L’isola del Principe Edoardo: un viaggio tra fari, novelle, buon cibo e spiagge

L’isola del Principe Edoardo è la provincia più piccola del Canada e conta solo 150.000 abitanti.
Nonostante ciò l’isola conta un milione e mezzo di turisti l’anno.
Sull’isola ci sono 90 spiagge, tutte particolari e diverse tra loro: a nord potete trovare spiagge bianche con dune , a sud spiagge di sabbia rossa con scogliere.
L’isola del Principe Edoardo conta ben 52 fari di cui 38 ancora attivi.

Anna dai capelli rossi

Credit: ©Tourism PEI / John Sylvester

Questo luogo unico è anche la patria della famosa orfana Anna dai capelli rossi, un romanzo tradotto in 18 lingue, nonché serie televisiva.
Sebbene fittizia, Anna dai capelli rossi è molto reale nei cuori e nelle menti degli isolani e dei fans.
Ci sono attrazioni in tutta l’isola dedicate ad Anna e alla sua autrice, Lucy Maud Montgomery.

Potete visitare il Museo di Anna dai capelli rossi a Park Corner, poi fare un salto a Lower Bedeque per visitare la scuola dove insegnava. Potete quasi immaginare Anna che colpisce Gilbert in testa con una lavagna! Sentite l’influenza che quest’isola ha avuto su Lucy Maud Montgomery e capirete perché Anna era così incantata dalla vita qui. Intrecciate anche voi le
vostre trecce e venite a esplorare la terra di Anna.

Se poi avete voglia di immergervi nella ricca storia che spiega come Anna sia
diventata un tale fenomeno, dovete anche passare dalla vita di Lucy Maud Montgomery. È nata sulla costa settentrionale dell’isola del Principe Edoardo nel 1874 e cresciuta a Cavendish dai nonni. Fu qui che scrisse il suo romanzo più famoso, Anna dai capelli rossi.
Si può visitare l suo luogo di nascita, dove si è sposata,dove ha insegnato, e scoprire come è stata ispirata dall’Isola del Principe Edoardo per creare il suo romanzo.

Green Gables Museum aereal view

Parks Canada ha recentemente completato una riabilitazione completa
del sito a Green Gables, che include un nuovo centro visitatori con una sala
espositiva, un negozio di articoli da regalo e una caffetteria, nonché elementi
interpretativi aggiornati.

Esperienze culinarie

Credit: ©Tourism PEI / Stephen Harris

l’Isola del Principe Edoardo produce alcuni dei prodotti alimentari più ricercati al mondo. Si possono usare i metodi tradizionali Mi’kmaq, preparando il bannock e cuocendolo sotto la sabbia. Oppure potete raccogliere le vongole sulla spiaggia e cuocerle a fuoco vivo.

Island Flavours Culinary Bootcamp Culinary Institute of Canada

Scoprite perché questa esperienza culinaria è stata nominata,da Destination Canada, come una delle esperienze distintive del Canada! Lo chef vi condurrà in un delizioso viaggio culinario attraverso la generosità locali: crostacei, manzo, maiale e, naturalmente, patate locali.
I prodotti locali verranno utilizzati per creare un menu saporito che includerà cose come cucinare un’aragosta come un isolano, incorporare la frutta di stagione nelle ricette e gustare tutte le verdure di stagione.

Itinerari e cammini


Image by JFGagnonPhoto from shutterstock

Lanciato nell’autunno 2021, TheIsland Walk è un percorso a piedi di 700 km che si snoda intorno all’isola. Ci vogliono circa 32 giorni per completarlo (20-25 chilometri al giorno) ed è stato ispirato ad altri famosi Cammini in giro per il mondo.
Ci sono molte opportunità per completare la passeggiata dell’isola in sezioni e trascorrere più tempo esplorando determinate aree che potrebbero
attrarvi maggiormente. Il sentiero vi porterà lungo l’oceano, attraverso strade sterrate rosse, spiagge e tranquille strade secondarie lungo il perimetro esterno dell’isola, con un mix di sezioni interne e costiere.

Il percorso si intreccia attraverso le due principali città dell’isola del Principe Edoardo, Charlottetown, Summerside e anche attraverso molte piccole comunità in tutta l’isola – un ampio cerchio che consente ai camminatori di terminare la passeggiata da dove hanno iniziato.

Sentiero della confederazione

Il sentiero da punta a punta dell’isola si sviluppa su linee ferroviarie abbandonate e porta nelle zone umide e boschi di latifoglie, attraverso pittoreschi villaggi e lungo fiumi scintillanti. Non c’è modo migliore per esplorare la bellezza naturale dell’isola del principe Edoardo che fare escursioni o andare in bicicletta lungo i sentieri.

Strade costiere panoramiche

I tre sentieri panoramici dell’Isola del Principe Edoardo sono un modo perfetto per esplorare l’isola. Con oltre 45 porti sparsi in tutta la costa frastagliata, pesca, borghi, fari, negozi di antiquariato e ristoranti che servono il cibo più fresco della deliziosa cucina isolana, ci saranno sempre delle ragioni per fermarsi ed esplorare qualcosa di nuovo. Da non perdere i villaggi da favola di Victoria, Cavendish, Georgetown, Souris, o Tignish.

Il Confederation bridge

Confederation Bridge
Adobe stock photo

Il Confederation bridge è una meraviglia dell’ingegneria lunga 12 km circa che collega l’isola alla terraferma. È il ponte più lungo del mondo che in inverno attraversa acque ghiacciate.

Isola di Fehmarn: tra piste ciclabili, spiagge, natura e tanto sole

Con 2200 ore di sole l’anno l’isola di Fehrmarn, non è solo una delle zone più soleggiate della Germania, ma è anche la terza isola più grande del Paese.
Fehmarn conta 300 chilometri di piste ciclabili panoramiche.
Da sentieri rocciosi piatti lungo il mare fino a prati e campi aperti, che si accendono di un giallo brillante durante la stagione della fioritura della colza in primavera.
Kiters e surfisti amano l’isola grazie alle buone condizioni del vento e alle infrastrutture.
Ogni anno decine di migliaia di uccelli migratori riposano nelle quattro riserve naturali di Fehmarn.

Informazioni sull’isola
St. Peter's Church in Landkirken, Fehmarn
SSt. Peter’s Church in Landkirken

Il nome dell’isola risale a “fe mer“, in slavo “in riva al mare”. Gli abitanti chiamano la loro isola “Crust” per via della forma ricorda la crosta del pane.
Fehmarn si trova tra la baia di Kiel e la baia di Meclemburgo nel Mar Baltico.
Staberhuk è il punto più orientale e Marienleuchte il punto più a nord-est dello Schleswig-Holstein.
Fehmarn conta 12.552 abitanti (al 31 dicembre 2016), di cui circa 6.000 vivono a Burg.
Dal 1 gennaio 2003 l’intera isola è diventata la città di Fehmarn (dalla fusione delle comunità rurali di Bannesdorf, Landkirchen e Westfehmarn).
Assieme a Burg, Landkirchen e Petersdorf sono considerate le località principali di Fehmarn.

Come arrivare: Il Fehmarnsund Bridge
Image by Marabu from Pixabay

Fehmarn è raggiungibile tramite la stazione dei traghetti di Puttgarden in regionale o trasporto ferroviario internazionale a lunga percorrenza sulla “Vogelfluglinie“, collegamento di trasporto diretto tra Copenaghen e Amburgo.
Dal 1963 Fehmarn è collegata alla terraferma tramite il Ponte Fehmarnsund (noto anche come “hanger”).
Il 31 luglio 2010 è stata aperta la nuova stazione Fehmarn-Burg.
In pratica potete raggiungere Fehmarn prendendo un regionale da Amburgo a Lubecca poi cambiare prendendo un altro regionale in direzione Puttarden, e con questo scendere comodamente a Fehmarn-Burg.
Gli automobilisti possono raggiungere l’isola sul “Vogelfluglinie” attraverso la rotta europea 47.
A Neujellingsdorf si trova l’aerodromo Fehmarn-Neujellingsdorf.

Cosa fare a Fehmarn
Image by Ronile from Pixabay

Fehmarn conta 78 Km di coste suddivisi in 20 tipi diversi di spiagge:

  • A Sud ci sono le spiagge più bianche e sabbiose dell’isola
  • Est: costa scoscesa
  • Nord: dune con laghi interni
  • Ovest: prevalentemente spiagge naturali
  • lastre piatte di roccia a ovest e nord dell’isola

4 riserve naturali:

  • pianure del nord dei laghi (accessibili)
  • Wallnau (Riserva di uccelli acquatici NABU Wallnau)
  • Grüner Brink (accessibile)
  • Krummsteert / Sulsdorfer Wiek (Krummsteert non accessibile)
Sport
Kitesur at Fehmarn
Image by Olle August from Pixabay

Fehmarn è conosciuta per gli Sport d’acqua con 17 aree intorno all’isola per il kite-surf.
I marinai possono navigare in 5 porti turistici con una buona infrastruttura nautica. Grazie alla sua posizione geografica e condizioni del vento, ai marinai piace usare Fehmarn come scalo ideale per un viaggio sicuro e tranquillo senza virate complicate.
Il Mare del Sud danese nella baia dello Schleswig-Holstein, nel Meclemburgo-Vorpommern o in altri paesi vicini al Mar Baltico sono facili da raggiungere ed esplorati da Fehmarn in barca a vela.
Immersioni, pesca, escursionismo, corsa, camminata, bicicletta (300 km di piste ciclabili segnalate) e l’equitazione sono popolari sull’isola.
Altre attività sportive includono: arrampicata artificiale, Adventure Golf Fehmarn, Golf Park Fehmarn con un Campo da golf a 18 buche e la Piscina a Onde coperta “Feh Mare”.

