Traveling solo in Lanzarote ( with photos)

I traveled to Lanzarote alone in February 2019, the year before the pandemic. I remember everything very well: the warm sun, the low-season half-empty beaches and the long, very long roads that I traveled in total tranquility with my Opel Corsa hired at the airport.

Lanzarote is a special island. Unique.
Like no other.
The lava everywhere, the sudden white beaches of fine sand, the white villages and the perfectly maintained roads that run through this divine island. If you can afford a rental car, the off-season is ideal for enjoying the empty streets that never seem to end.
The warm winter sun and the less sustained tourism of this period allow you to better enjoy the island without sacrificing beauty and excellent climate. Some afternoons the thermometer of the car has reached to oscillate between 28 and 31 ° C and, if we consider that it was the end of February, that’s not bad!

Lanzarote: the road to Orzola

I do not deny that one of the most beautiful discoveries made on the island, apart from the beautiful beaches and the wonderful people I met, was to discover that, despite the lava covering most of the territory, here it is possible to produce an excellent wine (read article in this regard), so every lunch or tasting stop becomes a further opportunity to fill the day and satisfy the palate …

In Lanzarote, despite the many tourists, I always had the feeling of feeling at home.
Perhaps for that constant mild climate, for the flowers, palm trees and cacti.
In Lanzarote I loved the beauty of being able to go out every night in the middle of winter for a walk without worrying about the cold, walking on the beach as if it were spring.


In Lanzarote, despite having a rental car, I felt the joy of leaving my Opel parked often to walk under the sun or under the stars or, why not, barefoot in the hot February sand. Yes, because in February, while half of Europe freezes and suffers from the cold, here in the Canaries there are those who enjoy the waves and the sea …and if you fly 4 hours to reach these divine islands, then you want to take off the whim of having lunch outdoors, walk barefoot despite the wind, but also take some selfies in a summer outfit to make your friends “suffer” at home.

… maybe among the narrow streets of some white village

Viaggiare in solitaria a Lanzarote ( con foto)

Sono stato a Lanzarote in solitaria nel febbraio del 2019, l’anno prima della pandemia.
Ricordo tutto molto bene: il caldo sole, le spiagge semivuote di bassa stagione e le lunghe, lunghissime strade che percorrevo in totale tranquillità con la mia Opel Corsa presa a noleggio in aeroporto.

Lanzarote é un isola speciale. Unica
Come ness’un altra.
La lava ovunque, le improvvise spiagge bianche di sabbia fine, i paesini bianchi e le strade perfettamente tenute che corrono attraverso quest’isola divina.
Se potete permettervi un’auto a noleggio, la bassa stagione è l’ideale per godersi le strade vuote che sembrano non avere mai fine.
Il sole caldo invernale e il turismo meno sostenuto di questo periodo consentono di godersi meglio l’isola senza rinunciare a bellezza e ottimo clima.
Alcuni pomeriggi il termometro della macchina è arrivato a oscillare tra i 28 i 31° C e, se consideriamo che era fine febbraio, non c’è male!

Lanzarote: la strada per Orzola

Non nascondo che una delle scoperte più belle fatte sull’isola, a parte le belle spiagge e le persone stupende che ho conosciuto, è stato scoprire che, nonostante la lava ricopra gran parte del territorio, qui si riesca produrre un ottimo vino (leggi articolo a riguardo), così ogni sosta pranzo o degustazione diventa un’ulteriore occasione per riempire la giornata e soddisfare il palato…

A Lanzarote , nonostante i tanti turisti ho sempre avuto la sensazione di sentirmi a casa. Forse per quel clima mite costante, per i fiori, le palme e i cactus.
A Lanzarote ho amato la bellezza di poter uscire tutte le sere in pieno inverno per una passeggiata senza preoccuparmi del freddo, camminando sulla spiaggia come fosse primavera.


