Irlanda turismo: dal 21 gennaio cessano (quasi) tutte le restrizioni anticovid

Il governo irlandese ha annunciato oggi (21 gennaio) che quasi tutte le restrizioni di salute pubblica dovute al Covid-19 cesseranno. Da domani ristoranti e bar potranno riprendere il normale orario di negoziazione; e le restrizioni sugli eventi indoor e outdoor, comprese le partite sportive, saranno revocate.

Niall Gibbons, Amministratore Delegato di Tourism Ireland, ha dichiarato: “L’annuncio che la maggior parte delle restrizioni legate al Covid-19 in Irlanda finirà, è un’ottima notizia per il turismo e l’ospitalità. Significa che ora possiamo andare avanti e iniziare a pianificare le vacanze in Irlanda con fiducia per l’anno a venire. Ora possiamo guardare al futuro con ottimismo. La priorità di Tourism Ireland per il 2022 è riavviare il turismo d’oltremare nell’isola d’Irlanda. Faremo tutto il possibile per distinguere l’Irlanda dalle nostre destinazioni concorrenti, per aumentare le prenotazioni e le entrate per le imprese turistiche. Insieme ai nostri partner del settore, intraprenderemo la nostra più ampia campagna di marketing mai realizzata nel 2022. Il nostro messaggio, e quello dell’intera industria turistica irlandese, è molto semplice: non vediamo l’ora di stendere il tappeto verde e dare il benvenuto ai visitatori di tutto il mondo.”

fotografia aerea di roccia vicino al mare
Foto di Kelly L da Pexels.com

NB. Si prega di notare che i normali requisiti di viaggio internazionali rimangono, come la necessità di fornire una prova di vaccinazione, prova di guarigione o un test PCR o antigenico negativo. Tuttavia, una volta in Irlanda, non serviranno per entrare in ristoranti e pub.

Ibiza: un viaggio tra spiagge, mercatini, gastronomia e natura

Ibiza si adatta bene ad ogni tipo di viaggiatore. Sia che voi siate una famiglia, una coppia, un gruppo di amici o magari degli sportivi in cerca di un ambiente particolare, a Ibiza troverete un’isola piena di emozioni e suggestioni uniche.
Con i suoi 572 km² di superficie totale, Ibiza è facile da esplorare, considerato che da un punto all’altro dell’isola non sarà necessario percorrete troppi chilometri. I punti di maggiore interesse sono in genere a circa 15′ di distanza l’uno dall’altro e così, avrete tutto il tempo di scoprire le bellezze, le spiagge e la gastronomia che quest’isola delle Baleari può offrire.

I piaceri dell’isola

Kayak a Ibiza
Kayak a Ibiza
Foto da Promoción Turística de Ibiza

Ibiza gode di un clima tipico mediterraneo che consente di visitarla, approfittando di un buon clima per tutto l’anno.
Con 3000 ore di sole, pochissime piogge, acque turchesi e la possibilità di praticare tantissimi “sport da mare”, Ibiza offre tante possibilità e libertà di svago.
Non mancano certo la natura, i tramonti, i profumi tipici del Mediterraneo e la possibilità di godersi a pieno le spiagge dell’isola.


La natura

Posidonia Oceanica
Posidonia Oceanica
Mare sottomarino, Mediterraneao, Isole Baleari, Ibiza, Spagna

Il 40% dell’isola è ricoperto da foreste di pino e di ginepro suddivise in 1800 specie differenti. La flora, di tipo Mediterraneo, conta una varietà di 940 specie diverse.
Il 43% della superficie terrestre di Ibiza è protetto, di cui circa il 18% suddiviso in otto aree naturali. Non bastasse, tenete conto che il 75,4% del litorale dell’isola è protetto. Tanto per far qualche nome, segnatevi la Riserva Marina della costa nord-est d’Ibiza-Tagomago, le Riserve Naturali di Es Vedrà, Es Vedranell e gli isolotti di Ponente.
Sebbene le zone umide dell’isola attirino molte specie di uccelli, l’animale caratteristico di Ibiza rimane la lucertola pitiusa, facile da avvistare sui muri o tra i sentieri.

Podenco Ibizenco
Podenco
Promoción turistica de Ibiza
Foto di Vincent Marí

Altro animale caratteristico dell’isola è il podenco ibizenco, una particolare razza di cane autoctona di origine egizia che pare abbiano portato i cartaginesi nel 654 dC , quando fondarono la città di Ibiza.
E’ una razza elegante, agile, forte e dalla camminata molto elastica.

Secondo l’UNESCO, Ibiza è un ambiente privilegiato per la conservazione della Posidonia Oceanica, Patrimonio dell’Umanità nonché pianta acquatica ed endemica del Mediterraneo.
Queste piante acquatiche non sono solo responsabili della purezza dell’acqua del mare ma contribuiscono significativamente a ridurre l’erosione delle coste marine.
La Posidonia Oceanica è anche forma di nutrimento per diverse specie marine e, per tutti questi motivi è fondamentale che venga conservata evitandone il danneggiamento o la perdita nel corso degli anni.

Sea Salines, Ibiza
Sea Salines
Foto di Vincent Marí

Sea Salines è diventato parco naturale dal 2001. Con una superficie di 3000 ettari terrestri e 13.000 di mare, il parco naturale di Ibiza costituisce una ricchezza ambientale e riserva protetta per 210 specie di uccelli, tra cui spiccano fenicotteri, Himantopus e la Berta delle Baleari.
Il parco, grazie alle sue saline, è in grado di produrre 50.000 tonnellate di sale ogni anno.


I patrimoni dell’UNESCO

Città fenicia, sa Caleta, Ibiza
Città fenicia, sa Caleta, Ibiza
Foto Consell d’Eivissa

Oltre alla già menzionata Posidonia Oceanica, Ibiza può avvalersi patrimoni dell’UNESCO di tutto rispetto e importanza storica.
Nel 1999 l’UNESCO ha dichiarato le mura di Dalt Vila Patrimonio dell’Umanità, in quanto fortezza costiera meglio conservata di tutto il Mediterraneo.
Stesso discorso vale per i resti della città fenicia di sa Caleta e la necropoli di Puig de Molins, perfettamente conservate nel tempo.

Le mura rinascimentali che “avvolgono” la città antica con la Cattedrale e il Castello Almudaina in cima, sono i monumenti più importanti di Ibiza.
Dalt Vila è formata da stradine strette labirintiche, calli e piazzette che danno un senso di serenità completamente opposto a quello del porto, della baia e della zona commerciale dei barrios di la Marina e Sa Penya.

Secondo l’UNESCO, i resti della città fenicia di Sa Caleta e la necropoli fenicio-punica, sono un’importantissima testimonianza della vita, della cultura e dell’urbanizzazione delle culture fenicie e cartaginesi.

Le praterie sottomarine della Posidonia oceanica rappresentano una ricchezza naturale sia per Ibiza che per la biodiversità marina mondiale. I cosiddetti “polmoni del mare” presenti nelle acque dell’isola sono tra i meglio conservati del Mediterraneo e, come tali, devono restare.

Lo shopping e i mercati

Mercado artisania, Ibiza
Mercado artisania, Ibiza
Foto di Jon Izeta

Fare shopping ad Ibiza potrebbe essere altrettanto appagante che farlo in una grande città: dalle grandi marche internazionali fino ai piccoli e giovani disegnatori, passando dall’artigianato locale, sull’isola sarà possibile trovare e scoprire di tutto.
Dalt Vila, il barrio de La Marina, la Avenida Bartolomé Roselló e Marina Botafoch sono solo alcune delle zone dove potrete fare shopping di “spessore”. Lasciarsi rapire dal negozio colorato in mezzo a una via è certamente la cosa migliore da fare. Potete entrare e scovare tante sorprese all’improvviso.

Sant’Eulària, Sant Josep, Sant Antoni e Sant Joan racchiudono una moltitudine di boutiques commerciali di ottimo livello ispirate ai prodotti locali dove poter trovare autentici tesori.
I mercatini di Las Dalias e Punta Arabí meritano assolutamente una visita. Las Dalias apre per tutto l’anno di sabato, mentre in estate ha anche una “versione” notturna; unica. Punta Arabí da 25 anni ogni mercoledì con circa 400 bancarelle.

Ma se amate bancarelle e mercatini non potete non visitare le bancarelle di artigianato locale al Porto di Ibiza, Figueretes, Sant’Eulària, Sant Antoni, Sant Joan, San Miquel oppure le opere dei ceramisti di San Rafael.