Musei
  • Ernst Ludwig Kirchner : Mostre dell’Associazione Ernst Ludwig Kirchner con
    Prove del lavoro artistico di Kirchner su Fehmarn comprese le riproduzioni dei suoi quadri più noti nella loro dimensione originale, fotografie storiche, riproduzioni di taccuini e dati biografici.
    www.kirchnervereinfehmarn.de
  • Galileo World of Knowledge: in questo museo interattivo di 3.200 metri quadrati potete esplorare i mondi tematici “Tecnologia ed Energia” e “Terra e La vita” .
    www.galileo-fehmarn.de
  • Museo sottomarino di Fehmarn: i visitatori possono sperimentare la vita in uno spazio ristretto durante una visita al sottomarino U11 e scoprire la mostra sulla Flotta sottomarina tedesca del dopoguerra.
    www.ostsee-u-boot.de
  • Mühlenmuseum Jachen Flünk: Il mulino “Jachen Flünk” è il mulino a vento più antico dello Schleswig- Holstein. È ancora pienamente operativo ed è aperto al pubblico come Museo frantoio e agricolo.
  • Lifesaving Museum Fehmarn: Mostra sulla storia e la tecnologia del salvataggio di persone in mare con documenti video e audio, modelli di nave, informazioni sulla Società tedesca per il salvataggio del naufrago.
    www.seenotrettungsmuseum-fehmarn.de
  • Esperimento oscuro: con una maschera per gli occhi e il bastone da cieco potete sperimentare la passeggiata nel bosco o un acquisto al supermercato.
    www.dunkelexperiment.de


Eventi
Thies Rätzke photo

Alcuni dei festival ed eventi più importanti sono:

  • il Surf-Festival: Il Surf-Festival di Fehmarn inizia a maggio e dà il via alla principale stagione degli sport acquatici. Da non perdere, all’interno dell’evento stesso, una delle più grandi fiere outdoor per atleti di surf e SUP, dove molti nuovi prodotti possono essere testati gratuitamente.
    www.surffestival.de
  • Il Bulli Festival di mezza estate ( VW Bus): Un po’ nostalgi, l’atmosfera da surf degli anni ’60 al Bulli Festival di mezza estate (VW Bus), che si tiene a giugno a South Beach. Un’alta densità di veicoli T1 e T2 nel campo sulla spiaggia a cui si aggiunge un variegato programma di supporto con BULLI-Bar, la via dello shopping Sunset BULLIvard e spettacoli dal vivo sul palco.
    http://www.midsummerfestival.de/
  • La Festa della Fioritura della colza: un festival di tre giorni con tanta musica dal vivo, balli e spettacoli. I visitatori possono festeggiare e passeggiare tra numerose bancarelle che offrono un mix di specialità di Fehmarn di artigianato locale.
    Il momento clou è l’incoronazione della Rapsblütenkönigin (Regina del fiore di colza), che è celebrato sabato durante un ballo della regina con fuochi d’artificio, seguiti da una sfilata colorata domenica tra le strade di Petersdorf.
    La nuova regina rappresenterà Fehmarn per un anno a livello nazionale in varie occasioni.
    Per questo motivo, molte ragazze vengono a Fehrman per partecipare al Festival della fioritura della colza.
    “Rapsi”, una miscela di succo d’arancia, miele di colza e liquori è una bevanda gialla che potrete gustare al festival.

  • Il Festival del vino: In un’atmosfera accogliente, intenditori di vino e produttori di vino di varie zone di coltivazione tedesche si incontrano per vivere un divertente weekend intorno al tema del vino. Potrete degustare direttamente a cielo aperto vari vini. Prelibatezze culinarie, consigli di esperti e musica dal vivo quotidiana garantiscono il meglio nell’intrattenimento.
  • Il festival della musica dello Schleswig-Holstein: I concerti dello Schleswig-Holstein Music Festival sono diventati una solida tradizione a Fehmarn e sono tra i momenti salienti più amati dell’anno. Artisti rinomati offrono un piacere d’ascolto di prima classe all’Hof Johannisberg.
  • Dal 2003, ogni anno, l’ultimo mercoledì di agosto, , a Petersdorf si svolge Festival del Kröpel, dove tutto ruota intorno al Kröpel.
    la confederazione delle “donne di campagna” della parte occidentale di Fehmarn cuoce la specialità dell’isola direttamente in loco, in modo che nell’aria si senta il profumo di 1.500 “Kröpel”. Durante il festival vengono presentati musica dal vivo e piccole bancarelle di artigianato come gioielli in argento e pietra, lavorazione del legno, moda danese o cuscini di colza. Divertimenti per bambini con giochi di abilità, ruota della fortuna ecc, lo rendono attraente anche per i bambini.
  • Mercatino di Natale di Fehmarn, Marketplace Burg: Le bancarelle decorate con cura presentano una vasta gamma di delizie culinarie e attraenti regali di Natale. Circa 100 alberi di Natale e luci festose inondano la piazza del mercato di una luce scintillante e creare un’atmosfera natalizia. Un programma vario con spettacoli dal vivo assicura che grandi e piccini non si annoieranno.

    Maggiori info su su: https://www.fehmarn.de/en/events
Gastronomia locale
Fish sandwiches in the port of Orth
Dirk Moeller photo

A Fehmarn potrete scegliere tra una grande selezione gastronomica, da regionale a internazionale con una cucina fatta ricca di specialità regionali di pesce del Baltico appena pescato e numerosi caffè (fattoriali) con torte fantastiche.

Grigliate sul porto
Barbecue area at the marina in Burgtiefe
Thies Rätzke photo

Pontile, vino, tramonto….
Griglie moderne e bei posti a sedere vi aspettano nel porto turistico di Burgtiefe! In una delle le più belle aree barbecue l’isola!
Mentre le salsicce sfrigolano, rilassatevi e godetevi il ​​porticciolo guardando il mare e le barche. Che siate un gruppo o una coppia, sul lungomare sarà sempre una griglia con stile!

Griglia XXL a Wulfen, costa scoscesa: Sole, rumore del mare, fascino della scogliera, spiaggia, Prato, odore di carbone, vista sul Fehmarn-sund brücke … Da provare!
Da Pasqua a ottobre può esser particolarmente bello passare un giorno qui.
La vista sul mare è davvero splendida.
La grande griglia è perfetta per Gruppi.
I servizi igienici sono direttamente in loco.
la griglia è disponibile con un supplemento di € 20 compresa la pulizia presso Georg Muhl,
Tel. 04371 6758,
email: info@fewo-muhl.de

Dove mangiare pesce

Se siete a Fehmarn dovete provare assolutamente i panini di pesce e, perché no, anche qualche location unica dove gustare il pesce del mar Baltico:

Pane, torte e molto altro

Börke è una panetteria di Fehmarn da cui dovete assolutamente passare se volete provare qualche delizia per la vostra colazione o anche solo per gustare qualcosa di dolce.
Pane al miele di colza, marmellata fatta in casa, Torte sfiziose, biscotti sono solo alcune delle specialità che potete trovare qui
https://www.inselbaeckerei-boerke.de/

Dove dormire a Fehmarn
Thies Rätzke photo

Gli alloggi per i turisti sull’isola di Fehmarn sono così suddivisi:

  • il 50% sono appartamenti e case vacanza,
  • 34% campeggio,
  • 10% alberghi e locande,
  • il restante 4% è destinato a pensioni, case di ricreazione/formazione, ostelli della gioventù/rifugi e prevenzione/ cliniche di riabilitazione.
  • C’è 1 hotel a 4 stelle.
  • Fehmarn ha circa 14.534 posti letto, di cui 1.600 sono letti d’albergo.
  • 17 campeggi sull’isola offrono un totale di circa 6.000 piazzole e oltre 18.000 posti letto.

Con 17 campeggi direttamente sulla costa, Fehmarn è una destinazione popolare per i campeggiatori, che significa che l’isola accoglie numerosi ospiti abituali ogni anno, ma continua a farlo per deliziare i nuovi ospiti.
Dai grandi campeggi con tante emozionanti attività per il tempo libero ai piccoli campeggi per famiglie, Fehmarn offre scelta di camper e piazzole per ogni ospite.
A chi preferisce un po’ più di comodità e non vuole fare a meno del proprio bagno o di una cucina completamente attrezzata, la mobile-home è la soluzione perfetta e può essere affittata in molti campeggi.
Quest’anno quattro dei 17 campeggi sono stati premiati con 5 stelle dall’ADAC: Camping- und Ferienpark Wulfener Hals, Inselcamp Fehmarn, Camping Miramar e Camping Strukkamphuk.
Secondo alcuni rigidi criteri imposti dall’ADAC è stato possibile raggiungere tale obiettivo e ottenere il riconoscimento.

