Il 17 marzo il mondo si tinge nuovamente di verde con il Global Greening! 

In occasione del giorno di San Patrizio, torna il Global Greening, l’evento di Turismo Irlandese, che vede illuminarsi di verde iconici monumenti in tutto il mondo.
Nato per portare un segno di amicizia agli oltre 70.000.000 di persone di tutto il mondo legate all’isola di smeraldo, nel corso degli anni ha assunto una valenza di comunione tra i popoli, valenza che quest’anno è fortemente associata anche a un messaggio di speranza e pace.

Complessivamente, l’iniziativa culturale coinvolgerà globalmente oltre 700 siti e monumenti, con una forte adesione da parte dell’Italia con 30 beni illuminati. 
Per la prossima edizione di Global Greening, ormai alle porte, si attendono ancora numeri rilevanti, con la conferma di alcuni monumenti come la Torre di Pisa, il Pozzo di San Patrizio a Orvieto, la Cascata dell’Isola del Liri, la Colonna Traiana, Villa Spada e la Fontana dell’Acqua Paola di Roma, la Terrazza a Mare di Lignano Sabbiadoro, la Rocca di Lonato del Garda, la Torre del Bramante di Vigevano, la Bollente di Acqui Terme, il Palazzo del Municipio di Parma, e diversi altri. Procida, Capitale della Cultura 2022, partecipa per il secondo anno consecutivo con Palazzo Merlato.

Torre di Pisa
Torre di Pisa

La città adriatica torna ad omaggiare l’Irlanda e lo scrittore James Joyce, la cui “anima è a Trieste”. A tingersi di verde sarà infatti la statua che lo ritrae a passeggio sul Canal Grande. Inoltre, per l’occasione, si vestirà del colore d’Irlanda anche lo storico faro “La Lanterna”, sorto su una precedente struttura difensiva che ricorda la Torre Martello di Sandymount, ambientazione in cui si apre il celeberrimo romanzo Ulisse, concepito da Joyce proprio a Trieste.

Milano, dove sarà in pieno svolgimento la Irish Week, illuminerà di verde la UniCredit Tower, la fontana di Piazza Gae Aulenti, lo Spirit de Milan e Porta Romana.
Tra le new entry a livello nazionale: Castel Nanno in Val di Non, Palazzo Cabrino di Novara, il Santuario della Madonna di Loreto in Alta Valle Intelvi, il Monumento ai Caduti a Castiglion della Pescaia.

Il Global Greening ha preso il via 13 anni fa in Australia con l’illuminazione di verde dell’iconico Sidney Opera House, che anche quest’anno si unirà alle celebrazioni.
L’appuntamento 2022 rappresenta una delle iniziative in programma nel ricco calendario di eventi internazionale per festeggiare il Santo Patrono d’Irlanda.
Anche quest’anno l’hashtag ufficiale dell’iniziativa sarà #globalgreening

Mostre d’arte tra Austria e Italia: uno sguardo al 2022

Fino al 27 marzo la mostra “Klimt, la Secessione e l’Italia” continuerà ad incantare i visitatori con le opere del maestro viennese – molte delle quali provenienti dal Belvedere di Vienna, curatore Franz Smola – esposte a Palazzo Braschi a Roma. Nel frattempo, altre città italiane e austriache entreranno in dialogo con l’arte: dal 23 febbraio “Tiziano e l’immagine della donna”, grande mostra organizzata in collaborazione con il Kunsthistorisches Museum di Vienna, arriverà da Vienna al Palazzo Reale di Vienna. Milano. di Silvia Ferino.

Parlando di Tiziano stiamo parlando di Venezia. Il Belvedere dedicherà “Viva Venezia” a Venezia e al mito della città lagunare dal 17 febbraio nelle sale del Belvedere Inferiore appena restaurato. Alla Biennale di Venezia il padiglione austriaco sarà animato dalle installazioni multimediali “Invitation of the Soft Machine and Her Angry Body Parts” di Jakob Lena Knebl e Ashley Hans Scheirl (a cura di Karola Kraus).

