

Immaginate poi il litorale e il mare, dove potete scegliere tra differenti sport d’acqua: dalla pesca sportiva, passando per il surf, il wind surf o il kite surf, la vela, le immersioni subacquee e tanto altro.
Il ciclismo trova a Gran Canaria un ottimo riscontro anche da parte di squadre di professionisti non solo per l’ottimo clima che, anche in inverno, permette agli atleti di allenarsi con climi primaverili, ma grazie a strade sinuose e ben tenute nell’interno e viste spettacolari lungo la costa.

Gastronomia

Vassoio con assortimento di pesce e frutti di mare in un ristorante sulla costa di Gran Canaria, Isole Canarie
Gran Canaria: vassoio con assortimento di pesce e frutti di mare sul litorale
Foto Shutterstock

Dunque.
Quando si parla di Spagna, mare, climi miti e buon cibo non so mai da dove cominciare.
I piatti di pesce e i ristoranti sulla costa tanto per non allontanarci troppo dalla foto sopra. Ma anche e soprattutto prodotti locali della terra e vini di denominazione di Origine controllata.
I sapori di Gran Canaria sono originali e naturali, sia che vengano dal mare che dalla terra.
Le Patatas arrugadas, il sanchocho e molte varietà di stufati rappresentano solo alcuni dei sapori tipici dell’isola da provare assolutamente.
Nella Valle di Agaete si coltiva l’unico caffè prodotto in Europa; la Bodega Arehucas Rum è la più grande e antica del suo genere in tutto il continente europeo.
Gran Canaria fa anche parte del progetto di Saborea España, nato per mettere in risalto i prodotti e gli ingredienti dei piatti locali, nonché le doti degli chef che cucinano nei ristoranti dell’isola.

Un patrimonio storico e naturale

Cenobio de Valerón
Cenobio de Valerón
Foto Shutterstock

Gran Canaria ha caratteristiche climatiche uniche grazie alle sue vette che raggiungono altitudini massime superiori ai 1900 m slm.
Questo fa si che sia stata definita come un continente in miniatura e dichiarata dall’UNESCO come Riserva della Biosfera, merito dello sviluppo sostenibile del suo ambiente e della conservazione delle specie che vivono sull’isola.

Se i turisti che visitano Gran Canaria la scelgono per il clima, il mare e le spiagge, è indiscutibile che il patrimonio storico e naturale dell’isola non ha eguali al mondo.
Le piscine naturali a Guía, la Riserva Speciale di Los Tilos de Moya, l’unica foresta di alloro rimasta a Gran Canaria, il Museo della Grotta Dipinta e il Parco Archeologico, le spiagge e le ripide scogliere intorno ad Agaete, il centro storico di Arucas, i boschi intorno a Osorio a Teror e la gola di Azuaje a Firgas.
Come non citare poi Il Parco Rurale di Nublo e la Riserva Naturale Speciale delle Dune di Maspalomas che sono probabilmente le attrazioni più
rappresentative delll’isola.

Roque Nublo
Roque Nublo
Foto di Mandy Schneider da Pixabay

Gran Canaria offre poi vari siti archeologici da non perdere per nessun motivo al mondo, come il Cenobio de Valerón (Santa María de Guía), il Centro Visitatori Roque Bentayga (Tejeda), il Parco Archeologico di Maipés (Agaete), la Necropoli di Arteara ( San Bartolomé de Tirajana), Cañada de Los Gatos (Mogán), il Centro Visitatori del Burrone Guayadeque (Agüimes) e il Centro Visitatori La Fortaleza (Santa Lucia di Tirajana).

Gran Canaria è stata dichiarata inoltre “Destinazione turistica
Starlight” dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per
l’istruzione, la scienza e la cultura (UNESCO). L’Astro turismo
è uno dei progetti di punta di Gran Canaria, e si è lanciato alla
conquista dei suoi spettacolari cieli notturni combattendo
contro la contaminazione della luce, nel tentativo di ripristinare
il diritto all’osservazione delle stelle. L’isola desidera recuperare la qualità dei cieli che gli aborigeni erano soliti vedere, con indicatori astronomici unici, diversificando la gamma di offerte turistiche e aprendo nuove finestre di conoscenza.
A tal fine, questa difesa dei cieli su Gran Canaria è diventata
la spina dorsale dell’intervento delle autorità dell’isola, mentre
molti si stanno impegnando affinché l’originario insediamento
archeologico di Risco Caído, ad Artenara, sia dichiarato
Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO , insieme alle Aree
Sacre della Montaña de Gran Canaria.

5 curiosità su Gran Canaria

Foto di Here and now, unfortunately, ends my journey on Pixabay da Pixabay
  • La scrittrice britannica Agatha Christie si recò a Gran Canaria e soggiornò al Metropole Hotel. Si sedeva fuori per ore e guardava la sabbia e il paesaggio marino. Alcune delle sue avventure di Hercules Poirot sono state scritte dalla terrazza del suo hotel.
  • Il film Moby Dick, con Gregory Peck, è statogirato a Las Canteras Beach nel 1954.
  • I ricercatori dell’Università di Las Palmas de Gran Canaria stanno cercando di confermare la loro ipotesi che il terremoto di Lisbona del 1755 abbia causato un’onda di marea che ha raggiunto Gran Canaria e generato le dune di Maspalomas. (altre teorie dicono che la sabbia sia arrivata dal Sahara).
  • Gran Canaria ha il “soprannome” di Continente in Miniatura per la grande varietà di paesaggi e climi che si trovano sull’isola. In alcune giornate invernali i visitatori possono essere sulla spiaggia con una temperatura di 22º C mite, poi nel giro di un’ora salire in cima e trovare la neve, con 0ºC.
  • Gran Canaria vanta 33 diverse aree protette che si estendono su 66.707 ettari, vale a dire meno della metà della superficie totale dell’isola (42,75%).


