Isola di Fehmarn: tra piste ciclabili, spiagge, natura e tanto sole

Con 2200 ore di sole l’anno l’isola di Fehrmarn, non è solo una delle zone più soleggiate della Germania, ma è anche la terza isola più grande del Paese.
Fehmarn conta 300 chilometri di piste ciclabili panoramiche.
Da sentieri rocciosi piatti lungo il mare fino a prati e campi aperti, che si accendono di un giallo brillante durante la stagione della fioritura della colza in primavera.
Kiters e surfisti amano l’isola grazie alle buone condizioni del vento e alle infrastrutture.
Ogni anno decine di migliaia di uccelli migratori riposano nelle quattro riserve naturali di Fehmarn.

Informazioni sull’isola
St. Peter's Church in Landkirken, Fehmarn
SSt. Peter’s Church in Landkirken

Il nome dell’isola risale a “fe mer“, in slavo “in riva al mare”. Gli abitanti chiamano la loro isola “Crust” per via della forma ricorda la crosta del pane.
Fehmarn si trova tra la baia di Kiel e la baia di Meclemburgo nel Mar Baltico.
Staberhuk è il punto più orientale e Marienleuchte il punto più a nord-est dello Schleswig-Holstein.
Fehmarn conta 12.552 abitanti (al 31 dicembre 2016), di cui circa 6.000 vivono a Burg.
Dal 1 gennaio 2003 l’intera isola è diventata la città di Fehmarn (dalla fusione delle comunità rurali di Bannesdorf, Landkirchen e Westfehmarn).
Assieme a Burg, Landkirchen e Petersdorf sono considerate le località principali di Fehmarn.

Come arrivare: Il Fehmarnsund Bridge
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Fehmarn è raggiungibile tramite la stazione dei traghetti di Puttgarden in regionale o trasporto ferroviario internazionale a lunga percorrenza sulla “Vogelfluglinie“, collegamento di trasporto diretto tra Copenaghen e Amburgo.
Dal 1963 Fehmarn è collegata alla terraferma tramite il Ponte Fehmarnsund (noto anche come “hanger”).
Il 31 luglio 2010 è stata aperta la nuova stazione Fehmarn-Burg.
In pratica potete raggiungere Fehmarn prendendo un regionale da Amburgo a Lubecca poi cambiare prendendo un altro regionale in direzione Puttarden, e con questo scendere comodamente a Fehmarn-Burg.
Gli automobilisti possono raggiungere l’isola sul “Vogelfluglinie” attraverso la rotta europea 47.
A Neujellingsdorf si trova l’aerodromo Fehmarn-Neujellingsdorf.

Cosa fare a Fehmarn
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Fehmarn conta 78 Km di coste suddivisi in 20 tipi diversi di spiagge:

  • A Sud ci sono le spiagge più bianche e sabbiose dell’isola
  • Est: costa scoscesa
  • Nord: dune con laghi interni
  • Ovest: prevalentemente spiagge naturali
  • lastre piatte di roccia a ovest e nord dell’isola

4 riserve naturali:

  • pianure del nord dei laghi (accessibili)
  • Wallnau (Riserva di uccelli acquatici NABU Wallnau)
  • Grüner Brink (accessibile)
  • Krummsteert / Sulsdorfer Wiek (Krummsteert non accessibile)
Sport
Kitesur at Fehmarn
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Fehmarn è conosciuta per gli Sport d’acqua con 17 aree intorno all’isola per il kite-surf.
I marinai possono navigare in 5 porti turistici con una buona infrastruttura nautica. Grazie alla sua posizione geografica e condizioni del vento, ai marinai piace usare Fehmarn come scalo ideale per un viaggio sicuro e tranquillo senza virate complicate.
Il Mare del Sud danese nella baia dello Schleswig-Holstein, nel Meclemburgo-Vorpommern o in altri paesi vicini al Mar Baltico sono facili da raggiungere ed esplorati da Fehmarn in barca a vela.
Immersioni, pesca, escursionismo, corsa, camminata, bicicletta (300 km di piste ciclabili segnalate) e l’equitazione sono popolari sull’isola.
Altre attività sportive includono: arrampicata artificiale, Adventure Golf Fehmarn, Golf Park Fehmarn con un Campo da golf a 18 buche e la Piscina a Onde coperta “Feh Mare”.

Musei
  • Ernst Ludwig Kirchner : Mostre dell’Associazione Ernst Ludwig Kirchner con
    Prove del lavoro artistico di Kirchner su Fehmarn comprese le riproduzioni dei suoi quadri più noti nella loro dimensione originale, fotografie storiche, riproduzioni di taccuini e dati biografici.
    www.kirchnervereinfehmarn.de
  • Galileo World of Knowledge: in questo museo interattivo di 3.200 metri quadrati potete esplorare i mondi tematici “Tecnologia ed Energia” e “Terra e La vita” .
    www.galileo-fehmarn.de
  • Museo sottomarino di Fehmarn: i visitatori possono sperimentare la vita in uno spazio ristretto durante una visita al sottomarino U11 e scoprire la mostra sulla Flotta sottomarina tedesca del dopoguerra.
    www.ostsee-u-boot.de
  • Mühlenmuseum Jachen Flünk: Il mulino “Jachen Flünk” è il mulino a vento più antico dello Schleswig- Holstein. È ancora pienamente operativo ed è aperto al pubblico come Museo frantoio e agricolo.
  • Lifesaving Museum Fehmarn: Mostra sulla storia e la tecnologia del salvataggio di persone in mare con documenti video e audio, modelli di nave, informazioni sulla Società tedesca per il salvataggio del naufrago.
    www.seenotrettungsmuseum-fehmarn.de
  • Esperimento oscuro: con una maschera per gli occhi e il bastone da cieco potete sperimentare la passeggiata nel bosco o un acquisto al supermercato.
    www.dunkelexperiment.de


Eventi
Thies Rätzke photo

Alcuni dei festival ed eventi più importanti sono:

  • il Surf-Festival: Il Surf-Festival di Fehmarn inizia a maggio e dà il via alla principale stagione degli sport acquatici. Da non perdere, all’interno dell’evento stesso, una delle più grandi fiere outdoor per atleti di surf e SUP, dove molti nuovi prodotti possono essere testati gratuitamente.
    www.surffestival.de
  • Il Bulli Festival di mezza estate ( VW Bus): Un po’ nostalgi, l’atmosfera da surf degli anni ’60 al Bulli Festival di mezza estate (VW Bus), che si tiene a giugno a South Beach. Un’alta densità di veicoli T1 e T2 nel campo sulla spiaggia a cui si aggiunge un variegato programma di supporto con BULLI-Bar, la via dello shopping Sunset BULLIvard e spettacoli dal vivo sul palco.
    http://www.midsummerfestival.de/
  • La Festa della Fioritura della colza: un festival di tre giorni con tanta musica dal vivo, balli e spettacoli. I visitatori possono festeggiare e passeggiare tra numerose bancarelle che offrono un mix di specialità di Fehmarn di artigianato locale.
    Il momento clou è l’incoronazione della Rapsblütenkönigin (Regina del fiore di colza), che è celebrato sabato durante un ballo della regina con fuochi d’artificio, seguiti da una sfilata colorata domenica tra le strade di Petersdorf.
    La nuova regina rappresenterà Fehmarn per un anno a livello nazionale in varie occasioni.
    Per questo motivo, molte ragazze vengono a Fehrman per partecipare al Festival della fioritura della colza.
    “Rapsi”, una miscela di succo d’arancia, miele di colza e liquori è una bevanda gialla che potrete gustare al festival.

  • Il Festival del vino: In un’atmosfera accogliente, intenditori di vino e produttori di vino di varie zone di coltivazione tedesche si incontrano per vivere un divertente weekend intorno al tema del vino. Potrete degustare direttamente a cielo aperto vari vini. Prelibatezze culinarie, consigli di esperti e musica dal vivo quotidiana garantiscono il meglio nell’intrattenimento.
  • Il festival della musica dello Schleswig-Holstein: I concerti dello Schleswig-Holstein Music Festival sono diventati una solida tradizione a Fehmarn e sono tra i momenti salienti più amati dell’anno. Artisti rinomati offrono un piacere d’ascolto di prima classe all’Hof Johannisberg.
  • Dal 2003, ogni anno, l’ultimo mercoledì di agosto, , a Petersdorf si svolge Festival del Kröpel, dove tutto ruota intorno al Kröpel.
    la confederazione delle “donne di campagna” della parte occidentale di Fehmarn cuoce la specialità dell’isola direttamente in loco, in modo che nell’aria si senta il profumo di 1.500 “Kröpel”. Durante il festival vengono presentati musica dal vivo e piccole bancarelle di artigianato come gioielli in argento e pietra, lavorazione del legno, moda danese o cuscini di colza. Divertimenti per bambini con giochi di abilità, ruota della fortuna ecc, lo rendono attraente anche per i bambini.
  • Mercatino di Natale di Fehmarn, Marketplace Burg: Le bancarelle decorate con cura presentano una vasta gamma di delizie culinarie e attraenti regali di Natale. Circa 100 alberi di Natale e luci festose inondano la piazza del mercato di una luce scintillante e creare un’atmosfera natalizia. Un programma vario con spettacoli dal vivo assicura che grandi e piccini non si annoieranno.

    Maggiori info su su: https://www.fehmarn.de/en/events
Gastronomia locale
Fish sandwiches in the port of Orth
Dirk Moeller photo

A Fehmarn potrete scegliere tra una grande selezione gastronomica, da regionale a internazionale con una cucina fatta ricca di specialità regionali di pesce del Baltico appena pescato e numerosi caffè (fattoriali) con torte fantastiche.

Grigliate sul porto
Barbecue area at the marina in Burgtiefe
Thies Rätzke photo

Pontile, vino, tramonto….
Griglie moderne e bei posti a sedere vi aspettano nel porto turistico di Burgtiefe! In una delle le più belle aree barbecue l’isola!
Mentre le salsicce sfrigolano, rilassatevi e godetevi il ​​porticciolo guardando il mare e le barche. Che siate un gruppo o una coppia, sul lungomare sarà sempre una griglia con stile!

