Ibiza: un viaggio tra spiagge, mercatini, gastronomia e natura

Ibiza si adatta bene ad ogni tipo di viaggiatore. Sia che voi siate una famiglia, una coppia, un gruppo di amici o magari degli sportivi in cerca di un ambiente particolare, a Ibiza troverete un’isola piena di emozioni e suggestioni uniche.
Con i suoi 572 km² di superficie totale, Ibiza è facile da esplorare, considerato che da un punto all’altro dell’isola non sarà necessario percorrete troppi chilometri. I punti di maggiore interesse sono in genere a circa 15′ di distanza l’uno dall’altro e così, avrete tutto il tempo di scoprire le bellezze, le spiagge e la gastronomia che quest’isola delle Baleari può offrire.

I piaceri dell’isola

Kayak a Ibiza
Kayak a Ibiza
Foto da Promoción Turística de Ibiza

Ibiza gode di un clima tipico mediterraneo che consente di visitarla, approfittando di un buon clima per tutto l’anno.
Con 3000 ore di sole, pochissime piogge, acque turchesi e la possibilità di praticare tantissimi “sport da mare”, Ibiza offre tante possibilità e libertà di svago.
Non mancano certo la natura, i tramonti, i profumi tipici del Mediterraneo e la possibilità di godersi a pieno le spiagge dell’isola.


La natura

Posidonia Oceanica
Posidonia Oceanica
Mare sottomarino, Mediterraneao, Isole Baleari, Ibiza, Spagna

Il 40% dell’isola è ricoperto da foreste di pino e di ginepro suddivise in 1800 specie differenti. La flora, di tipo Mediterraneo, conta una varietà di 940 specie diverse.
Il 43% della superficie terrestre di Ibiza è protetto, di cui circa il 18% suddiviso in otto aree naturali. Non bastasse, tenete conto che il 75,4% del litorale dell’isola è protetto. Tanto per far qualche nome, segnatevi la Riserva Marina della costa nord-est d’Ibiza-Tagomago, le Riserve Naturali di Es Vedrà, Es Vedranell e gli isolotti di Ponente.
Sebbene le zone umide dell’isola attirino molte specie di uccelli, l’animale caratteristico di Ibiza rimane la lucertola pitiusa, facile da avvistare sui muri o tra i sentieri.

Podenco Ibizenco
Podenco
Promoción turistica de Ibiza
Foto di Vincent Marí

Altro animale caratteristico dell’isola è il podenco ibizenco, una particolare razza di cane autoctona di origine egizia che pare abbiano portato i cartaginesi nel 654 dC , quando fondarono la città di Ibiza.
E’ una razza elegante, agile, forte e dalla camminata molto elastica.

Secondo l’UNESCO, Ibiza è un ambiente privilegiato per la conservazione della Posidonia Oceanica, Patrimonio dell’Umanità nonché pianta acquatica ed endemica del Mediterraneo.
Queste piante acquatiche non sono solo responsabili della purezza dell’acqua del mare ma contribuiscono significativamente a ridurre l’erosione delle coste marine.
La Posidonia Oceanica è anche forma di nutrimento per diverse specie marine e, per tutti questi motivi è fondamentale che venga conservata evitandone il danneggiamento o la perdita nel corso degli anni.

Sea Salines, Ibiza
Sea Salines
Foto di Vincent Marí

Sea Salines è diventato parco naturale dal 2001. Con una superficie di 3000 ettari terrestri e 13.000 di mare, il parco naturale di Ibiza costituisce una ricchezza ambientale e riserva protetta per 210 specie di uccelli, tra cui spiccano fenicotteri, Himantopus e la Berta delle Baleari.
Il parco, grazie alle sue saline, è in grado di produrre 50.000 tonnellate di sale ogni anno.


I patrimoni dell’UNESCO

Città fenicia, sa Caleta, Ibiza
Città fenicia, sa Caleta, Ibiza
Foto Consell d’Eivissa

Oltre alla già menzionata Posidonia Oceanica, Ibiza può avvalersi patrimoni dell’UNESCO di tutto rispetto e importanza storica.
Nel 1999 l’UNESCO ha dichiarato le mura di Dalt Vila Patrimonio dell’Umanità, in quanto fortezza costiera meglio conservata di tutto il Mediterraneo.
Stesso discorso vale per i resti della città fenicia di sa Caleta e la necropoli di Puig de Molins, perfettamente conservate nel tempo.

Le mura rinascimentali che “avvolgono” la città antica con la Cattedrale e il Castello Almudaina in cima, sono i monumenti più importanti di Ibiza.
Dalt Vila è formata da stradine strette labirintiche, calli e piazzette che danno un senso di serenità completamente opposto a quello del porto, della baia e della zona commerciale dei barrios di la Marina e Sa Penya.

Secondo l’UNESCO, i resti della città fenicia di Sa Caleta e la necropoli fenicio-punica, sono un’importantissima testimonianza della vita, della cultura e dell’urbanizzazione delle culture fenicie e cartaginesi.

Le praterie sottomarine della Posidonia oceanica rappresentano una ricchezza naturale sia per Ibiza che per la biodiversità marina mondiale. I cosiddetti “polmoni del mare” presenti nelle acque dell’isola sono tra i meglio conservati del Mediterraneo e, come tali, devono restare.

Lo shopping e i mercati

Mercado artisania, Ibiza
Mercado artisania, Ibiza
Foto di Jon Izeta

Fare shopping ad Ibiza potrebbe essere altrettanto appagante che farlo in una grande città: dalle grandi marche internazionali fino ai piccoli e giovani disegnatori, passando dall’artigianato locale, sull’isola sarà possibile trovare e scoprire di tutto.
Dalt Vila, il barrio de La Marina, la Avenida Bartolomé Roselló e Marina Botafoch sono solo alcune delle zone dove potrete fare shopping di “spessore”. Lasciarsi rapire dal negozio colorato in mezzo a una via è certamente la cosa migliore da fare. Potete entrare e scovare tante sorprese all’improvviso.

Sant’Eulària, Sant Josep, Sant Antoni e Sant Joan racchiudono una moltitudine di boutiques commerciali di ottimo livello ispirate ai prodotti locali dove poter trovare autentici tesori.
I mercatini di Las Dalias e Punta Arabí meritano assolutamente una visita. Las Dalias apre per tutto l’anno di sabato, mentre in estate ha anche una “versione” notturna; unica. Punta Arabí da 25 anni ogni mercoledì con circa 400 bancarelle.

Ma se amate bancarelle e mercatini non potete non visitare le bancarelle di artigianato locale al Porto di Ibiza, Figueretes, Sant’Eulària, Sant Antoni, Sant Joan, San Miquel oppure le opere dei ceramisti di San Rafael.

Gastronomia locale

Frita de calamar
Frita de calamar
Foo di Vincent Marí

La gastronomia di Ibiza è basata prevalentemente sulla trilogia mediterranea, composta da grano, vino e olio di oliva. Il mare e la terra così generosi hanno dato sempre possibilità e moltitudini di ricette tradizionali, elaborate in base alla stagionalità e alle condizioni climatiche dell’isola.

Flaó
Flaó
Foto di Vincent Marí
Vino di Ibiza
Vino de Ibiza
Foto di Vincent Marí

I mercatini alimentari


Le tradizioni dell’isola

Ball pagés: ballo tradizionale di ibiza
Ball pagés
Foto San Joan de Labritja

Ibiza vanta un ricco patrimonio di tradizioni che permettono a chiunque la visiti di immergersi ancor più nel cuore dell’isola.
La campagna dell’isola è stata per generazioni autosufficiente grazie allo spirito di auto adattamento e alla capacità di sfruttare al massimo le risorse della natura da parte della gente di Ibiza.
Sull’isola potrete trovare tanti esempi dell’architettura tradizionale che, nel corso degli anni, hanno permesso all’isola balearica di ottenere il soprannome di Isla Blanca. Vi basterà perdervi tra le stradine secondarie per ammirare come tante casette bianche sono state riconvertite in ristoranti o per scoprire qualche bianchissimo edificio sommerso nella natura.