Sempre al Belvedere di Vienna il focus sarà su Roma e Napoli con la mostra delle opere di Joseph Rebell. Si tratta della prima mostra dedicata esclusivamente a questo artista, nato a Vienna nel 1787 che, a partire dal 1813, operò in Italia per diversi anni. A Napoli fece parte della “Scuola di Posillipo”. I suoi dipinti erano molto apprezzati dagli appassionati di pittura dell’epoca in tutta Europa e, dopo il suo ritorno a Vienna, Rebell fu chiamato dall’imperatore Francesco I a dirigere la Pinacoteca Imperiale del Belvedere.

Date e link utili

7 buoni motivi per visitare Bologna

Bologna è la città delle torri chiamata anche la “dotta”, la “rossa” e la “grassa” e, fin qui niente di nuovo. Ma vi siete mai chiesti cos’abbia di tanto bello Bologna oltre a un piatto di tortellini ( in brodo) o una delle università più antiche del mondo?

1. I portici

Image by gustavozini from Pixabay

Bologna è molto più di qualche famoso monumento che il capoluogo emiliano possa sfoggiare dinnanzi al mondo.
Bologna dal luglio del 2021 ha finalmente visti riconosciuti i suoi infiniti chilometri di portici ( 38 + 15) dall’UNESCO che li ha inclusi nella sua esclusiva lista dei patrimoni dell’umanità.
I portici di Bologna, non sono solo una bellezza architettonica tipica della città, ma anche un monumento per i cittadini che da sempre si sentono “protetti” da essi.
Immaginate di poter visitare i negozi del centro e far shopping nei giorni di pioggia senza preoccuparvi di portare l’ombrello mentre 38 km di portici del centro storico pensano a coprirvi. Se poi volete fare una bella passeggiata fino a San Luca, anche qui troverete altri portici partendo da Porta Saragozza e poi dall’Arco del Meloncello fino al Santuario.

2.La tradizione culinaria

Tortellini
Photo by Francescolainok from Adobe stock

Non posso negare però, che Bologna ha una grande nomea per la sua ricca e deliziosa tradizione culinaria e, se come il sottoscritto avete avuto una nonna bolognese, non potete che confermare tutto e aggiungere altro.
Chi viene a visitare Bologna si aspetta di trovare ottime lasagne, i tradizionali tortellini e magari anche la mortadella tipica della città.
Con il tempo la tradizione è un po’ andata smarrendosi, nel senso che le lasagne con pasta verde,besciamella e ragù alla bolognese, con cottura lenta dei tempi dei nostri nonni, hanno lasciato spazio a qualche variante un po’ più “trascurata” e veloce.
I tortellini, che nella tradizione bolognese andrebbero preparati unicamente col brodo o nella variante con la panna, sono stati “violentati” con qualche salsa o addirittura col ragù.
In città ci sono ottimi ristoranti, ma anche qualche “trappola per turista” che, come in ogni città del mondo, esiste e sopravvive allo scopo.
Personalmente, trovo gustosissimi gli agriturismi un po’ fuori città, ma da viaggiatore incallito quale sono, capisco che senza auto a noleggio o una buona rete di mezzi pubblici, sia difficile arrivare ovunque.

3. I colli

Image by alexnetit from Pixabay

Già che siamo in tema di spostamenti. Se venite a Bologna non potete perdere assolutamente i colli bolognesi ( si! quelli della canzone di Cesare Cremonini “50 Special”).
I colli bolognesi sono la parte più verde di Bologna e la zona dove in genere abita la gente più ricca della città.
In primavera ed estate diventa un po’ meta per tutti per trovare qualche prato per rilassarsi e rilnfrescarsi con l’aria delle colline, mentre la sera molti ci vanno per ammirare la città con le luci della notte.
La tradizione narra che portare il proprio partner sui colli non sia di buon auspicio e probabilmente dopo tale evento la coppia si separerà.
Non so quanto sia vero ma, per alcuni ha “funzionato”.