Gastronomia locale

Frita de calamar
Frita de calamar
Foo di Vincent Marí

La gastronomia di Ibiza è basata prevalentemente sulla trilogia mediterranea, composta da grano, vino e olio di oliva. Il mare e la terra così generosi hanno dato sempre possibilità e moltitudini di ricette tradizionali, elaborate in base alla stagionalità e alle condizioni climatiche dell’isola.

Flaó
Flaó
Foto di Vincent Marí
Vino di Ibiza
Vino de Ibiza
Foto di Vincent Marí

I mercatini alimentari


Le tradizioni dell’isola

Ball pagés: ballo tradizionale di ibiza
Ball pagés
Foto San Joan de Labritja

Ibiza vanta un ricco patrimonio di tradizioni che permettono a chiunque la visiti di immergersi ancor più nel cuore dell’isola.
La campagna dell’isola è stata per generazioni autosufficiente grazie allo spirito di auto adattamento e alla capacità di sfruttare al massimo le risorse della natura da parte della gente di Ibiza.
Sull’isola potrete trovare tanti esempi dell’architettura tradizionale che, nel corso degli anni, hanno permesso all’isola balearica di ottenere il soprannome di Isla Blanca. Vi basterà perdervi tra le stradine secondarie per ammirare come tante casette bianche sono state riconvertite in ristoranti o per scoprire qualche bianchissimo edificio sommerso nella natura.

Architettura rurale, Ibiza
Architettura rurale, Ibiza
Foto di Vincent Marí

Il ball pagès, la danza tradizionale d’Ibiza, spicca per essere una rappresentazione folcloristica unica nel Mediterraneo. Con secoli d’antichità e un’origine incerta, questo antico ballo di corteggiamento si svolge in tutte le feste popolari dell’isola e nelle rappresentazioni settimanali programmate durante la stagione turistica estiva.

Fare sport a Ibiza

In Bici a Ibiza
In Bici a Ibiza
Foto di Jon Izeta

Trovare uno sport adatto a voi a Ibiza non dovrebbe essere difficile. Dopo aver mangiato, fatto shopping, preso il sole in spiaggia e magari tirato tardi la sera, un po’ di sano sport farebbe bene a chiunque.
Tanto verde si presta bene a sport come il golf, l’equitazione, passeggiate, correre o andare in bici, mentre il mare e le spiagge offrono la canonica moltitudine degli sport acquatici quali kayak, windsurf, kitesurf e molto altro ancora.

E’ quasi superfluo ricordare che Ibiza è anche ricca di moltissimi eventi sportivi durante tutto l’anno: maratona, mezza maratona, regate, giro cicloturistico, trial e tanto altro.
Per gli sportivi professionisti e non, ma anche per tutti gli appassionati, a Ibiza ci sono sempre eventi interessanti da seguire.


Cosa fare e vedere a Ibiza

Dalt Vila

Plaza de Vila, Ibiza
Plaza de Vila
Foto di Aurelio Martinelli

Tutti i mesi sono perfetti per visitare il quartiere fortezza d’Ibiza, anche se è durante i pomeriggi e le serate estive che troverete più “vita” grazie ai ristoranti aperti intorno alle piazze di Vila, Sa Carrossa e del Sol. Una passeggiata fino alla cattedrale e al castello vi farà scoprire palazzi medievali, piazzette appartate, gallerie d’arte e bellissimi angoli nel più puro stile mediterraneo.

Le mura e i bastioni: dichiarata Patrimonio dell’Umanità nel 1999, la cittadella rinascimentale d’Ibiza è la meglio conservata del Mediterraneo. Fu costruita durante la seconda metà del XVI secolo a seguito del piano promosso dai monarchi Carlos I e Felipe II per modernizzare le infrastrutture militari dei territori costieri strategici della Corona spagnola con l’obiettivo di migliorare la difesa contro gli attacchi dell’Impero Ottomano e altri nemici dell’epoca. Il complesso, a cui originariamente solo si accedeva dal Portal de Ses Taules e dal Portal Nou, è formato da sette bastioni, dei quali sono museizzati i due del lato occidentale: Sant Jaume e Sant Pere. Dal resto dei bastioni si ammirano magnifici panorami sulla città, le spiagge di Ses Figueretes, Platja d’en Bossa ed Es Cavallet e la vicina isola di Formentera.

Musei:

  • Necropoli di Puig des Molins
  • Museo d’Arte Contemporanea d’Ibiza(MACE)
  • Museo Puget:
  • Cattedrale e Museo Diocesano

I quartieri storici fuori le mura: La Marina e Sa Penya mantengono il carattere portuario proprio delle città mediterranee, con semplici
case con facciate bianche e una marcata aria marinara. Ubicate vicino al porto, le vie di questi quartieri sono piene di animazione durante la stagione turistica estiva grazie alle loro boutique, negozi, bar, ristoranti,
gelaterie e caffè, molti dei quali con vista sul porto sportivo e sulle lussuose imbarcazioni che attraccano ad esso. Le piazze del Parque e di Vara de Rey, con notevoli edifici di stile coloniale, meritano una sosta durante una passeggiata per il centro d’Ibiza.

La Marina di sera, Ibiza
La Marina
Foto di Aurelio Martinelli
da Promoción Turística de Ibiza

7 cose da fare a Ibiza

  1. Andare a fare acquisti a La Marina, Dalt Vila o l’Eixample, dove vi attendono boutique di Moda Adlib, bancarelle, negozi tradizionali, firme nazionali e internazionali, gallerie d’arte, negozi multimarca.
  2. Prendere il taxi acquatico che unisce il quartiere di La Marina con il lungomare e la spiaggia di Talamanca.
  3. Vedere come gli artigiani lavorano i loro pezzi nel mercatino artigianale di Sa Pedrera, aperto al pubblico il venerdì.
  4. Godersi la movimentata vita notturna della città, specialmente quella di Dalt Vila, La Marina, del porto, del lungomare e di Ses Figueretes.
  5. Percorrere le mura di bastione in bastione facendo attenzione ai suoi pannelli divulgativi e spazi museizzati.
  6. Unirsi alle visite guidate teatralizzate organizzate dal Comune d’Ibiza.
  7. Comprare dolci nel convento di clausura di Sant Cristòfol, conosciuto popolarmente come Ses Monges Tancades (le suore chiuse), e altri prodotti gastronomici ibizenchi nei mercati Mercat Nou e Mercat Vell.

Le spiagge

Talamanca, Ibiza
Talamanca, Ibiza
Foto da Promoción Turística de Ibiza

Il capoluogo ha spiagge accessibili dove godersi il bagno e praticare sport acquatici. A nord del municipio, nella baia di Talamanca, c’è l’omonima spiaggia di 900 metri di lunghezza, con servizi vari e di ristorazione. Più vicina al centro storico si trova la spiaggia di Ses Figueretes, lungo la quale si estende il quartiere omonimo e una moltitudine di alloggi, ristoranti, negozi, caffè, bar e pub. A continuazione di Ses Figueretes, arriva Platja d’en Bossa, una lunga spiaggia sabbiosa condivisa dai municipi d’Ibiza e di San Sant Josep che dispone di una delle offerte turistiche più sviluppate dell’isola.


8 cose da fare a Sant’Eulària

Mercatino di Las Dalias
Mercatino di Las Dalias
Foto da Promoción Turística de Ibiza
  1. Raggiungere con il kayak l’isolotto di Tagomago o esplorare i tratti compresi fra Pou des Lleó e Canal d’en Martí e fra Cala Llonga e Santa Eulària.
  2. Godersi il paesaggio rurale di Santa Gertrudis a cavallo.
  3. Seguire i sentieri circolari di trekking del municipio, come quello che arriva fino alla Torre d’en Vall.
  4. Praticare surf a Cala Martina e Cala Pada, iniziarsi al mondo della vela sulla spiaggia di Santa Eulària e fare subacquea a Cala Llenya, Cala Mestella o Pou des Lle.
  5. Comprare un ricordo di stile ibizenco ai mercatini hippy di Las Dalias e Punta Arabí e visitare il mercato artigianale di Santa Gertrudis.
  6. Avvicinarsi a Sant Carles, Cala Nova e al mercatino hippy di Las Dalias a bordo di un trenino turistico.
  7. Godersi un viaggio lungo la costa orientale a bordo del ferry che unisce il porto d’Ibiza con i nuclei turistici di Es Canar, Santa Eulària e Cala Llonga.
  8. Mettere piede in undici rive in un solo giorno seguendo il Percorso delle Spiagge, un itinerario circolare per mountain bike che passa per Cala Nova, Cala Llenya, Cala Mestella, Cala Boix, Es Figueral eS’Aigua Blanca, fra le altre spiagge.