Architettura rurale, Ibiza
Architettura rurale, Ibiza
Foto di Vincent Marí

Il ball pagès, la danza tradizionale d’Ibiza, spicca per essere una rappresentazione folcloristica unica nel Mediterraneo. Con secoli d’antichità e un’origine incerta, questo antico ballo di corteggiamento si svolge in tutte le feste popolari dell’isola e nelle rappresentazioni settimanali programmate durante la stagione turistica estiva.

Fare sport a Ibiza

In Bici a Ibiza
In Bici a Ibiza
Foto di Jon Izeta

Trovare uno sport adatto a voi a Ibiza non dovrebbe essere difficile. Dopo aver mangiato, fatto shopping, preso il sole in spiaggia e magari tirato tardi la sera, un po’ di sano sport farebbe bene a chiunque.
Tanto verde si presta bene a sport come il golf, l’equitazione, passeggiate, correre o andare in bici, mentre il mare e le spiagge offrono la canonica moltitudine degli sport acquatici quali kayak, windsurf, kitesurf e molto altro ancora.

E’ quasi superfluo ricordare che Ibiza è anche ricca di moltissimi eventi sportivi durante tutto l’anno: maratona, mezza maratona, regate, giro cicloturistico, trial e tanto altro.
Per gli sportivi professionisti e non, ma anche per tutti gli appassionati, a Ibiza ci sono sempre eventi interessanti da seguire.


Cosa fare e vedere a Ibiza

Dalt Vila

Plaza de Vila, Ibiza
Plaza de Vila
Foto di Aurelio Martinelli

Tutti i mesi sono perfetti per visitare il quartiere fortezza d’Ibiza, anche se è durante i pomeriggi e le serate estive che troverete più “vita” grazie ai ristoranti aperti intorno alle piazze di Vila, Sa Carrossa e del Sol. Una passeggiata fino alla cattedrale e al castello vi farà scoprire palazzi medievali, piazzette appartate, gallerie d’arte e bellissimi angoli nel più puro stile mediterraneo.

Le mura e i bastioni: dichiarata Patrimonio dell’Umanità nel 1999, la cittadella rinascimentale d’Ibiza è la meglio conservata del Mediterraneo. Fu costruita durante la seconda metà del XVI secolo a seguito del piano promosso dai monarchi Carlos I e Felipe II per modernizzare le infrastrutture militari dei territori costieri strategici della Corona spagnola con l’obiettivo di migliorare la difesa contro gli attacchi dell’Impero Ottomano e altri nemici dell’epoca. Il complesso, a cui originariamente solo si accedeva dal Portal de Ses Taules e dal Portal Nou, è formato da sette bastioni, dei quali sono museizzati i due del lato occidentale: Sant Jaume e Sant Pere. Dal resto dei bastioni si ammirano magnifici panorami sulla città, le spiagge di Ses Figueretes, Platja d’en Bossa ed Es Cavallet e la vicina isola di Formentera.

Musei:

  • Necropoli di Puig des Molins
  • Museo d’Arte Contemporanea d’Ibiza(MACE)
  • Museo Puget:
  • Cattedrale e Museo Diocesano

I quartieri storici fuori le mura: La Marina e Sa Penya mantengono il carattere portuario proprio delle città mediterranee, con semplici
case con facciate bianche e una marcata aria marinara. Ubicate vicino al porto, le vie di questi quartieri sono piene di animazione durante la stagione turistica estiva grazie alle loro boutique, negozi, bar, ristoranti,
gelaterie e caffè, molti dei quali con vista sul porto sportivo e sulle lussuose imbarcazioni che attraccano ad esso. Le piazze del Parque e di Vara de Rey, con notevoli edifici di stile coloniale, meritano una sosta durante una passeggiata per il centro d’Ibiza.

La Marina di sera, Ibiza
La Marina
Foto di Aurelio Martinelli
da Promoción Turística de Ibiza

7 cose da fare a Ibiza

  1. Andare a fare acquisti a La Marina, Dalt Vila o l’Eixample, dove vi attendono boutique di Moda Adlib, bancarelle, negozi tradizionali, firme nazionali e internazionali, gallerie d’arte, negozi multimarca.
  2. Prendere il taxi acquatico che unisce il quartiere di La Marina con il lungomare e la spiaggia di Talamanca.
  3. Vedere come gli artigiani lavorano i loro pezzi nel mercatino artigianale di Sa Pedrera, aperto al pubblico il venerdì.
  4. Godersi la movimentata vita notturna della città, specialmente quella di Dalt Vila, La Marina, del porto, del lungomare e di Ses Figueretes.
  5. Percorrere le mura di bastione in bastione facendo attenzione ai suoi pannelli divulgativi e spazi museizzati.
  6. Unirsi alle visite guidate teatralizzate organizzate dal Comune d’Ibiza.
  7. Comprare dolci nel convento di clausura di Sant Cristòfol, conosciuto popolarmente come Ses Monges Tancades (le suore chiuse), e altri prodotti gastronomici ibizenchi nei mercati Mercat Nou e Mercat Vell.

Le spiagge

Talamanca, Ibiza
Talamanca, Ibiza
Foto da Promoción Turística de Ibiza

Il capoluogo ha spiagge accessibili dove godersi il bagno e praticare sport acquatici. A nord del municipio, nella baia di Talamanca, c’è l’omonima spiaggia di 900 metri di lunghezza, con servizi vari e di ristorazione. Più vicina al centro storico si trova la spiaggia di Ses Figueretes, lungo la quale si estende il quartiere omonimo e una moltitudine di alloggi, ristoranti, negozi, caffè, bar e pub. A continuazione di Ses Figueretes, arriva Platja d’en Bossa, una lunga spiaggia sabbiosa condivisa dai municipi d’Ibiza e di San Sant Josep che dispone di una delle offerte turistiche più sviluppate dell’isola.


8 cose da fare a Sant’Eulària

Mercatino di Las Dalias
Mercatino di Las Dalias
Foto da Promoción Turística de Ibiza
  1. Raggiungere con il kayak l’isolotto di Tagomago o esplorare i tratti compresi fra Pou des Lleó e Canal d’en Martí e fra Cala Llonga e Santa Eulària.
  2. Godersi il paesaggio rurale di Santa Gertrudis a cavallo.
  3. Seguire i sentieri circolari di trekking del municipio, come quello che arriva fino alla Torre d’en Vall.
  4. Praticare surf a Cala Martina e Cala Pada, iniziarsi al mondo della vela sulla spiaggia di Santa Eulària e fare subacquea a Cala Llenya, Cala Mestella o Pou des Lle.
  5. Comprare un ricordo di stile ibizenco ai mercatini hippy di Las Dalias e Punta Arabí e visitare il mercato artigianale di Santa Gertrudis.
  6. Avvicinarsi a Sant Carles, Cala Nova e al mercatino hippy di Las Dalias a bordo di un trenino turistico.
  7. Godersi un viaggio lungo la costa orientale a bordo del ferry che unisce il porto d’Ibiza con i nuclei turistici di Es Canar, Santa Eulària e Cala Llonga.
  8. Mettere piede in undici rive in un solo giorno seguendo il Percorso delle Spiagge, un itinerario circolare per mountain bike che passa per Cala Nova, Cala Llenya, Cala Mestella, Cala Boix, Es Figueral eS’Aigua Blanca, fra le altre spiagge.



Le spiagge di Sant’Eulària

Cala Nova
Cala Nova
Foto da Promoción Turística de Ibiza

Spiagge sabbiose, scogliere scoscese che spuntano sulla costa, cale selvagge e un generoso numero di isolotti formano il bel paesaggio litorale di Santa Eulària. Lungo i suoi 46 chilometri, sono frequenti le rive di acque tranquille idonee per il bagno dei bambini e con un’ampia offerta di servizi, come Cala Llonga, Cala Pada, Cala Martina, Es Niu Blau, S’Argamassa, Es Canar, Platja des Riu de Santa Eulària e la spiaggia urbana di Santa Eulària, la prima delle Isole Baleari a dichiararsi “Spiaggia senza fumo” dove non è permesso fumare. Le rive più conosciute per le loro bellezza fotogenica sono S’Aigua Blanca e Es Figueral –entrambe con vista sull’isolotto di Tagomago-, Cala Nova, Cala Llenya e Cala Boix –l’unica spiaggia d’Ibiza con sabbia scura-, mentre le calette più intime sono Cala Mestella, Pou des Lleó, S’Estanyol e Cala Olivera.