Le piste ciclabili
Thies Rätzke photo

Tanto sole, un clima mite e un complesso piatto e uniforme, Fehmarn è un’ottima meta per ciclisti.
Circa 300 chilometri di piste ciclabili segnalate si estendono in tutta l’isola e la costa. Si alternano spiagge naturali, laghi interni e scogliere lungo i 78 chilometri di costa. Nell’entroterra dell’isola la strada conduce attraverso villaggi, prati e campi, che si accendono di un giallo brillante durante la stagione della fioritura della colza in primavera.
Siete tutti invitati ad acquistare una speciale mappa del tour con cinque percorsi designati al turista ufficio informazioni.
Potete scegliere ad esempio il “tour della chiesa”, il “tour del porto” o il “Sundbrückentour”.
A seconda della direzione del vento e delle vostre condizioni potete affrontare i tour a destra o a sinistra e iniziarlo in qualsiasi momento.
La cosiddetta “Ostküstenpromenade” tra Staberdorf e Klausdorf è una delle piste ciclabili più panoramiche di Fehmarn: la pista ciclabile corre con una vista libera sul Mar Baltico direttamente sopra la costa scoscesa.
Molto apprezzati sono anche i percorsi segnalati della “Ciclabile del Mar Baltico” e del “Mönchsweg”. Per una sosta si consigliano i cinque porticcioli turistici, così come la visita a uno dei cinque “agriturismo cafè”, che sono in parte collegati ad un negozio di fattoria. Splendidi panorami sono forniti dai cosiddetti “divani da campo“, panche di legno curve, presenti in molti luoghi dell’isola. Sulla costa scoscesa tra Katharinenhof e Staberdorf a est di Fehmarn, il divano da campo può anche essere ruotato di 360 gradi.
Una destinazione popolare tra i ciclisti è il faro più alto di Fehmarn “Flugge”.
I 162 gradini portano ad una vista a 370° a 37 metri. Nelle vicinanze troverete il “NABU Wasservogelreservat Wallnau”, una riserva per gli uccelli acquatici. Dalle capanne di osservazione si possono osservare specie migratorie di uccelli di mare.
Per le e-bike è disponibile un’ampia rete di “stazioni di ricarica”. Sull’isola l’assistenza è fornita da due negozi di noleggio biciclette locali che offrono pronto soccorso e supporto per eventuali guasti.

Le riserve naturali e la fauna selvatica

Grazie alla loro ricca offerta di cibo e alla loro favorevole posizione, le quattro riserve naturali Grüner Brink, Wallnau, Krummsteert e Northern Lakeland sono un’attrativa per gli uccelli migratori su Fehmarn.
Decine di migliaia di loro si recano in questi luoghi ogni anno nel loro viaggio tra i luoghi di riproduzione e le loro “abitazioni” invernali, usando l’isola tedesca – a seconda la stagione e la direzione del volo – come un ponte verso il nord o il sud. Il posto migliore per l’osservazione degli uccelli è presso la riserva di uccelli acquatici NABU Wallnau, una delle aree ecologicamente più preziose della Germania settentrionale.
Inosservati dagli uccelli si può godere di una vista spettacolare da capanne di osservazione appositamente costruite in queste zone.
E’ possibile osservare specie di uccelli molto rari da una torre di osservazione alta dieci metri. Vale la pena visitarla tra metà aprile e metà maggio, quando gli uccelli migratori si mostrano durante il corteggiamento.
Informazioni dettagliate su specie di uccelli e rotte di volo sono fornite presso il quartiere fieristico.
Soprattutto per i bambini, la mostra del percorso tattile è un’esperienza. Scalzi e bendati, loro possono farsi strada tra coni e legni di abete rosso, toccare “cose” in luoghi nascosti e annusare piante come lavanda e rosmarino. I dipendenti della riserva degli uccelli acquatici guidano le persone attraverso i giardini e il bistrot che offre deliziosi piatti biologici.

Accessibile ai visitatori è anche il Grüner Brink di 134 ettari sulla costa settentrionale di Fehmarn. La striscia di terra lunga 2,5 chilometri e larga fino a 180 metri tra la diga e il Mar Baltico che si è formata dalla costruzione della diga nel 1872 ed è stata sottoposta a conservazione dal 1938. Le condizioni di flusso alterate hanno portato a quest’area, dove si sono formati piccoli laghi interni che successivamente si sono prosciugati.
Al giorno d’oggi solo le acque salate del Mar Baltico sfociano in questi piccoli laghi interni durante le forti inondazioni. In un anno si contano fino a 170 specie di uccelli intorno al “Grüner Brink”.
A sud-ovest di “Grüner Brink” troverete la più grande riserva naturale di Fehmarn, che con 751 ettari è la più grande dell’East Holstein.

Image by Peter Krötz from Pixabay



Il “Nord Lakeland” è protetto solo dal 29 agosto 2014, il che la rende la più giovane delle quattro aree protette del isola.
Comprende principalmente tratti costieri e le adiacenti zone pianeggianti con laghi, canneti, paludi salate e prati ampiamente utilizzati. Molte specie animali e vegetali in via di estinzione come il rospo crocifisso, il tarabuso, il fraticello, la sterna comune, cavolo di mare costiero, broncio da spiaggia e il cardo selvatico sono originari di questa zona.
Ci sono diversi percorsi attraverso la riserva naturale, ad esempio, a est di Markelsdorfer Huk (Fehmarn nordoccidentale) per raggiungere i campeggi vicini con ristoranti e le zone balneari non comprese nel riserva naturale. Vicino al Markelsdorfer Huk c’è un’altra piattaforma di osservazione.

Il Krummsteert si trova sulla punta sud-occidentale del isola di Fehmarn.
Fa parte della riserva naturale Krummsteert – Sulsdorfer Wiek, che copre circa 395 ettari ed esiste dal 1980.
È diviso in quattro diversi ecosistemi: il Krummsteert, il Sulsdorfer Wiek, un’antica baia marina situata alle spalle la diga, il Ramskamp con saline e stagni salmastri nonché aree acquatiche del Mare Baltico.
Dalla piattaforma del visitatore del faro Flügge di 37 metri, la vista si apre sull’intero Nehrungshaken. Il sentiero da Orth al faro passa davanti al Sulsdorfer Wiek, il canneto di Ramskamp e gli stagni di Flügger.
Le schede informative forniscono informazioni sull’allevamento e sugli uccelli migratori. Particolarmente protetto è il minuscolo isolotto di Kolhof situato nel Burger Lake (Burgtiefe), che funge anche da allevamento terreno per numerosi uccelli nel parte meridionale di Fehmarn.


Le spiagge
Image by Stephan Becker from Pixabay

Le spiagge di Burgtiefe e Wulfener Hals sono le più meridionali e con la sabbia più bianca dell’isola.
In questo tratto la costa è particolarmente pianeggiante con le migliori condizioni per costruire castelli di sabbia o cercare conchiglie. Lo stesso vale per Grüner Brink a nel nord di Fehmarn.
A Bojendorf c’è un servizio completo disponibile per l’affitto di sdraio, un chiosco e strutture per lo sport e il tempo libero. La posizione unica del porto turistico di Burgtiefe è un popolare punto di partenza per viaggi sul Mar Baltico. A pochi passi si trova la spiaggia sud di sabbia fine, considerata il centro turistico dell’isola di Fehmarn. C’è anche la piscina con onde avventurose FehMare con un’ampia gamma di servizi termali.

Tutte le info su Fehmarn potete trovarle su: https://www.fehmarn.de/

Isola Fraser : l’isola australiana da sogno

L’isola Fraser è l’isola di sabbia più grande del mondo.
Con un’estensione pari a 184.000 ettari, 123 chilometri di lunghezza e 22 chilometri di larghezza nel punto più largo, l”isola Fraser è una tipica isola da sogno con foresta pluviale, spiagge infinite e mare trasparente in cui tutti vorremmo naufragare e vivere per sempre.

Storia e leggende dell’isola

Il nome tradizionale del popolo Butchulla per l’isola di Fraser era K’gari che significa paradiso.

Secondo una leggenda , l’isola di Fraser fu chiamata K’gari in onore del bellissimo spirito che aiutò Yindingie, messaggero del grande dio Beeral, a creare la terra.
Come ricompensa a K’gari per il suo aiuto, Beeral l’ha trasformata in un’isola idilliaca con alberi, fiori e laghi.
Ha messo uccelli, animali e persone sull’isola per farle compagnia.

Pare che l’isola fosse occupata da almeno 5000 anni o più, ma solo nel 1770 il capitano Cook avvistò il popolo Butchulla sulla costa orientale, mentre Matthew Flinders evve contatti col popolo dell’isola tra il 1799 e il 1802.
Nel 1991 l’isola è stata nominata patrimonio dell’umanità e oggi è gestita dal Dipartimento dell’ambiente e del patrimonio attraverso il Queensland Parks and Wildlife Service.

I relitti dell’isola

Shipwrecks in Freser Island
Foto di Andreas Dress da Unsplash

Pare che sull’isola Fraser siano “sbarcati” e rimasti una ventina di relitti, oggi attrativa dei turisti.
Il più famoso è senza dubbio il Maheno, arenato sulle spiagge di Fraser dal 1935.
Costruita nel 1905, la SS Maheno ha effettuato una rotta regolare tra Sydney e Auckland fino a quando  è stata commissionata come nave ospedale in Europa durante la prima guerra mondiale.
Il 3 luglio del 1935, a fine servizio,  la Maheno partì da Sydney trainata da un traghetto ma, dopo 4 giorni si imbattè in un ciclone e, a una cinquantina di miglia dalla costa scomparve in mare con 8 uomini a bordo.
Il 10 luglio un areo avvistò la Maheno arenata sulle coste dell’isola Fraser, con l’equipaggio in attesa sulla spiaggia dell’arrivo del traghetto Oonah, che si palesò un paio di giorni dopo.
Oggi la Maheno resta arenata in stato di corrosione sulle spiagge dell’isola e, svuotata di tutto, è una delle grandi attrazioni dell’isola.

Le dune e la sabbia

Seventy Five Mile Beach, Frase Island
Seventy Five Mile Beach, Foto daAdobe Stock

L’isola Fraser e le sue dune sono in continuo cambiamento. Ogni anno le dune si spostano in base al vento, l’umidità e al comportamento  delle piante che vivono sull’isola australiana.
Le sabbie colorate di Fraser Island si trovano a nord di Eli Creek e comprendono 72 colori diversi, soprattutto rossi e gialli.

Seventy-Five Mile Beach ( foto sopra) è un’incredibile autostrada sulla spiaggia in cui si applicano tutte le regole stradali,
Il limite di velocità è di 80 chilometri all’ora ed è necessario dare la precedenza agli aerei che atterrano e decollano!