Le spiagge di Sant’Eulària

Cala Nova
Cala Nova
Foto da Promoción Turística de Ibiza

Spiagge sabbiose, scogliere scoscese che spuntano sulla costa, cale selvagge e un generoso numero di isolotti formano il bel paesaggio litorale di Santa Eulària. Lungo i suoi 46 chilometri, sono frequenti le rive di acque tranquille idonee per il bagno dei bambini e con un’ampia offerta di servizi, come Cala Llonga, Cala Pada, Cala Martina, Es Niu Blau, S’Argamassa, Es Canar, Platja des Riu de Santa Eulària e la spiaggia urbana di Santa Eulària, la prima delle Isole Baleari a dichiararsi “Spiaggia senza fumo” dove non è permesso fumare. Le rive più conosciute per le loro bellezza fotogenica sono S’Aigua Blanca e Es Figueral –entrambe con vista sull’isolotto di Tagomago-, Cala Nova, Cala Llenya e Cala Boix –l’unica spiaggia d’Ibiza con sabbia scura-, mentre le calette più intime sono Cala Mestella, Pou des Lleó, S’Estanyol e Cala Olivera.


Cosa fare a San Josep

Es vedrà, Ibiza
Es vedrà, Ibiza
Foto di Jamie Turek da Pixabay

Il paese di Sant Josep è tranquillo e circondato da campi coltivati. Il suo piccolo nucleo urbano è cresciuto intorno alla sua chiesa e alla strada. Il tempio fu costruito nell’anno 1730 seguendo le caratteristiche dell’architettura popolare ibizenca ed è l’unica chiesa sull’isola con una
meridiana sulla facciata. Potete bere un caffè nell’ incantevole piazzetta situata di fronte al tempio, curiosare nei suoi negozi e gallerie e gustare tanti piatti locali nei suoi numerosi ristoranti. Inoltre, gli appassionati del cinema e del teatro troveranno una ricca programmazione al Centro di Cultura Can Jeron.

L’insediamento fenicio di Sa Caleta è situato a pochi metri dalla spiaggia di Es Bol Nou. Questo giacimento è uno dei quattro siti d’Ibiza dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. La sua origine come insediamento risale al VIII secolo a.C. e si possono osservare resti del tracciato urbano e di due forni.

7 cose da fare a San Josep

  1. Visitare il Centro d’Interpretazione di Ses Salines vicino alla chiesa di Sant Francesc. Al suo interno, si forniscono informazioni sull’importanza ecologica degli stagni delle saline, i cordoni dunali, le praterie di posidonia oceanica e le scogliere del parco naturale e sulle numerose specie marine e terrestri che ospitano questi habitat, come la lucertola pitiusa (Podarcis pityusensis), il cavalluccio marino (Hippocampus ramulosus), il falco pellegrino (Falco peregrinus), il fenicottero (Phoenicopterus ruber), la berta della Baleari (Puffinus mauretanicus) o il cavaliere d’Italia (Himantopus himantopus).
  2. Passeggiare lungo la costa alla ricerca delle torri di sorveglianza del sud e dell’ovest d’Ibiza: Es Carregador o Sa Sal Rossa, Ses Portes, Es Savinar e En Rovira.
  3. Vedere il tramonto d’Ibiza dai vari bar e caffè situati nella baia di Portmany o dalle rive di Cala Tarida, Port des Torrent o Platges de Comte.
  4. Praticare numerose attività acquatiche nella baia di Portmany, e nei vicini centri turistici di Cala de Bou e Platja Pinet.
  5. Programmare un’escursione per scoprire i valori ecologici e paesaggistici delle Riserve Naturali di Es Vedrà, Es Vedranell e gli isolotti di Ponente.
  6. Andare al sabato al mercato di Sant Josep a cercare prodotti agricoli locali (aperto durante la stagione turistica estiva) o partecipare al variopinto ambiente del mercatino di seconda mano di Sant Jordi (tutto l’anno).
  7. Salire sulla cima di Sa Talaia, il monte più alto d’Ibiza con 475 metri d’altezza. È una delle gite per escursionisti e ciclisti più attrattiva del municipio, poiché dalla cima si contempla un meraviglioso panorama su gran parte dell’isola.

Le spiagge di San Josep

Platges de Comte
Platges de Comte
Foto di Vincent Marí

Sant Josep ha più di 20 spiagge e cale per tutti i gusti e le necessità, compresa Platja d’en Bossa, la spiaggia di sabbia più lunga d’Ibiza e una della più movimentate grazie all’ampia offerta dei suoi hotel, ristoranti, club, pub e aziende d’attività acquatiche e nautiche.
Spiccano per la loro bellezza e popolarità le spiagge selvagge di Ses Salines, Cala Jondal, Cala Bassa, l’insieme di calette che compongono Platges de Comte e Cala d’Hort, il miglior punto panoramico sul famoso
isolotto di Es Vedrà. Altre rive singolari sono Es Cavallet –di tradizione nudista-, Cala Codolar, Es Bol Nou, Cala Carbó, Cala Molí o le spiagge di Cala Vedella, Cala Tarida e Port des Torrent, d’ambiente familiare.

Cosa fare e vedere a Sant Antoni

Puesta de sol Sant Antoni
Puesta de sol Sant Antoni
Foto di Menchu Redondo

La bellezza della sua baia, gli spettacolari tramonti con gli isolotti di Ponente sullo sfondo e un paesaggio rurale praticamente inalterato sono tre delle grandi attrazioni di Sant Antoni, una destinazione aperta a tutti i viaggiatori che sorprende sempre, sia vicino al mare o nell’entroterra.

Tramonto a Ses Variades: il tratto del lungomare che si trova fra Caló des Moro e il frangiflutti è noto con il nome di Ses Variades e durante l’estate diventa uno dei luoghi più visitati dell’isola grazie ai bar e ai caffè che mettono musica al tramonto, spesso offerta da celebri DJ. Fuori dalla stagione turistica estiva, il lungomare permette di godersi dei bei tramonti in un ambiente tranquillo.

Percorso delle chiese: il tempio di Sant Antoni, la cui origine risale al XIV secolo, è un eccellente esempio di chiesa-fortezza pitiusa che ha ancora la sua torre difensiva e il punto di partenza di questo itinerario. Nell’entroterra, le sagome della piccola chiesa di Santa Agnès, il cui portico si trova vicino all’antica entrata principale, e del tempio di Sant Mateu, coronato da un semplice campanile a vela, conferiscono una singolare bellezza al paesaggio rurale di entrambe le valli. Da parte sua, la visita alla chiesa di Sant Rafel, costruita alla fine del XVIII secolo, offre un eccellente panorama sulla città d’Ibiza e un campanile curvilineo che conferisce leggerezza all’austera facciata.

Fiore di mandorlo
Fiore di mandorlo
Foto da Promoción Turística de Ibiza

Santa Agnès e i mandorli: questa piccola frazione si trova nella vallata di Pla de Corona, uno dei luoghi più tranquilli d’Ibiza. Il miglio periodo per visitarlo è fra gennaio e febbraio, quando fioriscono le sue centinaia di mandorli.

I vigneti di Sant Mateu: il nord del municipio è legato tradizionalmente alla produzione vinicola e attualmente ospita gli impianti di due cantine dell’isola che producono vini con I.G.P. Ibiza, Vino de la Tierra | Vi de la Terra.

5 cose da fare a Sant Antoni

  1. Praticare sport acquatici e nautici oferti nella nella baia: subacquea, vela, kitesurf, paddle surf, sci nautico, parasailing, moto d’acqua, kayak, pesca…
  2. Godersi una escursione in barca per ammirare la bellezza delle scogliere di Ses Balandres e Cala d’Albarca, così come delle Riserve Naturali di Es Vedrà, Es Vedranell e gli isolotti di Ponente.
  3. Percorrere a piedi il percorso costiero che unisce Sant Antoni a Cala Salada, addentrarsi in bicicletta nella zona conosciuta come Es Broll, passeggiare per il Pla de Corona fino ad arrivare alla scogliera con vista sugli isolotti di Ses Margalides…
  4. Comprare prodotti locali nel Mercato di Forada (sabato), al Mercato agricolo di Sant Antoni (venerdì) o al Mercato dell’artigianato di Sant Rafel (giovedì, da luglio a settembre).
  5. Visitare una cantina e degustare i vini dell’isola.