Cosa fare a San Josep

Es vedrà, Ibiza
Es vedrà, Ibiza
Foto di Jamie Turek da Pixabay

Il paese di Sant Josep è tranquillo e circondato da campi coltivati. Il suo piccolo nucleo urbano è cresciuto intorno alla sua chiesa e alla strada. Il tempio fu costruito nell’anno 1730 seguendo le caratteristiche dell’architettura popolare ibizenca ed è l’unica chiesa sull’isola con una
meridiana sulla facciata. Potete bere un caffè nell’ incantevole piazzetta situata di fronte al tempio, curiosare nei suoi negozi e gallerie e gustare tanti piatti locali nei suoi numerosi ristoranti. Inoltre, gli appassionati del cinema e del teatro troveranno una ricca programmazione al Centro di Cultura Can Jeron.

L’insediamento fenicio di Sa Caleta è situato a pochi metri dalla spiaggia di Es Bol Nou. Questo giacimento è uno dei quattro siti d’Ibiza dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. La sua origine come insediamento risale al VIII secolo a.C. e si possono osservare resti del tracciato urbano e di due forni.

7 cose da fare a San Josep

  1. Visitare il Centro d’Interpretazione di Ses Salines vicino alla chiesa di Sant Francesc. Al suo interno, si forniscono informazioni sull’importanza ecologica degli stagni delle saline, i cordoni dunali, le praterie di posidonia oceanica e le scogliere del parco naturale e sulle numerose specie marine e terrestri che ospitano questi habitat, come la lucertola pitiusa (Podarcis pityusensis), il cavalluccio marino (Hippocampus ramulosus), il falco pellegrino (Falco peregrinus), il fenicottero (Phoenicopterus ruber), la berta della Baleari (Puffinus mauretanicus) o il cavaliere d’Italia (Himantopus himantopus).
  2. Passeggiare lungo la costa alla ricerca delle torri di sorveglianza del sud e dell’ovest d’Ibiza: Es Carregador o Sa Sal Rossa, Ses Portes, Es Savinar e En Rovira.
  3. Vedere il tramonto d’Ibiza dai vari bar e caffè situati nella baia di Portmany o dalle rive di Cala Tarida, Port des Torrent o Platges de Comte.
  4. Praticare numerose attività acquatiche nella baia di Portmany, e nei vicini centri turistici di Cala de Bou e Platja Pinet.
  5. Programmare un’escursione per scoprire i valori ecologici e paesaggistici delle Riserve Naturali di Es Vedrà, Es Vedranell e gli isolotti di Ponente.
  6. Andare al sabato al mercato di Sant Josep a cercare prodotti agricoli locali (aperto durante la stagione turistica estiva) o partecipare al variopinto ambiente del mercatino di seconda mano di Sant Jordi (tutto l’anno).
  7. Salire sulla cima di Sa Talaia, il monte più alto d’Ibiza con 475 metri d’altezza. È una delle gite per escursionisti e ciclisti più attrattiva del municipio, poiché dalla cima si contempla un meraviglioso panorama su gran parte dell’isola.

Le spiagge di San Josep

Platges de Comte
Platges de Comte
Foto di Vincent Marí

Sant Josep ha più di 20 spiagge e cale per tutti i gusti e le necessità, compresa Platja d’en Bossa, la spiaggia di sabbia più lunga d’Ibiza e una della più movimentate grazie all’ampia offerta dei suoi hotel, ristoranti, club, pub e aziende d’attività acquatiche e nautiche.
Spiccano per la loro bellezza e popolarità le spiagge selvagge di Ses Salines, Cala Jondal, Cala Bassa, l’insieme di calette che compongono Platges de Comte e Cala d’Hort, il miglior punto panoramico sul famoso
isolotto di Es Vedrà. Altre rive singolari sono Es Cavallet –di tradizione nudista-, Cala Codolar, Es Bol Nou, Cala Carbó, Cala Molí o le spiagge di Cala Vedella, Cala Tarida e Port des Torrent, d’ambiente familiare.

Cosa fare e vedere a Sant Antoni

Puesta de sol Sant Antoni
Puesta de sol Sant Antoni
Foto di Menchu Redondo

La bellezza della sua baia, gli spettacolari tramonti con gli isolotti di Ponente sullo sfondo e un paesaggio rurale praticamente inalterato sono tre delle grandi attrazioni di Sant Antoni, una destinazione aperta a tutti i viaggiatori che sorprende sempre, sia vicino al mare o nell’entroterra.

Tramonto a Ses Variades: il tratto del lungomare che si trova fra Caló des Moro e il frangiflutti è noto con il nome di Ses Variades e durante l’estate diventa uno dei luoghi più visitati dell’isola grazie ai bar e ai caffè che mettono musica al tramonto, spesso offerta da celebri DJ. Fuori dalla stagione turistica estiva, il lungomare permette di godersi dei bei tramonti in un ambiente tranquillo.

Percorso delle chiese: il tempio di Sant Antoni, la cui origine risale al XIV secolo, è un eccellente esempio di chiesa-fortezza pitiusa che ha ancora la sua torre difensiva e il punto di partenza di questo itinerario. Nell’entroterra, le sagome della piccola chiesa di Santa Agnès, il cui portico si trova vicino all’antica entrata principale, e del tempio di Sant Mateu, coronato da un semplice campanile a vela, conferiscono una singolare bellezza al paesaggio rurale di entrambe le valli. Da parte sua, la visita alla chiesa di Sant Rafel, costruita alla fine del XVIII secolo, offre un eccellente panorama sulla città d’Ibiza e un campanile curvilineo che conferisce leggerezza all’austera facciata.

Fiore di mandorlo
Fiore di mandorlo
Foto da Promoción Turística de Ibiza

Santa Agnès e i mandorli: questa piccola frazione si trova nella vallata di Pla de Corona, uno dei luoghi più tranquilli d’Ibiza. Il miglio periodo per visitarlo è fra gennaio e febbraio, quando fioriscono le sue centinaia di mandorli.

I vigneti di Sant Mateu: il nord del municipio è legato tradizionalmente alla produzione vinicola e attualmente ospita gli impianti di due cantine dell’isola che producono vini con I.G.P. Ibiza, Vino de la Tierra | Vi de la Terra.

5 cose da fare a Sant Antoni

  1. Praticare sport acquatici e nautici oferti nella nella baia: subacquea, vela, kitesurf, paddle surf, sci nautico, parasailing, moto d’acqua, kayak, pesca…
  2. Godersi una escursione in barca per ammirare la bellezza delle scogliere di Ses Balandres e Cala d’Albarca, così come delle Riserve Naturali di Es Vedrà, Es Vedranell e gli isolotti di Ponente.
  3. Percorrere a piedi il percorso costiero che unisce Sant Antoni a Cala Salada, addentrarsi in bicicletta nella zona conosciuta come Es Broll, passeggiare per il Pla de Corona fino ad arrivare alla scogliera con vista sugli isolotti di Ses Margalides…
  4. Comprare prodotti locali nel Mercato di Forada (sabato), al Mercato agricolo di Sant Antoni (venerdì) o al Mercato dell’artigianato di Sant Rafel (giovedì, da luglio a settembre).
  5. Visitare una cantina e degustare i vini dell’isola.

Le spiagge di Sant Antoni

Cala Gració, Ibiza
Cala Gració

Sant Antoni ospita cale e spiagge ideali per i più piccoli che spiccano anche per la bellezza dell’ambiente o dei sui panorami. All’interno del nucleo urbano di Sant Antoni ci sono le spiagge di Es Puetó, S’Arenal e Caló des Moro, le quali si aggiungono alle spiagge della baia che amministrativamente appartengono a Sant Josep. A pochi in minuti in auto o in autobus dal paese ci sono Cala Gració e Cala Gracioneta, due cale circondate da pini, separate da un piccolo promontorio; le acque color turchese del fotogenico litorale formato da Cala Salada e Cala Saladeta -uno dei più fotografati a Ibiza- e le terrazze di pietra di Punta Galera, un’antica cava di pietra che è diventata il luogo preferito dai praticanti del nudismo.