Griglia XXL a Wulfen, costa scoscesa: Sole, rumore del mare, fascino della scogliera, spiaggia, Prato, odore di carbone, vista sul Fehmarn-sund brücke … Da provare!
Da Pasqua a ottobre può esser particolarmente bello passare un giorno qui.
La vista sul mare è davvero splendida.
La grande griglia è perfetta per Gruppi.
I servizi igienici sono direttamente in loco.
la griglia è disponibile con un supplemento di € 20 compresa la pulizia presso Georg Muhl,
Tel. 04371 6758,
email: info@fewo-muhl.de

Dove mangiare pesce

Se siete a Fehmarn dovete provare assolutamente i panini di pesce e, perché no, anche qualche location unica dove gustare il pesce del mar Baltico:

Pane, torte e molto altro

Börke è una panetteria di Fehmarn da cui dovete assolutamente passare se volete provare qualche delizia per la vostra colazione o anche solo per gustare qualcosa di dolce.
Pane al miele di colza, marmellata fatta in casa, Torte sfiziose, biscotti sono solo alcune delle specialità che potete trovare qui
https://www.inselbaeckerei-boerke.de/

Dove dormire a Fehmarn
Thies Rätzke photo

Gli alloggi per i turisti sull’isola di Fehmarn sono così suddivisi:

  • il 50% sono appartamenti e case vacanza,
  • 34% campeggio,
  • 10% alberghi e locande,
  • il restante 4% è destinato a pensioni, case di ricreazione/formazione, ostelli della gioventù/rifugi e prevenzione/ cliniche di riabilitazione.
  • C’è 1 hotel a 4 stelle.
  • Fehmarn ha circa 14.534 posti letto, di cui 1.600 sono letti d’albergo.
  • 17 campeggi sull’isola offrono un totale di circa 6.000 piazzole e oltre 18.000 posti letto.

Con 17 campeggi direttamente sulla costa, Fehmarn è una destinazione popolare per i campeggiatori, che significa che l’isola accoglie numerosi ospiti abituali ogni anno, ma continua a farlo per deliziare i nuovi ospiti.
Dai grandi campeggi con tante emozionanti attività per il tempo libero ai piccoli campeggi per famiglie, Fehmarn offre scelta di camper e piazzole per ogni ospite.
A chi preferisce un po’ più di comodità e non vuole fare a meno del proprio bagno o di una cucina completamente attrezzata, la mobile-home è la soluzione perfetta e può essere affittata in molti campeggi.
Quest’anno quattro dei 17 campeggi sono stati premiati con 5 stelle dall’ADAC: Camping- und Ferienpark Wulfener Hals, Inselcamp Fehmarn, Camping Miramar e Camping Strukkamphuk.
Secondo alcuni rigidi criteri imposti dall’ADAC è stato possibile raggiungere tale obiettivo e ottenere il riconoscimento.

Le piste ciclabili
Thies Rätzke photo

Tanto sole, un clima mite e un complesso piatto e uniforme, Fehmarn è un’ottima meta per ciclisti.
Circa 300 chilometri di piste ciclabili segnalate si estendono in tutta l’isola e la costa. Si alternano spiagge naturali, laghi interni e scogliere lungo i 78 chilometri di costa. Nell’entroterra dell’isola la strada conduce attraverso villaggi, prati e campi, che si accendono di un giallo brillante durante la stagione della fioritura della colza in primavera.
Siete tutti invitati ad acquistare una speciale mappa del tour con cinque percorsi designati al turista ufficio informazioni.
Potete scegliere ad esempio il “tour della chiesa”, il “tour del porto” o il “Sundbrückentour”.
A seconda della direzione del vento e delle vostre condizioni potete affrontare i tour a destra o a sinistra e iniziarlo in qualsiasi momento.
La cosiddetta “Ostküstenpromenade” tra Staberdorf e Klausdorf è una delle piste ciclabili più panoramiche di Fehmarn: la pista ciclabile corre con una vista libera sul Mar Baltico direttamente sopra la costa scoscesa.
Molto apprezzati sono anche i percorsi segnalati della “Ciclabile del Mar Baltico” e del “Mönchsweg”. Per una sosta si consigliano i cinque porticcioli turistici, così come la visita a uno dei cinque “agriturismo cafè”, che sono in parte collegati ad un negozio di fattoria. Splendidi panorami sono forniti dai cosiddetti “divani da campo“, panche di legno curve, presenti in molti luoghi dell’isola. Sulla costa scoscesa tra Katharinenhof e Staberdorf a est di Fehmarn, il divano da campo può anche essere ruotato di 360 gradi.
Una destinazione popolare tra i ciclisti è il faro più alto di Fehmarn “Flugge”.
I 162 gradini portano ad una vista a 370° a 37 metri. Nelle vicinanze troverete il “NABU Wasservogelreservat Wallnau”, una riserva per gli uccelli acquatici. Dalle capanne di osservazione si possono osservare specie migratorie di uccelli di mare.
Per le e-bike è disponibile un’ampia rete di “stazioni di ricarica”. Sull’isola l’assistenza è fornita da due negozi di noleggio biciclette locali che offrono pronto soccorso e supporto per eventuali guasti.

Le riserve naturali e la fauna selvatica

Grazie alla loro ricca offerta di cibo e alla loro favorevole posizione, le quattro riserve naturali Grüner Brink, Wallnau, Krummsteert e Northern Lakeland sono un’attrativa per gli uccelli migratori su Fehmarn.
Decine di migliaia di loro si recano in questi luoghi ogni anno nel loro viaggio tra i luoghi di riproduzione e le loro “abitazioni” invernali, usando l’isola tedesca – a seconda la stagione e la direzione del volo – come un ponte verso il nord o il sud. Il posto migliore per l’osservazione degli uccelli è presso la riserva di uccelli acquatici NABU Wallnau, una delle aree ecologicamente più preziose della Germania settentrionale.
Inosservati dagli uccelli si può godere di una vista spettacolare da capanne di osservazione appositamente costruite in queste zone.
E’ possibile osservare specie di uccelli molto rari da una torre di osservazione alta dieci metri. Vale la pena visitarla tra metà aprile e metà maggio, quando gli uccelli migratori si mostrano durante il corteggiamento.
Informazioni dettagliate su specie di uccelli e rotte di volo sono fornite presso il quartiere fieristico.
Soprattutto per i bambini, la mostra del percorso tattile è un’esperienza. Scalzi e bendati, loro possono farsi strada tra coni e legni di abete rosso, toccare “cose” in luoghi nascosti e annusare piante come lavanda e rosmarino. I dipendenti della riserva degli uccelli acquatici guidano le persone attraverso i giardini e il bistrot che offre deliziosi piatti biologici.

Accessibile ai visitatori è anche il Grüner Brink di 134 ettari sulla costa settentrionale di Fehmarn. La striscia di terra lunga 2,5 chilometri e larga fino a 180 metri tra la diga e il Mar Baltico che si è formata dalla costruzione della diga nel 1872 ed è stata sottoposta a conservazione dal 1938. Le condizioni di flusso alterate hanno portato a quest’area, dove si sono formati piccoli laghi interni che successivamente si sono prosciugati.
Al giorno d’oggi solo le acque salate del Mar Baltico sfociano in questi piccoli laghi interni durante le forti inondazioni. In un anno si contano fino a 170 specie di uccelli intorno al “Grüner Brink”.
A sud-ovest di “Grüner Brink” troverete la più grande riserva naturale di Fehmarn, che con 751 ettari è la più grande dell’East Holstein.

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Il “Nord Lakeland” è protetto solo dal 29 agosto 2014, il che la rende la più giovane delle quattro aree protette del isola.
Comprende principalmente tratti costieri e le adiacenti zone pianeggianti con laghi, canneti, paludi salate e prati ampiamente utilizzati. Molte specie animali e vegetali in via di estinzione come il rospo crocifisso, il tarabuso, il fraticello, la sterna comune, cavolo di mare costiero, broncio da spiaggia e il cardo selvatico sono originari di questa zona.
Ci sono diversi percorsi attraverso la riserva naturale, ad esempio, a est di Markelsdorfer Huk (Fehmarn nordoccidentale) per raggiungere i campeggi vicini con ristoranti e le zone balneari non comprese nel riserva naturale. Vicino al Markelsdorfer Huk c’è un’altra piattaforma di osservazione.

Il Krummsteert si trova sulla punta sud-occidentale del isola di Fehmarn.
Fa parte della riserva naturale Krummsteert – Sulsdorfer Wiek, che copre circa 395 ettari ed esiste dal 1980.
È diviso in quattro diversi ecosistemi: il Krummsteert, il Sulsdorfer Wiek, un’antica baia marina situata alle spalle la diga, il Ramskamp con saline e stagni salmastri nonché aree acquatiche del Mare Baltico.
Dalla piattaforma del visitatore del faro Flügge di 37 metri, la vista si apre sull’intero Nehrungshaken. Il sentiero da Orth al faro passa davanti al Sulsdorfer Wiek, il canneto di Ramskamp e gli stagni di Flügger.
Le schede informative forniscono informazioni sull’allevamento e sugli uccelli migratori. Particolarmente protetto è il minuscolo isolotto di Kolhof situato nel Burger Lake (Burgtiefe), che funge anche da allevamento terreno per numerosi uccelli nel parte meridionale di Fehmarn.


