Lanzarote: dal vulcano al bicchiere. La storia dell’isola che produce un ottimo vino dalla lava

Le vigne di La Geria di Thierry GUIMBERT da Adobe stock

I vigneti di Lanzarote sono diversi dagli altri. Rappresentano una delle tante “battaglie” che si sono susseguite tra l’uomo e l’ambiente. Se provate a fermarvi in una cantina di La Geria e a fare un assaggio, vi renderete conto che qui l’uomo è riuscito davvero a vincere una grande sfida. In questo caso, però, ha reso bello il paesaggio e creato qualcosa di buono per la terra e per l’economia.

I vigneti di Lanzarote crescono su un mare basaltico di rocce nere formatosi dopo l’eruzione del Timanfaya nel XVIII secolo.
Questo è solo il primo dei tanti ostacoli che un normale vigneto potrebbe incontrare se volesse produrre uva da vino.
Buon vino intendo!
A tutto questo bisogna aggiungere il clima di Lanzarote che è paradisiaco per gli uomini ma non certo per la coltivazione della vite: tanto sole, pochissima pioggia e anche vento forte.

Nonostante tutto sembri al limite dell’impossibile, i vini di Lanzarote continuano a vincere numerosi riconoscimenti per la loro bontà e il loro gusto, segno che dietro il lavoro dei contadini non c’è solo l’impegno nel voler coltivare qualcosa in condizioni difficili , ma anche la grande capacità di creare un prodotto eccellente.

El Grifo de Lanzarote ha vinto un premio in un concorso di Bruxelles per la sua Malvasia Volcanica Lias 2018 e uno per la Collezione Rossa 2019, spuntandola tra 10.000 vini provenienti da quasi 50 paesi diversi. Premiate anche le cantine di Martinon, Rubicon e La Geria.

Ma da dove arriva davvero il “segreto” della coltivazione dei vigneti di Lanzarote?
I vignaioli si sono accorti che sotto la lava e la cenere il terreno formato da sabbia e argilla era ancora fertile e così hanno scavato profonde buche a forma di imbuto e piantato 3 viti in ognuna di esse. Hanno anche aggiunto muri in pietra semicircolari per proteggere le viti dai forti venti e dalla cenere vulcanica che si muoveva con loro.

Per quanto riguarda l’assenza di pioggia, è stato sfruttato lo strato di lapilli (piccoli frammenti di lava), che hanno un effetto termoregolatore sul sottosuolo. Questo facilita la filtrazione della pioggia evitando l’evaporazione dal terreno e mantenendo una temperatura costante.