Cosa fare e vedere a Sant Joan

Chiesa di San Miquel
Iglesia Sant Miquel
Foto di Vincent Marí

Sant Joan e la sua chiesa: il paese che dà nome al municipio è un luogo tranquillo e con incanto, le cui poche case si trovano lungo la strada e intorno alla chiesa dedicata a San Giovanni Battista. Il tempio, finito di costruire nell’anno 1770, si struttura intorno a una unica navata rettangolare con volta a vela e sette cappelle laterali. Altri segni distintivi del tempio sono il suo campanile, costruito nel XIX secolo, e il suo portico con due archi. Le domeniche, la piazza che si trova di fronte alla chiesa diventa un punto d’incontro dei visitatori che si recano al mercato artigianale e gastronomico.

6 cose da fare a Sant Joan

  1. Ammirare la bellezza delle scogliere del nord d’Ibiza a bordo delle barche d’escursione che partono da Portinatx.
  2. Esplorare i dintorni delle spiagge di Portinatx, Port de Sant Miquel e Cala de Sant Vicent sopra una tavola di paddle surf o a bordo di un pedalò.
  3. Percorrere l’itinerario che conduce fino alla Punta des Moscarter e il faro omonimo, il più alto delle Isole Baleari; o scendere a piedi fino alla remota cala vergine di Es Portitxol, sulla costa di Sant Miquel.
  4. Ammirare le favolose viste dall’alto della Torre des Molar, situata a pochi chilometri dal Port de Sant Miquel e dove si arriva dopo un percorso di trekking.
  5. Comprare artigianato e prodotti agricoli del nord d’Ibiza nel mercatino domenicale di Sant Joan.
  6. Salire sul trenino turistico che parte da Portinatx e scoprire alcuni degli angoli più belli del nord dell’isola

Le spiagge di San Joan

Cala de Sant Vicent, Ibiza
Cala de Sant Vicent
Foto da Promoción Turística de Ibiza

La costa settentrionale ospita cale per tutti i gusti, da quelle con tutti i servizi fino a quelle nascoste sotto le scogliere, idonee per chi desidera allontanarsi dal trambusto o praticare nudismo. Le spiagge di Port de Sant Miquel, Cala de Sant Vicent, S’Arenal Gran, S’Arenal Petit e Port de Portinatx hanno attrezzature, ristoranti, negozi e noleggi d’attività acquatiche, che le rendono una scelta molto adeguata per le famiglie. È anche molto popolare Benirràs, grazie al suo ambiente hippy, i suoi tramonti e la singolarità del paesaggio delle sue casette dei pescatori con l’isolotto Cap Bernat.
Le restanti cale di Sant Joan sono perfette per chi non ha bisogno di servizi o per chi vuole semplicemente a portata di mano un chiosco per poter noleggiare lettini e ombrelloni: Cala de Xarraca, Cala des Xuclar, Cala d’en Serra, S’Illot des Renclí, Es Pas de s’Illa e Caló des Moltons.



Tutto quello che c’è da sapere sulle maestose cascate di Kaieteur in Guyana

All’improvviso il fiume Potaro cade giù per 226 metri. Il suo color caffè diventa schiuma e rumore assordante di acqua che si schianta.
Le cascate Kaiateur sono le tra le cascate singole più potenti e alte al mondo se pensate che per altezza sono quattro volte più alte delle cascate del Niagara e due volte delle cascate Vittoria.

Il Kaiteur National Park si estende per un’area di circa 627 chilometri quadrati che comprende foreste pluviali tra le quali passa il fiume Potaro e le straordinarie cascate Kaieteur.
Nel grande contesto verde si possono trovare specie uniche appartenenti alla natura come la bromelia acquatica, la rana dorata e la Morfo farfalla ( morpho menelaus)

by Erik Zandboer from Shutterstock

La Rana dorata(foto sopra) vive all’interno di bromelie (Bromeliaceae) nelle Kaieteur Falls, in Guyana. Le cascate di Kaieteur sono l’unico posto al mondo in cui vive questa specifica rana.

Come visitare le cascate

Ci sono tre punti principali da cui poter ammirare le cascate di Kaiteur: attraverso il sentiero escursionistico si possono raggiungere i punti panoramici Johnson, Boy Scout e Rainbow.
Il percorso è lungo una ventina di minuti ma i tour sono organizzati in modo che, tra foto e qualche sosta, l’intero giro possa durare attorno alle due ore.

Break e Lookout sono due punti panoramici chiusi al pubblico generico che, per essere visitati richiedono un permesso speciale alla Commissione delle Aree protette.
Ci sono un paio di alloggi in cui è possibile pernottare: la Kaieteur Rest House e la Tukeit Rest House ma tenete conto che, per entrambe è necessario portarsi biancheria da letto, amache e provviste di cibo ma, soprattutto, che per fermarsi a dormire è necessaria l’approvazione della Commisione delle Aree protette.

Se siete tanto audaci da voler far compagnia alle cascate per qualche notte, forse è il caso di affidarsi ai tour operators locali.

Vicino alla pista di atterraggio c’è anche un piccolo museo che raccoglie le immagini della storia delle cascate di Kaieteur dove potrete trovare anche informazioni sulla flora e la fauna del parco.
Non manca nemmeno un negozietto con piccoli oggetti di artigianato locale.


Come arrivare alle cascate

Aereo: La maggior parte dei viaggiatori preferisce il tour giornaliero optando per un volo di 45′ con un piccolo Cessna dall’aeroporto di Georgetown. Ovviamente le condizioni meteo e il numero dei passeggeri possono influenzare i vari tour. Per questo motivo sarebbe sempre bene organizzarsi con un certo anticipo.

Via terra o via fiume: un viaggio lento di qualche giorno è forse il metodo migliore per scoprire il Parco e le cascate, immergendosi totalmente nel cuore della natura e dell’avventura. Ci sono diversi tour operators che organizzano viaggi di questo tipo. Trovate tutte le info qui.

Fonte: Guyana tourism

Foto: Shuttersto e Adobe Photo Stock

Estonia: luoghi immersi nella natura lontano dalle mete turistiche

L’Estonia è ricoperta per la metà del suo territorio da foreste e può contare circa 2000 tra isole e isolette. Tutto questo ne fa una meta ideale per escursioni e cammminate immerse nella natura. L’autunno è una stagione perfetta per i colori che può regalare, ma è ottima perchè “apre la strada” all’inverno, il periodo dell’anno più affascinante quando si viaggia in Estonia.

Il mare estone
Saarema Sõrve lighthouse at sunset
by Peter Aleksandrov from Shutterstock

Vilsandi è una remota isoletta a 2 chilometri da Saarema. Se il livello dell’acqua è basso è possibile attraversare il tratto di mare a piedi ma, c’è chi preferisce prendere una canoa e godersi il mare con questo mezzo più “asciutto”.
Vilsandi è una riserva naturale con sentieri e foreste di ginepri in abbondanza. Troverete modo di camminare ed esplorare. Se poi amate il mare, qui a volontà!

Anche la Penisola di Harilaid è un buon punto per trovare sentieri poco battuti dal grande turismo di massa. C’è un sentiero escursionistico che attraversa tutta l’isola e porta fino al faro. I più fortunati avranno anche occasione di avvistare qualche foca!

Harilaid Lighthouse
By Artenex from Shutterstock

Il faro di Harilaid ha una caratteristica unica: è sommerso in parte dal mare. Col tempo e i “movimenti” della terra il faro, che è stato costruito sulla spiaggia, ora si trova in mezzo al mare.

Angoli remoti della natura estone
Paesaggio estivo di Konnu-Suursoo Bog in Korvemaa, Estonia.
by Elvin Heinla from Shutterstock

Le zone paludose e le aree umide sono i gioielli della natura estone. Infiniti sentieri di legno attraversano le foreste e, in inverno è possibile noleggiare le racchette da neve per esplorare queste vie tra il meraviglioso paesaggio imbiancato.
Kõnnu Suursoo vicino alla palude di Viru, la palude di Muraka, Laeva e Meenikunno sono opzioni più remote se amate i luoghi lontano da tutto dove camminare tra la natura.