La foresta pluviale

Fraser Island
Foto di Mat Mc Leod da Pixabay

Tra le caratteristiche uniche di Fraser c’è anche quella di avere una foresta pluviale che cresce su un terreno poco fertile come la sabbia.
Le piante ricavano i loro nutrienti unicamente dalla pioggia e dalla sabbia.
La sabbia è ricoperta di composti minerali come ossidi di ferro e alluminio. Vicino alla riva l’aria contiene i nutrienti degli schizzi d’acqua di mare che si depositano sulla sabbia. In una relazione reciproca, i funghi nella sabbia mettono questi nutrienti a disposizione delle piante.
Queste a loro volta forniscono vari composti organici ai funghi che, non avendo clorofilla, non potrebbero sintetizzare da soli.

La fauna selvatica

L’isola Fraser è un ambiente ricchissimo di animali selvatici che, a modo loro, costituiscono elementi fondamentali ma fragili nel contesto dell’isola.
Ogni minimo cambiamento o contaminazione può danneggiare questo meraviglioso ambiente e i suoi abitanti che contribuiscono in maniera importante a conservare l’equilibrio naturale dell’isola australiana.

A Fraser sono state avvistate più di 350 specie di uccelli che qui vengono a nidificare e trovano un contesto ottimale dove nutrirsi e trovare riparo.
Le specie di rettili sono quasi 80 di cui una ventina rappresentati da serpenti.
Da luglio a novembre potreste anche avvistare delfini, dugonghi, tartarughe e megattere.
Non foste ancora soddisfatti da tutta questa vita, sappiate che nel Queensland e a Fraser vive la seconda popolazione per importanza di Brumbies, una razza di cavalli selvatici tipici dell’Australia.

La vegetazione di Fraser

Fraser Island
Foto di GAWN AUSTRALIA da Unsplash

L’elenco delle specie vegetali presenti a Fraser è davvero impressionante.
Basti pensare che sull’isola sono presenti almeno un migliaio di specie suddivise in 150 famiglie diverse.
Acacia, banksia, baronia, callitris, dianella ed eucalipti sono solo alcune delle tante specie presenti che vi accoglieranno in questa stupenda isola.

Come arrivare

Fraser Island ferry
Traghetto per l’isola Fraser, Foto Adobe Stock

In auto servono almeno 3 o 4 ore da Brisbane per arrivare.
Dovete raggiungere Maryboroug e poi la Hervey bay.
Gli orari dei traghetti per Fraser sono su questi link.
http://www.fraserislandferry.com.au/
e
https://www.kingfisherbay.com/getting-here/fraser-island-ferry.html

Da Brisbane sono disponibili servizi regolari di autobus per Maryborough ed Hervey Bay.
Da nord sono garantiti servizi con Greyhound-Pioneer-McCafferty’s, Premier e Suncoast Pacific Coaches.
Se preferite il treno, potete consultare  gli orari sul sito della Queenslandrailtravel.

Qantas Link vola da Brisbane alla Hervey Bay ( aeroporto di Hervey Bay)

Cosa fare e dove alloggiare

Fraser island
Foto diNick Dunn da Unsplash

Se mai tutta questa bellezza dovesse annoiarvi (ho forti dubbi a riguardo), sull’isola  ci sono tante attività organizzate come lo while watching o i tour in 4WD ad esempio, più altre attivitàche i due resort presenti sull’isola si adopereranno per rendere ancor più splendide le vostre giornate in questo paradiso.
Inutile aggiungere che questo è un posto perfetto per celebrare matrimoni o per passare una luna di miele.

Scilly: le isole magiche inglesi

Le isole Scilly distano più o meno 45 chilometri dalle coste della Cornovaglia e godono del clima più mite di tutto il Regno Unito.
Si contano 140 isole e isolette prevalentemente disabitate e 2.200 abitanti distribuiti su cinque isole: 1.800 vivono silla più grande, St. Mary’s; circa 110 su Tresco e St. Martin’s, e meno di 100 abitanti risiedono stabilmente a Bryher e Sant’Agnese.
Nonostante ciò, queste cinque isole sono tutte collegate tra loro e raggiungibili con viaggi di pochi minuti ma, soprattutto, ogni anno sull’arcipelago, arrivano circa 100.000 turisti provenienti dalla Cornovaglia o con le navi da crociera che passano da qui ad ammirare il mare cristallino, le spiagge e la bellezza naturale incontaminata delle isole Scilly.

La natura

Photo by Annie Spratt on Unsplash

Indipendentemente da quale isola si scelga per il proprio soggiorno, qui la possibilità di muoversi e apprezzare la natura è davvero ampia.
Le isole sono tante e molto vicine tra loro, il che dà l’opportunità di spostarsi facilmente ammirando tutte le bellezze della natura.
A seconda del periodo, è possibile incontrare delfini, pulcinelle di mare, cormorani, gazze marine e molti altri uccelli marini e magari qualche foca grigia atlantica se siete abbastanza fortunati.

Prodotti locali

Sulle isole Scilly ogni prodotto locale è davvero “locale” e fatto sul posto. In questa piccola comunità, i prodotti dell’isola sono in abbondanza. Su quasi tutte le isole si possono incontrare agricoltori locali, pescatori o magari fornai, birrai, enologi e non solo.

  • Pesce dell’isola
    La famiglia Pender ha pescato a largo di Bryher per centinaia di anni, fornendo aragosta, granchio, pesce e crostacei freschi di qualità alle Isole Scilly.
  • Anatra Salakee
    una piccola impresa di St. Mary alleva piccoli lotti per garantire alle anatre il più alto benessere possibile.
  • Fattoria Veronica
    Azienda agricola a conduzione familiare che utilizza ingredienti locali tra cui latte di Sant’Agnese, burro e panna rappresa, per produrre il massimo delizioso, burroso fondente alla vaniglia, tutto fatto da mano nella cucina della fattoria
  • Hillside Farm
    Cinque acri di fattoria biologica, coltivazione di frutta e verdura insieme al bestiame del Devon per la carne bovina, nutriti con erba tutto l’anno per carne di manzo gustosa e a basso impatto ambientale.
    Venduta ai cancelli della fattoria
  • Fattoria Troytown
    Considerato il caseificio più piccolo del Regno Unito
    Fattoria con 9 mucche da latte, Troytown produce e vende latte, panna, yogurt e gelato.
  • Westward Farm
    una piccola fattoria familiare a St. Agnes,
    Coltivano prodotti botanici per la loro distilleria producendo gin premium (più succo di mela e sidro) e una gamma di saponi che utilizzano oli essenziali.

Come arrivare

Raggiungere le Scilly è piuttosto semplice e ci sono ben tre opzioni disponibili: L’aereo, la nave ma anche l’elicottero, qualora vogliate provare qualcosa di diverso per il vostro viaggio
Potete consultare questo link dove è possibile scegliere una delle tre opzioni di viaggio e cercare tutte le informazioni oppure andare sul sito dedicato al viaggio in elicottero dove potete ricevere informazioni a riguardo e prenotare , volendo, anche un comodo day trip.

Un indimenticabile viaggio di 70 giorni tra l’Islanda e le isole Fær Øer

E’ passato qualche anno da quel viaggio infinito tra l’Islanda, le isole Fær Øer e poi giù, passando dalla Scandinavia fino alla Spagna. Ma solo oggi, in un freddo weekend di dicembre mi sono messo a scannerizzare un po’ di quelle meravigliose foto scattate con la vecchia reflex per raccontare di quella splendida avventura.

Era una calda estate ( non così calda in Islanda ) del 2004 e mi avventurai in un lungo viaggio in giro per l’Europa senza ritorno ( nel senso che alla fine rimasi a vivere più di un anno in Irlanda).
Con me, almeno i primi giorni, c’era un compagno di viaggio, Matteo, col quale condivisi il primo giro della Ring Road Islandese in autobus.
Passammo la prima notte dentro le nostre scomode e fredde tende a bordo pista nell’Aeroporto di Keflavik, dopo essere atterrati in tarda serata.

Nei ricordi lontani ancora ho in mente un pescatore di Keflavik che ci raccontava della sua barca e di Baldur, una divinità della mitologia norrena.
Ci saremo portati il ricordo di entrambe per giorni e giorni.
Almeno fino al nostro arrivo a Höfn, il giorno della mitica partita di calcio

Ragazzini giocano a calcio in Islanda
Höfn, Iceland: La partita

Höfn fu il primo chiaro esempio del contrasto tra l’apparente desolazione dei paesini islandesi e la forte vita di gruppo che lega questo popolo.
Se cammini tra le case di qualche paese islandese sembra quasi di vivere in villaggi deserti ma, spesso capita di ritrovarti tra piccole feste e luoghi dove la gente si raccoglie o si incontra.
Nonostante tutto, io e Matteo fummo invitati da un gruppo di ragazzini a una partitella di calcio tra perfetti sconosciuti. E non fu l’unica occasione in cui qualcuno ci fece sudare nonostante il freddo…
Nel mio primo viaggio islandese ebbi, tra le altre cose, modo di testare una favolosa zuppa di pesce in un ristorantino di Höfn. Non chiedetemi il nome. Non potrei mai ricordare. Ricordo solo il freddo fuori e il calore della zuppa bollente.

Autobus tra la lava in Islanda
Escursione tra la lava in autobus

Nel nostro famigerato percorso tra le immense distese laviche islandesi, ricordo con chiarezza Landmannalaugar, se non altro per la difficile pronuncia in cui ci imbattemmo i primi tempi e anche per il freddo assurdo che patimmo nelle tende dopo il temporale che ci accolse tra i magnifici canyon della valle islandese affollata di turisti.
Così affollata che, quando ci venne la bella idea di affittare un bungalow per la notte, ci risposero che erano tutti prenotati da marzo! ( organizzatevi di conseguenza)

Jeep attraversa un fiume in Islanda
Landmannalaugar, Islanda: una jeep attraversa un fiumicciattolo

Altrettanto frustrante ma un po’ meno spettacolare dal punto di vista paesaggistico fu, qualche giorno dopo, la notte passata a Husavik. Io e Matteo partimmo per la solita passeggiata in giro per il villaggio ma, al nostro ritorno, trovammo la mia tenda completamente distrutta. Non so come fosse potuto accadere. Forse qualche ragazzino giocando a calcio. Fatto sta che io e Matteo ci stringemmo per un paio di notti nella sua tenda e, dopo un degno funerale vichingo alla mia, ci aggirammo tra le roulottes del campeggio libero di Husavik in cerca della verità.