4 I monumenti e le leggende

Canal Bologna, Piella street – Italy – Hdr

A Bologna c’è l’acqua. Se volete vederla con ivostri occhi non dovete fare altro che passeggiare lungo via Indipendenza ( la via dello shopping bolognese) e arrivati circa a metà cercare via Piella, una piccola via parallela ad essa.
Qui c’è una finestrella ( o un ponte dal lato opposto) dove potere vedere un canale sotterraneo della città. Con un po’ di pazienza potrete fare anche qualche foto ( c’è spesso la coda di gente).
Alcuni sostengono invece che Bologna sia vuota nel suo sottosuolo e basti niente per farla sprofondare. Per questo motivo non si può pensare ad una linea di metropolitana o a lavori sotterranei di un certo rilievo.
La tradizione universitaria ha invece due importanti ( tra gli altri) miti sulla città:
Se siete studenti a Bologna porta sfortuna attraversare Piazza Maggiore ( quella di fronte a San Petronio per intenderci) in senso diagonale e non è consigliato salire sulle due Torri finchè non siete laureati.
Conosco gente che ha provato a sfatare questi miti e ha ottenuto comunque l’ambito titolo di studio, ma dipende da quanto siete superstizioni decidere il da farsi.
Potete sempre chiedere prima consiglio al Nettuno e…chissà che non vi risponda!

5. Il mare

Rimini…Photo by Fabio Tura on Unsplash

Se nascete o venite a vivere a Bologna poi finirà che vi innamorerete del mare e della Romagna. Il mare non è quello dei Caraibi ma la gente è stupenda e si mangia da Dio anche qui!
Rimini è a un’ora e mezza di treno, la riviera ravennate ( Cervia, Milano Marittima e Cesenatico) a un’ottantina di chilometri, mentre la costa ferrarese e il Delta del Po, poco più distanti ma sempre ottimi per un weekend o una gita di una giornata.
Il mare della Romagna per i bolognesi ( ma anche per tutti gli emiliani) è un must che in primavera e estate non può mancare. La piadina, la spiaggia, le gite in pineta, le serate fuori e…le lunghe code in autostrada la domenica al rientro…
Ma ne vale sempre la pena…

6. I motori

Lamborghini Museum…Photo by Toni Zaat on Unsplash

Se siete appassionati di motori, Bologna e buona parte dell’Emilia Romagna sono un buon terreno fertile. Arrivando all’aeroporto Marconi noterete già quanto importante è la Lamborghini sul territorio. Una Huracàn Evo da 640 cavalli con la scritta “follow me in our beautiful Country” sfreccia tra le piste dello scalo bolognese “pilotando” gli aerei di linea verso i gates.
Ma non finisce qui, perchè di fianco a una delle porte d’ingresso ( o di uscita) dell’aeroporto troverete anche un piccolo spazio con due Lamborghini esposte e un piccolo shop dedicato alla casa automobilistica di Sant’Agata Bolognese.
Il museo Lamborghini si trova invece la storia del fondatore Tonino Lamborghini e delle sue opere ingegneristiche. Dall’inizio, quando partì creando trattori, passando poi alle auto: la Miura, la mitica Countach e tanto altro ancora.

Borgo Panigale ospita una delle case motociclistiche più famose del mondo: la Ducati. Anche qui potrete trovare un grande spazio dedicato con museo e Factory .
Qualche decina di chilometri da Bologna si raggiunge Modena, dove batte il cuore di altre supercar italiane. La più conosciuta è senza dubbio la Ferrari. A Maranello c’è la pista di prova delle monoposto di Formula 1 e uno dei due musei ( l’altro è a Modena non distante dalla stazione dei treni) che racchiudono tutta la storia di quella che è la tradizione di una delle case automobilistiche più importanti del mondo.
Non foste ancora sazi potete andare all’autodromo di Imola dove è tornato il circo della formula 1 da un paio di anni. Nei pressi della curva del Tamburello potete trovare anche una statua in Bronzo dedicata ad Ayrton Senna che qui perse la vita in un incidente nel 1994.