Le spiagge di Sant Antoni

Cala Gració, Ibiza
Cala Gració

Sant Antoni ospita cale e spiagge ideali per i più piccoli che spiccano anche per la bellezza dell’ambiente o dei sui panorami. All’interno del nucleo urbano di Sant Antoni ci sono le spiagge di Es Puetó, S’Arenal e Caló des Moro, le quali si aggiungono alle spiagge della baia che amministrativamente appartengono a Sant Josep. A pochi in minuti in auto o in autobus dal paese ci sono Cala Gració e Cala Gracioneta, due cale circondate da pini, separate da un piccolo promontorio; le acque color turchese del fotogenico litorale formato da Cala Salada e Cala Saladeta -uno dei più fotografati a Ibiza- e le terrazze di pietra di Punta Galera, un’antica cava di pietra che è diventata il luogo preferito dai praticanti del nudismo.

Cosa fare e vedere a Sant Joan

Chiesa di San Miquel
Iglesia Sant Miquel
Foto di Vincent Marí

Sant Joan e la sua chiesa: il paese che dà nome al municipio è un luogo tranquillo e con incanto, le cui poche case si trovano lungo la strada e intorno alla chiesa dedicata a San Giovanni Battista. Il tempio, finito di costruire nell’anno 1770, si struttura intorno a una unica navata rettangolare con volta a vela e sette cappelle laterali. Altri segni distintivi del tempio sono il suo campanile, costruito nel XIX secolo, e il suo portico con due archi. Le domeniche, la piazza che si trova di fronte alla chiesa diventa un punto d’incontro dei visitatori che si recano al mercato artigianale e gastronomico.

6 cose da fare a Sant Joan

  1. Ammirare la bellezza delle scogliere del nord d’Ibiza a bordo delle barche d’escursione che partono da Portinatx.
  2. Esplorare i dintorni delle spiagge di Portinatx, Port de Sant Miquel e Cala de Sant Vicent sopra una tavola di paddle surf o a bordo di un pedalò.
  3. Percorrere l’itinerario che conduce fino alla Punta des Moscarter e il faro omonimo, il più alto delle Isole Baleari; o scendere a piedi fino alla remota cala vergine di Es Portitxol, sulla costa di Sant Miquel.
  4. Ammirare le favolose viste dall’alto della Torre des Molar, situata a pochi chilometri dal Port de Sant Miquel e dove si arriva dopo un percorso di trekking.
  5. Comprare artigianato e prodotti agricoli del nord d’Ibiza nel mercatino domenicale di Sant Joan.
  6. Salire sul trenino turistico che parte da Portinatx e scoprire alcuni degli angoli più belli del nord dell’isola

Le spiagge di San Joan

Cala de Sant Vicent, Ibiza
Cala de Sant Vicent
Foto da Promoción Turística de Ibiza

La costa settentrionale ospita cale per tutti i gusti, da quelle con tutti i servizi fino a quelle nascoste sotto le scogliere, idonee per chi desidera allontanarsi dal trambusto o praticare nudismo. Le spiagge di Port de Sant Miquel, Cala de Sant Vicent, S’Arenal Gran, S’Arenal Petit e Port de Portinatx hanno attrezzature, ristoranti, negozi e noleggi d’attività acquatiche, che le rendono una scelta molto adeguata per le famiglie. È anche molto popolare Benirràs, grazie al suo ambiente hippy, i suoi tramonti e la singolarità del paesaggio delle sue casette dei pescatori con l’isolotto Cap Bernat.
Le restanti cale di Sant Joan sono perfette per chi non ha bisogno di servizi o per chi vuole semplicemente a portata di mano un chiosco per poter noleggiare lettini e ombrelloni: Cala de Xarraca, Cala des Xuclar, Cala d’en Serra, S’Illot des Renclí, Es Pas de s’Illa e Caló des Moltons.



Game of Thrones™ Studio Tour irlandese: le prime immagini inedite

Non avete ancora fatto tutti i regali di Natale? Ecco un’idea che potrà fare felice chiunque, perchè Game of Thrones™ Studio Tour di Banbridge, in Irlanda del Nord, ha da poco diffuso le primissime immagini inedite di quello che potranno vedere a partire dal 4 febbraio i visitatori di questa magnifica “esposizione” dedicata alla celebre serie televisiva.
I buoni regalo, validi 24 mesi, sono già in vendita su www.gameofthronesstudiotour.com

Dipartimento dei costumi

Dove, come e quando

Il Game of Thrones™ Studio Tour verrà lanciato ufficialmente il 4 febbraio 2022 a Banbridge, in Irlanda del Nord.
Si trova esattamente nei Linen Mill Studios, la sede di una ex fabbrica di lino dalla storia risalente al 1800. Nel 2008, in seguito al declino dell’industria del lino, è iniziata una collaborazione con l’HBO, un’emittente televisiva statunitense.
Negli anni successivi parte delle riprese di Game of Thrones fatte in Irlanda del Nord, sono state create proprio all’interno del Linen Mill Studios.

Game of Thrones Studio Tour

Per altre informazioni non potete leggere il nostro articolo dedicato, il sito del turismo irlandese, o il sito ufficiale dell’evento

Fonte e foto: Turismo irlandese

La provincia di Cádiz: in viaggio tra pueblos blancos, un’enogastronomia divina e spiagge torride

Cádiz e la sua provincia fanno parte dell’Andalusia, una delle regioni più affascinanti della Spagna e, non esagero, di tutta Europa. La provincia di Cádiz, che conta 45 municipios e circa 1.300.000 abitanti, arriva quasi a toccare l’Africa con le sue coste.
Lo Stretto di Gibilterra, dove si incontrano il Mediterraneo e l’Oceano atrantico, dista solo 14 Km dalle coste del continente africano e, state certi che un viaggio in nave tra Tarifa e Tangeri non vi porterà via troppo tempo.
Con una temperatura media di 18° C, 300 giorni di sole, pari a circa 3000 ore all’anno in cui potete godervi il cielo azzurro da queste parti, la provincia di Cádiz può contare 268 Km di costa di cui 138 km di spiagge.

Ma non è di numeri e di spiagge ( non solo) che vi parlerò questa volta.
Se in altri articoli su questo sito ho elogiato la gastronomia andalusa, oggi lo farò di nuovo, passando da una delle cose più belle che ho potuto ammirare vivendo in questa splendida regione spagnola: i pueblos blancos.

I pueblos blancos

Arcos,
Foto di Santiago Galvin

I pueblos blancos sono tanti, belli e diversi tra loro. Se vi spostate in auto vi capiterà di “avvistarne” qualcuno tra Siviglia e Cádiz, tanto che vi verrà voglia di abbandonare la strada principale per correre ad ammirarne tutta la bellezza da vicino.
Arcos, Grazalema, Setenil de la Bodegas, El Bosque, Olvera e Zahara de la Sierra sono solo alcuni dei più noti paesini che fanno di La ruta de los pueblos blancos ( la via dei pueblos blancos) un meraviglioso percorso tra questi bianchi villaggi andalusi.
Hanno anche piccoli o grandi hotel che permettono a chi vuole di fermarsi almeno una notte e botteghe di artigianato locale che ne raccontano passato e presente in tutta la loro purezza.

Arcos de la Frontera

foto di Juan de Dios Carrera

Arcos oltre ad essere un ottimo punto di partenza per la Ruta de Los Pueblos Blancos è anche considerato uno dei villaggi più belli di tutta l’Andalusia. La sua storia e il clamoroso panorama che si gode dalla cima della rupe in cui sono collocati i suoi maggiori monumenti, lo pongono come una tappa quasi obbligatoria quando si viene dalle parti di Cádiz.

Setenil de las Bodegas

Setenil de las Botegas
foto da www.cadizturismo.com

Setenil de las Bodegas è diventato celebre per essere il paese della roccia. Un’enorme roccia infatti alberga sopra diverse vie di Setenil, rendendo incredibile un villaggio già bello per il bianco delle sue case. Una visita qui non può assolutamente mancare, anche per i panorami e il buon cibo ovviamente.

Il queso Payoyo ( formaggio Payoyo)

Tabla de queso payoyo _Setenil de las Bodegas
foto di David Ibáñez Montañez

Nell’entroterra della provincia di Cádiz, grazie alla produzione di formaggi derivati dal latte di capra payoya e pecora merino, sono stati vinti moltissimi riconoscimenti nazionali e internazionali.
Tra questi il Queso Payoyo è uno tra i formaggi più famosi prodotti a Villaluenga del Rosario, nel cuore della Sierra di Cádiz.