Paesaggio islandese
Il suggestivo paesaggio islandese

A questo punto ci restavano poche tappe in comune. Saremmo passati da Dalvik, poi avremmo fatto ritorno ad Akureyri, la seconda città per importanza islandese, dove avrei ricomprato una tenda nuova. Da lì io avrei ripercorso in solitaria il giro dell’isola, mentre Matteo si sarebbe imbarcato per un volo da Keflavik in direzione Norvegia.

Dalvik ci accolse con il solito campeggio deserto gratuito e la partitella di calcio infangata coi ragazzini locali. Proticamente un campo di calcio con spogliatoi adattati a bagno pubblico in cui c’era solamente la tenda di Matteo, qualche ragazzino che giocava a calcio ( con noi) e la solita pioggerellina estiva.
Un freddo assurdo non ci abbandonò nemmeno dentro le docce, ma si dimenticò di noi quando, la sera, passando davanti a una palestra del villaggio, incontrammo un gruppo di ragazzi intenti a partecipare ad una festa privata.
Matteo aveva tanti difetti, ma il fatto che riuscisse a conoscere chiunque e in qualunque posto non mi dispiaceva affatto.
Girava addirittura voce , che fosse uno dei pochi che avesse veramente fatto sesso sull leggendaria “trombonave”, una delle navi della Viking line sommersa di leggende e dicerie che attraversa i mari del Nord.
Ma non mi ha mai raccontato nulla a riguardo. E io non gli ho chiesto nulla. Preferivo che il mito di gioventù restasse tale.

Comunque…camminavamo per Dalvik e Matteo si fermò a parlare con questo gruppo di ragazzi fuori dalla palestra. Fece di tutto per entrare ma, si sa, per gli islandesi una festa privata è privata. No si sgarra. Tuttavia ci portarono fuori bevande e cose da mangiare restando a parlare con noi tutta la sera.
Il giorno dopo incontrammo alcuni di loro in giro…e l’accoglienza fu quasi migliore che la sera prima.
Dicono che gli islandesi siano come i loro vulcani: freddi e ghiacciati fuori, ma caldi e “focosi” dentro. A Dalvik ebbi davvero la prova di questo lato del loro carattere.

La finale

top view photo of soccer field during day
Photo by Tom Fisk on Pexels.com

Di ritorno da Akureyri con la mia tenda nuovissima e ultramoderna, io e Matteo ci preparavamo a passare l’ultimo giorno insieme. Era un freddo giorno di luglio del 2004 e la Grecia si apprestava ad affrontare con pochissime speranze di vittoria il più blasonato Portogallo nella finale degli Europei di Calcio.
Matteo mi costrinse a prender posto in un affollatissimo pub di Selfoss, dove avremmo assistito alla probabile vittoria del Portogallo.
Infatti la Grecia si portò a casa un’inspiegabile vittoria e noi una quantità esagerata di cibo e birra islandese sufficienti a far arrivare il 90′.

In solitaria

autoritratto
Vik, Islanda: Io con la tenda nuova davanti a una casetta di legno islandese

Lasciai Selfoss un paio di giorni dopo sotto una pioggia gelida. Ero solo e corioso di scoprire nuovi angoli dell’Islanda. A Vik tornai nel solito campeggio e nella stessa casetta di legno in cui ero stato qualche anno prima.
La tenda era inzuppata di pioggia e pesava parecchio sulla mia schiena provata da queste prime settimane di viaggio.
Così decisi per un tetto più solido in attesa che la tenda si asciugasse.
Se durante il primo viaggio ero stato così fortunato da trovare la casetta tutta per me, questa volta la condivisi con una famigliola tedesca composta da madre, padre e due figlie.
Inutile dire che passai la notte in uno dei due letti matrimoniali col padre, mentre un po’ tutti smaltivamo la torta di compleanno di una delle due figlie, alla quale cantarono allegre canzoni in tedesco per tutta la sera.

Ripartito da Vik feci tappa di nuovo ad Akureyri, dove volevo imbarcarmi per l’Isola di Grimsey, l’unico punto dell’Islanda da cui passa il circolo polare artico.
Ho sempre avuto un debole per Akureyri: una bambina piccolissima di una bellezza straordinaria una volta mi si avvicinò e mi allungò la mano.
Poi la aprì e mi diede un sassolino nero.
Le chiesi cosa fosse e con un inglese perfetto pari a quello di una studentessa universitaria mi spiegò che si trattava di un pezzetto di lava islandese e che voleva regalarmelo.
E’ proprio vero! Il calore degli islandesi è pari a quello dei loro vulcani. Anche quando la lava si è già raffreddatta e indurita, evidentemente

Gli stercorari

stercoraro
Image by Eduardo Ruiz from Pixabay

Grimsey fu una bella sorpresa e una perfetta meta per una gita di un giorno. Un piccolo porticciolo una chiesetta coloratissima ( dentro e fuori) rendono particolare questa piccola isola un po’ fuori dal mondo.
Tuttavia Grimsey fu anche il secondo posto in cui mi ambattei nei famigerati stercorari, aggressivissimi uccelli artici, abituati ad attaccare dall’alto chiunque osi avvicinarsi al loro territorio.
Sia al Jokulsarlon che a Grimsey vi verranno dati bastoni lunghi un metro o più che servono a tenere lontani gli stercorari che “volano” sopra di voi.
La stessa cosa però non accadde quando arrivai a Bolungarvik, tra i fiordi dello Westfjordur.
A Bolungarvik fui attaccato da un gruppo piuttosto “aggressivo” di stercorari e, quando ormai la mia sottile felpa stava andando in brandelli, arrivò in mio soccorso una famigliola con un SUV.
Mi vidi spalancare le portiere di dietro e sentii urlare: ” entra, forza!”
Ma sui sedili posteriori c’erano due bambini piccolissimi e biondissimi che avevo paura di schiacciare entrando.
Alla fine la paura prevalse, saltai dentro e quel SUV scuro e mi misi in salvo.

Museo marittimo di Osvar, Bolungarvik
Bolungarvik,Islanda: Museo marittimo di Osvor

Il tempo intanto trascorreva e agosto si avvicinava con l’imminente fine dell’estate ( che in Islanda coincide con la metà di questo mese più o meno).
Una volta esplorato lo Westfjordur e visitata Ísafjörður, sarei tornato verso sud dove sarei rimasto tra i villaggi meno noti dell’isola.
Rimasi una notte a Blönduós ad ammirare la piccola chiesa colorarsi di arancione al calar della sera e l’indomani presi un furgone postale guidato da un simpatico signore islandese che non parlava una parola di inglese.
La mia destinazione era Sauðárkrókur e mi sarei fermato qui una notte.
Sarebbe stata l’ultima in tenda.
Io e il conducente del postale cercammo di comunicare e di capirci in qualche modo per tutto il viaggio finchè, a pochi minuti da Sauðárkrókur lui mi fece capire con ampi gesti e qualche parola, che avremmo dovuto accordarci per l’orario e il luogo di partenza del giorno dopo.
Il suo era l’unico mezzo semi-turistico che viaggiava da e per quel villaggio e, se non fossi partito con lui, avrei rischiato di passare il resto della mia vita in una piccola tenda “parcheggiata” in mezzo a un prato.

Sauðárkrókur, Islanda
Sauðárkrókur, Islanda: la mia tenda sotto il sole islandese

Entrati in paese l’intrepido conducente del furgone si mise così a cercare suo nipote che, mi fece capire, parlava benissimo inglese.
Un ragazzo biondo, alto e molto sicuro di sè, infilò la testa dal finestrino e con poche parole mi disse che avrei dovuto aspettare suo zio il giorno dopo alle 10.00 del mattino nello stesso punto in cui mi stava lasciando. Cioè in un punto approssimativo davanti al campeggio libero di Sauðárkrókur.

La mia penultima tappa era il minuscolo e impronunciabile villaggio di Kirkjubæjarklaustur ( se lo ripetete parecchie volte poi vi entra in testa), dove mi aspettava un’escursione per Þórsmörk.
Fu la più piovosa, bagnata, torrenziale e allagata escursione della mia vita. Ma vidi cose che solo in Islanda e in nessun altro paese al mondo avrei potuto vedere!

Þórsmörk, Islanda: un autobus 4x4  attraversa un fiume in piena
Þórsmörk, Islanda: un autobus 4×4 attraversa un fiume in piena

Un consiglio: se non siete islandesi evitate accuratamente di addentrarvi in zone troppo “inguidabili” solo perchè vi sentite forti della vostra super Jeep. Non fosse stato per un vecchio autobus 4×4 islandese ( si! quello della foto sopra), ora sarei qui a raccontare di una jeep trascinata via dal fiume, piuttosto che di un coraggioso autista islandese che ha trainato fuori dal fiume in piena un gruppo di turisti terrorizzati!