Le spiagge
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Le spiagge di Burgtiefe e Wulfener Hals sono le più meridionali e con la sabbia più bianca dell’isola.
In questo tratto la costa è particolarmente pianeggiante con le migliori condizioni per costruire castelli di sabbia o cercare conchiglie. Lo stesso vale per Grüner Brink a nel nord di Fehmarn.
A Bojendorf c’è un servizio completo disponibile per l’affitto di sdraio, un chiosco e strutture per lo sport e il tempo libero. La posizione unica del porto turistico di Burgtiefe è un popolare punto di partenza per viaggi sul Mar Baltico. A pochi passi si trova la spiaggia sud di sabbia fine, considerata il centro turistico dell’isola di Fehmarn. C’è anche la piscina con onde avventurose FehMare con un’ampia gamma di servizi termali.

Tutte le info su Fehmarn potete trovarle su: https://www.fehmarn.de/

Sanlúcar de Barrameda è la capitale gastronomica di Spagna del 2022

Sanlúcar, situata nella provincia di Cádiz, vicino alla foce del fiume Guadalquivir, è una città privilegiata con un ricco patrimonio culturale e monumentale poiché si trova sulla rotta commerciale verso l’America. Fu testimone del terzo viaggio di Cristoforo Colombo e porto di partenza e di arrivo della spedizione di Magellano ed Elcano.
Nel 2022 ci saranno gli atti commemorativi del V Centenario del Primo Giro del Mondo (1519-1522). Il suo ambiente ambientale ha come emblema il Parco Nazionale di Doñana, a cui si accede attraversando il fiume Guadalquivir, e il Parco Naturale La Algaida e Pinar, una sorta di anello naturale che costituisce uno dei polmoni verdi dell’Andalusia, dichiarato dall’ UNESCO come Riserva della Biosfera nel 1980.

A queste attrattive si aggiunge la sua ricca gastronomia, con prodotti eccezionali ed esclusivi come Gamberi e Manzanilla, un connubio perfetto che si estende oltre i confini andalusi ed è uno dei motivi per cui migliaia di turisti vengono in questa località. Alla fine dello scorso anno è stato annunciato che Sanlúcar sarebbe diventata la nuova Capitale Mondiale della Gastronomia per il 2022.
La nomina è stata ufficializzata in occasione di Fitur, la Fiera Internazionale del Turismo che si tiene a Madrid dal 19 al 23 gennaio. La distinzione di Capitale spagnola della gastronomia (CEG) è stata creata dalla Federazione spagnola dei giornalisti e scrittori turistici (FEPET) e dalla Federazione spagnola dell’ospitalità (FEHR).

Lo scopo di questa iniziativa è di contribuire alla diffusione dell’offerta gastronomica della città che ogni anno detiene il titolo, di proporre azioni che aiutino ad aumentare le cifre del turismo (Sanlúcar riceve più di 80.000 turisti all’anno) e di valorizzare i programmi di eccellenza gastronomica . La gastronomia diventa così un complemento perfetto dell’offerta completa per il tempo libero e la festa, mettendo in evidenza la Fiera Manzanilla, l’imbarco delle confraternite di El Rocío o le famose corse di cavalli sulle spiagge del comune, dichiarato di Interesse Turistico Internazionale nel 1997.
Il significato storico di Sanlúcar, crocevia di culture e antico porto del commercio americano, si percepisce ad ogni passo che si compie nel suo tessuto urbano. I palazzi, le dimore nobiliari, gli edifici difensivi e i giardini storici si mescolano ad antiche cantine, dalle quali si sprigiona il morbido aroma di Manzanilla. Il Parco Nazionale di Doñana, oltre a promuovere il turismo naturale praticamente tutto l’anno, è anche una delle chiavi della ricchezza della gastronomia di Sanlúcar.
Fenici, romani e arabi hanno contribuito con gli ingredienti alla cucina autoctona. La riconquista cristiana incoraggiò la produzione del vino, che dopo secoli di sapiente lavoro, venne consumato nella mirabile diversità dei vini attuali, tra i quali spicca il singolare Manzanilla. L’evoluzione gastronomica non si ferma qui, poiché dopo essere diventato uno dei principali porti commerciali americani e aver ospitato numerose spedizioni all’estero, Sanlúcar vede ancora una volta le sue cucine arricchite con tutta la varietà di spezie, frutta e verdura che è arrivata sulle coste andaluse, prima di molte altre luoghi del Vecchio Mondo. Peperoni, pomodori e patate hanno dato il loro ultimo impulso sia alla gastronomia locale che alla produzione agricola.

Corsa di cavalli a Sanlucar
Sanlúcar a cavallo

Le corse di cavalli sulle spiagge di Sanlúcar de Barrameda alla foce del fiume Guadalquivir, l’antico Betis, sono le più antiche del territorio nazionale e si svolgono dal 1845. Sono le uniche corse in cui i purosangue hanno l’opportunità di gareggiare in un ambiente unico: un ippodromo naturale lungo oltre 6 chilometri con il Parco Nazionale di Doñana e i tramonti sullo sfondo.

I sapori di Sanlúcar

La vasta offerta gastronomica di Sanlúcar si basa su tre pilastri importanti: i prodotti del suo orto, quelli delle sue cantine e il pescato del mare andaluso. Il pesce e i crostacei di Sanlúcar, e tra questi i gamberi, hanno una reputazione che ha trasceso i confini cittadini.
A Sanlúcar, i prodotti stessi sono famosi quanto i piatti preparati con essi che ne costituiscono la base culinaria, ricchi stufati dall’autentico sapore marinaro come il pattino all’arancia acida, la coda di rospo con pane fritto, la zuppa di cambusa, ecc. Questi piatti sono generalmente innaffiati con il vino locale, Manzanilla, così come altri tipi di vino da tavola, che hanno una gradazione alcolica inferiore e un colore più chiaro ma hanno un sapore unico.

Sanlúcar de Barrameda è storicamente integrato nelle Denominazioni di Origine Jerez, Vinagre, Brandy de Jerez e Manzanilla de Sanlúcar de Barrameda. Le cantine di Sanlúcar godono della singolarità costruttiva di quelle che si trovano in tutto il Marco de Jerez. Si tratta di cantine alte e ben ventilate, sostenute da snelli pilastri che conferiscono loro il caratteristico aspetto. Di recente la città si è dotata di una nuova risorsa enoturistica: il Centro di Interpretazione Manzanilla (CIMA) che comprende una ventina di cantine della città e che, situato accanto al mercato alimentare, offre ai visitatori l’opportunità di conoscere il processo di elaborazione e invecchiamento di questo vino unico.

Gamberi di Sanlucar
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Il gambero. Il re del mare e della gastronomia di Sanlúcar

Il Gambero di Sanlúcar è uno dei re della cucina di Cadice, uno dei prodotti della gastronomia locale che ha varcato i confini per conquistare non solo i palati delle migliaia di turisti che visitano il comune ogni anno, ma anche le cucine di chef di fama nazionale e prestigio internazionale, che l’hanno inserita nel loro menu come prodotto di punta.
Il suo nome scientifico è Penaeus kerathurus ed è un crostaceo di medie dimensioni, commestibile, molto apprezzato e di alto valore commerciale. Cosa ha il gambero Sanlúcar che lo rende così prezioso? La risposta è facile: il suo sapore, una proprietà conferita dal suo habitat: l’estuario del fiume Guadalquivir.
È un crostaceo che si consuma prevalentemente fresco. La sua carne è molto pregiata. Cotto, fritto o come parte di qualsiasi tradizionale stufato di pesce, è sempre una buona opzione.
A Casa Bigote, punto di riferimento della gastronomia di Sanlúcar, vincitrice del premio Bib Gourmand della Guida Michelin e un Sole della Guida Repsol, scommettono sulla preparazione cotto o fritto.

Manzanilla un vino unico e molto speciale

Manzanilla è un altro dei prodotti “di nome ” di Sanlúcar de Barrameda. I vigneti, divisi in “pagos”, crescono secolari su terreno albariza ( un terreno a nord di Jerez ideale per la coltivazione della vite). Sanlúcar ha attualmente più di venti aziende vinicole, che si nutrono o dei propri vigneti o del mosto di uve palomino ( uva bianca dalla quale si producono vini di Jerez e Manzanilla).

La Sanlúcar marinera, prodotti e stufati di mare

La cucina Sanlúcar è una cucina legata alla tradizione. Una cucina di origine marittima che trova un ruolo di primo piano nelle case.
Un capitolo a parte merita il modo speciale di preparare il pesce nel comune. La frittura del pesce, con la punta giusta, raggiunge un punto quasi sublime e permette di apprezzare le consistenze delle diverse specie, da acedías, tapaculos, pijotas, puntillitas, seppie o triglie
Ora questi stufati arrivano da Sanlúcar in tutto il mondo grazie alla famiglia Senra, che ha innovato e introdotto le ricette tradizionali di mare in barattoli da conserve che devono solo essere riscaldati per essere consumati, portando in tutte le case un po’ del sapore della il più marino Sanlúcar.



Il mercato alimentare, l’epicentro della gastronomia Sanluqueña

Si trova nel cuore della zona commerciale del Complesso Storico di Sanlúcar de Barrameda. Si tratta di un edificio comunale che occupa una superficie di quasi 1.400 mq, edificato nel 18° secolo e ristrutturato tre volte, nel 19°, 20° e 21° secolo.
L’attività è tornata in questa piazza nel giugno 2018 e da allora è rimasta il fulcro dell’attività commerciale ed enogastronomica della città.
Ha ventiquattro bancarelle di pesce, dodici macellerie, dieci fruttivendoli, tre surgelati, una spezie, una olive, dolci… Quello che spicca di più è la parte ittica, non solo per la quantità, ma anche per la materia prima che offre. L’eccellente materia prima che i Sanluqueños placeros espongono quotidianamente nelle loro strutture ha trasformato il Mercado de Abastos del paese in un luogo di riferimento per Sanluqueños e visitatori che approfittano del passaggio per la città per fare scorta delle migliori prelibatezze del territorio e del mare. .