Bici, campeggio e raccolta bacche
Paludi di Viru nel parco nazionale di Lahemaa in autunno
by Candy 1812 from Adobe stock

Un altro modo per vivere l’Estonia in tutta tranquillità è quello di spostarsi in bici. Si può prendere un treno e spostarsi da una fermata all’altra per poi esplorare un determinato luogo in bici.
Alcune opzioni interessanti possono essere quelle di andare da Orava a Viljandi o da Taevaskoda a Kiviõli sul lago Peipsi oppure a Saaremaa, Hiiumaa, Muhu, tutte isole ideali per essere esplorate in bici.

Gli amanti della raccolta di bacche, frutti di bosco o funghi, possono trovare tra le foreste estoni “pane per i loro denti”. Qui si possono trovare il mirtillo selvatico nordico, il mirtillo rossola fragola selvatica, il lampone selvatico e il camemoro. Ci sono anche funghi ma i posti migliori vengono tenuti segreti dai locali, perciò cercate di accontentarvi di quello che trovate.

Fonte: Visitestonia

Foto: Visitestonia, Shutterstock, e Adobe foto

4 buoni motivi che fanno della Finlandia il paese più felice del mondo

Nel 2021 la Finlandia è stata nominata per la quarta volta consecutiva il paese più felice del mondo dal Word Happiness Report delle Nazioni Unite. Il merito va sicuramente allo stile di vita dei finlandesi e al fatto che la Finlandia stessa sia ricoperta per il 90% da foreste o acqua.

La felicità finlandese non è così superficiale come possa sembrare ma va cercata nel radici e nelle abitudini di vita di un paese e di un popolo abituato a prendere la vita come viene e ad apprezzare ogni piccola cosa della vita quotidiana.

Visit Finland ha condiviso 4 tra i tranti consigli che potrebbero aiutare ad aumentare gli “ormoni della felicità” qualora vi capitasse di viaggiare in questo Paese immerso nel verde e pieno di laghi.

1.Riconnettersi con la natura
Tarja Hoikkala/Vastavalo from Visit Finland

La Finlandia è ricoperta per il 75% da foreste e questo gioca a favore della salute delle persone. Qui è possibile camminare tra i boschi, fare escursioni, campeggio, andare in bici e godersi le attività all’aria aperta.
In inverno si può fare sci di fondo o provare la nuova tendenza della camminata con le calze di lana ( wool sock running).
Non è un caso che i finlandesi amino fuggire dalla città per andare a rilassarsi in mezzo alla natura.

2.La ricerca del cibo è uno stato mentale
Julia Kivelä/Lakeland Finland

In estate e in autunno la Finlandia diventa perfetta per la ricerca di bacche, funghi, erbe selvatiche e verdure. Se la pesca è popolare tutto l’anno, la ricerca di qualche frutto selvatico puà essere un’attività gratificante e terapeutica da praticare in alcuni periodi.
Anche i ristoranti finlandesi si stanno adeguando ai ritmi della natura aggiungendo freschezza e genuinità ai loro piatti.

3.  I poteri curativi dell’acqua
Harri Tarvainen from Visi Finland

La Finlandia conta 188.000 laghi che, per i turisti, vogliono dire un’infinità di possibilità: canoa, Kayak, gite in nave e nuoto quando lo stagione lo consente.
Se poi volete provare qualche tradizione finlandese buttandovi nel lago ghiacciato dopo una sauna, sentitevi liberi. Pare dia energia e vitalità.

4.Sauna
Emilia Hoisko Photography from Visit Finland

La sauna è un rito amato della vita finlandese che riunisce e collega amici e familiari. Inoltre la cultura della sauna finlandese è stata aggiunta all’elenco rappresentativo del patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’UNESCO, il primo aspetto della cultura finlandese a entrare nella prestigiosa lista.
I finlandesi credono che le saune facciano bene alla mente e aumentino la felicità. Può anche essere visto come uno spazio meditativo e un luogo dove staccare dal mondo esterno. La parte migliore dell’esperienza della sauna è quella che i finlandesi chiamano affettuosamente la “beatitudine post-sauna”, la sensazione esaltante di aver purificato la mente e il corpo.

Fonte e foto: Visit Finland

7 magici luoghi irlandesi per fuggire dallo stress

L’Irlanda ha risorse da vendere. Tutti la immaginiamo come l’isola verde dove sono nati molti musicisti di successo o dove possiamo trovare una delle birre più buone e conosciute al mondo ( la Guinness). Irlanda significa anche paesaggi spettacolari o città famose come Dublino, Galway, Belfast, Cork, solo per citarne alcune.

Ma l’Irlanda è anche un posto tranquillo e rilassante dove staccare da tutto e dimenticare lo stress e i piccoli problemi. Quali sono questi posti? Eccone qui alcuni:

1.Devenish Island

Foto di Chris Hill ©Tourism Ireland

La contea di Fermanagh pullula di fiumi, laghi e isole lacustri. A Lough Erne si trova Devenish Island, che ospita uno dei siti monastici più importanti dell’Irlanda del Nord.
Fondato da San Molaise nel VI secolo, comprende i ruderi dell’abbazia, una torre circolare e le mura dell’oratorio. L’isola è raggiungibile in barca da Enniskillen: con un breve viaggio troverete la tranquillità e la bellezza incontaminata di un luogo idilliaco senza tempo.

2. Rathlin Island

Foto diJoshua McMichael da Tourism Ireland

Si trova al largo della Causeway Coastal Route ed è il punto più settentrionale dell’Irlanda del Nord. Questa remota isola è costellata di intriganti relitti ed è anche un paradiso per gli uccelli marini. In primavera e in estate quest’isola è popolata da migliaia di uccelli, tra cui le simpaticissime pulcinelle di mare che vengono qui a deporre le uova. Le compagnie di traghetti offrono un servizio regolare per l’isola da Ballycastle.

3. Strangford Lough, Antrim

Foto di Brian Morrison da Tourism Northern Ireland

A sud di Belfast è uno dei posti più belli d’Irlanda. Circondata da dolci colline, questa zona riconosciuta come “Area di straordinaria bellezza naturale”, è una delle più ricche di biodiversità d’Europa con oltre 2.000 specie marine distribuite su più di 150 km². Nonostante la presenza di uccelli, tassi, foche e storni, questo è un luogo di incredibile calma.

4.Garnish Island, Co.Cork

Ferry, Garnish Island, Seals, Glengarriff, Co. Cork

Nascosta nel porto di Glengariff, l’isola ospita una serie di giardini ornamentali originariamente opera dell’ex proprietario John Annan Bryce e del progettista di giardini edoardiano Howard Peto. Grazie alla sua posizione riparata e al clima quasi subtropicale, è ancora oggi possibile osservare una ricca varietà di piante e una colonia di foche grigie sulle rocce meridionali.

5. Burren, Co, Clare

Foto di Brian Morrison ©Clare County Council

Questo vasto altopiano calcareo dall’aspetto lunare si estende fino all’oceano e ospita delicate piante alpine, orchidee e vaste distese erbose. Sotto la superficie della pietra lunare c’è un ricco mondo sotterraneo: le Grotte di Ailwee creano un sistema labirintico con laghi, cascate sotterranee e profondità carsiche. Sono anche uno dei pochi sistemi di grotte dell’isola che possono essere esplorati senza attrezzature speciali.

6. Copper Coast, Co. Waterford

Foto di Luke Myers ©Fáilte Ireland/Tourism Ireland

Il Copper Coast European Geopark di Waterford è un bellissimo tratto di costa. Con un’estensione di 25 km da Tramore, località di epoca vittoriana, questo breve tratto custodisce tesori come spettacolari scogliere, insenature, faraglioni e splendidi panorami. Prende il nome dalle miniere di rame che un tempo punteggiavano la zona.

7. Keem Strand, Achill Island, Co. Mayo

Foto di Kelvin Gilmor ©Failte Ireland

Achill island può vantare da sola cinque spiagge riconosciute Bandiera Blu e una di queste è Keem Strand, citata tra le migliori spiagge nel mondo da Condé Nast. La spiaggia si trova nella Keem Bay, una baia a forma di cavallo, circondata dalle scogliere di Benmore: lungo la loro cima, si possono fare passeggiate mozzafiato di 1,5 km verso Achill Head, la punta più occidentale di Achill Island.