Bagnato ma felice potevo andare verso Seyðisfjörður, il colorato villaggio dove ha sede il porto islandese di attracco della Norröna.
Se non la conoscete è la nave, o meglio, l’enorme edificio multipiano, che viaggia tra la Danimarca, le Isole Faer Oer e l’Islanda.
Rimasi a dormire una notte in una scuola del villaggio e l’indomani mi imbarcai per le Faer Oer.
L’islanda ha così tanti turisti in rapporto alle strutture ricettive che, in altissima stagione, alcune scuole vengono utilizzate per accogliere i viaggiatori.
Quella sera, arrivai quando il villaggio era ormai sonnolento e deserto.
Il distributore automatico del benzinaio locale era l’unico che aveva ancora qualcosa da mangiare.
Presi uno snack con le ultime monete e mi incamminai tra le case del villaggio.
Passato qualche minuto si fermò un’auto e la conducente mi chiese se volevo un passaggio. Non posso nascondere che, fosse capitata la ragazza dei miei sogni, sarei rimasto a vivere anche al Polo Nord ma, dopo una breve conversazione e qlc tentativo di parlare con le poche parole di islandese che avevo imparato in questi 60 giorni, arrivammo davanti alla scuola.
Ringraziai, scesi dall’auto e capii ( ancora una volta)che quel viaggio doveva continuare.
A partire dal folle gruppo di italiani che arrivarono a notte fonda offrendomi ogni ben di Dio da mangiare…


Le isole Fær Øer

Torshavn
Torshavn

Sebbene fossimo ormai alle porte di settembre, i giorni che passai alle isole Fær Øer furono l’anticamera dell’estate. Una fase di alta pressione con giornate splendide e calde ( per la zona sia chiaro!) invasero le isolette in quei giorni.
Avevo prenotato un letto in ostello a Torshavn, la minuscola ma affascinante capitale faerorese ed ero rimasto senza soldi prima ancora di scendere dalla nave.
La mia vecchia carta di credito non poteva prelevare in un luogo tanto remoto ( per lei) e ci misi due o tre giorni a farmi spedire qualche soldo da casa.. Mi era accaduto qualcosa di simile in Turchia e a Trujillo, un piccolissimo villaggio dell’Extremadura in Spagna.
Condividevo la camerata mista dell’ostello di Torshavn con altre 4 persone: Antonio era un ragazzo spagnolo con cui condividevo lunghe passeggiate in giro per la capitale tutte le sere e lunghe chiacchierate sulle abitudini che legavano gli italiani e gli spagnoli ( come quella di non riuscire a stare troppo chiusi in casa col bel tempo).
Poi c’era una donna americana che si offrì più volte di prestarmi i soldi per proseguire il viaggio, ma preferivo cavarmela da solo e non spargere debiti in giro per il mondo.
Infine, c’erano due ragazzi svedesi che continuavano a palesare il loro desiderio di trasferirsi in Italia…e non ho mai capito il perchè…

faro a Torshavn
faro, Torshavn

Mykines

Da quando ho iniziato a viaggiare, Mykines è sempre stata una di quelle isole leggendare che volevo visitare. Assieme a Foula nelle Shetland. Perchè avevo visto foto, letto racconti e questa lontananza da tutto mi attirava più di ogni altra cosa.
E, devo ammettere, il viaggio fin qui ne valse assolutamente la pena.

barca alle isole Faer Oer
Una barchetta sulla “rotta” per Mykines

Mykines è abitata stabilmente da una quindicina di persone e da un numero incalcolabile di uccelli marini che vengono a deporre le uova sulle scogliere dell’isola.
All’arrivo dei turisti, parte degli abitanti attendevano seduti al piccolo porticciolo, mentre alcuni uomini sistemavano i tetti in erba delle case.
Non ricordo di aver mai visto così tanta bellezza e semplicità messi assieme in nessun altro luogo.

Mylines, Faer Oer
Mykines dall’alto

Nei giorni successivi continuai ad esplorare le isole camminando tra le strade deserte o prendendo qualche piccola barca postale o turistica.
Ricordo particolarmente l’ostello di Gjógv e la gente sdraiata sotto il sole caldo di settembre ad ammirare il mare.
Nei miei ricordi di queste splendide isole ci sono le pecore che mangiano erba in ogni angolo delle isole e le migliaia di uccelli marini che volano liberi in cielo.
Un pescatore mi raccontò che a inizio dell’estate le pecore venivano portate in cima ad alcune collinette per mangiare l’erba ed evitare che crescesse troppo.
Tutti gli altri animali credo siano arrivati più o meno spontaneamente e non se ne andranno mai…

Isole Fær Øer: Oche sulla strada
Isole Fær Øer: Oche sulla strada

Conclusioni

Non ho mai più rifatto un viaggio così lungo e, potendo, rifarei questo esattamente allo stesso modo. La gente, i luoghi e il clima hanno segnato la bellezza di tutto quello che è successo in quei mesi “in movimento”.
Le foto che sono riuscito a recuperare sono solo una piccola parte di quelle che ho fatto ( due pesanti libri di vecchie stampe su carta fotografica), ma riesumare i ricordi di un tempo con la qualità di oggi non sempre è possibile.
Ma poi, diciamocelo…alcuni ricordi è bello portarseli dentro: come l’autista di un bus islandese che cantava una canzone tipica sulla strada che portava al vulcano Viti, che in islandese significa inferno (non è un nome dato a caso!), o le chiacchierate con le tante persone incontrate lungo il percorso…
Non c’è bisogno di fotografare sempre tutto…il bello resterà comunque dentro di noi…

L'ostello di Gjógv
L’ostello di Gjógv

I miei due libri preferiti sull’Islanda e le Fær Øer

  • Estremo nord, Lungo le rotte dei Vichinghi
    di Lawrence Millman

    Ho letto e riletto questo libro parecchie volte perchè si tratta di un viaggio che l’autore percorre partendo dalle Isole Shetland, poi alle Fær Øer, l’Islanda, la Groenlandia seguendo la rotta dei Vichinghi fino all’estremo Nord America.
    Uno dei miei libri preferiti in assoluto
  • 101 Reykjavik
    di Hallgrimur Helgason
    La storia di Hlynur è un po’ particolare. A differenza di molti suoi coetanei, il trentenne Hlynur vive ancora con la madre e fatica a prendere in mano le redini della sua vita in modo serio e maturo. La vita nella capitale Islandese è fatta per lui di serate al pub e sveglia tardi il mattino.
    Una Reykjavik insolita descritta in modo originale dalla “penna” di Hallgrimur Helgason

Sylt: l’isola da sogno tra dune, sentieri, buon cibo e il mare protetto di Wadden

Sylt misura solo 99 chilometri quadrati di superficie. Ma se si potesse misurare la sua bellezza in numeri, forse non basterebbe una cifra esatta per descrivere quanto c’è di bello su quest’isola tedesca avvolta dal mare di Wadden protetto dall’UNESCO. Dune di sabbia, scogliere imponenti, una linea ferroviaria che viaggia su una diga costruita tra la terraferma e Sylt ( la Hindenburgdamm), fiori colorati a primavera e il mare del Nord che ispira mille sensazioni e stati d’animo diversi.

Sylt è anche sport, con centinaia di percorsi pedonali e ciclabili, campi da golf, possibilità di fare surf, ma anche ristoranti con ogni tipo di offerta, che va dal ristorante sofisticato fino a quello sulla spiaggia per chi desidera qualcosa di più semplice.

La bellezza della natura e il rischio di erosione
Image by Marc Rickertsen from Pixabay

Dal 1923 Sylt è stata posta sotto tutela per la grande importanza che rappresenta a livello naturalistico. Il 50% del suo piccolo territorio è protetto: dal 1985 l’area compresa tra il Nord di Sylt e la Foce del fiome Elbe ( a nord di Amburgo) è parte dello Schleswig-Holstein Wadden National Park e dal 2009 il mare di Wadden a largo di Sylt è anche patrimonio naturale dell’UNESCO.

Tutto non è così semplice però, perchè Sylt perde ogni anno un milione di metri cubi di sabbia a causa del vento. La forza dei venti occidentali sposta la sabbia verso nord o verso sud. Per questo motivo dal 1972 è cominciato un processo di “recupero” e “conservazione” delle spiagge: dall’inizio degli anni ’70 al 2019 sono stati prelevati circa 52 milioni di metri cubi di sabbia poi reintrodotti nelle parti occidentali e a nord dell’isola.
Una nave a una decina di chilometri dalla costa preleva sabbia a una profondità di 15 metri che viene pompata sulle spagge dove i buldozer risistemano il tutto tra dune e spiaggia.
Il progetto è finanziato da fondi federali e dell’Unione Europea anche se dal 2007 gli abitanti di Sylt hanno creato la Fondazione per la protezione Costiera Sylt che mira a proteggere l’isola con raccolte fondi e altre iniziative.

Percorso di legno attraverso un paesaggio di erica vicino a Braderup sull’isola di Sylt
By Lightbox from Shutterstock

La brughiera tra Bruderup e Kampen è sicuramente un luogo da non perdere. Sentieri escursionistici tradizionali o in legno attraversano campi viola di erica ( da non raccogliere!) con viste mare davvero spettacolari.
E, a proposito di mare…
Nel 1999 il Mare di Wadden è diventato anche Santuario per il passaggio delle balene! Si calcola che circa 6000 balene passino da Sylt ogni anno durante il loro viaggio migratorio. Nel 2016, con l’aiuto dell’Ufficio di Stato per il Parco Nazionale, la Protezione Marina e Costiera e la Stazione di protezione del mare di Wadden è stato realizzato un percorso informativo sul passaggio delle balene a Sylt, che consiste in 22 unità informative collocate sulla costa occidentale tra List e Hörnum.

La ferrovia, la diga e il treno
Image by Peter Toporowski from Pixabay

Sembrerà banale, ma la prima cosa che vedrete arrivando a Sylt è proprio il mare. L’isola è collegata con la terra ferma da una diga sormontata da una ferrovia che si insinua all’interno di Sylt trasportando auto e passeggeri.
La Hinderburgdamm è stata aperta il 1° giugno del 1927 ed è lunga 11 Km. Il tempo di percorrenza medio tra il terminal di carico auto a Niebüll in Germania e il capoluogo di Sylt, Westerland, è di circa 40 minuti. Da Amburgo impiegherete circa 3 ore.
Se preferite treno ad aereo e nave, potete consultare gli orari sul sito della Deutsche Bahn.