Olvera

Olvera
Foto da Cadizturismo.com

Olvera non ha decisamente niente da invidiare agli altri villaggi bianchi della ruta de los pueblos blancos.
Qui le strade tra le case bianche, i vasi appesi ai muri in stile tipico andaluso e le strade che salgono e scendono ripide sono all’ordine del giorno. Perdersi tra le vie di queste piccole cittadine assaporando la bellezza della gente del posto e i gusti dei prodotti della gastronomia locale, è un piacere che non potete perdere per nessun motivo al mondo.

La via verde

Via Verde
Foto da Cadizturismo.com

Da Olvera passa anche la via verde, un percorso naturalistico che si estende dalla Sierra di Cádiz fino alla Sierra sud di Sevilla.
Unire la Ruta del Los pueblos blancos con la via verde potrebbe essere un’occasione unica per ammirare luoghi divini, esplorare la natura andalusa, respirare aria pulita e mangiare ottimo cibo mediterraneo della zona!
Per tutte le info sulla via verde, potete consultare il sito internet dedicato.

Zahara de la Sierra

Zahara de la Sierra
Foto di Andrés M. Dimungues Romero

Calle Ronda.
Vi dico solo questo.
Zahara de la Sierra ha molti angoli meravigliosi, tra cui la sua posizione incredibile, ma Calle Ronda è qualcosa di davvero unico ( per me).
Una via in salita con pavimento acciottolato piena di bianco dappertutto con tante terrazzine, porte e finestre.
L’Andalusia come piace a me…
Quella che ti fa emozionare solo a metterci piede…

Enogastronomia locale

Olio d’oliva
Foto da Cadizturismo.com

Gran parte delle ricette tradizionali della provincia di Cádiz, hanno come ingrediente principale l’olio di oliva, che dal 2002 ha ottenuto la denominazione di origine controllata della Sierra di Cádiz.
Un olio ha dei profumi selvatici, leggermente piccanti e amari, frutto di un raccolto in terreni accidentati dove la produzione massiccia è quasi impossibile.
Un olio divino.

I vini

Consejo regolador del vino de Jerez
Foto da Cadizturismo.com

Anche i vini stanno cominciando a dare molte soddisfazioni a questo territorio, tradizionalmente legato ai vini bianchi e fini ma che, da qualche tempo, vanta anche ottimi vini rossi.
La provincia di Cádiz e molti dei suoi comuni hanno fatto del turismo enogastronomico un grande punto di richiamo per i turisti di tutto il mondo.
Jerez de la Frontera, El Puerto de Santa María, Chiclana e Sanlúcar de Barrameda contano assieme più di 7.000 ettari di vigneti che da secoli producono vini e grappe di Jerez.
E non è solo di un’attrazione per gli amanti dell’enoturismo. Il patrimonio, la natura e il paesaggio hanno reso tutto quanto un luogo stupendo in cui passare intere giornate.

Manzanilla e Gamberi a Sanlucar


Manzanilla e gamberi
Foto da sanlucarturismo.com

Una delle tante cose che non potete perdere viaggiando nella provincia di Cádiz, sono i celebri gamberi di Sanlucar de Barrameda e, perchè no, anche uno dei suoi vini più celebri: il Manzanilla.
Questo abbinamento quasi perfetto, si presta bene ad un pasto leggero in spiaggia. Le antichissime tradizioni del Manzanilla ne fanno un vino bianco tra i più leggeri delle cantine di Jerez, ottimo da gustare con i famosi gamberi della zona.

Il Cacao Pico

Cacao Pico
Foto Cadizturismo.com

Nella zona vinicola del “marco de Jerez”, troverete un liquore nato nel lontano 1824, fatto ancor oggi con tecniche antiche rispettose dei tempi e dell’ambiente.
Il Cacaco Pico nasce a El Puerto de Santa Maria, non lontano da Jerez de la Frontera.
Il Cacao Pico viene utilizzato in pasticceria, può essere consumato freddo assieme al gelato o magari con dei cubetti di ghiaccio. Ha ricevuto alcuni premi, sia come miglior liquore che in alcuni cocktail di cui faceva parte come ingrediente principale.

Tarifa

Bodegón de Atún- Conservera de Tarifa
Foto di Cadizturismo.com

Ci spostiamo fino a Tarifa per scoprire due specialità della gastronomia della provincia di Cádiz e anche una delle località più ventose e torride dell’intera Andalusia.
Tarifa è uno di quei posti speciali di cui ti innamori, anche se non ci sono paesini bianchi meravigliosi o monumenti clamorosi.
A Tarifa c’è vento, spiagge enormi e vita anche d’inverno quando ci misi piede per la prima volta.
Un mio studente diceva che qui sono tutti un po’ folli per colpa del vento che soffia costantemente.
In verità, il vento più forte che io possa ricordare fu una notte a Cádiz: all’improvviso una finestra della mia stanza si spalancò e il vento del Mediterraneo entrò senza permesso dentro la mia camera!
Assieme ai profumi dell’Andalusia…

Tarifa
Imagen de Peter Pieras en Pixabay

Dicevamo della gastronomia di Tarifa, giusto?
Andando in giro per questa cittadina troverete tanti negozietti, bar, ristoranti, gente in spiaggia che fa surf e kite surf, ma non dimenticate mai che siete in Andalusia, la regione spagnola dove può fare caldissimo e dove si mangia divinamente.

Tocino de cielo

Tocino de cielo
Foto da Cadizturismo.com

Il Tocino de cielo è un dessert tipico della zona, le cui scuole più famose sono a Tarifa e Jerez.
E’ creato con tuorli d’uovo, zucchero e caramello ed è il dessert giusto per addolcire le vostre giornate.
Una delle pasticcerie più famose dove provarlo a Tarifa è certamente la Pasteleria la tarifeña.


Prima di passare all’interno e salire un po’ sulle colline tra altri piatti tipici e qualche pueblo blanco, fermiamoci un attimo su queste due meravigliose specialità “vista mare”

Amontillado y camarones con huevo frito

Amontillado y camarones con huevo frito_ E Puerto de Santa Maria
Da Sprint Sherry

L’amontillado è uno dei tanti vini della zona che dovete assolutamente provare. E’ un vino elegante che va bevuto fresco e si adatta bene a ogni esigenza.
In questo particolare piatto, con gamberi e uova fritte, esalta e mescola i sapori del mare e della natura.

Atún encebollado

Atún encebollado
Foto da Cadizturismo.com

Con tutte le località di mare che ci sono nella Provincia di Cádiz, trovare un buon tonno non dovrebbe essere un grosso problema. Tuttavia, se programmate un viaggio da queste parti, scoprirete che tra maggio e giugno, in località come Tarifa, Conil, Barbate e Zahara de los athunes, si organizzano diversi eventi chiamati Ruta del Atún, nei quali probabilmente riuscirete anche a provare tanti piatti a base di tonno come quello della foto ( con tonno e cipolla).

Filetto di tonno al burro
Foto Cadizturismo.com

El gastor

Tornando un po’ verso l’interno della provincia, si possono scoprire altri paesini bellissimi ma un po’ meno noti al turismo di massa: El Gastor sembra un vero e proprio giardino con le sue tipiche case bianchissime da vero pueblo blanco, vasi appesi ovunque, palme nelle piazze e piante enormi sparse qua e là.
El Gastor è anche conosciuto come “el Balcón de los Pueblos Blancos” ( il balcone dei pueblos blancos) per la posizione che ne favorisce le viste mozzafiato.
Una ragione in più per venire qui, credo…

Piatti tipici

I piatti popolari della zona di el Gastor includono stufato, spezzatino, zuppe, uova strapazzate di asparagi e altri a base di pollame e maiale.
Ma un piatto tipico di questo paese di montagna è certamente lo Spezzatino di Asparagi ( Guisote de espárragos) che è un composto a base di pane, olio, acqua e ovviamente asparagi di terra. Tutto questo viene servito in una grande pentola di famiglia della quale tutti, provvisti di cucchiaio, pane e vino, possono servirsi e mangiare.

Algodonales

Algodonales
Foto di Cadizturismo.com

No, non sono impazzito all’improvviso! Anche Algodonales è uno splendido pueblo blanco della provincia di Cádiz, ma volevo iniziare raccontandolo con uno dei tanti eventi che lo rendono caratteristico e famoso.
Quella della foto sopra è la rievocazione storica del 2 di maggio ( 2 de mayo).
Qui ad Algodonales viene ricreato l’evento che ad inizio maggio del 1810 mise di fronte gli abitanti di questo villaggio e i reggimenti dell’esercito francese guidati da Napoleone Bonaparte.
L a battaglia si lasciò dietro 273 morti e una settantina di case distrutte.
Dal 2005 è nata questa celebrazione in abiti tradizionali, che ha lo scopo di rendere omaggio ai valorosi che affrontarono l’esercito francese.