La Sanlúcar dolce

Non esiste cibo che si rispetti che non si esaurisca con un dessert e Sanlúcar, tra i suoi numerosi incanti gastronomici, ci offre in questo campo una varietà caratterizzata dal carattere artigianale e dalla qualità delle sue materie prime. Le mura dei conventi dei tanti ordini religiosi che si costituirono sotto il patrocinio della Casa Ducale di Medina Sidonia, custodiscono gran parte di queste dolci ricette. I dolci realizzati in maniera artigianale dalle monache dei conventi di Madre de Dios – offerti ai clienti tramite i loro torni – o del convento di Regina Coeli hanno permesso di perpetuare nel tempo sapori unici come tuorli, tocino de cielo, ciambelle alle mandorle, frollini, pestiños, ciambelle bianche, cocadas-, che fanno da più di 40 anni e che abbagliano chi li prova.
Le alpisteras sono uno dei dolci più tipici di Sanlúcar de Barrameda, tradizionale della Settimana Santa e che traggono la loro dolcezza da un tocco di sciroppo. Il dolce prosegue con un gelato artigianale, godendosi la città di due mitiche aziende come La Ibense Bornay – che ha esportato il suo gelato a Dubai – o Helados Toni, dove la terza generazione asseconda i desideri dei più piccoli dietro il bancone .

Tocino de cielo
Tocino de cielo
La Plaza del Cabildo: una passeggiata attraverso la cattedrale delle tapas

Epicentro della città, la Plaza del Cabildo è l’emblema gastronomico per eccellenza di Sanlúcar insieme al Bajo de Guía.
Memorabili le tipiche tortillas di gamberi di Casa Balbino. E della prelibatezza al gusto di mare, in un altro degli angoli di questa cattedrale, potrete gustare le autentiche patate di Sanlúcar, aliñás, con un po’ di cipolla e prezzemolo, un buon olio, aceto di sherry, dei lombi di melva e il gioco è fatto : il prodotto di punta della Barbiana.
Un altro dei classici della gastronomia è il Bar La Gitana. La nota manzanilla dà il nome ad un’azienda vinicola che è via via diventata un altro dei riferimenti di questa piazza, proponendo delle ottime ortiguille fritte.

Isola Fraser : l’isola australiana da sogno

L’isola Fraser è l’isola di sabbia più grande del mondo.
Con un’estensione pari a 184.000 ettari, 123 chilometri di lunghezza e 22 chilometri di larghezza nel punto più largo, l”isola Fraser è una tipica isola da sogno con foresta pluviale, spiagge infinite e mare trasparente in cui tutti vorremmo naufragare e vivere per sempre.

Storia e leggende dell’isola

Il nome tradizionale del popolo Butchulla per l’isola di Fraser era K’gari che significa paradiso.

Secondo una leggenda , l’isola di Fraser fu chiamata K’gari in onore del bellissimo spirito che aiutò Yindingie, messaggero del grande dio Beeral, a creare la terra.
Come ricompensa a K’gari per il suo aiuto, Beeral l’ha trasformata in un’isola idilliaca con alberi, fiori e laghi.
Ha messo uccelli, animali e persone sull’isola per farle compagnia.

Pare che l’isola fosse occupata da almeno 5000 anni o più, ma solo nel 1770 il capitano Cook avvistò il popolo Butchulla sulla costa orientale, mentre Matthew Flinders evve contatti col popolo dell’isola tra il 1799 e il 1802.
Nel 1991 l’isola è stata nominata patrimonio dell’umanità e oggi è gestita dal Dipartimento dell’ambiente e del patrimonio attraverso il Queensland Parks and Wildlife Service.

I relitti dell’isola

Shipwrecks in Freser Island
Foto di Andreas Dress da Unsplash

Pare che sull’isola Fraser siano “sbarcati” e rimasti una ventina di relitti, oggi attrativa dei turisti.
Il più famoso è senza dubbio il Maheno, arenato sulle spiagge di Fraser dal 1935.
Costruita nel 1905, la SS Maheno ha effettuato una rotta regolare tra Sydney e Auckland fino a quando  è stata commissionata come nave ospedale in Europa durante la prima guerra mondiale.
Il 3 luglio del 1935, a fine servizio,  la Maheno partì da Sydney trainata da un traghetto ma, dopo 4 giorni si imbattè in un ciclone e, a una cinquantina di miglia dalla costa scomparve in mare con 8 uomini a bordo.
Il 10 luglio un areo avvistò la Maheno arenata sulle coste dell’isola Fraser, con l’equipaggio in attesa sulla spiaggia dell’arrivo del traghetto Oonah, che si palesò un paio di giorni dopo.
Oggi la Maheno resta arenata in stato di corrosione sulle spiagge dell’isola e, svuotata di tutto, è una delle grandi attrazioni dell’isola.

Le dune e la sabbia

Seventy Five Mile Beach, Frase Island
Seventy Five Mile Beach, Foto daAdobe Stock

L’isola Fraser e le sue dune sono in continuo cambiamento. Ogni anno le dune si spostano in base al vento, l’umidità e al comportamento  delle piante che vivono sull’isola australiana.
Le sabbie colorate di Fraser Island si trovano a nord di Eli Creek e comprendono 72 colori diversi, soprattutto rossi e gialli.

Seventy-Five Mile Beach ( foto sopra) è un’incredibile autostrada sulla spiaggia in cui si applicano tutte le regole stradali,
Il limite di velocità è di 80 chilometri all’ora ed è necessario dare la precedenza agli aerei che atterrano e decollano!

La foresta pluviale

Fraser Island
Foto di Mat Mc Leod da Pixabay

Tra le caratteristiche uniche di Fraser c’è anche quella di avere una foresta pluviale che cresce su un terreno poco fertile come la sabbia.
Le piante ricavano i loro nutrienti unicamente dalla pioggia e dalla sabbia.
La sabbia è ricoperta di composti minerali come ossidi di ferro e alluminio. Vicino alla riva l’aria contiene i nutrienti degli schizzi d’acqua di mare che si depositano sulla sabbia. In una relazione reciproca, i funghi nella sabbia mettono questi nutrienti a disposizione delle piante.
Queste a loro volta forniscono vari composti organici ai funghi che, non avendo clorofilla, non potrebbero sintetizzare da soli.

La fauna selvatica

L’isola Fraser è un ambiente ricchissimo di animali selvatici che, a modo loro, costituiscono elementi fondamentali ma fragili nel contesto dell’isola.
Ogni minimo cambiamento o contaminazione può danneggiare questo meraviglioso ambiente e i suoi abitanti che contribuiscono in maniera importante a conservare l’equilibrio naturale dell’isola australiana.

A Fraser sono state avvistate più di 350 specie di uccelli che qui vengono a nidificare e trovano un contesto ottimale dove nutrirsi e trovare riparo.
Le specie di rettili sono quasi 80 di cui una ventina rappresentati da serpenti.
Da luglio a novembre potreste anche avvistare delfini, dugonghi, tartarughe e megattere.
Non foste ancora soddisfatti da tutta questa vita, sappiate che nel Queensland e a Fraser vive la seconda popolazione per importanza di Brumbies, una razza di cavalli selvatici tipici dell’Australia.

La vegetazione di Fraser

Fraser Island
Foto di GAWN AUSTRALIA da Unsplash

L’elenco delle specie vegetali presenti a Fraser è davvero impressionante.
Basti pensare che sull’isola sono presenti almeno un migliaio di specie suddivise in 150 famiglie diverse.
Acacia, banksia, baronia, callitris, dianella ed eucalipti sono solo alcune delle tante specie presenti che vi accoglieranno in questa stupenda isola.

Come arrivare

Fraser Island ferry
Traghetto per l’isola Fraser, Foto Adobe Stock

In auto servono almeno 3 o 4 ore da Brisbane per arrivare.
Dovete raggiungere Maryboroug e poi la Hervey bay.
Gli orari dei traghetti per Fraser sono su questi link.
http://www.fraserislandferry.com.au/
e
https://www.kingfisherbay.com/getting-here/fraser-island-ferry.html

Da Brisbane sono disponibili servizi regolari di autobus per Maryborough ed Hervey Bay.
Da nord sono garantiti servizi con Greyhound-Pioneer-McCafferty’s, Premier e Suncoast Pacific Coaches.
Se preferite il treno, potete consultare  gli orari sul sito della Queenslandrailtravel.

Qantas Link vola da Brisbane alla Hervey Bay ( aeroporto di Hervey Bay)

Cosa fare e dove alloggiare

Fraser island
Foto diNick Dunn da Unsplash

Se mai tutta questa bellezza dovesse annoiarvi (ho forti dubbi a riguardo), sull’isola  ci sono tante attività organizzate come lo while watching o i tour in 4WD ad esempio, più altre attivitàche i due resort presenti sull’isola si adopereranno per rendere ancor più splendide le vostre giornate in questo paradiso.
Inutile aggiungere che questo è un posto perfetto per celebrare matrimoni o per passare una luna di miele.

Gran Canaria: la bellezza unica di un’isola speciale

Gran Canaria è una delle 7 isole che compongono la Comunità Autonoma delle Canarie. Dista un migliaio di Chilometri da Cádiz, il porto europeo più vicino, e 210 chilometri dalle coste del Nord Africa.

381 mila dei suoi 855 mila abitanti vivono a Las Palmas di Gran Canaria,centro nevralgico e capoluogo dell’isola che, negli anni prima della pandemia, arrivava a ospitare quasi la metà dei turisti che viaggiavano sull’isola.
Se pensiamo che in condizioni normali Gran Canaria poteva accogliere qualcosa come 4 milioni e mezzo di turisti l’anno, si fa presto a capire che tipo di importanza abbia l’isola a livello planetario e quanto sia amata dai viaggiatori europei.
In genere sono i turisti tedeschi, inglesi, nord europei e spagnoli, quelli maggiormente attratti dalle bellezze di Gran Canaria.
Spiagge, sole, natura, gastronomia e possibilità di praticare sport all’aria aperta tutto l’anno, fanno di quest’isola una meta unica al mondo.
Negli ultimi tempi la possibilità di lavorare in smart working , ha aggiunto nuove frontiere al turismo di Gran Canaria.
8000 lavoratori da remoto vivono ormai sull’isola sfruttando la connessione ad internet ad alta velocità e la possibilità di integrarsi bene nelle comunità locali.
Per Gran Canaria significa ospitare talenti internazionali attirando, allo stesso tempo, una nuova forma di turismo.
I professionisti che decidono di venire a lavorare sull’isola sono tedeschi, inglesi, americani, italiani e francesi che decidono di fermarsi a Gran Canaria per almeno 2 mesi.