Uno studio sul “workation” rivela i vantaggi dello stile di smart working di tendenza in Svezia

Foto di Comeback Images da Adobe Photo stock

Disconnettersi dall’ambiente di lavoro abituale fa bene. Cosi come fa bene mettere in valigia ogni tanto il prorio lavoro e trovarsi un angolo vicino alla natura dove poter svolgere le proprie mansioni lavorative senza compromettere troppo la connettività internet o il lavoro stesso.

Secondo uno studio svedese il 22 % dei partecipanti ha dimostrato più calma, aromonia e tranquillità lavorando a contatto con la natura, riducendo contestualmente episodi di stress e depressione.

Lo studio è stato condotto dal Karolinska Institutet di Stoccolma, un’importante università medica. Un gruppo di persone è stato monitorato per una settimana mentre lavorava nel solito ambiente casalingo e poi per un’altra settimana in un alloggio vicino alla natura poco fuori Stoccolma.
Salute mentale e benessere sono aumentati del 22% , mentre i casi di stress e depressione si sono ridotti del 48%.
Anche la qualità del sonno è migliorata. La velocità di addormentamento del gruppo di lavoratori nell’ambiente “naturale” è aumentata del 51% riducendo, con essa, anche il numero di risvegli notturni.

Secondo Mare Löhmus Sundström, un professore associato del Karolinska Institutet, questi studi dimostrano ancora quale impatto positivo possa avere la natura sell’uomo e anche sulla sua vita lavorativa. La Svezia dispone di molti alloggi e ambienti di lavoro sparsi per il paese che possono offrire un contatto con la natura e si adattano ad uno stile di vita di “workation”.

Questo è il motivo per cui sono stati incentivati i cosiddetti viaggi di lavoro che permettano fughe nella natura accessibili anche nelle aree urbane. I benefici per le persone potrebbero essere molti.

Dati sullo studio

Lo studio è stato condotto ad inizio giugno 2021. I partecipanti, tra i 20 e i 35 anni, avevano tutti un lavoro che permetteva loro di lavorare da remoto in una casa/studio a contatto con la natura. E’ stata utilizzata una combinazione di metodi quantitativi per indagare la salute del partecipante, i modelli di sonno e l’attività fisica. I partecipanti allo studio indossavano attrezzature specifiche che registravano i loro movimenti ogni 15 secondi e raccoglievano anche i parametri del sonno.
I partecipanti hanno compilato test di autovalutazione e si misuravano autonomamente pressione sanguinea mattina e sera.

Fonte: Visitsweden


Minorca: l’isola protetta dove regna la natura


L’immagine di Minorca è quella di un’isola verde con molte insenature e spiagge incontaminate. Insomma: tranquillità, natura e la vita a ritmi lenti. Ma se andiamo a vedere cosa “nasconde” di bello quest’isola in realtà c’è molto, molto di più: le attività in campagna, gli sport all’aria aperta, le delizie culinarie locali, l’artigianato e molti prodotti locali.

In verità, Minorca è un’isola che mostra i suoi tesori a chi li cerca veramente. Il punto più alto dell’isola è il Monte Toro che misura 358 metri sul livello del mare. La costa settentrionale è aspra e selvaggia con vegetazione rada e sabbia rossastra scura. La costa meridionale, invece, è costituita da anfratti boscosi che scendono verso calette e spiagge con sabbia bianca e mare turchese.

Il mare azzurro di Minorca
Foto di Cyril PAPOT da Adobe Stock

Il clima è particolarmente mite e temperato, anche se una caratteristica dell’isola è la forza del vento del nord. È un vento così forte che ha modellato il paesaggio. L’isola è divisa in otto comuni amministrativi: Maó, Ciutadella, Alaior, Es Castell, Sant Lluís, Es Mercadal, Ferreries ed Es Mig jorn Gran.

La riserva della biosfera

Minorca è stata dichiarata Riserva della Biosfera dall’ottobre 1993 in virtù dello stretto legame tra l’uomo e il territorio. Qui la crescita economica cerca di essere compatibile con la conservazione dell’isola e, con essa, anche l’agricoltura si fa in modo sostenibile. Nel paesaggio è chiaramente percepibile come l’agricoltura si avvalga ancora di antiche usanze, come ad esempio l’uso di pietre a secco utilizzate per delimitare i terreni agricoli.

Il Parco Naturale dell’Albufera des Grau, con i suoi 5000 ettari di superficie, rappresenta il fulcro della biosfera e presenta una salina, un tratto di costa, diversi isolotti e zone umide dove possono trovare rifugio rapaci e uccelli marini. I burroni offrono riparo a una ricca fauna e flora, tra cui un certo numero di specie endemiche e specie in via di estinzione come il nibbio reale e la lucertola muraiola di Lilford. Le dune, i ruscelli, le gole, i boschi di lecci, ulivi selvatici e pini, contribuiscono all’unicità di Minorca come Riserva della Biosfera.

Immagine di jvilellaCFATB da Pixabay

Archeologia a Minorca

Il patrimonio archeologico di Minorca è ricco quasi quanto quello naturale e marino se si considera che sull’isola ci sono in media due monumenti ogni chilometro quadrato! Uno dei più emblematici di Minorca è senza dubbio la Naveta des Tudons, edifici utilizzati come ossari collettivi costruiti in pietra tra il 700 e il 1000 a.C.
Trepucó, Talatí de Dalt, Torre d’en Galmés, Torralba d’en Salort, Cornia Nou sono altri siti che possono dare un’ottima idea del passato preistorico dell’isola. Sono monumenti costruiti utilizzando grosse pietre senza malta che portano con sé un senso di mistero e danno un’idea dei riti compiuti dai primi abitanti che in passato hanno abitato l’isola.

La natura

La campagna di Minorca è incontaminata mentre il 70% del territorio è protetto. Un lungo tratto della costa settentrionale è considerato Riserva Marina e molti isolotti appartenenti a Minorca sono incontaminati e di grande valore ecologico. Queste piccole isole sono abitate da animali endemici, tra cui otto sottospecie della lucertola muraiola Lilford, ciascuna sottospecie unica e diversa. Ci sono una serie di buoni ecosistemi da esplorare: boschi, falesie, zone umide, ruscelli, pozze sorgive e anfratti scavati dall’erosione della roccia calcarea.

Salinas de Addaia.Mongofre Nou.Menorca.Islas Baleares. España.
Le spiagge

Lungo i 216 km di costa di Minorca si trovano un’ottantina di baie sabbiose, oltre a numerose calette e calette nascoste nel litorale. Son Bou, con oltre 2,5 km di sabbia, è la spiaggia più lunga. Le spiagge più piccole sono lunghe appena 100 metri, anche se le dimensioni sono fuori luogo quando si parla di veri e propri paradisi naturali collocati in quella che è una delle mete di vacanza meglio conservate del Mediterraneo.

Lungo la costa settentrionale il paesaggio è selvaggio e indomito, con tonalità prevalentemente terrose, ocra e dorate. Ci sono spiagge e calette meravigliose, nonché fantastici luoghi per lo snorkeling e le immersioni subacquee. Cala Pregonda potrebbe essere la spiaggia naturale più conosciuta, ma Cavalleria e Cala Pilar sono ugualmente meravigliose. Il bellissimo paesaggio di La Vall è dove si trovano Es Bot ed Es Tancat, le spiagge gemelle di Algaiarens. Cala Presili e Cala Tortuga sono spiagge vicine situate nella riserva naturale Parque Natural la Albufera des Grau. Coloro che preferiscono le spiagge con alcuni servizi ma desiderano comunque un ambiente mozzafiato adoreranno le spiagge di Cala Morell, Arenal de Son Saura (Son Parc), l’ampia spiaggia sabbiosa di Es Grau o Cala Mesquida.


La costa meridionale è irresistibilmente attraente, con mare turchese, sabbia bianca e fine e boschi frondosi che offrono ombra quasi fino all’acqua. Le spiagge naturali più conosciute sono: le spiagge gemelle di Son Saura, le famose spiagge di Cala en Turqueta, Cala Macarella y Macarelleta, nonché Cala Mitjana e Mitjaneta. Le spiagge di Trebalúger e Cala Escorxada sono due gioielli un po’ più tranquille in quanto è una passeggiata piuttosto lunga per raggiungerle. Binigaus è un’altra deliziosa opzione: è la spiaggia incontaminata più ampia della costa meridionale ed è facilmente accessibile per una giornata in spiaggia, così come la minuscola spiaggia di Atalis, alla fine della spiaggia di Son Bou. Le spiagge più belle vicine ai resort sono: Son Xoriguer; la maestosa Cala Galdana, quasi sempre calma riparata com’è dalle scogliere; la lunga distesa di sabbia di Sant Tomàs e Cala en Porter. Tra le spiagge della zona di Sant Lluís spiccano le spiagge di Binibèquer, Punta Prima e Binissafúller.