Sylt: tra buon gusto, ristoranti e…vigneti
Frische Austern by Karepa from Adobe Photo Stock

Non è un caso che Sylt possa contare ben 200 ristoranti. Sia che preferiate un pasto leggero in riva al mare o che decidiate di sedervi a tavola per consumare un raffinato piatto tipico del luogo, a Sylt troverete quello che fa per voi.
Non mancano i ristoranti stellati e adatti a ogni tipo di palato raffinato.
A Sylt sono i piatti di pesce a rendere l’idea della freschezza del luogo in cui vi trovate. Dal mare arriva un prodotto fresco e d’eccellenza che viene trasformato in piatti semplici o elaborati.
Sgombro, aringa e salmone possono diventare semplici ma deliziose “farciture” per un panino che rimane un pasto veloce tra i più consumati sull’isola mentre l’Ostrica costituisce un piatto decisamente più chic ma popolare tra i ristoranti.

Friesentorte im Café by Brigit Puck from Adobe Stock

Se volete saziarvi con un peccato di gola, magari dopo una bella giornata passata a camminare tra i sentieri di Sylt o sulle spiagge dell’isola, la friesentorte è il genere di piacere che fa al caso vostro. Molti caffè di Sylt servono questa torta deliziosa che accompagna bene ogni stagione. Dimenticatevi per un momento delle calorie e godetevi un caffè e il gusto di una torta sublime.

Se pensate che Sylt si trovi troppo a Nord per la coltivazione delle viti e per poter vantare un proprio vino allora dovreste sapere che sull’isola esistono due vigneti che producono Il Söl’ring e il Sölviin.
I due vini, per ottenere la denominazione dell’isola, vengono “pestati” e fatti fermentare a Sylt ma una volta raggiunta la fermentazione ottimale, raggiungono la terraferma per l’imbottigliamento

L’isola “sportiva”
Image by Karsten Bergmann from Pixabay

Sylt è il paradiso degli amanti degli sport acquatici, ma anche coloro che preferiscono gli sport “terrestri” troveranno spazio per divertirsi con sentieri escursionistici e campi da golf.
Se amate il wind surf considerate che Sylt ospita una tappa del campionato mondiale ma questo non esclude ai principianti la possibilità di imparare a surfare proprio in questi mari. Ci possono essere giornate tempestose ma anche periodi in cui il mare tranquillo e piatto regala quiete e possibilità di provare a chi non è esperto imparando dai maestri più bravi.

Gli sport di “terra” invece si dividono tra i sentieri dell’isola, i 4 campi da golf a 18 buche e i campi da tennis. Se tenete conto dei panorami mozzafiato di Sylt, non vi sarà difficile immaginare quali immagini vi troverete davanti agli occhi camminando per l’isola o sfidando gli amici sul campo di golf.

Giovane donna in bicicletta durante il viaggio lungo la costa dell’isola di Sylt vicino al villaggio di List, Germany.
Photo by Pkazmierzak from Adobe stock

Una soluzione ottimale per fare sport e ammirare Sylt può essere quella di prendere una bici e percorrere i 200 Km di percorsi dedicati.
Potete noleggiarla o portarla da casa ma l’importante è che abbiate con voi un mezzo ecologico ed economico che vi permetta di attraversare le meraviglie di quest’isola unica.
Potete sfidare il vento, ammirare il mare, pedalare per chilometri.
Voi e la natura.
Cosa c’è di più bello?

Quando andare a Sylt?
Sylt: Il faro di Kampen in inverno
Image by Inselopa from Pixabay

Qualcuno sostiene che Sylt abbia tante facce per quante sono le stagioni dell’anno e, per questo motivo valga la pena visitarla in ogni periodo.
L’estate è una stagione turbolenta, quella che cerca di restare in primo piano con le tiepide serate in spiaggia, i colori dell’alba e del tramonto sul mare. L’autunno è il periodo in cui finiscono le grandi feste, l’isola diventa più tranquilla e appaiono i colori tipici di questa stagione intermedia.
La primavera tutto esplode. l’inverno va in letargo e i fiori cominciano a colorare Sylt. Appare il giallo della colza sui campi e il sole comincia a scaldare le dune dell’isola.
Molti infine sostengono che sia l’inverno la stagione in cui si possa imparare a conoscere la vera anima di Sylt.: la luce invernale e il silenzio sommergono Sylt di un’atmosfera unica. Si accendono i camini, ci si ferma nei caffè, nelle sale da tè e si passeggia sulla spiaggia al freddo. E’ il periodo perfetto per conoscere gli abitanti dell’isola.

Il Biikebrennen
Biikebrennen: una tradizione frisone celebrata a Sylt
Photo by Murat Yelkenli from Shutterstock

La sera del 21 febbraio a Sylt si ripete una tradizionale “fiaccolata” con un grande falò finale per salutare la fine dell’inverno.
Questa usanza è patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO e, di solito si conclude con grandi mangiate tra le case di Sylt o in giro per i ristoranti.
Prima che venga acceso il grande falò, i personaggi più conosciuti dell’isola tengono vari discorsi poi, quando il fuoco è acceso e tutte le fiaccole sono state lanciate nel grande falò, la gente intona la canzone popolare “Üüs Söl’ring Lön’” ( la nostra terra di Sylt).
Successivamente, tutte le famiglie si radunano in casa o nei ristoranti per consumare i piatti tipici e le specialità della Germania settentrionale, laddove regnano salsiccia bollita, maiale affumicato e pancetta di maiale oltre alle patate e altri contorni di verdura come la verza e il cavolo.

Sylt in numeri
  • La superficie di Sylt misura 99 Kmq, di cui il 33% è ricoperto da dune;
  • La lingua madre dell’isola è il il Söl’ring;
  • Sylt è composta da 5 comuni e 12 città insulari;
  • Il mare di Sylt in estate raggiunge i 21° C;
  • Sylt è protetta da 22 Km di dighe;
  • Qui vivono ca 20.000 abitanti;
  • …ma ci sono più di 62.000 letti per i turisti;
  • Milioni di uccelli migratori vengono nel mare di Wadden e a Sylt;
  • La Duna Uwe di Kampen, che misura 52,5 m, è la duna naturale più alta di Sylt;
La duna Uwe
Image by Wheely248 from Pixabay
  • A List vengono raccolte 1 milione di ostriche l’anno:
  • A Sylt ci sono 4 fari;
  • Sylt si è separata dalla terraferma circa 8000 anni fa;

Fonte: Sylt.de e insel-sylt.de
Foto: Adobe Stock, Shutterstock e Pixabay

Minorca: l’isola protetta dove regna la natura


L’immagine di Minorca è quella di un’isola verde con molte insenature e spiagge incontaminate. Insomma: tranquillità, natura e la vita a ritmi lenti. Ma se andiamo a vedere cosa “nasconde” di bello quest’isola in realtà c’è molto, molto di più: le attività in campagna, gli sport all’aria aperta, le delizie culinarie locali, l’artigianato e molti prodotti locali.

In verità, Minorca è un’isola che mostra i suoi tesori a chi li cerca veramente. Il punto più alto dell’isola è il Monte Toro che misura 358 metri sul livello del mare. La costa settentrionale è aspra e selvaggia con vegetazione rada e sabbia rossastra scura. La costa meridionale, invece, è costituita da anfratti boscosi che scendono verso calette e spiagge con sabbia bianca e mare turchese.

Il mare azzurro di Minorca
Foto di Cyril PAPOT da Adobe Stock

Il clima è particolarmente mite e temperato, anche se una caratteristica dell’isola è la forza del vento del nord. È un vento così forte che ha modellato il paesaggio. L’isola è divisa in otto comuni amministrativi: Maó, Ciutadella, Alaior, Es Castell, Sant Lluís, Es Mercadal, Ferreries ed Es Mig jorn Gran.

La riserva della biosfera

Minorca è stata dichiarata Riserva della Biosfera dall’ottobre 1993 in virtù dello stretto legame tra l’uomo e il territorio. Qui la crescita economica cerca di essere compatibile con la conservazione dell’isola e, con essa, anche l’agricoltura si fa in modo sostenibile. Nel paesaggio è chiaramente percepibile come l’agricoltura si avvalga ancora di antiche usanze, come ad esempio l’uso di pietre a secco utilizzate per delimitare i terreni agricoli.

Il Parco Naturale dell’Albufera des Grau, con i suoi 5000 ettari di superficie, rappresenta il fulcro della biosfera e presenta una salina, un tratto di costa, diversi isolotti e zone umide dove possono trovare rifugio rapaci e uccelli marini. I burroni offrono riparo a una ricca fauna e flora, tra cui un certo numero di specie endemiche e specie in via di estinzione come il nibbio reale e la lucertola muraiola di Lilford. Le dune, i ruscelli, le gole, i boschi di lecci, ulivi selvatici e pini, contribuiscono all’unicità di Minorca come Riserva della Biosfera.

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Archeologia a Minorca

Il patrimonio archeologico di Minorca è ricco quasi quanto quello naturale e marino se si considera che sull’isola ci sono in media due monumenti ogni chilometro quadrato! Uno dei più emblematici di Minorca è senza dubbio la Naveta des Tudons, edifici utilizzati come ossari collettivi costruiti in pietra tra il 700 e il 1000 a.C.
Trepucó, Talatí de Dalt, Torre d’en Galmés, Torralba d’en Salort, Cornia Nou sono altri siti che possono dare un’ottima idea del passato preistorico dell’isola. Sono monumenti costruiti utilizzando grosse pietre senza malta che portano con sé un senso di mistero e danno un’idea dei riti compiuti dai primi abitanti che in passato hanno abitato l’isola.