Praticare Sport


  percorso GC-200 a Gran Canaria
Percorso GC-200 a Gran Canaria
Foto di Polina Rytova da Unsplash

Il clima delle isole Canarie in genere, favorisce le attività sportive all’aria aperta. In particolare a Gran Canaria, si contano 7 campi da golf tra i quali è necessario menzionare il Real Club de Golf di Las Palma, il più antico di tutta la Spagna, la cui nascita risale al 1891.
I paesaggi spettacolari dell’isola danno inoltre la possibilità di praticare escursioni e trekking tra scenari incredibili: immaginate solamente cosa possa essere una semplice ma salutare camminata tra le dune di Maspalomas o un trekking su Roque Nublo.

Dunas de Maspalomas
Dunas de Maspalomas
Foto di Klaus Stebani da Pixabay

Immaginate poi il litorale e il mare, dove potete scegliere tra differenti sport d’acqua: dalla pesca sportiva, passando per il surf, il wind surf o il kite surf, la vela, le immersioni subacquee e tanto altro.
Il ciclismo trova a Gran Canaria un ottimo riscontro anche da parte di squadre di professionisti non solo per l’ottimo clima che, anche in inverno, permette agli atleti di allenarsi con climi primaverili, ma grazie a strade sinuose e ben tenute nell’interno e viste spettacolari lungo la costa.

Gastronomia

Vassoio con assortimento di pesce e frutti di mare in un ristorante sulla costa di Gran Canaria, Isole Canarie
Gran Canaria: vassoio con assortimento di pesce e frutti di mare sul litorale
Foto Shutterstock

Dunque.
Quando si parla di Spagna, mare, climi miti e buon cibo non so mai da dove cominciare.
I piatti di pesce e i ristoranti sulla costa tanto per non allontanarci troppo dalla foto sopra. Ma anche e soprattutto prodotti locali della terra e vini di denominazione di Origine controllata.
I sapori di Gran Canaria sono originali e naturali, sia che vengano dal mare che dalla terra.
Le Patatas arrugadas, il sanchocho e molte varietà di stufati rappresentano solo alcuni dei sapori tipici dell’isola da provare assolutamente.
Nella Valle di Agaete si coltiva l’unico caffè prodotto in Europa; la Bodega Arehucas Rum è la più grande e antica del suo genere in tutto il continente europeo.
Gran Canaria fa anche parte del progetto di Saborea España, nato per mettere in risalto i prodotti e gli ingredienti dei piatti locali, nonché le doti degli chef che cucinano nei ristoranti dell’isola.

Un patrimonio storico e naturale

Cenobio de Valerón
Cenobio de Valerón
Foto Shutterstock

Gran Canaria ha caratteristiche climatiche uniche grazie alle sue vette che raggiungono altitudini massime superiori ai 1900 m slm.
Questo fa si che sia stata definita come un continente in miniatura e dichiarata dall’UNESCO come Riserva della Biosfera, merito dello sviluppo sostenibile del suo ambiente e della conservazione delle specie che vivono sull’isola.

Se i turisti che visitano Gran Canaria la scelgono per il clima, il mare e le spiagge, è indiscutibile che il patrimonio storico e naturale dell’isola non ha eguali al mondo.
Le piscine naturali a Guía, la Riserva Speciale di Los Tilos de Moya, l’unica foresta di alloro rimasta a Gran Canaria, il Museo della Grotta Dipinta e il Parco Archeologico, le spiagge e le ripide scogliere intorno ad Agaete, il centro storico di Arucas, i boschi intorno a Osorio a Teror e la gola di Azuaje a Firgas.
Come non citare poi Il Parco Rurale di Nublo e la Riserva Naturale Speciale delle Dune di Maspalomas che sono probabilmente le attrazioni più
rappresentative delll’isola.

Roque Nublo
Roque Nublo
Foto di Mandy Schneider da Pixabay

Gran Canaria offre poi vari siti archeologici da non perdere per nessun motivo al mondo, come il Cenobio de Valerón (Santa María de Guía), il Centro Visitatori Roque Bentayga (Tejeda), il Parco Archeologico di Maipés (Agaete), la Necropoli di Arteara ( San Bartolomé de Tirajana), Cañada de Los Gatos (Mogán), il Centro Visitatori del Burrone Guayadeque (Agüimes) e il Centro Visitatori La Fortaleza (Santa Lucia di Tirajana).

Gran Canaria è stata dichiarata inoltre “Destinazione turistica
Starlight” dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per
l’istruzione, la scienza e la cultura (UNESCO). L’Astro turismo
è uno dei progetti di punta di Gran Canaria, e si è lanciato alla
conquista dei suoi spettacolari cieli notturni combattendo
contro la contaminazione della luce, nel tentativo di ripristinare
il diritto all’osservazione delle stelle. L’isola desidera recuperare la qualità dei cieli che gli aborigeni erano soliti vedere, con indicatori astronomici unici, diversificando la gamma di offerte turistiche e aprendo nuove finestre di conoscenza.
A tal fine, questa difesa dei cieli su Gran Canaria è diventata
la spina dorsale dell’intervento delle autorità dell’isola, mentre
molti si stanno impegnando affinché l’originario insediamento
archeologico di Risco Caído, ad Artenara, sia dichiarato
Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO , insieme alle Aree
Sacre della Montaña de Gran Canaria.

5 curiosità su Gran Canaria

Foto di Here and now, unfortunately, ends my journey on Pixabay da Pixabay
  • La scrittrice britannica Agatha Christie si recò a Gran Canaria e soggiornò al Metropole Hotel. Si sedeva fuori per ore e guardava la sabbia e il paesaggio marino. Alcune delle sue avventure di Hercules Poirot sono state scritte dalla terrazza del suo hotel.
  • Il film Moby Dick, con Gregory Peck, è statogirato a Las Canteras Beach nel 1954.
  • I ricercatori dell’Università di Las Palmas de Gran Canaria stanno cercando di confermare la loro ipotesi che il terremoto di Lisbona del 1755 abbia causato un’onda di marea che ha raggiunto Gran Canaria e generato le dune di Maspalomas. (altre teorie dicono che la sabbia sia arrivata dal Sahara).
  • Gran Canaria ha il “soprannome” di Continente in Miniatura per la grande varietà di paesaggi e climi che si trovano sull’isola. In alcune giornate invernali i visitatori possono essere sulla spiaggia con una temperatura di 22º C mite, poi nel giro di un’ora salire in cima e trovare la neve, con 0ºC.
  • Gran Canaria vanta 33 diverse aree protette che si estendono su 66.707 ettari, vale a dire meno della metà della superficie totale dell’isola (42,75%).


Scilly: le isole magiche inglesi

Le isole Scilly distano più o meno 45 chilometri dalle coste della Cornovaglia e godono del clima più mite di tutto il Regno Unito.
Si contano 140 isole e isolette prevalentemente disabitate e 2.200 abitanti distribuiti su cinque isole: 1.800 vivono silla più grande, St. Mary’s; circa 110 su Tresco e St. Martin’s, e meno di 100 abitanti risiedono stabilmente a Bryher e Sant’Agnese.
Nonostante ciò, queste cinque isole sono tutte collegate tra loro e raggiungibili con viaggi di pochi minuti ma, soprattutto, ogni anno sull’arcipelago, arrivano circa 100.000 turisti provenienti dalla Cornovaglia o con le navi da crociera che passano da qui ad ammirare il mare cristallino, le spiagge e la bellezza naturale incontaminata delle isole Scilly.

La natura

Photo by Annie Spratt on Unsplash

Indipendentemente da quale isola si scelga per il proprio soggiorno, qui la possibilità di muoversi e apprezzare la natura è davvero ampia.
Le isole sono tante e molto vicine tra loro, il che dà l’opportunità di spostarsi facilmente ammirando tutte le bellezze della natura.
A seconda del periodo, è possibile incontrare delfini, pulcinelle di mare, cormorani, gazze marine e molti altri uccelli marini e magari qualche foca grigia atlantica se siete abbastanza fortunati.

Prodotti locali

Sulle isole Scilly ogni prodotto locale è davvero “locale” e fatto sul posto. In questa piccola comunità, i prodotti dell’isola sono in abbondanza. Su quasi tutte le isole si possono incontrare agricoltori locali, pescatori o magari fornai, birrai, enologi e non solo.

  • Pesce dell’isola
    La famiglia Pender ha pescato a largo di Bryher per centinaia di anni, fornendo aragosta, granchio, pesce e crostacei freschi di qualità alle Isole Scilly.
  • Anatra Salakee
    una piccola impresa di St. Mary alleva piccoli lotti per garantire alle anatre il più alto benessere possibile.
  • Fattoria Veronica
    Azienda agricola a conduzione familiare che utilizza ingredienti locali tra cui latte di Sant’Agnese, burro e panna rappresa, per produrre il massimo delizioso, burroso fondente alla vaniglia, tutto fatto da mano nella cucina della fattoria
  • Hillside Farm
    Cinque acri di fattoria biologica, coltivazione di frutta e verdura insieme al bestiame del Devon per la carne bovina, nutriti con erba tutto l’anno per carne di manzo gustosa e a basso impatto ambientale.
    Venduta ai cancelli della fattoria
  • Fattoria Troytown
    Considerato il caseificio più piccolo del Regno Unito
    Fattoria con 9 mucche da latte, Troytown produce e vende latte, panna, yogurt e gelato.
  • Westward Farm
    una piccola fattoria familiare a St. Agnes,
    Coltivano prodotti botanici per la loro distilleria producendo gin premium (più succo di mela e sidro) e una gamma di saponi che utilizzano oli essenziali.