7. I profumi della città

Image by francesco lucignano from Pixabay

Bologna ha un odore diverso per ogni angolo di città o della provincia che percorriate. Il profumo delle castagne arrosto a Natale lungo via Indipendenza o quello della pizza al taglio di fronte ad Altero.
Bologna puzza d’alcool la notte in zona universitaria o di piscio di cane ( saranno poi cani?) sotto qualche portico.
Il profumo dei cornetti caldi la mattina alle 6.30 in via Carracci che non ho mai capito da dove arriva o l’odore dei sotterrani della stazione centrale.
Bologna profuma la sera in collina. Così tanto che verrebbe voglia di scender dalla macchina anche se è già tardi solo per respirare e sentire quel bel profumo di natura. Bologna profuma di camini accesi, di feste natalizie e, quando arriva l’estate, anche di asfalto torrido…

…ma soprattutto…Bologna profuma di casa…

10+ 3 cittadine europee abbandonate che solo un viaggiatore solitario veramente coraggioso dovrebbe visitare



Può capitare che, tra un viaggio e l’altro, ci venga voglia di tentare la fortuna e di organizzare qualcosa di un po’ più emozionante del solito. Sai, viaggiare da soli può significare qualche imprevisto in più ma, se per un motivo o per l’altro decidiamo di allontanarci da tutto e da tutti, ecco alcune città o paesini in giro per l’Europa che solo i più coraggiosi dovrebbero visitare viaggiando da soli.

Si tratta di alcuni villaggi che per vari motivi (eventi geologici, guerre o altro), sono stati evacuati e mai riportati allo stato originario. Gli abitanti sono stati trasferiti in massa in nuovi insediamenti vicini e ora solo curiosi , fotografi e fauna selvatica vagano qui.

1.Oradour sur Glane: Questo villaggio francese non lontano da Limoges è ricordato per un massacro avvenuto il 10 giugno 1944, durante la seconda guerra mondiale. Qui hanno perso la vita 642 persone e, da allora, qui è stato allestito solo un museo della memoria. Tutto il resto è in stato di abbandono.
Se decidi di venire qui, ricorda cosa è successo e che rimane ancora un luogo della memoria.

Auto distrutta a Oradour Sur Glane (Photo by Guitou60 from Adobe stock Photo)

2.Doel, in Belgio, ha una storia molto particolare: fino agli anni ’70 contava un migliaio di abitanti ma con il nuovo progetto di ampliamento del porto di Anversa si decise di iniziare qui la demolizione delle case. Tuttavia, ci sono ancora alcune centinaia di “dissidenti” che non vogliono sapere di vendere la loro casa e, oggi, Doel è diventato il villaggio della street art e dei murales. Così rimangono finestre e porte chiuse e pareti piene di disegni incredibili. Forse una visita qui potrebbe valere qualche ora del tuo viaggio se sei appassionato di street art

Doel: facciata di una casa abbandonata (Photo by Ronny from Adobe stock Photos)

3. Pripyat ha una storia molto speciale. Fu evacuata dopo il disastro di Chernobyl, il noto incidente alla centrale nucleare del 26 aprile 1986 che inizialmente causò 65 morti. Pripyat è ora visitabile grazie ad alcuni tour operator di Kiev che qui organizzano escursioni.
Sulla via del ritorno, se proprio non resisti all’idea di visitare questo luogo desolato, ci sono ancora molti controlli sulle radiazioni. Sembra addirittura che poche centinaia di abitanti siano riusciti a sfuggire ai controlli e ora risiedano stabilmente qui.