La natura

La campagna di Minorca è incontaminata mentre il 70% del territorio è protetto. Un lungo tratto della costa settentrionale è considerato Riserva Marina e molti isolotti appartenenti a Minorca sono incontaminati e di grande valore ecologico. Queste piccole isole sono abitate da animali endemici, tra cui otto sottospecie della lucertola muraiola Lilford, ciascuna sottospecie unica e diversa. Ci sono una serie di buoni ecosistemi da esplorare: boschi, falesie, zone umide, ruscelli, pozze sorgive e anfratti scavati dall’erosione della roccia calcarea.

Salinas de Addaia.Mongofre Nou.Menorca.Islas Baleares. España.
Le spiagge

Lungo i 216 km di costa di Minorca si trovano un’ottantina di baie sabbiose, oltre a numerose calette e calette nascoste nel litorale. Son Bou, con oltre 2,5 km di sabbia, è la spiaggia più lunga. Le spiagge più piccole sono lunghe appena 100 metri, anche se le dimensioni sono fuori luogo quando si parla di veri e propri paradisi naturali collocati in quella che è una delle mete di vacanza meglio conservate del Mediterraneo.

Lungo la costa settentrionale il paesaggio è selvaggio e indomito, con tonalità prevalentemente terrose, ocra e dorate. Ci sono spiagge e calette meravigliose, nonché fantastici luoghi per lo snorkeling e le immersioni subacquee. Cala Pregonda potrebbe essere la spiaggia naturale più conosciuta, ma Cavalleria e Cala Pilar sono ugualmente meravigliose. Il bellissimo paesaggio di La Vall è dove si trovano Es Bot ed Es Tancat, le spiagge gemelle di Algaiarens. Cala Presili e Cala Tortuga sono spiagge vicine situate nella riserva naturale Parque Natural la Albufera des Grau. Coloro che preferiscono le spiagge con alcuni servizi ma desiderano comunque un ambiente mozzafiato adoreranno le spiagge di Cala Morell, Arenal de Son Saura (Son Parc), l’ampia spiaggia sabbiosa di Es Grau o Cala Mesquida.


La costa meridionale è irresistibilmente attraente, con mare turchese, sabbia bianca e fine e boschi frondosi che offrono ombra quasi fino all’acqua. Le spiagge naturali più conosciute sono: le spiagge gemelle di Son Saura, le famose spiagge di Cala en Turqueta, Cala Macarella y Macarelleta, nonché Cala Mitjana e Mitjaneta. Le spiagge di Trebalúger e Cala Escorxada sono due gioielli un po’ più tranquille in quanto è una passeggiata piuttosto lunga per raggiungerle. Binigaus è un’altra deliziosa opzione: è la spiaggia incontaminata più ampia della costa meridionale ed è facilmente accessibile per una giornata in spiaggia, così come la minuscola spiaggia di Atalis, alla fine della spiaggia di Son Bou. Le spiagge più belle vicine ai resort sono: Son Xoriguer; la maestosa Cala Galdana, quasi sempre calma riparata com’è dalle scogliere; la lunga distesa di sabbia di Sant Tomàs e Cala en Porter. Tra le spiagge della zona di Sant Lluís spiccano le spiagge di Binibèquer, Punta Prima e Binissafúller.


Camí de Cavalls

Il Camí de Cavalls è un ottimo modo per scoprire Il magnifico paesaggio di Minorca. Si tratta di un percorso di 185 km intorno alla costa dell’isola che comprende una varietà di scenari diversi.
La sua origine esatta è sconosciuta; quello che si sa è che il Camí de Cavalls è stato utilizzato per molti secoli come collegamento tra le torri di difesa che erano state costruite per vigilare e salvaguardare l’isola da ogni possibile attacco o invasione. Il sentiero ha avuto vari usi nel corso dei secoli ed è stato forse restaurato e aperto al pubblico nel 2010. Oggi fa parte della lunga rete di sentieri remoti europei, numerata GR-223.

Cami de Cavalls, GR223. Binicalaf Nou. (2011) Minorca. Balearic Islands. Spain.

Gastronomia e prodotti locali

La semplicità è l’essenza della cucina di Minorca; il suo fondamento risiede nelle persone con i piedi per terra, ma che sanno come godersi la vita e come sfruttare al meglio ciò che hanno. Dentro ogni piatto apparentemente umile c’è un tocco di raffinatezza, un delizioso accenno di culture straniere.
I libri di cucina tradizionale contengono tutti ricette per dell’oliaigua e altri piatti a base di verdure, prelibatezze marinare come la caldereta de langosta, ricette di carne e selvaggina, melanzane ripiene e altri piatti al forno come il perol. Ci sono molte ricette per i dolci poiché i minorchini hanno un debole per i dolci. Carquinyols, flaons, pastissets e gli amargo sono alcuni dei dolci e dolci salati che vengono fatti qui.
L’unico prodotto di Minorca conosciuto in tutto il mondo è sicuramente la maionese. Gli esperti concordano sul fatto che in origine fosse una salsa locale prodotta qui sull’isola e che si sia diffusa nel resto del mondo dopo che i francesi invasero Minorca nel XVIII secolo. La teoria è che il duca di Richelieu abbia assaggiato la salsa mentre si trovava sull’isola, per poi riportare la ricetta alla corte francese dove divenne noto come mahonnaise, in riferimento alla città Maó

L’industria alimentare locale ha creato un marchio di garanzia Made in Minorca. Un ottimo esempio è il formaggio che ha ottenuto la denominazione di origine protetta (DOP) Mahón-Menorca ed è stato recentemente classificato tra i migliori del mondo. Il formaggio di Minorca è di forma quadrata, con una crosta di colore bruno rossastro scuro e un sapore leggermente salato.
Il Gin di Maó è stato attribuito a indicazione geografica protetta (IGP) ed è molto conosciuto sia a Minorca che all’estero. Il gin di Minorca è il gin più antico della Spagna. Viene distillato da alcol di vino con bacche di ginepro e una selezione di erbe aromatiche in vecchi alambicchi di rame riscaldati da fuochi a legna ed è uno dei gin più aromatici sul mercato.
Ci sono alcuni liquori e liquori tradizionali oltre al gin di Minorca che vengono prodotti sull’isola, come i liquori alle erbe, il liquore di camomilla autoctono e i liquori agli agrumi che si bevono a fine pasto come digestivo. Negli ultimi anni sono nati alcuni birrifici artigianali. La birra che producono è composta da ingredienti naturali non pastorizzati. Il risultato è una gamma di firme birre di diversi sapori e caratteristiche.

«Vi de la Terra Illa de Menorca» è un’indicazione geografica di qualità del vino. Sono diverse le cantine che hanno riportato in auge il vino tradizionale con metodi di produzione dell’isola, producendo vini dal carattere distintivo dell’isola. Un paio di cantine offrono tour e degustazioni di vini.
L’olio d’oliva è un altro prodotto alimentare di qualità. Sono pochi gli oli extra vergini di oliva prodotti a Minorca, grazie a intraprendenti produttori locali, anche se al momento se ne producono solo quantità molto ridotte.
Il marchio “Made in Menorca” riconosce alcuni dei prodotti a base di carne locali, in particolare il maiale stagionato. Carn-i-xulla è il prodotto più caratteristico, risalente agli antichi metodi di stagionatura romani. Altri tipi di salumi sono “sobrasadas” (sia dolci che stagionati), “botifarrons” e “cuixots“. C’è una piccola quantità di miele prodotto sull’isola. Apprezzato per molti secoli, l’autore romano Plinio sosteneva che il miele dell’isola era il migliore al mondo dopo il miele greco.



Minorca: il luogo perfetto per ammirar le stelle

Conservare un’isola nel rispetto di ambiente e natura non significa solo avere un mare meraviglioso, tanto verde e tanti animali, ma anche poter godere del cielo senza che troppa luce artificiale disturbi la visione dello spettacolo notturno.
Dal 2019 Minorca ha anche la certificazione di destinazione turistica “Starlight“, il che significa che quest’isola è stata selezionata tra le destinazioni ideali per godersi le meraviglie delle costellazioni e delle galassie e degli sciami meteorici ad esempio.
A Minorca ci sono alcuni punti suggeriti da Starlight dove si possono trovare le condizioni ideali per osservare il cielo notturno. Cala Macarella è una spiaggia tranquilla e isolata dove si possono vedere le stelle senza essere disturbati da troppe luci artificiali. I fari sono invece luoghi spettacolari da cui osservare il mare, le stelle e, perché no, da cui scattare fantastiche foto da condividere o da portare a casa e conservare come ricordo.
Il Faro de Cavalleria o il Favaritx (foto di copertina) vi lasceranno senza fiato.

Immagine di Xose Vidal da Pixabay

Da tenere in considerazione anche il Pont den Gil (nella foto sopra), sia per le osservazioni serali che per le viste mozzafiato


Rispetta Minorca

Venire in vacanza a Minorca non significa solo pensare a godersi la natura e un mare unico al mondo, ma anche entrare per qualche giorno in un’area protetta che, come tale, va preservata e rispettata. La regola del buon turista e del buon viaggiatore implica che a Minorca si debbano rispettare alcune regole, come quelle più semplici di non sporcare l’ambiente lasciando rifiuti in giro o magari rovinando le spiagge e il mare. I mozziconi vengono messi nei posacenere e tutto deve restare al suo posto. Gli animali e le piante che vivono qui devono continuare a vivere in totale tranquillità, così come le persone che qui hanno sempre lavorato e vissuto.
La terra e la natura appartengono a tutti.
Non dimentichiamolo!

Fonte: Menorca.es
Foto: Adobe stock, Pixabay e Unspash.