Come arrivare

Raggiungere le Scilly è piuttosto semplice e ci sono ben tre opzioni disponibili: L’aereo, la nave ma anche l’elicottero, qualora vogliate provare qualcosa di diverso per il vostro viaggio
Potete consultare questo link dove è possibile scegliere una delle tre opzioni di viaggio e cercare tutte le informazioni oppure andare sul sito dedicato al viaggio in elicottero dove potete ricevere informazioni a riguardo e prenotare , volendo, anche un comodo day trip.

9 buoni motivi per visitare e innamorarsi delle isole greche

Lo so. Le isole greche non hanno bisogno di tante presentazioni in giro per il mondo, perchè la loro buona fama è talmente riconosciuta che dovrebbe essere sufficiente ad attirare turisti per i prossimi 1000 anni. Tuttavia trovo affascinante raccontare la bellezza di questa parte del mondo, cercando di “riassumere” in pochi punti cosa attira davvero tanta gente da queste parti.
Almeno da quello che può vedere un semplice viaggiatore come me…

1. La cordialità, l’accoglienza e la gente greca

Skiathos… Photo by Nick Karvounis on Unsplash

I greci fanno dell’accoglienza e della gentilezza uno stile di vita. Tu chiedi un’informazione in inglese e loro rispondono nella tua lingua. Fai 500 domande e loro non perdono (quasi) mai la pazienza conservando calma e sorriso. Il turista e il viaggiatore in Grecia sono considerati un tesoro e come tali sono trattati.
Contrariamente a quanto si possa pensare, sulle isole greche ci sono servizi essenziali che funzionano eccellentemente: dai noleggi auto ai servizi di emergenza, tutto funziona perfettamente per garantire a chi visita l’isola una permanenza ottimale.
Ho visto pompieri spegnere incendi e giardinieri lavorare già dal mattino presto negli spazi verdi degli hotel e delle località turistiche.
I greci che conosci in giro sono sempre disponibili e a sorriso corrisponde sorriso.

2. L’ottima cucina greca

Image by Claire05 from Pixabay

La Grecia vanta una tradizione culinaria a dir poco eccellente. Come in tutta l’area mediterranea troverete piatti freschi, prodotti saporiti, ottimo olio di oliva e anche buon vino.
Una semplice insalata greca è un delizioso piatto ricco è gustoso ideale a soddisfare chiunque in una calda giornata estiva su qualche isoletta greca.
Provare qualsiasi pesce appena pescato dal mare resta comunque il modo migliore ( secondo me) per approcciarsi alle delizie dell’isola che state visitando. Ci sono ristoratori che fanno entrare gli ospiti nei pressi della cucina per scegliere il pesce ancora fresco. Qui avrete la possibilità di scegliere il tipo di cottura e i contorni.
…e mentre fuori aspettate consumando qualche fetta di pita ( soffice e gustoso pane greco), i cuochi preparano per voi piatti sublimi.
Non c’è niente di meglio che rilassarsi in un un ristorante greco con vista mare sorseggiando buon vino o un birra gelata…
Non dimenticate l’Ouzo, il liquore tipico servito anch’esso con cubetti di ghiaccio.
Personalmente, adoro anche il caffè greco, ma fate attenzione al fondo un po’ “polveroso”. Non è come l’espresso che si può buttare giù in un istante e scappare via….
Il caffè greco è da bere con calma…seduti…

3. Il mare trasparente

Paxos… Image by conolan from Pixabay

Sia che preferiate la spiaggia di sassi che quella di sabbia fina, sulle isole greche troverete sempre un mare azzurro e trasparente ad accogliervi. Ricordo Il blu intenso di Platis Gialos a Lipsi accogliermi dopo una lunga camminata sotto il sole di giugno. Ma anche la trasparenza di acque su isole più “turistiche” e spiagge affollate come Tsampika beach a Rodi, nel torrido luglio 2021.
Credo comunque sia anche una questione di “presenza turistica”. Le spiagge più belle e pulite sono sempre quelle un po’ fuori mano. Dipende da cosa state cercando…
La Grecia conta moltissime spiaggette senza nessun servizio nè turista che sono veri e propri paradisi terrestri. Cercate e troverete.

4. La storia e i monumenti greci

Lindos Acropolis…Image by 11333328 from Pixabay

La storia della Grecia ha origini antichissime, tanto che arte e cultura greca sono definite la come la “culla della civiltà occidentale“. Visitare le isole greche non significa solo passare intere giornate al mare a prendere il sole o nuotare al mare ( nessuno vi vieta di farlo ovviamente!), ma anche avere la possibilità di esplorare tanti edifici appartenuti al passato e siti archeologici che in nessun altro posto del mondo troverete così conservati.
Toccare con mano e ammirare anfiteatri, immense colonne di templi con clamorose viste sul mare vi darà un’idea di cos’era la Grecia e le sue isole nella storia e di come si sia evoluta la civiltà nel corso dei secoli.

5. La natura e gli animali

Kastelorizo…tartaruga marina

Nonostante i tanti turisti, le isole greche conservano ancora zone dove la natura incontaminata regge benissimo e alcuni animali vivono in assoluta libertà.
Vi accorgerete subito dell’imponente presanza di gatti un po’ su tutte le isole che vanno in cerca di cibo tra i tavoli dei ristoranti. Non sono fastidiosi. Solo un po’ affamati.
Gli asini sono tra gli animali più comuni in Grecia e vengono usati sia per trasportare cose che per attirare turisti.
Se amate camminare e cercare posti insoliti fuori dai sentieri battuti, troverete piccole stalle all’aperto in riva al mare dove restano e tornano dopo qualche breve scampagnata mattutina.
Le caprette sono ovunque! le troverete giorno e notte arrampicate sui monti più impervi e sui sentieri per raggiungere le spiagge. Fate attenzione se noleggiate un’auto! Spesso sono su piccole strade che portano al mare. Ma si limitano a osservare gli strani individui che si spostano su altrettante strane scatole di lamiera: i turisti sulle loro auto a noleggio.

Lindos: caprette al pascolo all’alba

Un buon momento per veder correre e saltare le caprette greche in totale libertà è l’alba. Il mattino presto i pastori greci portano le caprette al pascolo e le lasciano libere di scorrazzare nei pressi dei piccoli paesi. I turisti dormono ancora ed è uno spettacolo veder correre questi animali liberamente.
Se avete la voglia di svegliarvi così presto ( in estate il sole sorge tra le 5.30 e le 6.15 del mattino), potete anche ammirare splendidi panorami mozzafiato.

I più fortunati hanno anche il piacere di ammirare e fotografare qualche tartaruga marina che nuota tra i mari delle isole greche. Sono animali fortissimi e molto resistenti che si avvicinano ai porticcioli delle isole minori a caccia di un po’ di pesce e in cerca di cibo. Danno un senso di vita e di presenza costante della natura nonchè di gioia.
A kastelorizo ce ne sono cinque o sei che da anni tornano e vivono attorno all’isola. Un abitante dell’isola mi raccontava di come fosse costante la loro presenza nel tempo nonostante i turisti e le imbarcazioni presenti nel piccolo porto.

Non da meno è la vegetazione presente sulle isole greche. Non sorprendetevi se nei giardini delle case o in giro per l’isola che state visitando vi imbattete ogni tanto in qualche fiore o albero strano. La varietà spontanea del Mediterraneo in questa zona è davvero incredibile.
Se volete approfondire e conoscere di più, consultate questo articolo nel nostro sito partner dedicato ai fiori delle isole greche.

6. I colori

white signage beside purple bougainvillea beside body of water
Photo by Gotta Be Worth It on Pexels.com

Immaginatevi il blu del mare e quello delle cupole delle chiesette greche. Poi pensate alle porte e alle finestre anch’esse blu.
Il cielo blu.
Il sole infuocato.
I colori dei fiori: dal viola della bungavillea al rosso dell’ibisco.
Sulle isole greche non manca niente. Nemmeno il bianco delle case o dei vialetti perfettamente tenuti di hotel e località turistiche.
Se poi vi piacciono le sfumature potete buttarvi sui tramonti: Santorini ha la fama di avere quelli più belli ma sfido chiunque sia stato su un’isola greca a tornare a casa senza la foto di un tramonto pazzesco in riva al mare o in cima a qualche monte.

7. I profumi

Hydra: ragazza annusa dei fiori… Photo Shutterstock

Spiegare un profumo è davvero difficile ma ci proverò. I profumi delle isole greche sono quanto di più unico e devastante ( in senso positivo) ci sia.
Dai fiori al mare, dal cielo alla terra, tutto profuma di qualcosa.
Immaginate di svegliarvi il mattino e di sentire già qualche profumo che arriva dal mare, passando poi dal caffè, fino al profumo della sabbia, arrivando al pranzo con la tavola che si riempie di colori e profumi.
Le isole greche sono un po’ così: ovunque mettiate piede sentirete qualcosa di buono, sensazioni diverse e qualcosa di piacevole ad accogliervi.
…e se non è abbastanza…

8. Il sole

Sole a Santorini… Image by Russell_Yan from Pixabay

Da quando ho cominciato a viaggiare tra le isole greche, non ricordo di giorni nuvolosi, tantomeno piogge o giornate fredde.
Il sole caldo inonda costantemente questa parte del mondo per gran parte dell’estate, regalando clima caldo e splendide abbronzature a chi viene da queste parti.
Personalmente trovo pure fuori luogo l’ombra del mattino e l’aria condizionata. Ma credo di essere un po’ strano ad amare così tanto il caldo e il torrido sole greco.
Nessuno è perfetto, del resto.