Pripyat: Autoscontri abbandonati-Photo by Robert Armstrong from Pixabay


4.Se è già difficile pensare di andare alle Isole Svalbard (da soli o in compagnia), cercare di arrivare a Pyramiden potrebbe rivelarsi affascinante ma alquanto proibitivo. Fondata come città mineraria nel 1910, Pyramiden porta questo nome a causa della forma della montagna alle sue spalle. Nel 1998 è stata abbandonata dagli ultimi minatori russi dopo essere stata utilizzata per anni da diverse compagnie minerarie. Dal 2011 sembra essere stata nuovamente abitata a scopo turistico. Se non ti piace l’idea di venire qui per incontrare orsi, uccelli, animali selvatici e qualche uomo, però, sappi che alle Isole Svalbard puoi visitare altre 3 città fantasma:
-Advent City
-Grumantbyen ( foto sotto)
-Colesbukta
… se non verrai mangiato prima da un orso polare…

Grumant settlement at Svalbard, Spitzbergen

5. Belchite,in Spagna, fu anch’essa distrutta da una guerra. Siamo nel periodo della guerra civile spagnola e il 22 agosto 1937 quando iniziò un assedio che finirà solo all’inizio di settembre. Belchite sarà completamente distrutta e qui rimarrà solo un monumento degli eroi. Successivamente qui verranno girati alcuni film. Ma quello che vedete nella foto sotto è ciò che resta del centro storico della città.

a view of the remains of the old town of Belchite, Spain, destroyed during the Spanish Civil War and abandoned from then, highlighting the San Martin de Tours church

6.Craco è un piccolo comune della provincia di Matera in Italia e negli anni ’50 iniziò a spopolarsi a causa di una frana che mise in pericolo la stabilità delle sue case. All’inizio degli anni ’80 Craco divenne un paese fantasma anche se oggi è una vera e propria meta turistica e in alcune occasioni anche un set cinematografico. Sicuramente una meta alla portata anche dei più timorosi.

Un asinello bruca con l sullo sfondo Craco, la ghost town

7. Dvigrad è una città croata medievale chiamata anche Due Castelli. La sua storia è stata costellata di battaglie e continui assedi ai quali ha spesso resistito grazie alle sue fortificazioni ma, solo nel 1715, a seguito di una forte epidemia di malaria, anche gli ultimi abitanti furono costretti ad abbandonare

Immagine aerea di Dvigrad

8.Poche informazioni su Jantuha, città dell’Abkhazia, una delle repubbliche autonome in cui è divisa la Georgia (ex Unione Sovietica), ma è certo che guardando l’immagine probabilmente anche il più impavido dei viaggiatori solitari troverebbe difficile entrare in un luogo così desolato e abbandonato. Non vi ricorda una scena del film “Eurotrip”?

Abandoned mining ghost-town Jantuha, Abkhazia. Destroyed empty houses, the remains of the cars, remnant of The Georgian-Abkhazian war

9.Questo è un vero gioiello e, anche se sconsigliamo di dormire la notte, merita sicuramente una visita. Kayakoy è un villaggio in stile greco completamente abbandonato che si affaccia sul Mar Egeo ma sorge, o meglio sorgeva un tempo, sulle coste turche.
Gli abitanti ora vivono nella valle e il turismo qui non manca di certo grazie a questi splendidi ruderi immersi nel verde. Per tutti i tipi di viaggiatori.

Kayakoy

Ten. Irbene and Skrunda-1 In Lettonia ci sono due basi militari russe con radar giganti anch’essi abbandonati. Se volete fare una vacanza al mare qui non siamo molto lontani dai freschi mari del Nord Europa e, a giudicare dalle foto, già all’interno del sito abbandonato si possono vedere alcune dune di sabbia. Ci sono anche alcuni hotel nella zona.
Pensateci!

Foto: Edijs Pālens, http://www.edijsfoto.lv