Camí de Cavalls

Il Camí de Cavalls è un ottimo modo per scoprire Il magnifico paesaggio di Minorca. Si tratta di un percorso di 185 km intorno alla costa dell’isola che comprende una varietà di scenari diversi.
La sua origine esatta è sconosciuta; quello che si sa è che il Camí de Cavalls è stato utilizzato per molti secoli come collegamento tra le torri di difesa che erano state costruite per vigilare e salvaguardare l’isola da ogni possibile attacco o invasione. Il sentiero ha avuto vari usi nel corso dei secoli ed è stato forse restaurato e aperto al pubblico nel 2010. Oggi fa parte della lunga rete di sentieri remoti europei, numerata GR-223.

Cami de Cavalls, GR223. Binicalaf Nou. (2011) Minorca. Balearic Islands. Spain.

Gastronomia e prodotti locali

La semplicità è l’essenza della cucina di Minorca; il suo fondamento risiede nelle persone con i piedi per terra, ma che sanno come godersi la vita e come sfruttare al meglio ciò che hanno. Dentro ogni piatto apparentemente umile c’è un tocco di raffinatezza, un delizioso accenno di culture straniere.
I libri di cucina tradizionale contengono tutti ricette per dell’oliaigua e altri piatti a base di verdure, prelibatezze marinare come la caldereta de langosta, ricette di carne e selvaggina, melanzane ripiene e altri piatti al forno come il perol. Ci sono molte ricette per i dolci poiché i minorchini hanno un debole per i dolci. Carquinyols, flaons, pastissets e gli amargo sono alcuni dei dolci e dolci salati che vengono fatti qui.
L’unico prodotto di Minorca conosciuto in tutto il mondo è sicuramente la maionese. Gli esperti concordano sul fatto che in origine fosse una salsa locale prodotta qui sull’isola e che si sia diffusa nel resto del mondo dopo che i francesi invasero Minorca nel XVIII secolo. La teoria è che il duca di Richelieu abbia assaggiato la salsa mentre si trovava sull’isola, per poi riportare la ricetta alla corte francese dove divenne noto come mahonnaise, in riferimento alla città Maó

L’industria alimentare locale ha creato un marchio di garanzia Made in Minorca. Un ottimo esempio è il formaggio che ha ottenuto la denominazione di origine protetta (DOP) Mahón-Menorca ed è stato recentemente classificato tra i migliori del mondo. Il formaggio di Minorca è di forma quadrata, con una crosta di colore bruno rossastro scuro e un sapore leggermente salato.
Il Gin di Maó è stato attribuito a indicazione geografica protetta (IGP) ed è molto conosciuto sia a Minorca che all’estero. Il gin di Minorca è il gin più antico della Spagna. Viene distillato da alcol di vino con bacche di ginepro e una selezione di erbe aromatiche in vecchi alambicchi di rame riscaldati da fuochi a legna ed è uno dei gin più aromatici sul mercato.
Ci sono alcuni liquori e liquori tradizionali oltre al gin di Minorca che vengono prodotti sull’isola, come i liquori alle erbe, il liquore di camomilla autoctono e i liquori agli agrumi che si bevono a fine pasto come digestivo. Negli ultimi anni sono nati alcuni birrifici artigianali. La birra che producono è composta da ingredienti naturali non pastorizzati. Il risultato è una gamma di firme birre di diversi sapori e caratteristiche.

«Vi de la Terra Illa de Menorca» è un’indicazione geografica di qualità del vino. Sono diverse le cantine che hanno riportato in auge il vino tradizionale con metodi di produzione dell’isola, producendo vini dal carattere distintivo dell’isola. Un paio di cantine offrono tour e degustazioni di vini.
L’olio d’oliva è un altro prodotto alimentare di qualità. Sono pochi gli oli extra vergini di oliva prodotti a Minorca, grazie a intraprendenti produttori locali, anche se al momento se ne producono solo quantità molto ridotte.
Il marchio “Made in Menorca” riconosce alcuni dei prodotti a base di carne locali, in particolare il maiale stagionato. Carn-i-xulla è il prodotto più caratteristico, risalente agli antichi metodi di stagionatura romani. Altri tipi di salumi sono “sobrasadas” (sia dolci che stagionati), “botifarrons” e “cuixots“. C’è una piccola quantità di miele prodotto sull’isola. Apprezzato per molti secoli, l’autore romano Plinio sosteneva che il miele dell’isola era il migliore al mondo dopo il miele greco.



Minorca: il luogo perfetto per ammirar le stelle

Conservare un’isola nel rispetto di ambiente e natura non significa solo avere un mare meraviglioso, tanto verde e tanti animali, ma anche poter godere del cielo senza che troppa luce artificiale disturbi la visione dello spettacolo notturno.
Dal 2019 Minorca ha anche la certificazione di destinazione turistica “Starlight“, il che significa che quest’isola è stata selezionata tra le destinazioni ideali per godersi le meraviglie delle costellazioni e delle galassie e degli sciami meteorici ad esempio.
A Minorca ci sono alcuni punti suggeriti da Starlight dove si possono trovare le condizioni ideali per osservare il cielo notturno. Cala Macarella è una spiaggia tranquilla e isolata dove si possono vedere le stelle senza essere disturbati da troppe luci artificiali. I fari sono invece luoghi spettacolari da cui osservare il mare, le stelle e, perché no, da cui scattare fantastiche foto da condividere o da portare a casa e conservare come ricordo.
Il Faro de Cavalleria o il Favaritx (foto di copertina) vi lasceranno senza fiato.

Immagine di Xose Vidal da Pixabay

Da tenere in considerazione anche il Pont den Gil (nella foto sopra), sia per le osservazioni serali che per le viste mozzafiato


Rispetta Minorca

Venire in vacanza a Minorca non significa solo pensare a godersi la natura e un mare unico al mondo, ma anche entrare per qualche giorno in un’area protetta che, come tale, va preservata e rispettata. La regola del buon turista e del buon viaggiatore implica che a Minorca si debbano rispettare alcune regole, come quelle più semplici di non sporcare l’ambiente lasciando rifiuti in giro o magari rovinando le spiagge e il mare. I mozziconi vengono messi nei posacenere e tutto deve restare al suo posto. Gli animali e le piante che vivono qui devono continuare a vivere in totale tranquillità, così come le persone che qui hanno sempre lavorato e vissuto.
La terra e la natura appartengono a tutti.
Non dimentichiamolo!

Fonte: Menorca.es
Foto: Adobe stock, Pixabay e Unspash.

Texel: la perla del mare di Wadden

Foto di Evgeni Tcherkasski da Pixabay

Texel è la più grande delle cinque isole olandesi nel mare di Wadden, considerata un’area protetta e patrimonio dell’UNESCO. Su quest’isola vivono circa 13.000 persone e la sua “capitale” si chiama Den Burg. Nonostante la sua posizione decisamente settentrionale rispetto all’Olanda e all’Europa, Texel è senza dubbio un’isola dall’aspetto turistico e più rilassante che mai.

Le ragioni? Prima di tutto con i suoi 30 km di costa, Texel offre uno “scorcio” di mare sia ai fotografi che agli amanti del mare del nord e, in secondo luogo,qui ci sono così tanti chilometri di piste ciclabili che nemmeno una grande città sogna di avere .
Questo significa più sicurezza, silenzio e la possibilità di spostarsi con un mezzo ecologico ed economico in ogni angolo dell’isola.