Olive spaccate
Foto da Cadizturismo.com

Gastronomia locale

Algodonales si trova in una zona ricca di uliveti. L’olio d’oliva da queste parti è un prodotto importante e di ottima fattura, così come le olive spaccate ( aceitunas partidas).
Se venite da queste parti, dovete assolutamente provare i formaggi e vini locali, ma anche un pasticcino tradizionale dalle “tendenze” un po’ arabe: il gañote.

Ubrique

Ubrique da San Antonio
Foto di CPL

Ubrique è stata dichiarata sito storico. Oltre che pueblo blanco tenete conto che da qui passa un tratto dell’antica strada romana che ne rivela le antichissime origini ( foto sotto).

UBRIQUE (SIERRA DE CÁDIZ).-
Strada romana che collega Ubrique con Benaocaz.- Foto di Fernando Ruso

Prodotti tipici e gastronomia

Chorizá – Ubrique –
Foto di Francisco Javier Sánchez Ramírez

Anche Ubrique, come altri pueblos blanco di montagna ha la sua bella tradizione enogastronomica.
Si parte dai formaggi locali prodotti in zona: i derivati dal latte di capra payoya gia menzionati, sono tra i più noti.
Le salsicce , salami, prosciutti e altri indsaccati creati con le tecniche del passato sono anch’essi ottimi prodotti da gustare anche come spuntino.
Tra i dolci potete provare anche qui il tradizionale gañote, che viene offerto tra i partecipanti a un concorso dedicato una volta l’anno.

…e per finire…

Lo ammetto…quando si tratta di mangiare e viaggiare, la vita assume un significato meraviglioso e tutto risplende di una luce diversa.
Da Cadizturismo ( grazie grazie grazie!!!)mi hanno inviato così tante foto e info che vorrei continuare questo articolo all’infinito…
Invece chiudo con le ultime tre tapas, con la speranza di tornare presto, anzi prestissimo in questa provincia stupenda!

Tapa de atún y queso – San Fernando –
Foto di David Ibáñez Montañez
Tapa de jamón – San Fernando –
Foto di David Ibáñez Montañez
Croquetas
Foto di Cadizturismo.com





Siviglia: tutto quello che dovete sapere sulla città più bella del mondo

Non ho mai avuto dubbio alcuno: dal momento in cui ho messo piede a Siviglia la prima volta è stato amore folle.
Immaginatevi quando ho scoperto di aver vinto una borsa di studio Europea che mi avrebbe permesso di vivere e lavorare qui per 6 mesi, come mi sono sentito!
Poter esplorare questa città divina, viverla a fondo ogni istante e scoprire ogni suo angolo, assaggiando la deliziosa cucina andaluza, quella che da sempre metto al vertice delle mie preferenze culinarie.

Siviglia vanta un clima divino, soprattutto se siete amanti del caldo. A Siviglia si contano circa 3.000 giorni di sole l’anno ma quando piove, piove davvero, quindi preparatevi a grandi giornate di sole ma anche a rari ma potenti temporali.

I monumenti della città

Il capoluogo andaluso conta ben tre monumenti inseriti nella lista dei patrimoni dell’UNESCO:

  • La Catedral è una delle più grandi cattedrali gotiche del mondo occidentale e la terza della Cristianità dopo San Pietro del Vaticano e San Paolo di Londra.
    La Giralda, con i suoi 100 metri di altezza, è il minareto della vecchia moschea, abbattuta per far posto alla catedral e simbolo della città.
  • Il Real Alcázar è il palazzo reale in uso più antico d’Europa. È un gruppo di edifici costruiti in diverse epoche storiche le cui origini risalgono al X secolo.
  • L’Archivio delle Indie è uno degli archivi storici piùimportanti del Paese, con circa 43.000 documenti relativi alla scoperta e alla colonizzazione dell’America.
Foto di nathan618 da Pixabay

I monumenti di Siviglia sono in ogni angolo della città e, se avete tempo di visitarla con calma, potete scoprirli tutti.
A mio modo di vedere, le bellezze di Siviglia risiedono nel poter uscire tutte le sere con un clima mite, passeggiando tra le magnifiche vie della città o lungo il Guadalquivir, passando a fianco della Torre dell’Oro, una torre a 12 lati costruita in quel punto, proprio per controllare meglio gli accessi che avvenivano dal fiume in passato.

Il primo vero monumento in cui mi imbattei cercando una stanza in città fu però Calle Verde, una strettissima via non sempre annoverata tra i maggiori monumenti di Siviglia e, sicuramente trascuratissima dai turisti di tutto il mondo. Percorrendo Calle Verde avrete la sensazione di poter allargare le braccia e poter toccare entrambe i muri ai vostri lati…Senza contare il fresco ( per Siviglia chiaramente!) che c’è rispetto ad altre parti della città, dove il sole cocente batte senza trovare l’ostacolo delle case.
I ricordi più vivi della vita passata nella capitale andalusa li associo però a Las Setas in Plaza de la Encarnación, una grande costruzione che funge da parasole per la piazza stessa.
Da qui passa tanta vita di Siviglia e prima o poi vi ritroverete a fermarvici o a passare anche voi.
Garantito!

Potete perdervi tra le vie e le piazze di Santa
Cruz
, l’antico quartiere ebraico o godervi la passeggiata
nel Parco di Maria Luisa con la spettacolare Piazza di
Spagna
. Non mancate nemmenol’Ospedale della
Santa Caridad o la Plazas de Toros de la Maestranza
(con il Museo Taurino); Se amate il barocco potete immergervi nell’Ospedale de los Venerables o
visitare le belle case-palazzo sivigliane che contengono
innumerevoli opere d’arte, come il Palacio de las
Dueñas
(de la Casa de Alba), la Casa di Pilatos (de la
Casa Ducal de Medinaceli) o il Palacio de la Contesa
di Lebrija
.

Gastronomia Sivigliana/andalusa

Croquetas de jamon
Image by Shutterstock

Non so se possiate capire quanto sia buona la cucina andalusa. Da turista l’avevo amata e apprezzata tantissimo, ma quando ho cominciato a scoprire i localini e i ristorantini più tradizionali, ho trovato gusti e sapori ancora più buoni di quanto potessi immaginare.
Non me ne vogliano i miei connazionali, ma per gusti personali ritengo la cucina andalusa la migliore al mondo, seguita da quella greca e poi quella italiana ( spero nessuno si offenda troppo per questa medaglia di bronzo).

La colazione col cafè con leche, tostada con jamon serrano e qualche volta un bicchiere di zumo de Naranja ( succo di arancia), erano per me il miglior modo per iniziare le giornate fuori casa ( quando facevo colazione fuori).
Il Jamon serrano è qualcosa di divino che nemmeno potete immaginare e, se volete, potete farvi mettere un po’ di olio di oliva sul pane che vi servono per colazione.
Inutile dire che Spagna, Grecia e Italia si contendono lo scettro per il miglior olio di oliva e, non essendo un esperto, non saprei quale sia il migliore. Semplicemente credo siano tutti divini a modo loro. Provateli in viaggio se ne avete l’occasione.
Non mi soffermerò nemmeno un secondo sulla paella perchè credo sia diventato un piatto troppo turistico e forse alcune zone di Valencia potrebbero essere più adatte a provarla piuttosto che Sevilla.

La varietà di Tapas , così come i locali in città è davvero infinita. A Sevilla si esce tutte le sere perchè, clima a parte, potete mangiare e bere qualcosa con pochissimi soldi ( parlo del periodo pre-pandemia quando ho vissuto lì).
Il bello è poter stare in compagnia e assaggiare gusti diversi provando piatti leggeri e gustosi. Se poi volete “sfondarvi”, potete mangiare qualcosa di pesante o provare 20 tipi di tapas in una sera.
La mie tapa preferita è la croquetas ( de jamon), ma vi assicuro che nei mesi passati a Sevilla ne ho provate tantissime e buonissime.
Persino le caracoles ( lumache) che all’apparenza potrebbero apparire disgustose, sono in realtà buonissime!
Il top del top, quando comincia a far caldo, diventano piatti come il gazpacho andaluz, una specie di zuppa fredda a base di verdure. Un mio coinquilino di Almeria ne portava vassoi pieni il lunedì quando tornava da casa.
Non potete capire com’era quello fatto dalla mamma andalusa! Se ci penso piango dall’emozione!
Nonostante tutto, credo di non aver fatto in tempo a provare tutto quanto, perchè la gastronomia andalusa, racchiude così tante specialità che serve una vita intera per provare tutto…e magari una mamma e una nonna che ti cucinino ogni cosa sin da quando sei piccolo!