A Lanzarote, nonostante avessi l’auto a noleggio, ho provato la gioia di lasciare parcheggiata spesso la mia Opel per camminare sotto il sole o sotto le stelle o perchè no, a piedi nudi nella sabbia calda di febbraio.
Si, perchè a febbraio, metre mezza Europa gela e patisce il freddo, qui alle Canarie c’è chi si gode le onde e il mare…
…e se fai 4 ore di volo per raggiungere queste isole divine, poi vuoi levarti lo sfizio di pranzare all’aperto, passeggiare a piedi nudi nonostante il vento, ma anche farti qualche selfie in tenuta estiva per far rosicare gli amici a casa

…magari tra le viuzze di qualche paesino bianco…

Lanzarote: dal vulcano al bicchiere. La storia dell’isola che produce un ottimo vino dalla lava

Le vigne di La Geria di Thierry GUIMBERT da Adobe stock

I vigneti di Lanzarote sono diversi dagli altri. Rappresentano una delle tante “battaglie” che si sono susseguite tra l’uomo e l’ambiente. Se provate a fermarvi in una cantina di La Geria e a fare un assaggio, vi renderete conto che qui l’uomo è riuscito davvero a vincere una grande sfida. In questo caso, però, ha reso bello il paesaggio e creato qualcosa di buono per la terra e per l’economia.

I vigneti di Lanzarote crescono su un mare basaltico di rocce nere formatosi dopo l’eruzione del Timanfaya nel XVIII secolo.
Questo è solo il primo dei tanti ostacoli che un normale vigneto potrebbe incontrare se volesse produrre uva da vino.
Buon vino intendo!
A tutto questo bisogna aggiungere il clima di Lanzarote che è paradisiaco per gli uomini ma non certo per la coltivazione della vite: tanto sole, pochissima pioggia e anche vento forte.

Nonostante tutto sembri al limite dell’impossibile, i vini di Lanzarote continuano a vincere numerosi riconoscimenti per la loro bontà e il loro gusto, segno che dietro il lavoro dei contadini non c’è solo l’impegno nel voler coltivare qualcosa in condizioni difficili , ma anche la grande capacità di creare un prodotto eccellente.

El Grifo de Lanzarote ha vinto un premio in un concorso di Bruxelles per la sua Malvasia Volcanica Lias 2018 e uno per la Collezione Rossa 2019, spuntandola tra 10.000 vini provenienti da quasi 50 paesi diversi. Premiate anche le cantine di Martinon, Rubicon e La Geria.

Ma da dove arriva davvero il “segreto” della coltivazione dei vigneti di Lanzarote?
I vignaioli si sono accorti che sotto la lava e la cenere il terreno formato da sabbia e argilla era ancora fertile e così hanno scavato profonde buche a forma di imbuto e piantato 3 viti in ognuna di esse. Hanno anche aggiunto muri in pietra semicircolari per proteggere le viti dai forti venti e dalla cenere vulcanica che si muoveva con loro.

Per quanto riguarda l’assenza di pioggia, è stato sfruttato lo strato di lapilli (piccoli frammenti di lava), che hanno un effetto termoregolatore sul sottosuolo. Questo facilita la filtrazione della pioggia evitando l’evaporazione dal terreno e mantenendo una temperatura costante.



Lanzarote: from the volcano to the glass. The history of the island that produces an excellent wine from volcanic lava

la geria lanzarote vignes by Thierry GUIMBERT from Adobe stock

The vineyards of Lanzarote are different from the others. They represent one of the many “battles” that have taken place between man and the environment. If you try to stop in a winery in La Geria and take a taste, you will realize that here the man really managed to win a great challenge. In this case, however, he once made the landscape beautiful and created something good for the earth and the economy.

The vineyards of Lanzarote grow on a basaltic sea of black rocks formed after the eruption of Timanfaya in the 18th century and this is only the first of the many obstacles that a normal vineyard could encounter if it wanted to produce wine grapes.
Good wine I mean!
To all this we must add the climate of Lanzarote which is heavenly for men but certainly not for the cultivation of grapes: lots of sun, very little rain and even strong winds.

Although everything seems to the limit of the impossible, the wines of Lanzarote continue to win many awards for their goodness and their taste, a sign that behind the work of the farmers there is not only the commitment in wanting to grow something in a difficult condition, but also the great ability to create an excellent product.

El Grifo de Lanzarote won a prize in a Brussels competition for its 2018 Malvasia Volcanica Lias and one for the 2019 Red Collection, ticking it off among 10,000 wines from nearly 50 different countries. Martinon, Rubicon and La Geria also got some awards.

But where does the “secret” of the cultivation of the vineyards of Lanzarote really come from?
The winemakers realized that under the lava and ash, the soil formed by sand and clay was still fertile and so they dug deep funnel-shaped holes and planted 3 vines in each of them.
They also added semi-circular stone walls to protect the vines from strong winds and the volcanic ash that moves with them.

As for the absence of rain, the layer of lapilli (small fragments of lava) has been exploited, which have a thermo-regulating effect on the subsoil. This facilitates the filtration of rain avoiding evaporation from the soil and maintaining a constant temperature.