9. Le spiagge e le strade vuote

La mia Mini ( a noleggio) sulla strada per Prasonissi beach

Col tempo ho capito una cosa: prima vi svegliate il mattino e più tranquillità e pace troverete sulla spiaggia. Da quando ho cominciato ad appassionarti di fotografia ho scoperto che all’alba ( e al tramonto) si fanno foto migliori. Solo che al tramonto è pieno di gente mentre all’alba non c’è quasi nessuno.
In Grecia ci sono spiagge strapiene di giorno che fino alle 10 del mattino restano quasi vuote, altre fuori mano, che restano deserte quasi sempre, perchè non ci sono ombrelloni, bar o ristoranti sulla spiaggia.
Lo stesso vale per le strade.
Se viaggiate tra maggio e metà luglio o dopo agosto fino a fine stagione il problema quasi non si pone, ma ci sono strade non lontane da zone super turistiche dove vi capiterà di incontrare più capre che auto.
La gente ha l’abitudine di seguire le strade “battute” e sicure, ignorando i cartelli stradali più piccoli.
Personalmente sono attratto dai piccoli cartelli con scritto “beach”, “anywhere” o dai piccoli paesini bianchi con le vie cosi strette che una donna al nono mese di gravidanza avrebbe difficoltà ad attraversare.

Ma è il modo migliore per perdersi…e io amo perdermi tra le isole greche…

Skagen: la magia della luce del Nord.

Skagen è una città magica. La più a Nord della Danimarca. Skagen è la città con più ore di luce di tutto il paese. Una luce che ha ispirato artisti internazionali e impressionisti danesi che qui hanno vissuto e lavorato sin dal XIX secolo.
La luce di Skagen illumina il paesaggio suggestivo disegnato dal suo pittoresco centro storico, dalle case gialle , dai tetti rossi, da una natura selvaggia e dal mare.
E se tutta questa luce e questi colori non vi avessero saziato a dovere, provate ad andare allo  Skagen Odde Naturcenter, conosciuto come il forte del deserto. Qui scoprirete tante cose sulla luce. E non solo.

Se poi fate parte di quelli a cui la luce non basta mai, qui c’è anche quella del mare.
I due mari.
Quassù si danno appuntamento lo Skagarrak ( Mar Baltico) e il Kattegat (mar del Nord) che provengono da direzioni opposte e si incontrano producendo un suggestivo effetto cromatico assolutamente naturale. I due mari hanno densità, salinità e temperatura diversa e non possono mescolarsi tra loro.

© Dennis Lundby from Visitdenmark
Grenen (“il ramo”) è il punto più settentrionale della Danimarca. A Grenen, si può ammirare l’incontro tra i due mari

Oltre le dune, la sabbia e i mari, Skaken è molto altro.
Qui arte e cultura sono ovunque. Non vi sarà difficile scoprire che lo Skagens Museum ospita 1800 opere di artisti danesi e internazionali del periodo compreso tra il 1870 e gli anni ’30. Sono tutti dipinti “partoriti” dalla Scuola di Skagen, con opere di PS Krøyer e Anna Ancher.
Anna è l’unica artista della scuola di Skagen ad essere nata e cresciuta a Skagen, figlia del fondatore del celebre Hotel Brøndums, dove hanno soggiornato celebri artisti passati da qui. Non è un caso che nella sala da pranzo dell’hotel si trovino molti dipinti che gli artisti di passaggio donavano in cambio di alloggio.

A sud della città, invece, è possibile vedere la Chiesa Sepolta, edificio sacro costruito nella seconda metà del XIV secolo e con il tempo sepolto dalla sabbia, di cui attualmente è visibile solo la torre.

Den Tilsandede Kirke
© Christian Faber from VisitDenmark

Il pittoresco porticciolo di Skagen è pieno di ristorantini di pesce dove si possono assaporare le tante specialità gastronomiche locali. Oltre ai frutti di mare, si possono gustare il tradizionale prosciutto di Skagen, le bistecche di Angus bio o una vasta gamma di altre specialità locali.


L’estate per Skagen diventa la stagione dei festival e degli eventi all’aria aperta:

Lo Skagen Birdfestival è un festival per gli amanti del birdwatching. Ogni anno anno a maggio si celebra questo evento che sancisce un’occasione unica di osservazione di circa 350 specie di uccelli migratori.

Il Sankt Hans è una suggestiva tradizione tipicamente danese. Alla vigilia di San Giovanni, il 23 giugno, i danesi si riuniscono con amici e famiglia intorno ai falò sulla spiaggia. Per l’occasione si intona la canzone della notte di mezza estate, scritta nel 1885 dal poeta nazionale Holger Drachmann, mentre le fiamme si riflettono sul mare calmo e l’aria mite della sera comincia a rinfrescarsi. A Skagen si festeggia Sankt Hans sulla spiaggia Sønderstrand al Vippefyret –  il primo faro di Skagen, costruito nel 1626, dal quale si ammira una splendida vista su Skagen e la costa.

Skagen Gray Lighthouse © Mette Johnsen

Lo Skagen festival, nato nel 1971 è dedicato alla musica popolare e folk, ed il più antico della Danimarca nel suo genere. L’atmosfera è festosa, con concerti in diverse località della città e al porto, sia all’aperto che al chiuso, e con un mix di stili musicali davvero unico.

Il World ballet in Skagen viene presentato nei pressi della Chiesa sepolta. Alcuni dei più importanti ballerini al mondo si esibiscono in un repertorio che varia dal classico al moderno. Il programma offre anche musica lirica e classica con artisti e musicisti danesi


La vera storia della nascita dei bungalow sull’acqua

Vi siete mai chiesti come e quando sia nata l’idea dei bungalow sull’acqua, popolarissimo alloggio simbolo di mari trasparenti, cristallini e mete esotiche?
Alloggiare per qualche giorno direttamente sul mare ammirando la vita marina è sicuramente il sogno di moltissimi viaggiatori.
Potersi svegliare direttamente sul mare iniziando la giornata col profumo della spiaggia o con un tuffo in acqua è quanto di meglio possa offrire un alloggio in fatto di libertà.

E’ chiaro che i bungalow “galleggianti” esistano da secoli in certe culture. Tuttavia l’idea di utilizzarli come alloggi turistici risale agli anni ’60 quando, nel 1967, tre ragazzi californiani decisero di costruire il primo hotel con bungalow sull’acqua sulle isole di Tahiti.
Hugh Kelley, Muk McCallum e Jay Carlisle, poi rinominati i “Bali Hai Boys”, costruirono il loro primo hotel sull’isola di Moorea e un secondo hotel sull’isola di Raiatea in stile completamente diverso.

Bungalow sull’acqua del Sofitel Hotel, Moorea, Isole della Società, Polinesia Francese
Foto di Gowtham da Adobe stock Photo

I bungalow sono costruiti su pilastri di tronchi di cocco e hanno tetti di paglia di foglie di pandano essiccate.
Rappresentano al massimo lo stile, la tradizione polinesiana e si integrano magnificamente nel paesaggio incantato di questi luoghi.

Per poter rispondere ad ogni esigenza col tempo i bungalows, specie al loro interno, sono stati adattati progettati in modo tale da poter ospitare ogni tipologia di viaggiatore che desidera provare questo tipo di esperienza.

Fonte: Tahiti tourisme

Minorca: l’isola protetta dove regna la natura


L’immagine di Minorca è quella di un’isola verde con molte insenature e spiagge incontaminate. Insomma: tranquillità, natura e la vita a ritmi lenti. Ma se andiamo a vedere cosa “nasconde” di bello quest’isola in realtà c’è molto, molto di più: le attività in campagna, gli sport all’aria aperta, le delizie culinarie locali, l’artigianato e molti prodotti locali.

In verità, Minorca è un’isola che mostra i suoi tesori a chi li cerca veramente. Il punto più alto dell’isola è il Monte Toro che misura 358 metri sul livello del mare. La costa settentrionale è aspra e selvaggia con vegetazione rada e sabbia rossastra scura. La costa meridionale, invece, è costituita da anfratti boscosi che scendono verso calette e spiagge con sabbia bianca e mare turchese.

Il mare azzurro di Minorca
Foto di Cyril PAPOT da Adobe Stock

Il clima è particolarmente mite e temperato, anche se una caratteristica dell’isola è la forza del vento del nord. È un vento così forte che ha modellato il paesaggio. L’isola è divisa in otto comuni amministrativi: Maó, Ciutadella, Alaior, Es Castell, Sant Lluís, Es Mercadal, Ferreries ed Es Mig jorn Gran.

La riserva della biosfera

Minorca è stata dichiarata Riserva della Biosfera dall’ottobre 1993 in virtù dello stretto legame tra l’uomo e il territorio. Qui la crescita economica cerca di essere compatibile con la conservazione dell’isola e, con essa, anche l’agricoltura si fa in modo sostenibile. Nel paesaggio è chiaramente percepibile come l’agricoltura si avvalga ancora di antiche usanze, come ad esempio l’uso di pietre a secco utilizzate per delimitare i terreni agricoli.

Il Parco Naturale dell’Albufera des Grau, con i suoi 5000 ettari di superficie, rappresenta il fulcro della biosfera e presenta una salina, un tratto di costa, diversi isolotti e zone umide dove possono trovare rifugio rapaci e uccelli marini. I burroni offrono riparo a una ricca fauna e flora, tra cui un certo numero di specie endemiche e specie in via di estinzione come il nibbio reale e la lucertola muraiola di Lilford. Le dune, i ruscelli, le gole, i boschi di lecci, ulivi selvatici e pini, contribuiscono all’unicità di Minorca come Riserva della Biosfera.

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Archeologia a Minorca

Il patrimonio archeologico di Minorca è ricco quasi quanto quello naturale e marino se si considera che sull’isola ci sono in media due monumenti ogni chilometro quadrato! Uno dei più emblematici di Minorca è senza dubbio la Naveta des Tudons, edifici utilizzati come ossari collettivi costruiti in pietra tra il 700 e il 1000 a.C.
Trepucó, Talatí de Dalt, Torre d’en Galmés, Torralba d’en Salort, Cornia Nou sono altri siti che possono dare un’ottima idea del passato preistorico dell’isola. Sono monumenti costruiti utilizzando grosse pietre senza malta che portano con sé un senso di mistero e danno un’idea dei riti compiuti dai primi abitanti che in passato hanno abitato l’isola.