Viaggiare in solitaria a Lanzarote ( con foto)

Sono stato a Lanzarote in solitaria nel febbraio del 2019, l’anno prima della pandemia.
Ricordo tutto molto bene: il caldo sole, le spiagge semivuote di bassa stagione e le lunghe, lunghissime strade che percorrevo in totale tranquillità con la mia Opel Corsa presa a noleggio in aeroporto.

Lanzarote é un isola speciale. Unica
Come ness’un altra.
La lava ovunque, le improvvise spiagge bianche di sabbia fine, i paesini bianchi e le strade perfettamente tenute che corrono attraverso quest’isola divina.
Se potete permettervi un’auto a noleggio, la bassa stagione è l’ideale per godersi le strade vuote che sembrano non avere mai fine.
Il sole caldo invernale e il turismo meno sostenuto di questo periodo consentono di godersi meglio l’isola senza rinunciare a bellezza e ottimo clima.
Alcuni pomeriggi il termometro della macchina è arrivato a oscillare tra i 28 i 31° C e, se consideriamo che era fine febbraio, non c’è male!

Lanzarote: la strada per Orzola

Non nascondo che una delle scoperte più belle fatte sull’isola, a parte le belle spiagge e le persone stupende che ho conosciuto, è stato scoprire che, nonostante la lava ricopra gran parte del territorio, qui si riesca produrre un ottimo vino (leggi articolo a riguardo), così ogni sosta pranzo o degustazione diventa un’ulteriore occasione per riempire la giornata e soddisfare il palato…

A Lanzarote , nonostante i tanti turisti ho sempre avuto la sensazione di sentirmi a casa. Forse per quel clima mite costante, per i fiori, le palme e i cactus.
A Lanzarote ho amato la bellezza di poter uscire tutte le sere in pieno inverno per una passeggiata senza preoccuparmi del freddo, camminando sulla spiaggia come fosse primavera.


A Lanzarote, nonostante avessi l’auto a noleggio, ho provato la gioia di lasciare parcheggiata spesso la mia Opel per camminare sotto il sole o sotto le stelle o perchè no, a piedi nudi nella sabbia calda di febbraio.
Si, perchè a febbraio, metre mezza Europa gela e patisce il freddo, qui alle Canarie c’è chi si gode le onde e il mare…
…e se fai 4 ore di volo per raggiungere queste isole divine, poi vuoi levarti lo sfizio di pranzare all’aperto, passeggiare a piedi nudi nonostante il vento, ma anche farti qualche selfie in tenuta estiva per far rosicare gli amici a casa

…magari tra le viuzze di qualche paesino bianco…

Lanzarote: dal vulcano al bicchiere. La storia dell’isola che produce un ottimo vino dalla lava

Le vigne di La Geria di Thierry GUIMBERT da Adobe stock

I vigneti di Lanzarote sono diversi dagli altri. Rappresentano una delle tante “battaglie” che si sono susseguite tra l’uomo e l’ambiente. Se provate a fermarvi in una cantina di La Geria e a fare un assaggio, vi renderete conto che qui l’uomo è riuscito davvero a vincere una grande sfida. In questo caso, però, ha reso bello il paesaggio e creato qualcosa di buono per la terra e per l’economia.

I vigneti di Lanzarote crescono su un mare basaltico di rocce nere formatosi dopo l’eruzione del Timanfaya nel XVIII secolo.
Questo è solo il primo dei tanti ostacoli che un normale vigneto potrebbe incontrare se volesse produrre uva da vino.
Buon vino intendo!
A tutto questo bisogna aggiungere il clima di Lanzarote che è paradisiaco per gli uomini ma non certo per la coltivazione della vite: tanto sole, pochissima pioggia e anche vento forte.

Nonostante tutto sembri al limite dell’impossibile, i vini di Lanzarote continuano a vincere numerosi riconoscimenti per la loro bontà e il loro gusto, segno che dietro il lavoro dei contadini non c’è solo l’impegno nel voler coltivare qualcosa in condizioni difficili , ma anche la grande capacità di creare un prodotto eccellente.

El Grifo de Lanzarote ha vinto un premio in un concorso di Bruxelles per la sua Malvasia Volcanica Lias 2018 e uno per la Collezione Rossa 2019, spuntandola tra 10.000 vini provenienti da quasi 50 paesi diversi. Premiate anche le cantine di Martinon, Rubicon e La Geria.

Ma da dove arriva davvero il “segreto” della coltivazione dei vigneti di Lanzarote?
I vignaioli si sono accorti che sotto la lava e la cenere il terreno formato da sabbia e argilla era ancora fertile e così hanno scavato profonde buche a forma di imbuto e piantato 3 viti in ognuna di esse. Hanno anche aggiunto muri in pietra semicircolari per proteggere le viti dai forti venti e dalla cenere vulcanica che si muoveva con loro.

Per quanto riguarda l’assenza di pioggia, è stato sfruttato lo strato di lapilli (piccoli frammenti di lava), che hanno un effetto termoregolatore sul sottosuolo. Questo facilita la filtrazione della pioggia evitando l’evaporazione dal terreno e mantenendo una temperatura costante.