Anche il reparto enologico non si fa certo mancare nulla: a Siviglia dovete assolutamente provare il tinto de verano, una bevanda fredda a base di vino rosso con l’aggiunta di soda, ghiaccio e, se lo chiedete anche di lemon ( limone). In genere nei locali più turistici te lo servono così com’è, in quelli più “tradizionali” ti chiedo se vuoi il limone.
Il rebujito forse non lo conoscono tutti. Già, perchè in genere si consuma ( anche troppo) durante la Feria de Abril o in altri eventi in giro per l’Andalusia. Il rebujito è fatto con vino bianco secco e gazzosa e, durante la Feria viene servito ai tavoli in caraffe di vetro. Inutile dire che è talmente buono che non è necessario essere degli alcolizzati seriali per farne fuori in grandi quantità.
Ma poi si balla, si ride, si mangia, si cammina…e un po’ si smaltisce prima che arrivi notte…


Il Flamenco

Photo by Matthew Waring on Unsplash

Il flamenco, nato e cresciuto in alcuni quartieri di Siviglia, come Triana e Alameda, è stato dichiarato dall’UNESCO patrimonio immateriale dell’umanità.
A Siviglia molte persone ballano spontaneamente per strada, raccogliendo l’attenzione dei turisti e della gente. Non vi sarò comunque difficile, passeggiando di sera, notare che in alcuni locali il flamenco diventa un’attrazione primaria.
In altri locali meno turistici e più in disparte, è un po’ un’arte sopraffina e quasi segreta, ma ci vuole tempo e magari qualche conoscenza affinchè li scopriate e ne possiate godere la vera bellezza.
Uno dei più importanti eventi di flanco sivigliani è senza dubbio la Bienal de Flamenco, un festival che si svolge ogni due anni.

Gli eventi

Immagine di Luis Francisco Pizarro Ruiz da Pixabay

Siviglia è una città ricca di eventi e cose da fare. Credo di aver passato in casa solo lo stretto tempo necessario per dormire perchè c’era sempre l’occasione per uscire, partecipare a eventi o solo vedere qualcosa nei dintorni.
Il mare e le spiagge non distano molto e a inizio aprile già rischiate di prendervi una bella scottata in spiaggia se non state attenti!
Nei giorni in cui non lavoravo o non avevo programmi particolari, controllavo gli eventi in città su questo sito e, pian piano, lo ammetto, sono diventato un po’ abitudinario, specie le domeniche pomeriggio quando andavo a rilassarmi con un bicchiere fresco di tinto de verano ascoltando musica al di là del Guadalquivir.

Gli eventi più assurdi a cui ho assistito sono stati due in particolare che, in questo periodo di pandemia probabilmente sono stati spostati o cancellati ( quindi verificate prima di partire).
La Semana Santa è qualcosa di pazzesco perchè vedrete ma soprattutto sentirete gente spostarsi per tutta la città per diversi giorni. Persone incapucciate e coloratissime invadono le vie della città ( ognuno ha il suo quartiere) accompagnate da bande rumorosissime.
Tutti scendono in strada ad assistere e la folla media che vi si presenterà davanti è quella di un concerto dei Queen a Wembley a fine anni ’80…

Non da meno è la Feria de Abril. Non fosse che almeno ci si siede, si mangia e si beve.
Ai tempi vivevo a Siviglia ma insegnavo in una scuola di Dos Hermanas, il paese più grande del circondario sivigliano. Per questo motivo decisi di fare entrambe le Ferie de Abril. Ebbi però il buon senso di non mangiare e bere a quella di Sevilla. Non credo che il mio fegato avrebbe sopportato due eventi così vicini.
Alla Feria si va vestiti bene, si mangia divinamente e se siete capaci potete anche ballare…In genere siete invitati alle casetas e lì vi sedete a tavola con i vostri amici.
A Siviglia ci sono tantissime casetas private dove si entra solo con l’invito e altre aperte a tutti, mentre a Dos Hermanas ricordo molte più casetas aperte.
Tenete sempre presente che durante questi eventi tutti gli hotel di Siviglia sono strapieni, quindi prenotatevi con largo anticipo e organizzatevi.

Perchè andare a Siviglia

Foto di Yanko Peyankov da Pixabay

Ora.
Non so voi, ma credo che Siviglia al di là di tanta bellezza monumentale, possegga un fascino tutto particolare. I suoi abitanti cordiali e ospitali che in 6 mesi mi hanno fatto sentire sempre a casa, anche se da casa distavo centinaia di chilometri.
I miei studenti che mi invitavano a uscire quasi ogni sera, i colleghi gentili e la gente meravigliosa in tutta l’Andalusia.
Non ci vuole molto a capire che, nonostante qualche difetto, la vera bellezza di una città come Siviglia, in realtà risieda nella gente che la abita, nella bontà e nella genuinità dei prodotti della sua gastronomia e nel bello di poter stare in una città dove poter incontrare gli amici la sera è importante almeno quanto doversi alzare il giorno dopo per andare al lavoro.
Di Siviglia ho apprezzato questo: il fatto che si pensasse a godersi il tempo libero, pur sapendo che c’erano anche gli impegni da mantenere.
In altre città non funzionava esattamente così…
..e non si mangiava nemmeno così bene 😉




Viaggiare in solitaria a Lanzarote ( con foto)

Sono stato a Lanzarote in solitaria nel febbraio del 2019, l’anno prima della pandemia.
Ricordo tutto molto bene: il caldo sole, le spiagge semivuote di bassa stagione e le lunghe, lunghissime strade che percorrevo in totale tranquillità con la mia Opel Corsa presa a noleggio in aeroporto.

Lanzarote é un isola speciale. Unica
Come ness’un altra.
La lava ovunque, le improvvise spiagge bianche di sabbia fine, i paesini bianchi e le strade perfettamente tenute che corrono attraverso quest’isola divina.
Se potete permettervi un’auto a noleggio, la bassa stagione è l’ideale per godersi le strade vuote che sembrano non avere mai fine.
Il sole caldo invernale e il turismo meno sostenuto di questo periodo consentono di godersi meglio l’isola senza rinunciare a bellezza e ottimo clima.
Alcuni pomeriggi il termometro della macchina è arrivato a oscillare tra i 28 i 31° C e, se consideriamo che era fine febbraio, non c’è male!

Lanzarote: la strada per Orzola

Non nascondo che una delle scoperte più belle fatte sull’isola, a parte le belle spiagge e le persone stupende che ho conosciuto, è stato scoprire che, nonostante la lava ricopra gran parte del territorio, qui si riesca produrre un ottimo vino (leggi articolo a riguardo), così ogni sosta pranzo o degustazione diventa un’ulteriore occasione per riempire la giornata e soddisfare il palato…

A Lanzarote , nonostante i tanti turisti ho sempre avuto la sensazione di sentirmi a casa. Forse per quel clima mite costante, per i fiori, le palme e i cactus.
A Lanzarote ho amato la bellezza di poter uscire tutte le sere in pieno inverno per una passeggiata senza preoccuparmi del freddo, camminando sulla spiaggia come fosse primavera.


A Lanzarote, nonostante avessi l’auto a noleggio, ho provato la gioia di lasciare parcheggiata spesso la mia Opel per camminare sotto il sole o sotto le stelle o perchè no, a piedi nudi nella sabbia calda di febbraio.
Si, perchè a febbraio, metre mezza Europa gela e patisce il freddo, qui alle Canarie c’è chi si gode le onde e il mare…
…e se fai 4 ore di volo per raggiungere queste isole divine, poi vuoi levarti lo sfizio di pranzare all’aperto, passeggiare a piedi nudi nonostante il vento, ma anche farti qualche selfie in tenuta estiva per far rosicare gli amici a casa

…magari tra le viuzze di qualche paesino bianco…

Scilly: le isole magiche inglesi

Le isole Scilly distano più o meno 45 chilometri dalle coste della Cornovaglia e godono del clima più mite di tutto il Regno Unito.
Si contano 140 isole e isolette prevalentemente disabitate e 2.200 abitanti distribuiti su cinque isole: 1.800 vivono silla più grande, St. Mary’s; circa 110 su Tresco e St. Martin’s, e meno di 100 abitanti risiedono stabilmente a Bryher e Sant’Agnese.
Nonostante ciò, queste cinque isole sono tutte collegate tra loro e raggiungibili con viaggi di pochi minuti ma, soprattutto, ogni anno sull’arcipelago, arrivano circa 100.000 turisti provenienti dalla Cornovaglia o con le navi da crociera che passano da qui ad ammirare il mare cristallino, le spiagge e la bellezza naturale incontaminata delle isole Scilly.