Panorama di una coppia che pedala verso il faro sull’isola di Texel, Paesi Bassi
L’aspetto naturalistico

Chi pensa di trovare solo spiagge, un faro, chilometri e chilometri di piste ciclabili su Texel, forse non sa che qui come in altre isole del Wadden, molte specie di uccelli marini vengono a “cercare rifugio e casa”. Le dune presenti in alcune zone come quelle intorno a De Koog, ad esempio, ospitano cormorani e platalee.
Arrivando in queste zone attraverso alcuni sentieri vi renderete conto di essere entrati in una vera e propria riserva naturale. Qui può capitare che alcune aree siano limitate per consentire la nidificazione degli uccelli migratori in determinati periodi dell’anno.
Non dimenticare mai che un terzo di quest’isola è considerata una riserva naturale.

Il turismo sull’isola

Spiagge, biciclette, natura e anche il vento.
Se uniamo questi elementi allora è facile pensare che Texel sia una grande attrazione per il turista che ama uno di questi quattro elementi o tutti e quattro insieme. Il 70% del profitto dell’isola e dei suoi abitanti proviene dal turismo. Noleggi bici indispensabili per permettere a tutti di pedalare sui 130 km di piste ciclabili. Una ragnatela se si pensa alle dimensioni dell’isola!

Ma ci sono anche attività da spiaggia come il surf, il kitesurf e tutto ciò che riguarda la balneazione. Senza dimenticare negozi, hotel, ristoranti e tutto il resto. Sette villaggi su un’isola che fa parte di un gruppo di cinque isole che appartengono alle isole Frisone.

è così piccolo il mondo

Isole Halligen: un viaggio tra rotaie, isolotti e il mare di un luogo incantato


C’è un piccolo gruppo di minuscole isole lassù di fronte alla Germania. Sono le Isole Halligen e qui ogni stagione significa dover fare i conti con il mare e il cambiamento climatico. Queste 10 isole sono così basse sul livello del mare che spesso il mare sommerge tutto per poi farlo riemergere dopo un po’.

Poche decine di abitanti vivono su ogni isola ma il rischio che con il cambiamento climatico tutto venga sommerso per sempre è davvero alto. Tuttavia, queste isole hanno una certa importanza per diversi fattori: innanzitutto proteggono le coste tedesche e, soprattutto, permettono a molte specie di uccelli di stabilirsi da queste parti.

Le regolari inondazioni che sommergono queste isole portano infatti sedimenti che aiutano la flora e la fauna a nutrirsi. Altrove questo non sarebbe possibile. È per questo e per altri motivi che lo stato costiero dello Schleswig-Holstein, che comprende le isole Helingen, sta investendo molti soldi affinché qui si possa alzare il livello delle isole rispetto al mare cercando, allo stesso tempo allargare anche la loro superficie.

Secondo gli studi effettuati dagli esperti, ogni isola dovrebbe “crescere” di circa 4-5 mm ogni anno per stare al passo con il livello del mare. Finora solo l’isola di Hooge, grazie a una diga chiusa che la circonda, è riuscita a limitare le inondazioni, mentre Nordstrandischmoor cresce solo di 1-2 mm all’anno.

Hallig Süderoog dall’aria nel mare di Wadden: EUROPA, GERMANIA, SCHLESWIG-HOLSTEIN, (EUROPA, GERMANIA), 29/09/2010: Hallig Süderoog dall’alto nel mare di Wadden

La popolazione degli uccelli

Il mare di Wadden è stato inserito nell’elenco dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO nel 2009 e non è un caso che circa 60.000 uccelli vivano sull’Halligen, il che significa più della metà delle specie presenti in Germania. Rondini di mare, sterne artiche e gabbiani sono le specie più comuni qui. Sulle isole Halligen trovano un luogo ideale per nidificare al riparo dai predatori che stanno alla larga grazie alle abbondanti inondazioni invernali.
Preservare la vita delle persone di quest’isola significa quindi anche salvare quella di un ambiente unico al mondo dove possano proliferare e sopravvivere molte specie animali. Per questo sarebbe importante continuare con i progetti di conservazione di questo luogo.


Le linee ferroviarie
Lüttmoorsiel-Nordstrandischmoor linea ferroviaria

Le isole Halligen sono collegate da due linee ferroviarie: la prima è la Lüttmoorsiel-Nordstrandischmoor, nota anche come Lorenbahn. Questa prima linea è lunga 3,6 km ed è stata costruita tra il 1933 e il 1934.
Viene utilizzata per il trasporto di merci, per la posta e per il trasporto di materiali da costruzione. Ogni residente di Nordstrandischmoor possiede un carro e deve avere almeno 15 anni e una patente per guidarlo.

La seconda linea ferroviaria è la Halligbahn, che corre lungo la linea Dagebüll – Oland – Langeneß.
A Oland c’è solo un piccolo comune con una quindicina di case e una chiesa, mentre Langeneß ospita 58 famiglie.


Gli hallig
  1. Nordstrandischmoor copre un’area di circa 1,9 km quadrati e dispone di quattro terp, un paio di scuole e un ristorante. Nel 2010, 18 persone vivevano qui;
  2. Langeneß è oggi il più grande Hallig di tutti e ha una lunghezza totale di 10 km. I suoi 134 abitanti di cui 113 a Langeneß sono suddivisi in 18 terp: Bandixwarf, Christianswarf, Honkenswarf, Ketelswarf, Kirchhofswarf, Kirchwarf, Hilligenley, Hunnenswarf, Mayenswarf, Neuwarf, Norderhörft, Peterhaitzwarf, Peterswarf, Rixithwarland, O Törf. Le entrate economiche di questo Hallig provengono in parte dall’agricoltura e in parte dall’impresa statale per la protezione delle coste;
  3. Gröde con 252 ettari, è il terzo più grande hallig dell’isola. Qui vivono solo 8 residenti e ci sono due terp, di cui uno disabitato;
  4. Hamburger hallig deve il suo nome a due mercanti di Amburgo che acquistarono l’isola nel XVII secolo. Questo hallig è collegato alla terraferma e gestito dalla NABU (Nature Conservation Union) e ha un custode di uccelli. Nessuno vive qui e i suoi due terp sono disabitati.
  5. A Süderoog Nele Wree e Olger Spreer gestiscono una fattoria ecologica. Sono gli unici abitanti dell’isola. Oltre a molti ospiti, qui vengono anche specie di uccelli marini come il nodo e il piovanello.
  6. Hooge è il secondo hallig più grande ed è protetto da una diga in pietra che lo “difende” dalle inondazioni più grandi. Qui vivono 95 persone distribuite su 10 terp che sono: Backenswarft, Hanswarft, Ipkenswarft, Kirchwarft, Lorenzwarft, Mitteltritt, Ockelützwarft, Ockenswarft, Volkertswarft e Westerwarft. A Hooge ci sono 2 scuole, 5 ristoranti, 2 bar e anche 2 hotel, oltre a vari servizi cittadini che si trovano ad Hanswarft, l’hangar principale dell’Hallig.
  7. Habel è senza dubbio un territorio indisturbato di natura selvaggia. Questo hallig è abitato solo da un guardiano di uccelli per l’associazione Jordsand e V. e, in estate, anche da un cane da guardia per gli uccelli. Le specie di uccelli che vengono qui non contano quasi.
  8. Norderoog, è anche conosciuto come “Vogelhallig”. Nel 1909 l’associazione Jordsand and V acquistò questo hallig con l’intenzione di farne un santuario degli uccelli. Grazie alle donazioni e al lavoro di giovani volontari, qui sono stati costruiti argini in pietra e si è rallentato il costante rischio di alluvioni. A Norderoog vivono circa 14 specie di uccelli nidificanti, di cui 6 in via di estinzione e, con loro, viveva anche il leggendario custode dell’hallig Jens Wand che dopo aver vissuto qui 40 anni non è mai tornato da una passeggiata nelle pianure fangose della zona.
  9. Oland si estende su una superficie di circa 2 chilometri quadrati e conta una ventina di residenti distribuiti in 18 case su un unico terp. La particolarità di questo hallig è che qui si trova l’unico faro costruito in paglia di tutta la Germania.
  10. Sudfall è l’altro hallig su cui regna la presenza degli uccelli marini. La proprietà fa parte dell’associazione Jordsand dal 1957 e qui sono consentite un numero limitato di gite giornaliere. Solo in estate arrivano due abitanti: un ingegnere e sua moglie che fanno compagnia a 15 specie di uccelli marini: gabbiani reali, sterne artiche, solo per citarne un paio.

Fonti: BBC, wikipedia e Halligen.de
Foto: Adobe stock photos