La natura

La campagna di Minorca è incontaminata mentre il 70% del territorio è protetto. Un lungo tratto della costa settentrionale è considerato Riserva Marina e molti isolotti appartenenti a Minorca sono incontaminati e di grande valore ecologico. Queste piccole isole sono abitate da animali endemici, tra cui otto sottospecie della lucertola muraiola Lilford, ciascuna sottospecie unica e diversa. Ci sono una serie di buoni ecosistemi da esplorare: boschi, falesie, zone umide, ruscelli, pozze sorgive e anfratti scavati dall’erosione della roccia calcarea.

Salinas de Addaia.Mongofre Nou.Menorca.Islas Baleares. España.
Le spiagge

Lungo i 216 km di costa di Minorca si trovano un’ottantina di baie sabbiose, oltre a numerose calette e calette nascoste nel litorale. Son Bou, con oltre 2,5 km di sabbia, è la spiaggia più lunga. Le spiagge più piccole sono lunghe appena 100 metri, anche se le dimensioni sono fuori luogo quando si parla di veri e propri paradisi naturali collocati in quella che è una delle mete di vacanza meglio conservate del Mediterraneo.

Lungo la costa settentrionale il paesaggio è selvaggio e indomito, con tonalità prevalentemente terrose, ocra e dorate. Ci sono spiagge e calette meravigliose, nonché fantastici luoghi per lo snorkeling e le immersioni subacquee. Cala Pregonda potrebbe essere la spiaggia naturale più conosciuta, ma Cavalleria e Cala Pilar sono ugualmente meravigliose. Il bellissimo paesaggio di La Vall è dove si trovano Es Bot ed Es Tancat, le spiagge gemelle di Algaiarens. Cala Presili e Cala Tortuga sono spiagge vicine situate nella riserva naturale Parque Natural la Albufera des Grau. Coloro che preferiscono le spiagge con alcuni servizi ma desiderano comunque un ambiente mozzafiato adoreranno le spiagge di Cala Morell, Arenal de Son Saura (Son Parc), l’ampia spiaggia sabbiosa di Es Grau o Cala Mesquida.


La costa meridionale è irresistibilmente attraente, con mare turchese, sabbia bianca e fine e boschi frondosi che offrono ombra quasi fino all’acqua. Le spiagge naturali più conosciute sono: le spiagge gemelle di Son Saura, le famose spiagge di Cala en Turqueta, Cala Macarella y Macarelleta, nonché Cala Mitjana e Mitjaneta. Le spiagge di Trebalúger e Cala Escorxada sono due gioielli un po’ più tranquille in quanto è una passeggiata piuttosto lunga per raggiungerle. Binigaus è un’altra deliziosa opzione: è la spiaggia incontaminata più ampia della costa meridionale ed è facilmente accessibile per una giornata in spiaggia, così come la minuscola spiaggia di Atalis, alla fine della spiaggia di Son Bou. Le spiagge più belle vicine ai resort sono: Son Xoriguer; la maestosa Cala Galdana, quasi sempre calma riparata com’è dalle scogliere; la lunga distesa di sabbia di Sant Tomàs e Cala en Porter. Tra le spiagge della zona di Sant Lluís spiccano le spiagge di Binibèquer, Punta Prima e Binissafúller.


Camí de Cavalls

Il Camí de Cavalls è un ottimo modo per scoprire Il magnifico paesaggio di Minorca. Si tratta di un percorso di 185 km intorno alla costa dell’isola che comprende una varietà di scenari diversi.
La sua origine esatta è sconosciuta; quello che si sa è che il Camí de Cavalls è stato utilizzato per molti secoli come collegamento tra le torri di difesa che erano state costruite per vigilare e salvaguardare l’isola da ogni possibile attacco o invasione. Il sentiero ha avuto vari usi nel corso dei secoli ed è stato forse restaurato e aperto al pubblico nel 2010. Oggi fa parte della lunga rete di sentieri remoti europei, numerata GR-223.

Cami de Cavalls, GR223. Binicalaf Nou. (2011) Minorca. Balearic Islands. Spain.

Gastronomia e prodotti locali

La semplicità è l’essenza della cucina di Minorca; il suo fondamento risiede nelle persone con i piedi per terra, ma che sanno come godersi la vita e come sfruttare al meglio ciò che hanno. Dentro ogni piatto apparentemente umile c’è un tocco di raffinatezza, un delizioso accenno di culture straniere.
I libri di cucina tradizionale contengono tutti ricette per dell’oliaigua e altri piatti a base di verdure, prelibatezze marinare come la caldereta de langosta, ricette di carne e selvaggina, melanzane ripiene e altri piatti al forno come il perol. Ci sono molte ricette per i dolci poiché i minorchini hanno un debole per i dolci. Carquinyols, flaons, pastissets e gli amargo sono alcuni dei dolci e dolci salati che vengono fatti qui.
L’unico prodotto di Minorca conosciuto in tutto il mondo è sicuramente la maionese. Gli esperti concordano sul fatto che in origine fosse una salsa locale prodotta qui sull’isola e che si sia diffusa nel resto del mondo dopo che i francesi invasero Minorca nel XVIII secolo. La teoria è che il duca di Richelieu abbia assaggiato la salsa mentre si trovava sull’isola, per poi riportare la ricetta alla corte francese dove divenne noto come mahonnaise, in riferimento alla città Maó

L’industria alimentare locale ha creato un marchio di garanzia Made in Minorca. Un ottimo esempio è il formaggio che ha ottenuto la denominazione di origine protetta (DOP) Mahón-Menorca ed è stato recentemente classificato tra i migliori del mondo. Il formaggio di Minorca è di forma quadrata, con una crosta di colore bruno rossastro scuro e un sapore leggermente salato.
Il Gin di Maó è stato attribuito a indicazione geografica protetta (IGP) ed è molto conosciuto sia a Minorca che all’estero. Il gin di Minorca è il gin più antico della Spagna. Viene distillato da alcol di vino con bacche di ginepro e una selezione di erbe aromatiche in vecchi alambicchi di rame riscaldati da fuochi a legna ed è uno dei gin più aromatici sul mercato.
Ci sono alcuni liquori e liquori tradizionali oltre al gin di Minorca che vengono prodotti sull’isola, come i liquori alle erbe, il liquore di camomilla autoctono e i liquori agli agrumi che si bevono a fine pasto come digestivo. Negli ultimi anni sono nati alcuni birrifici artigianali. La birra che producono è composta da ingredienti naturali non pastorizzati. Il risultato è una gamma di firme birre di diversi sapori e caratteristiche.

«Vi de la Terra Illa de Menorca» è un’indicazione geografica di qualità del vino. Sono diverse le cantine che hanno riportato in auge il vino tradizionale con metodi di produzione dell’isola, producendo vini dal carattere distintivo dell’isola. Un paio di cantine offrono tour e degustazioni di vini.
L’olio d’oliva è un altro prodotto alimentare di qualità. Sono pochi gli oli extra vergini di oliva prodotti a Minorca, grazie a intraprendenti produttori locali, anche se al momento se ne producono solo quantità molto ridotte.
Il marchio “Made in Menorca” riconosce alcuni dei prodotti a base di carne locali, in particolare il maiale stagionato. Carn-i-xulla è il prodotto più caratteristico, risalente agli antichi metodi di stagionatura romani. Altri tipi di salumi sono “sobrasadas” (sia dolci che stagionati), “botifarrons” e “cuixots“. C’è una piccola quantità di miele prodotto sull’isola. Apprezzato per molti secoli, l’autore romano Plinio sosteneva che il miele dell’isola era il migliore al mondo dopo il miele greco.



Minorca: il luogo perfetto per ammirar le stelle

Conservare un’isola nel rispetto di ambiente e natura non significa solo avere un mare meraviglioso, tanto verde e tanti animali, ma anche poter godere del cielo senza che troppa luce artificiale disturbi la visione dello spettacolo notturno.
Dal 2019 Minorca ha anche la certificazione di destinazione turistica “Starlight“, il che significa che quest’isola è stata selezionata tra le destinazioni ideali per godersi le meraviglie delle costellazioni e delle galassie e degli sciami meteorici ad esempio.
A Minorca ci sono alcuni punti suggeriti da Starlight dove si possono trovare le condizioni ideali per osservare il cielo notturno. Cala Macarella è una spiaggia tranquilla e isolata dove si possono vedere le stelle senza essere disturbati da troppe luci artificiali. I fari sono invece luoghi spettacolari da cui osservare il mare, le stelle e, perché no, da cui scattare fantastiche foto da condividere o da portare a casa e conservare come ricordo.
Il Faro de Cavalleria o il Favaritx (foto di copertina) vi lasceranno senza fiato.

Immagine di Xose Vidal da Pixabay

Da tenere in considerazione anche il Pont den Gil (nella foto sopra), sia per le osservazioni serali che per le viste mozzafiato


Rispetta Minorca

Venire in vacanza a Minorca non significa solo pensare a godersi la natura e un mare unico al mondo, ma anche entrare per qualche giorno in un’area protetta che, come tale, va preservata e rispettata. La regola del buon turista e del buon viaggiatore implica che a Minorca si debbano rispettare alcune regole, come quelle più semplici di non sporcare l’ambiente lasciando rifiuti in giro o magari rovinando le spiagge e il mare. I mozziconi vengono messi nei posacenere e tutto deve restare al suo posto. Gli animali e le piante che vivono qui devono continuare a vivere in totale tranquillità, così come le persone che qui hanno sempre lavorato e vissuto.
La terra e la natura appartengono a tutti.
Non dimentichiamolo!

Fonte: Menorca.es
Foto: Adobe stock, Pixabay e Unspash.