La natura

Photo by Annie Spratt on Unsplash

Indipendentemente da quale isola si scelga per il proprio soggiorno, qui la possibilità di muoversi e apprezzare la natura è davvero ampia.
Le isole sono tante e molto vicine tra loro, il che dà l’opportunità di spostarsi facilmente ammirando tutte le bellezze della natura.
A seconda del periodo, è possibile incontrare delfini, pulcinelle di mare, cormorani, gazze marine e molti altri uccelli marini e magari qualche foca grigia atlantica se siete abbastanza fortunati.

Prodotti locali

Sulle isole Scilly ogni prodotto locale è davvero “locale” e fatto sul posto. In questa piccola comunità, i prodotti dell’isola sono in abbondanza. Su quasi tutte le isole si possono incontrare agricoltori locali, pescatori o magari fornai, birrai, enologi e non solo.

  • Pesce dell’isola
    La famiglia Pender ha pescato a largo di Bryher per centinaia di anni, fornendo aragosta, granchio, pesce e crostacei freschi di qualità alle Isole Scilly.
  • Anatra Salakee
    una piccola impresa di St. Mary alleva piccoli lotti per garantire alle anatre il più alto benessere possibile.
  • Fattoria Veronica
    Azienda agricola a conduzione familiare che utilizza ingredienti locali tra cui latte di Sant’Agnese, burro e panna rappresa, per produrre il massimo delizioso, burroso fondente alla vaniglia, tutto fatto da mano nella cucina della fattoria
  • Hillside Farm
    Cinque acri di fattoria biologica, coltivazione di frutta e verdura insieme al bestiame del Devon per la carne bovina, nutriti con erba tutto l’anno per carne di manzo gustosa e a basso impatto ambientale.
    Venduta ai cancelli della fattoria
  • Fattoria Troytown
    Considerato il caseificio più piccolo del Regno Unito
    Fattoria con 9 mucche da latte, Troytown produce e vende latte, panna, yogurt e gelato.
  • Westward Farm
    una piccola fattoria familiare a St. Agnes,
    Coltivano prodotti botanici per la loro distilleria producendo gin premium (più succo di mela e sidro) e una gamma di saponi che utilizzano oli essenziali.

Come arrivare

Raggiungere le Scilly è piuttosto semplice e ci sono ben tre opzioni disponibili: L’aereo, la nave ma anche l’elicottero, qualora vogliate provare qualcosa di diverso per il vostro viaggio
Potete consultare questo link dove è possibile scegliere una delle tre opzioni di viaggio e cercare tutte le informazioni oppure andare sul sito dedicato al viaggio in elicottero dove potete ricevere informazioni a riguardo e prenotare , volendo, anche un comodo day trip.

La magia del Natale a Tallinn

Lo so. Guardando l’immagine di copertina di Tallinn e del suo mercatino di Natale nel centro storico, verrebbe voglia di correre in aeroporto e partire immediatamente! Almeno per godersi l’aria fresca, la neve dell’Estonia e le atmosfere della sua capitale.

Ricordo un Natale a Tallinn qualche anno fa. Una città davvero speciale e particolare: Il silenzio assoluto di alcune vie rotto solo dallo “scrocchiare” della neve sotto gli scarponi che si alterna alle strade più affollate di altre zone del centro. Tallinn ha un fascino tutto particolare che vi rapirà, soprattutto nel periodo natalizio, quando luci, neve e colori rendono ancora più incantato questo luogo già magico.

L’ albero di Natale

Si narra che il primo albero di Natale di Tallinn sia stato portato in città addirittura nel 1441 dalla Confraternita delle Teste nere. Se tale fatto corrispondesse a verità, l’albero di Natale di Tallinn sarebbe il primo albero di Natale ad essere stato collocato nella piazza di in una cittadina europea.
L’evento divenne di grande interesse per affari e per la nobiltà, tanto da attirare, durante ‘installazione dell’albero di Natale del 1711, Pietro il Grande, il Grande imperatore di Russia.

Ogni anno in Estonia si tiene un concorso per decretare l’abete più bello che andrà in piazza del Municipio a Tallinn durante le feste natalizie.
Qui verrà ricoperto da luci e addobbi prodotte dalla fabbrica Adam Decolight di Rapla, in Estonia, che crea luci per l’albero ma anche per strade, aeroporti e centri commercali in tutto il mondo.

I mercatini di Natale

Lo potete vedere dalla foto aerea della copertina ma, i mercatini di Natale di Tallinn sono un vero e proprio splendore. Tutto attorno all’albero di Natale nella piazza del Municipio del centro medioevale ci sono le casette di legno con tanti sapori e profumi della capitale estone.
Se vi capitasse di incontrare Babbo Natale in viaggio verso sud, non stupitevi troppo.
Chissà che non si fermi da queste parti a far riposare le renne!


Fonte e foto: Visit Estonia

Il warm welcome program di Visit Baltimora dà il benvenuto a tutti i tipi viaggitori

Lo scorso agosto Visit Baltimora ha lanciato il nuovo warm welcome program, che mira ad accogliere i visitatori che danno maggiore importanza a quei luoghi in cui si sentono ben accolti e rispettati indipendentemente da razza, identità di genere, nazionalità, etnia, disabilità e altro ancora.
Con il warm welcome program Visit Baltimora incoraggia ristoranti, hotel e attrazioni locali a firmare un impegno online, impegnandosi così a fare la propria parte in favore dell’alleanza, del dialogo e dell’ascolto verso ogni tipo di viaggiatore e turista.

Immagine da Photo adobe Stock

Coloro che parteciperanno al programma riceveranno un link e un video creati per la comunità del turismo e dell’ospitalità di Baltimora. La formazione è stata presentata da Visit Baltimore e dal Dr. Karsonya “Kaye” Wise Whitehead, Ph.D., direttore fondatore del Karson Institute for Race, Peace & Social Justice nel campus della Loyola University Maryland,.
Secondo il Dott Whithead è arrivato il momento giusto avviare queste iniziative nelle quali tutti possano trovare un posto giusto ed essere accolti indipendentemente dalle proprie diversità.

Al termine della formazione, Visit Baltimora fornirà un kit di benvenuto che include un adesivo e altri oggetti da esposizione che mostrino ai viaggiatori che in quell’hotel, ristorante o attività sono i rispettati e benvenuti.
Il turismo è solo una parte delle cose che servono a risollevare l’economia e, questo può essere un modo eccellente per accogliere i turisti e i viaggiatori nel periodo post pandemia e non solo.
Se volete sapere di più sul warm welcome program potete cliccare su questo link.

L’Overlook Hotel del film “Shining” esiste davvero?

Siete stati terrorizzati dai corridoi infiniti e dagli ambienti dell’Overlook Hotel nelle scene di Shining, il film horror di Stanley Kubrik ispirato all’omonimo romanzo di Stephen King? Ora vi state chiedendo se quel’immenso edificio disperso tra le montagne del Colorado fosse solo frutto di qualche creazione cinematografica temporanea, oppure esista davvero un hotel simile da qualche parte negli Stati Uniti d’America?

La risposta alle vostre domande è si! L’Overlook Hotel esiste, ma ha un nome diverso, stessa collocazione ma atmosfere del tutto uguali.
Lo Stanley Hotel si trova nell’Estes Park in Colorado e pare sia stato veramente teatro di qualche manifestazione paranormale in passato.
Stephen King vi soggiornò all’inizio degli anni ’70 e trasse ispirazione per il famosissimo romanzo Shining.
Lo scrittore americano iniziò a scrivere il romanzo in cui raccontava di un uomo, Jack Torrace ( interpretato nel film da Jack Nicholson) che, nei mesi invernali di chiusura, assumeva il ruolo di custode assieme alla moglie e figlio ma, a causa di vari fenomeni paranormali e problemi con l’alcol, perdeva la testa e cercava di sterminare la propria famiglia.

Image by Shutterstock

Oggi lo Stanley Hotel , un edificio in stile georgiano che ospita 140 stanze, offre diversi servizi, tra cui tour diurni e notturni, matrimoni e ricevimenti.
Potrebbe essere un’idea di viaggio interessante per scoprire le montagne del Colorado e magari qualche angolo nascosto del vostro romanzo o film preferito.
Chissà che questo hotel non ispiri anche voi un giorno…